SERIE C - GIRONE B
27ESIMA GIORNATA
DOM. 23 FEBBRAIO 2020
STADIO "PIETRO BARBETTI"
ORE 15

GUBBIO

0

REGGIANA

0

28ESIMA GIORNATA
MERC. 26 FEBBRAIO 2020
STADIO "SANDRO CABASSI"
RINVIATA

CARPI-GUBBIO

> Calendario in pdf.: (scarica)

Clicca le immagini rossoblu!

Classifica

Vicenza
Reggiana
Carpi
Sudtirol

Padova
Feralpisalo
Piacenza
Modena
Triestina
Sambenedettese
Fermana
Virtus Verona
Cesena
Gubbio
Vis Pesaro
Ravenna
Imolese
Arzignano Val.
Rimini

Fano

61
55
53
48
44
44
41
40
40
33
33
32
30
28
28
27
23
22
21

21

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Risultati Calcio...

27ESIMA GIORNATA
DOM. 23 FEBBRAIO 2020

Arzignano Valchiampo
Padova
rinviata

-
-

Cesena
Vicenza

1
3

Fano
Imolese

2
0

Feralpisalo
Carpi
rinviata

-
-

Fermana
Vis Pesaro

1
1

Modena
Sudtirol

1
0

Piacenza
Sambenedettese
rinv.

-
-

Ravenna
Triestina

0
1

Virtus Verona
Rimini

0
0

-

Marcatori 2019-2020
Serie C - Girone B

Biasci Carpi
Paponi Piacenza
Zamparo Reggiana/Rimini
Butic Cesena
Mazzocchi Sudtirol

14
13
11
10
10

Vedi lo stadio Barbetti!

Marcatori Gubbio
2019-2020

Gomez
Sbaffo
Cesaretti
Filippini
Malaccari
Munoz
Maini
Sorrentino
Zanoni

5
5
4
2
2
2
1
1
1

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28ESIMA GIORNATA
MERC. 26 FEBBRAIO 2020

Carpi-Gubbio

Imolese-Fermana

Modena-Arzignano V.

Ravenna-Padova

Rimini-Fano

Sambenedettese-Cesena

Sudtirol-Feralpisalo

Triestina-Reggiana

Vicenza-Piacenza

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Torrente: "Il virus ci cambierà. E quel gol di Crema..."

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IN FOTO (di repertorio), VINCENZO TORRENTE.

Il tecnico rossoblù, messaggio tramite Skype: "Mi aggiorno, guardo partite, curiamo tutti i dettagli pure a distanza, ma il momento non è facile. Non credo che si riprenderà. Un virus che cambierà tutto, pure a livello economico. Poi un ringraziamento, per quel gol, l'essenza del mio calcio..."
A seguire tutti gli aggioramenti e le news...

