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►• 18 OTTOBRE
2026
Carraro: "É da salvare ben poco". Braglia: "Rimango male". Le foto di Gubbio-Atalanta U23
Per
il Gubbio é notte fonda. Quinta sconfitta consecutiva, attacco a
secco per la seconda partita di seguito e penultimo posto in
classifica. Al Barbetti passa pure l'Atalanta con un secco 2-0 e il
fortino rossoblù si sbriciola come un cartone alla terza
sconfitta in successione. La squadra ha perso la bussola e pure il
nuovo tecnico Piero Braglia si mostra estremamente impensierito: "Sono
rimasto male. Dico questo perché durante gli allenamenti vedo
altro. Quello che si prova in settimana poi non si applica in partita,
vedasi i due gol presi in velocità in contropiede dove abbiamo
lasciato campo libero in cinquanta metri. Questa
squadra deve e può fare fare meglio, la classifica comincia a
farsi pericolosa. Da questi ragazzi mi aspetto di più
onestamente. Cosa ci é mancato? Una serie di cose: l'attenzione,
la furbizia, la forza, la convinzione, la qualità che andrebbe
messa, ma
soprattutto ho visto troppe giocate all'indietro. Nel calcio bisogna
giocare diversamente. Se influisce un fattore psicologico negativo? Io
vado dietro a certi principi che nel calcio sono fondamentali:
equilibrio e personalità. Facciamo tanta
fatica, il morale nello spogliatoio é basso. Credo che giocare a
calcio é la cosa più bella ma se uno gioca con la paura
non
si va da nessuna parte. Voglio dire qui a Gubbio la gente sugli spalti
ha fischiato al tripliche fischio, prima proprio nessuno ha detto
qualcosa a questi ragazzi. Perciò una tranquillità del
genere non la troveranno da nessun'altra parte. Se qui a Gubbio
qualcuno ha
timore non é giustificabile, perciò voglio e pretendo di
più dai calciatori". Le parole di Federico Carraro: "In
questo momento c'è da salvare poco o nulla. Siamo in netta
difficoltà. Tanti i limiti. Dobbiamo avere la forza di uscirne
altrimenti sarà davvero dura. C'è poca fiducia per vie
delle prestazioni e risultati non positivi. Serve una mentalità
diversa. Fisicamente non stiamo bene, con tanti infortuni e pure chi
sta giocando non è al 100%. Ora bisogna migliorare in tutto: a
livello tattico, fisico e tecnico. Solo tra di noi possiamo uscirne". Il parere del tecnico dei bergamaschi Nicola Beati: "Era
un partita delicata per entrambe dopo un periodo negativo, ma io avevo
già studiato il Gubbio perché lo considero di
qualità soprattutto in attacco. Da parte nostra siamo stati
bravi ad indirizzare la partita e farla nostra perché avevo
detto ai ragazzi di comandare il gioco e giostrare la palla
anche prendendosi qualche dose di rischio. Abbiamo concesso veramente
poco nelle preventive e abbiamo tenuto botta per tutti i novanta minuti".
Intanto ecco le immagini della partita tra Gubbio e Atalanta U23 con
una serie di 20 scatti. Fotoservizio di Paolo Panfili. Nel link a
seguire: (» vedi foto).