LE IMMAGINI DEL MATCH: » LE FOTO DI GUBBIO - REGGIANA

28 MARZO 2020
Tutto categoricamente via etere. Parla tramite Skype l'allenatore Vincenzo Torrente in questo periodo difficile per tutti e dice: "Lavoro in casa. Mi aggiorno. Cerco di documentarmi a livello calcistico. Sto studiando. Sto guardando quello di positivo che è stato fatto in questa stagione. Guardo partite. Poi guardo quei calciatori che non conosco. Sono sempre in contatto con lo staff tecnico nell'intento di poter migliorare sempre quello che si va facendo. Noi vogliamo sempre la crescita dei ragazzi. Negli scorsi mesi siamo riusciti a dare una identità vera alla squadra, la squadra è assoluamente cresciuta. É stato fatto un lavoro lungo e difficile all'inizio, con scelte delicate che andavano fatte. Ora stiamo monitorando i ragazzi a distanza, non lasciamo nulla al caso e non vogliamo che si lasciano andare. Curiamo tutto anche a livello di alimentazione grazie al dottore Corbucci. Tutti i ragazzi sono rimasti a Gubbio, è stata una decisione ferrea ma giusta. D'altronde il governo è stato chiaro, non si va altrove". Se si dovesse riprendere? "Non credo che sarà facile. Poi non so veramente se si riprenderà davvero. Se si dovesse ripartire è come ripartire in estate con un nuovo mini-campionato. Ma ribadisco, non può essere facile. Sia per la condizione da ritrovare ma soprattutto per le paure. Soprattutto a livello mentale questa situazione ha toccato parecchio tutti. La priorità è la salute, parlare di calcio a luglio o ad agosto è superfluo. Con tutti questi decessi e con tanta gente che perderà il lavoro, come si può parlare ancora di calcio? Bisogna avere rispetto soprattutto per i morti e mi resta difficile parlarne. Non comandiamo noi, purtroppo adesso comanda il virus. Questa epidemia cambierà le abitudini, inoltre ci sarà un ridimensionamento economico anche per il calcio. Toccherà tutti: allenatori, calciatori, ma pure le tv e i mezzi di informazione. Probabilmente ci saranno anche dei biglietti meno cari". Il trainer manda un saluto ai tifosi: "Mi raccomando, restate a casa: così facendo mi auguro che torneremo ad abbracciarci tutti insieme e sperare di dare nuove gioie sul campo". Infine il tecnico Vincenzo Torrente ha voluto ringraziare il nostro sito web (il tutto tramite il responsabile della comunicazione Massimo Francioni), affermando quanto segue: "Vorrei congratularmi con il sito web Gubbiofans.it perchè ha ricordato quel gol di Crema di undici anni fa. Ma dico questo perchè quel gol di Gomez rappresenta l'essenza del calcio che piace a me. In pratica quell'azione sintetizza in maniera perfetta il tipo di calcio che intendo io: un calcio basato su tocchi di prima, con verticalizzazioni che arrivano in area molto velocemente con la palla al piede. Dal punto di vista estetico è la sintesi perfetta: un tocco, o al massimo due, tra sei calciatori, senza poi fare toccare mai la palla agli avversari".
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27 MARZO 2020
Rewind. A Crema undici anni fa... un gol con tanti tocchi. Gomez gol e quell'azione perfetta

Tempo di ricordi. Era il 27 marzo 2011, precisamente undici anni fa. Il Gubbio di Torrente si appresta a giocare a Crema contro il Pergocrema. Uno stadio originale, stile inglese, con tribuna bassa attaccata al campo e coperta. Con tanti eugubini al seguito che improvvisarono una tavolata prima del fischio d'inizio davanti allo stadio lombardo, dove si offrivano panini con porchetta e vino. Un'atmosfera di certo inusuale che sorprese le forze dell'ordine locali in tenuta anti-sommossa e qualcuno di loro si tolse il casco di protezione invitati dai tifosi eugubini a mangiare qualcosa. Tra i sorrisi generali e un clima di vera festa. Un calcio genuino e reale. Scene che adesso, nei tempi del coronavirus, sono improponibili. Ogni aggregazione è vietata. Ogni situazione di festa è stata soppressa. Ogni weekend non esiste più. Grazie ad un virus importato: ricordiamocelo sempre - questo - per degli errori evitabili che si potevano evitare. Per una politica (chiamarli politici è parola grossa) che ha pensato ai soli interessi personali e non per il bene di una nazione, dei suoi cittadini e della salute pubblica. Non scordiamocelo mai, in particolare modo per chi ha perso un caro e per i tanti decessi che hanno colpito il popolo, i più deboli. Tornando a quella partita ricordavamo il numeroso gruppo di tifosi eugubini (in 300). Andò in vantaggio la squadra cremasca con Galli. Poi, però, fu protagonista Gomez che segnò il gol del pareggio tramite un'azione corale tutta in velocità con sei tocchi volanti, poi capitalizzata con un tiro all'incrocio proprio dall'argentino. Come si può vedere da questo video ripescato su 'you tube' postato da 'Mirko Loche Produzioni Video' e a partire dal primo minuto si vede l'azione descritta (» vedi video). Ma quella annata è stata magica. Scrutando sempre 'you tube' si nota un altro video antecedente, datato il 13 marzo 2011, quando il Gubbio vinse per 1-0 a Reggio Emilia contro la Reggiana davanti a 630 tifosi eugubini al seguito. Il gol risolutore fu realizzato da Donnarumma (ora ad Empoli in serie A). Un video completo che racconta un momento toccante per i cuori rossoblù (» vedi video).
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25 MARZO 2020
Zanoni: "La vedo molto dura che si tornerà a giocare. La situazione è critica, in Lombardia..."

Si vive ormai tutto in un mondo virtuale. Senza incontri, senza approcci, senza un rapporto personale. Parla in video chat il terzino Enrico Zanoni, nativo di Treviglio, nella provincia bergamasca, ma la sua famiglia vive ora ad Agnadello nel cremonese. Il terzino sinistro racconta così come sta vivendo il momento: "La vita di tutti noi è cambiata. Mi adatto nelle mura domestiche facendo delle faccende casalinghe e nel pomeriggio mi guardo un film. Dopo di chè, dopo le cinque del pomeriggio circa, intraprendo a fare degli esercizi atletici che ci mandano lo staff tecnico del Gubbio. Così per un'oretta tutti i giorni, esercizi accompagnati da un po' di musica. Dopo cena vedo che cosa mi offre la tv e poi si va a dormire. Questa adesso è la giornata tipo". Uno stile di vita che è cambiato un po' per tutti. Ma quando si torna a parlare di calcio, il difensore lombardo dice: "Se si tornerà a giocare sono dell'idea che sarà molto difficile trovare la giusta condizione. Questa la considero come se fosse una seconda preparazione. Come se tutti quanti fossimo tornati ad agosto. Se si dovesse ripartire diventerebbe un campionato a sè. Come se fosse un altro campionato. Un peccato fermarsi perchè avevamo trovato la quadratura del cerchio in squadra, riuscivamo inoltre ad esprimere un buon gioco e quindi tutto questo non ci voleva perchè provenivamo da una lunga serie di risultati utili consecutivi". Un pensiero va alla sua gente in terra lombarda che sta attraversando davvero un periodo molto doloroso: "Parlare di calcio è difficile. Il mio pensiero è sempre rivolto ai miei cari e ai miei parenti che si trovano là. Penso anche ai miei nonni, nella speranza che non succeda nulla. Mi riferisco soprattutto a mio nonno che a livello di salute è il più debole. Un contagio al virus potrebbe diventare compromettente. Ma voglio restare e pensare sempre positivo. Ad Agnadello per fortuna per ora ci sono pochi contagi. Purtroppo invece, un paese vicino, Pandino, è stato molto colpito: con tanto dispiacere è deceduto pure il presidente della squadra di questo paese che conoscevo, in una formazione dove sono cresciuto prima che andassi all'Atalanta. Un mio amico di famiglia lavora nell'ospedale di Crema dove è stato costruito anche lì un ospedale da campo e mi ha raccontato che la situazione è critica. Si parla addirittura che ad un certo punto si deve scegliere chi fare vivere e chi viene lascialo andare al suo destino verso la morte. Tra un trentenne ed un anziano, la priorità viene concessa al più giovane per le cure in ospedale, mentre l'altro torna a casa. Veramente in Lombardia la situazione è piuttosto critica". Ma si ripartirà? "Credo che bisogna pensare alla salute delle persone, parlare di calcio adesso è molto superficiale. La priorità è la sanità perchè siamo in emergenza nazionale. Dico la mia, tornare in campo? Ma io la vedo molto dura". Ancora messaggi di cordoglio per la scomparsa di Fausto Coppari. Massimo Vispi, un portiere del Gubbio dal 1971 al 1978, lo ricorda così scrivendo sul muro di Gubbiofans.it: "Ho conosciuto mister Coppari, quando era allenatore delle giovanili del Gubbio, in una situazione molto particolare. Mentre mi recavo agli allenamenti in bici vengo fermato da mister Coppari che mi dice che avrei fatto meglio a mettere da parte la bici perchè non era una attività consigliata per un calciatore. Praticamente per diversi minuti mi fece una lezione di anatomia e fisiologia sulla muscolatura delle gambe con una tale competenza e passione che mi convinse a tal punto che misi subito da parte la bici. Da quel giorno ci siamo risentiti e spesso gli chiedevo consigli sia calcistici che non. Un maestro".
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24 MARZO 2020
Se n'è andato Fausto Coppari, una gloria rossoblù. Il ricordo di Mengoni: "Fu un maestro"