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►• 18 OTTOBRE
2026
Atalanta U23 passa a Gubbio e per i rossoblù é notte fonda (0-2). In gol Diao e Bonanomi
Gubbio
contro Atalanta U23. La partita inizia con la protesta dei tifosi che
espongono uno striscione all'entrata della curva: «Società
di calcio o compagnia teatrale? Ogni vostra mossa é un
carnevale!». Il settore della curva resta senza tifo organizzato
e senza striscioni. Pure il terreno di gioco non sembra essere in
perfette condizioni con alcune chiazze gialle sparse senza erba nel
campo. La cronaca. Al 9' va via sulla trequarti Misitano che serve in
area Diao che calcia in diagonale di destro, palla che sfila di poco a
lato. Fase di stallo con due squadre che giocano al piccolo al trotto
fino al 34' quando Navarro ci prova direttamente su punizione dal
limite con palla che sorvola di poco sopra la traversa. Al 37' una
palla tambureggiante in area eugubina con tiro finale di Ghislandi che
termina alto. Al 40' grande pericolo quando Steffanoni lancia in porta
Diao che calcia addosso al portiere in uscita e così il Gubbio
si salva. Primo tempo che termina senza sussulti. La ripresa. Al 4'
ancora bergamaschi in avanti che si fanno pericolosi con Misitano che
calcia in porta e impegna a terra Marson. Al 12' prima azione dei
rossoblù quando La Mantia serve in area Zallu in progressione
che solo davanti al portiere prova il tiro di destro, ma Anelli in
uscita si salva e respinge la sfera. Al minuto 14 il tecnico Braglia
cambia modulo passando dal 4-4-2 al 3-4-1-2 con l'entrata di Barani al
posto di Ghirardello. Al 24' il neo entrato Bonanomi innesca
Ghislandi che prova il tiro al volo in area, Marson c'è e
respinge con i guantoni in tuffo. Al 28' prova l'assolo Navarro sulla
sinistra e calcia un diagonale di sinistro con la palla che attraversa
tutto lo specchio della porta e termina di poco a lato. Ancora avanti
gli ospiti al 29' con Levak che prova il tiro da fuori area con Marson
che ci deve mettere di nuovo una pezza in tuffo con i pugni. A furia di
pressare gli orobici trovano il gol. Al 38'
atalantini in vantaggio: nella più classica azione di
contropiede é Zanaboni
che lancia lungo per Diao che si porta in area, salta tutti, portiere
compreso, e deposita la palla in rete di piatto destro in solitaria. Al
45'
tentativo di Carraro da fuori area con un tiro potente sotto la
traversa, ma
Anelli vola sotto la traversa e devia la sfera in angolo. Al 46' arriva
il raddoppio bergamasco ancora in contropiede quando Bonanomi si invola
in area, salta prima Ferrini, poi salta il portiere Marson in uscita e
di piatto sinistro deposita la palla in
fondo al sacco. Per il Gubbio é buio pesto.
Tabellino: Gubbio - Atalanta U23 (0-2):
Gubbio (4-4-2):
Marson; Zallu, Baroncelli, Ferrini, Podda (1' st Fazzi); Spina (34' st Baldini), Carraro, Rosaia,
Ghirardello (14' st Barani); La Mantia (14' st Beretta), Minta. A disp.: Bagnolini, Barbanera, Barry,
Signorini, Zorzetto, Piomboni. All.:
Braglia.
Atalanta U23
(4-3-3): Anelli; Bergonzi, Isoa, Guerini, Navarro;
Steffanoni, Levak, Ghislandi (31' st Manzoni); De Nipoti (19' st
Bonanomi), Diao (43' st Pulijc), Misitano (19' st Zanaboni). A disp.:
Bertini, Zanchi, Simonetto, Ramaj, Baldo, Bertolini, Camara, Rinaldi,
Pedretti, Mencaraglia. All.: Beati.
Arbitro: Palmieri
di Brindisi (Skura di Jesi e Petarlin di Vicenza); quarto uomo: Colelli
di Ostia Lido; operatore Fvs: Galieni di Ascoli Piceno.
Reti: 38' st Diao (A), 46' st Bonanomi (A).
Ammoniti: Podda (A), Minta (G), De Nipoti (A), Ferrini (G). Angoli: 7-5. Recupero: 0' pt; 4' st. Spettatori: 757 (di cui 496 abbonati).
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►• 15 OTTOBRE
2026
Gubbio: identità e attaccamento smarriti. La mancanza del 'bonus-tempo' e ambiente teso
Il
Gubbio ha vissuto un andamento altalenante nelle ultime stagioni di
serie C passando dall'ottimo piazzamento del 2024 ad una fase di
maggiopre sofferenza. Il picco nell'era Braglia nella stagione
2023-2024 con l'annata decisamente positiva con il Gubbio che si
trovava stabilmente nelle zone nobili della classifica. Lo dicono i
numeri: quinto posto in classifica, 59 punti in 38 partite disputate.