Un altro lutto in casa rossoblù, ma questa volta non ha niente a che fare con il coronavirus come nel caso di Vincenzo Pasqua. Se n'è andato dopo una lunga malattia Fausto Coppari, all'età di 87 anni, ex attaccante dei rossoblù di fine anni '50 e inizio anni '60, con il Gubbio aveva giocato in Quarta Serie. Una volta terminata la carriera calcistica da calciatore Coppari ha intrapreso il ruolo di allenatore nel settore giovanile. In particolar modo a Gubbio, ma anche con l'Edilcemento (di cui fu fondatore insieme a Fernando Barbetti ed Enrico Nicchi) e nel Perugia con Francioni e Cerafischi ai tempi del presidente Silvestrini. Esordio in maglia rossoblù il 28 settembre 1958 condito con una rete nel derby vinto contro il Foligno per 4-0. Nella stagione 1958-1959 ci fu anche il derby contro il Perugia. Si giocava allora sugli spalti del 'Santa Giuliana' e la gara di andata fini 1-1: reti di Serlupini e Nofri. Al ritorno, nel 1959, in casa eugubina nella 'Fossa dei Leoni' del San Benedetto uscì fuori un 2-2. In quella stagione inoltre si ricorda pure il derby contro la Ternana: vittoria in casa per 2-0 con le reti di Santonocito e Minelli. Al ritorno invece fu sconfitta con i rossoverdi per 1-0. Come allenatore nelle giovanili viene ricordato come un sergente di ferro, molto pignolo e dedito al lavoro, pure quando in estate andava in vacanza con la sua famiglia nella casa di Pontesasso nei pressi di Marotta di Fano. Un ricordo, un pensiero, verso Fausto Coppari lo dedica un ex calciatore del Gubbio, Lele Mengoni, che sul muro di Gubbiofans.it ha scritto un messaggio che racconta il personaggio. Una lettera a cuore aperto, eccola di seguito: "Caro Fausto te ne sei andato in silenzio e con riservatezza: doti che avevavo da sempre contraddistinto il tuo essere. Sei stato per Noi giovani della classe 60 - 61 - 62, cui si aggiungevano "Rimpi" Migliarini e Giorgetto Vantaggi, un esempio, un maestro, un padre. Ci hai insegnato i valori veri del calcio e della vita. Ci hai permesso di essere "gruppo", amici, uomini . Oggi ci rammarichiamo per non poter essere lì a tributarti il Nostro rispetto, il Nostro attaccamento e la Nostra ammirazione. Ciao Mister Coppari e grazie di tutto! Gli Allievi della Gubbio Calcio". Intanto sul quotidiano sportivo 'Corriere dello Sport' di martedì 24 marzo, ampio risalto al Gubbio con un articolo intitolato: «il Gubbio si fida di Torrente e Gomez». All'interno dell'articolo si spazia dall'emergenza coronavirus all'importanza dell'attaccante argentino e del tecnico di Cetara che con i numeri hanno cambiato il Gubbio facendo reagire quella squadra che si trovava in evidente difficoltà di inizio stagione. Ecco nel link l'articolo completo (» leggi).
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23 MARZO 2020
Gubbio, ex calciatore vittima del Covid-19: Vincenzo Pasqua ci lascia. Il ricordo di Ferrari

Un virus che non risparmia, nessuno. Lutto pure nel calcio eugubino. É deceduto all'Ospedale 'Santa Maria della Misericordia' di Perugia infatti un ex calciatore rossoblù: si tratta di Vincenzo Pasqua, lo storico centravanti a cavallo dal 1969 a 1971, soprannominato 'Fucilino'. Aveva 76 anni, era ricoverato da giorni nell'ospedale del capoluogo umbro e gli era stato diagnosticato il virus Covid-19. Viveva a Perugia ma quando si è sentito male si trovava nei pressi di Bastia Umbra, - scrive così il portale web Bastiaoggi.it - stava male da giorni e aveva la polmonite. Così fu trasportato lo scorso 17 marzo in ospedale con una ambulanza (con infermieri ricoperti con tute bianche, come è prassi ora), ricoverato in terapia intensiva. Tutti lo ricordano, perchè era una bocca di fuoco insieme a Claudio Cagnazzo: con la maglia eugubina segnò 16 reti nella prima stagione (in 22 partite) e otto reti nella seguente. Proprio nella stagione 1969-1970 esordì a Gubbio con i rossoblù freschi della promozione in serie D. Lo ricorda Antonio Ferrari, che all'epoca era centrocampista, raccontando un aneddoto che riguardava la partita tra Pietrasanta e Gubbio (21 dicembre 1969) dove lo stesso Pasqua realizzò una personale doppietta con i rossoblù che vinsero fuori casa con un rotondo poker (per 4-1): "Negli anni ci siamo rivisti e ogni volta che ci incontravamo ricordava con tanta gioia l'episodio di Pietrasanta. Lui fece davvero due bellissimi gol in quella partita. Poi si mise a prendere in giro il terzino che lo marcava. Irritato, venne espulso l'avversario. Ma poco dopo l'arbitro cacciò dal campo pure Pasqua. Quando rientrarono negli spogliatoi voleva un confronto con lo spogliatoio degli altri, ci fu un fuggi fuggi generale tra dirigenti e calciatori. É una storia che è sempre rimasta di Fucilino. Lo chiamavano così perchè lui era capace di fare tutti i gol di rapina". Ecco una foto dell'epoca che ci ha girato proprio Antonio Ferrari, immagine di Gianfranco Gavirati (» vedi foto). Lo stesso Vincenzo Pasqua tra l'altro faceva parte di quei calciatori che affrontarono a Coverciano, nell'amichevole del 28 ottobre 1970, la Nazionale Azzurra guidata da Ferruccio Valcareggi, vice campione del Mondo del 1970 (dopo la finale di Città del Messico contro il grande Brasile di Pelè). In questo momento non c'è altro da aggiungere.
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22 MARZO 2020
Focus. Dal comitato Covid-19 ad un paese in rovina. Un virus che scoperchia tante pecche...

In un paese totalmente in declino, che proprio in un momento di emergenza dimostra tutte le fragilità e le nefandezze fatte in passato (delle quali parleremo dopo), intanto la Lega Pro comunica che è stato istituito un Comitato Covid-19. Di che cosa si tratta? Nasce per trovare delle soluzioni per il paese e la comunità. In pratica consiste nel valutare l'impatto economico, sociale e occupazionale di questo coronavirus sull'ecosistema della Lega Pro e dei suoi 60 clubs. Si scrive - in una nota della Lega Pro - che il tutto potrebbe comportare dei danni economici e sociali sul calcio di serie C per alcuni milioni di euro. Con una nota, lo stesso presidente Ghirelli dice: «Questo comitato non gioca in difesa, limitandosi a quantificare il danno, ma intende trovare possibili soluzioni». Come si può leggere in toto in questo comunicato (» leggi). Ma torniamo al discorso di apertura. Un discorso netto va fatto. Pure nel calcio si è litigato mentre il paese combatte contro un virus invisibile. Mentre un paese combatte un contagio limitando la vita delle persone, chiudendo scuole e potenziando il sistema sanitario della nazione, il mondo professionistico litiga sui calendari delle partite che ha subito inevitabilmente delle variazioni visto che ormai è una emergenza a livello mondiale. C'è chi vuole iniziare prima, chi dopo, chi concludere a giugno, ognuno muove il suo orticello. Crediamo che per tutti oggi questo virus è un vero ammonimento: ci insegna quanto siamo fragili. Anche il calcio professionistico dovrebbe imparare da questa lezione. Ma d'altronde è un paese fragile e lo dimostra in uno stato di emergenza. Prima già del virus l'economia italiana stava attraversando un periodo infelice. Figuriamoci adesso con le strade vuote, negozi chiusi, lavoratori a casa senza stipendio, altri che devono riceverlo e non si sa quando. L'economia è ferma. Solo alcuni fortunati (e sono sempre i soliti) possono godere ancora di quello stipendio fisso. Ma qualcuno ancora non lo capisce (o fa finta di non capirlo). Come del resto è giusto stare a casa. Ma bisogna distinguere chi è in casa chiuso in 70 metri quadrati (se va bene talvolta) e chi ha la villa con giardino o piscina, quindi con più aria di sfogo. Una quarantena dorata, diremmo noi. Il resto della popolazione invece è come se fosse agli arresti domiciliari. Nessuno lo dice, ma lo è. Ci auguriamo che possa servire per debellare questo virus. Siamo i primi a dire che queste regole vanno rispettate. Ma ci auguriamo poi, quando finisce tutto, che ci sia la stessa fermezza nel rispetto della legalità di fermare e punire gli spacciatori, i ladri o coloro che fanno accattonaggio molesto senza fissa dimora (punibile con il codice penale art. 663 bis). Lo diciamo ai politicanti, non di certo alle forze dell'ordine che fanno il loro lavoro fino in fondo e in questi giorni sono in prima linea per fronteggiare una emergenza senza precedenti. Come sono in trincea tutti quelli che si trovano nell'apparato sanitario a fronteggiare una malattia senza precedenti. Tutti vittime di una sanità italiana definanziata da dieci anni dove sono stati tagliati migliaia di dipendenti e i posti letto sono calati (sotto la media Ue). Non lo scriviamo noi, ma i giornali più titolati. Come si può vedere in questo articolo (» leggi). Perchè è chiaro che il primo pensiero della gente adesso è il seguente: c'è rabbia perchè questo contagio poteva (e doveva) essere evitato o quanto meno poteva essere arginato prima. Poteva e non doveva accadere questo. Già quando c'erano le prime avvisaglie lontano dalle mura della penisola. Non si è garantita la sicurezza dei suoi confini e dei suoi cittadini. Lo recita pure la Costituzione, eppure si è violata anche quella. Da tempo non si è più pensato ai cittadini, alla patria, a coloro che trainano sul campo il paese realmente. Che tutto questo serva da lezione. Serve un esame di coscienza, per tutti.
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19 MARZO 2020
Gomez: "Un bacione a tutti quanti, andrà tutto bene". Intanto i big del calcio e della politica...