Una stagione più complessa invece quella del Gubbio del
2024-2025 caratterizzata da una maggiore discontinuità nei
risultati che ha fatto perdere qualche posizione in classifica:
undicesimo posto, 48 punti in 38 partite, con un'annata dove si sono
alternati due allenatori, prima Taurino e poi Fontana. Nella stagione
2025-2026 con l'avvento di Di Carlo la squadra ha mostrato una forte
propensione ai pareggi (ben 15 su 36 totali), mantenendo una buona
solidità difensiva ma faticando a trovare la via del gol con
regolarità: risultato raggiunto nel torneo con un ottavo posto,
48 punti in 36 partite. Un avvio decisamente complicato nell'attuale
stagione dove il campionato si sta rivelando particolarmente ostico.
Curioso ma vero, la squadra si trova in piena zona playout:
diciottesimo posto in classifica, appena sette punti racimolati. Il
confronto storico mette in luce come l'inizio della stagione attuale
rappresenti a tutti gli effetti il momento più critico del
Gubbio negli ultimi quattro anni. Analizzando il rendimento della prima
squadra nelle prime nove giornate emerge un netto calo sia in termini
di punti sia di tenuta difensiva. Un confronto numerico dopo nove
giornate: 15 punti nel 2023-2024; 13 punti nel 2024-2025; 11 punti nel
2025-2026; 7 punti nella stagione attuale con relativa zona playout. Il
fattore sconfitte: con sei stop in nove gare la squadra ha già
eguagliato il numero totale di sconfitte che in passato (come nel
2023-2024) subiva in quasi metà campionato. Il distacco dalla
vetta é sempre più marcato: se due anni fa il Gubbio
navigava a ridosso delle prime posizioni, oggi lo scarto dalla prima in
classifica (Spezia a 25 punti) é considerevole perché
é già di ben 18 punti. Forse per questo motivo la
società eugubina ha richiamato Braglia in panchina, vale a
dire che il presidente Notari si é posto l'obiettivo di
risollevare la squadra e ripetere i buoni risultati ottenuti nel suo
precedente biennio. Ma la situazione attuale non é così
facile perché la squadra ha dimostrato forti limiti di tenuta
psicologica e tattica, c'è l'assidua ricerca di trovare la
quadratura e una identità ben precisa in una situazione che
appare molto complessa per via dei tanti infortuni. La scelta di
riprendere Braglia ha creato qualche malumore nella piazza che non
é legato al valore del tecnico, quanto alle modalità con
cui si era consumato l'addio nel maggio 2024. Durante la presentazione
lo stesso Braglia ha cercato di gettare l'acqua sul fuoco chiarendo la
sua versione dei fatti. É ovvio che la diffidenza dei tifosi
aggrava il
momento delicato. Pressione ambientale alle stelle: giocare in un clima
di tensione e scetticismo toglie serenità ad una squadra che
é già mentalmente fragile. La mancanza del 'bonus tempo'
perché a differenza di un tecnico esordiente, Braglia non ha
tempo per sperimentare e, avendo un passato importante, la piazza
pretende risultati immediati. In questo scenario l'unica medicina per
ricompattare l'ambiente sono i punti sul campo.
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►• 14 OTTOBRE
2026
Gubbio e Atalanta U23 diventa un crocevia per due. Il rientro di Minta diventa essenziale
Il
prossimo avversario del Gubbio nel recupero del mercoledì
é stato
sconfitto in trasferta dal Latina per 2-0. Infatti l'Atalanta U23
é uscita senza punti dallo stadio Francioni con i padroni di
casa che si
sono imposti grazie alle reti di Baez e Cioffi. A complicare
la situazione per i giovani bergamaschi é stata
l'espulsione di Pounga sul finale del primo tempo che salterà
Gubbio. Si tratta della
terza sconfitta consecutiva per la squadra orobica che viene
scavalcata proprio dal Latina. La classifica si complica così
anche per il Gubbio visto che proviene da un trend piuttosto negativo
che ha
portato la dirigenza del presidente Notari ad esonerare Domenico Di
Carlo
per richiamare in panchina Piero Braglia. Il cambio della guida tecnica
evidenzia così la gravità del momento e il tentativo
immediato di
scuotere l'ambiente. Tra la tifoseria e appunto l'ambiente
c'è grande attesa ad esempio per il ritorno a pieno regime di
elementi come Minta, considerato uno dei principali profili in grado di
fare la
differenza e di garantire imprevedibilità offensiva,
oltre i
gol che sono mancati finora alla squadra (solo 10 all'attivo).