Tempo di quarantena per tutti i papà. Una festa del babbo (la chiamamo noi) diversa dal solito. Un saluto particolare viene dal calciatore argentino di spicco del Gubbio. Juanito Gomez, chiuso come tutti nelle mura domestiche, lancia un saluto virtuale a tutta Gubbio. Ecco il messaggio della punta argentina: "Voglio approfittarne per salutare tutti i papà di Gubbio. Tutti i papà del mondo in questo giorno speciale. Approfitto di salutare mio padre che si trova in Argentina. Un bacione a tutti quanti, un abbraccio e andrà tutto bene". Un messaggio tramite i canali social ufficiale. Anche la più logica e scontata comunicazione ormai è ridotta ai minimi in tempo di coronavirus. Una fase difficile per tutti. Intanto il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, parla di una possibile riapertura del campionato su Rai Tre: "Pensiamo alla data del 3 maggio. Una data che auspichiamo. La situazione medico-sanitaria cambia di giorno in giorno. Sarei molto cauto prima che si ritorni alla normalità. In tal caso, se sarà possibile ripartire dal 3 maggio, le partite saranno giocate tutte a porte chiuse. Riprenderemo infatti la normalità solo quando non ci saranno più pericoli negli stadi". D'altronde è molto chiaro il presidente della Libera Associazione Medici Italiani del Calcio, Enrico Castellacci (ex responsabile dello staff medico della Nazionale), che spiega secondo quanto riporta Calciomercato.com: "Esprimiamo tutto il nostro dissenso sull'idea di alcuni club calcistici di iniziare gli allenamenti precocemente, cioè anche prima del 3 aprile. Crediamo che la data per iniziare gli allenamenti dovrebbe essere concordata per tutte le squadre e quindi deve essere uguale. Esiste adesso solo una priorità: la tutela della salute a prescindere da qualsiasi altra valutazione politica, sportiva o economica". Sul tavolo anche il possibile taglio degli ingaggi ai calciatori e si parla anche di cassa integrazione. Ne ha parlato pure il presidente dell'Aic, Damiano Tommasi, che ha specificato all'Ansa: "Il tema della sostenibilità del sistema calcio durante e dopo questa crisi globale è ovviamente di estremo interesse per tutti quelli che vivono in questo sistema, calciatori compresi. Perciò tutti abbiamo l'interesse che l'equilibrio economico venga preservato e proprio per questo dobbiamo valutare tutti gli elementi del momento. Mancati introiti, rinvio delle competizioni, cancellazione di eventi, contributi governativi, aiuti federali, sostegno delle istituzioni internazionali. Tutti questi elementi ci diranno quale sarà il ruolo dei calciatori".
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18 MARZO 2020
L'editoriale: calcio in stallo e virus, il nostro parere spassionato. L'ex Galderisi dice la sua

Un calcio fermo, ipnotizzato. Ognuno a casa sua, come chiuso in una botte di ferro. Un mondo che si è involuto in un'era moderna. Inimmaginabile e sotto certi aspetti incomprensibile. Perchè qualcuno un giorno dovrà spiegare (a tutti) come è nato questo virus che sta fermando l'intero globo. Ci deve essere una spiegazione. E a tempo debito qualcuno dovrà spiegarlo alla popolazione. Se veramente siamo in uno stato democratico. Altrimenti ci sarebbero da fare altre supposizioni. Che non stiamo di certo qui a parlarne. Già se ne dicono tante. Anche tra i politicanti che sfornano solo parole e pochi fatti. Mentre dobbiamo pensare a chi sta fisicamente in trincea. Dagli ammalati a tutto l'apparato sanitario, senza escludere nessuno. Perchè qui siamo in guerra. Ormai ce lo dicono in molti, ormai in tutte le testate, ormai in tutte le salse. Una guerra che non si capisce da chi sia stata scatenata. Una guerra che poi come al solito colpisce i più deboli. Coloro che reggono l'Italia. Coloro che devono subire pure quei tagli scellerati alla sanità e quelle scelte passate aberranti che stanno portando un intero paese al declino. Perchè qualcuno ha pensato solo al suo orticino e non al paese, nemmeno al popolo italiano. Questa è la realtà e noi non usiamo giri di parole. Perchè è giunta l'ora di dire basta. Perchè è vero che qua si parla solo di calcio. Ma è anche vero che siamo tutti italiani. Tutti rappresentiamo lo stivale, un popolo. É giusto esprimere il proprio pensiero. Ma soprattutto metterci sempre la faccia. Perchè in Italia ogni volta si pensa a fuggire dalle proprie responsabilità. D'altronde di calcio in questi giorni c'è da scrivere ben poco. Si vive di ricordi. Un ricordo che sta a cuore al trainer Vincenzo Torrente è di sicuro quella vittoria dell'Anfield Road. Accadde proprio oggi: il 18 marzo 1992. Di cosa stiamo parlando? Di quel Genoa famoso targato Osvaldo Bagnoli. Quel Genoa riuscì a vincere contro il Liverpool per 2-1 con una doppietta di Aguilera. Fu la prima squadra italiana che riuscì nell'impresa. Così il grifone si aggiudicò l'accesso alle semifinali della Coppa Uefa. In campo c'era Vincenzo Torrente, con la maglia rossoblù (del Genoa), insieme ai vari campioni del tempo come il brasiliano Branco (segnò un eurogol nella gara di andata al Marassi) oppure Eranio, Collovati e Skuhravy. Sappiamo che a Torrente sta a cuore questo evento. Un evento che viene ricordato dal portale web Calcissimo.com (» leggi). In questo momento di stop, c'è chi dice la sua opinione a riguardo. Il trainer Giuseppe Galderisi, ex del Gubbio, ora tecnico della Vis Pesaro, ha dichiarato il suo parere sulle colonne del Corriere di Padova: "Bisogna ritrovare la forza di guardare avanti e pensare al nostro lavoro. Quando si può ripartire? Non spetta a me dirlo o a decidere, ma sarebbe meglio terminare tutto".
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17 MARZO 2020
Fine delle attività fino al 3 aprile. Ma poi chissà se si riprenderà davvero. Il calcio è fermo

Prima riunione non fisica (in call conference) tra la Lega Pro e l'Asso Calciatori. La riunione si è aperta con il comune impegno a portare a termine il Campionato Serie C auspicando che le condizioni sanitarie lo consentano, pur nella consapevolezza di trovarsi di fronte ad uno scenario da monitorare con attenzione giorno dopo giorno in attesa delle indicazioni e dei provvedimenti delle Autorità. Il tavolo si è già attivato per valutare e quantificare l’entità dei danni subiti e di quelli che nel prossimo futuro i club si troveranno ad affrontare. Preso atto delle raccomandazioni delle Autorità e della Federazione Medico Sportiva Italiana, che individuano nei giorni a venire il periodo del possibile “picco massimo” dei contagi da Coronavirus Covid-19, Lega Pro ed Aic hanno ritenuto doveroso e prudente per la tutela della salute di tutti gli addetti ai lavori dei club, posticipare alla data del 3 aprile, il termine fino al quale dovrà essere osservata la sosta delle attività. Con alcune precise precauzioni. Evitare gli spostamenti in entrata e in uscita dal luogo di dimora o domicilio nel comune dove ha sede l'attività lavorativa, ovvero dal differente luogo dove gli stessi effettivamente abitano, salvo le ipotesi legate a situazioni di necessità o motivi di salute. Rimanere nella propria abitazione, in caso di febbre superiore a 37,5 gradi, limitando al massimo i contatti sociali, nonché di contattare il proprio medico curante. Non uscire dalla propria abitazione per chi è sottoposto alla quarantena o è risultato positivo al virus. Chiaro che il futuro sembra molto incerto. Difficile ipotizzare anche la ripresa del campionato in una situazione di totale emergenza sanitaria che non solo interessa l'intera nazione, ma praticamente sta interessando quasi tutto il globo. Tant'è che gli Europei di calcio sono stati rinviati all'anno prossimo, ovvero inizieranno a partire da giugno 2021. Il calcio si è fermato dappertutto. In tutto il continente europeo e pure in Argentina, Brasile, Bolivia e Cile. Il campionato potrebbe anche non finire. Questo rischio resta. D'altronde il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ai microfoni di Radio Anch'io Sport (su Radio 1 Rai), è stato esplicito: "Non posso escludere nulla. Dobbiamo cercare di programmare con l'idea che è quella di portare i campionati a termine. Fra le ipotesi preannuncio anche la possibilità di non assegnazione del titolo, di congelamento della graduatoria o del ricorso a playoff e playout. Se non sarà possibile portare a termini i campionati, adotteremo altre decisioni. Non è escluso che il campionato di oggi possa essere bilanciato su due stagioni diverse".
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16 MARZO 2020
Accadde oggi: quella gara dopo l'impensabile nevicata con la Fiorentina. Con foto ricordo

Era il 16 marzo 2003. Esattamente 17 anni fa. Una partita che è rimasta nella storia perchè poi è stata rievocata in più occasioni. Stiamo parlando di Gubbio contro Fiorentina, che a quei tempi si chiamava Florentia Viola perchè in quella stagione ci fu il punto di ripartenza dalla serie C2. Una gara che riempì lo stadio Barbetti. Sugli spalti presenti 5.413 spettatori con esattezza, con la partecipazione piuttosto cospicua dei tifosi viola (in 2.510 sugli spalti), per un incasso da record di 56.400 euro. Una partita piuttosto combattuta che finì 0-0 e il Gubbio sfiorò l'impresa ma il sogno si era infranto sulla traversa dagli undici metri allo scadere. Possiamo mostrare un articolo dell'epoca che abbiamo trovato sul web (» leggi). Ma si ricorda soprattutto perchè fu un giorno di marzo dove all'improvviso scese la neve e la gara era a forte rischio rinvio. Tutto faceva presagire che la partita venisse rinviata per impraticabilità del campo. Ma è grazie ad alcuni tifosi eroici del Gubbio (insieme ad alcuni sostenitori viola), che si misero a spalare la neve a tempi di record prima del match, si arrivò all'impensabile: la partita si giocò regolarmente senza problemi. Una scena che fu ricordata a Firenze negli anni successivi, come ad esempio viene scritto in questo articolo da Firenzeviola.it (» leggi). Una partita nella quale il Gubbio allenato allora da Alessandrini dimostrò di giocarsela alla pari contro Di Livio & company, con un certo Giovanni Cipolla superstar che aveva dribblato praticamente tutti anche se nel momento più bello il suo penalty (che fu causato da Marinelli) non ebbe l'esito sperato e la palla scheggiò la parte bassa della traversa. Un segno del destino: quel gol poteva portare quel Gubbio a ridosso della vetta. Ma il destino vuole che quella partita viene spesso ricordata dal popolo del capoluogo toscano. Come quando si scrive che quel campo di Gubbio «possiede qualcosa di mitologico e nostalgico». Come del resto si può leggere in questo articolo di Violanews.com (» leggi). Ma come viene descritto, è stato anche un momento populista, di unione e divisione. E di condivisione, aggiungiamo noi. Un momento di sport di aggregazione unica, che ricorda belli momenti, soprattutto in questa fase storica che sta attraversando il nostro paese. Una cosa impensata anche questa: il coprifuoco sull'Italia intera.
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