L'esordio di Braglia sulla panchina del Gubbio a La Spezia per ora non
ha dato i frutti sperati, con una squadra troppo passiva e priva di
spunti nei momenti chiave del match. Perciò la partita di
domenica contro i bergamaschi rappresenta una sfida molto delicata per
i rossoblù in quanto sono chiamati a riscattare il passo falso
dell'ultimo turno. L'Atalanta U23 naviga anch'essa nella parte
medio-bassa della classifica rendendo il match uno scontro diretto
importante per tirarsi fuori da una posizione scomoda e allontananarsi
dalle zone calde della graduatoria. L'allenatore dei nerazzurri Nicola
Beati é umbro di Perugia, con un passato nelle giovanili
dell'Inter
debuttando in prima squadra nel ruolo di centrocampista sia in serie A
che in Champions League, giocando in serie B con Triestina, Arezzo,
Crotone e Frosinone, in serie C con Perugia per chiudere poi la carriera da
calciatore con Foligno e Sansepolcro. Da allenatore Beati é
stato collaboratote tecnico dell'Under 19 dell'Inter per poi fare il
vice di Paolo Zanetti con Venezia, Empoli ed Hellas Verona. L'attuale
avventura si tratta della prima esperienza come allenatore in prima
squadra e con l'Atalanta U23 di solito gioca con il modulo 4-3-3 che
può cambiare nel 4-4-2. Probabile formazione. Anelli in porta.
Difesa a quattro con Bergonzi, Mirra, Pulijc e Simonetto. A
centrocampo il trio Bonanomi, Steffanoni e Levak. Di punta il
tridente Diao, Bertolini e Misitano. Le possibili scelte tattiche del
Gubbio. Probabile il modulo 4-2-3-1 ibrido che in fase di non possesso
diventa un 4-4-2. Valutare e indovinare la formazione di Braglia
é da sempre un'impresa proprio perché il mister toscano
ha la radicata abitudine di non diramare o non rendere nota la lista
dei convocati alla vigilia delle partite.
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►• 12 OTTOBRE
2026
Gubbio: statistica e media età, così non va. Torrente: "Il Gubbio al completo ha dei valori"
É
il momento delle riflessioni analitiche. Il primo dato é
già una notizia. La squadra spezzina ha un'età media che
si é vista in campo sensibilmente minore rispetto al Gubbio. A
livello di organico lo Spezia ha una età media di 24,2 anni:
é una delle rose più giovani ed efficienti del torneo,
finora sta guidando la classifica con ottimi risultati. Età
media dei calciatori del Gubbio: é di 26 anni, con picchi nei
titolari schierati che superano i 27,4 anni di media complessiva in
base alle scelte strategiche dell'allenatore. Nella partita giocata
sabato sera l'età media dei calciatori spezzini scesi in campo
dal primo minuto é di 25,18 anni. Il Gubbio invece ha giocato
con una formazione di undici titolari con età media di
26,90 anni. Possesso palla in favore dei spezzini per il 65% contro il
35% degli eugubini. Il portiere Bagnolini (oltre alle due reti
incassate) é dovuto ricorrere ai ripari con sei interventi con
parate decisive. Il portiere delle aquile Micai invece é stato
praticamente inoperoso, solamente un intervento da annotare. Gubbio
spuntato: cinque tiri, di cui solo uno nello specchio della porta. Lo
Spezia ha provato la conclusione per 18 volte di cui 10 hanno
inquadrato il bersaglio. Tante palle lunge (52%) e pochi
cross (19%) del Gubbio. La formazione spezzina ha corso di
più percorrendo 104 chilometri contro i 97 chilometri dei
rossoblù. Il commento. Era presente sugli spalti dello stadio
Picco di La Spezia l'ex allenatore dei rossoblù Vincenzo
Torrente. Ecco le sue dichiarazioni: "Lo
Spezia sta andando a mille: si vede che ha una identità
importante, grande organizzazione, buon palleggio, inoltre ha concesso
veramente poco. Il Gubbio invece deve trovare ancora la sua
identità e i suoi equilibri. Gli spezzini sono partiti forte
trovando subito il gol su palla inattiva, complice una disattenzione in
fase difensiva del Gubbio. Poi lo stesso Gubbio ha provato di fare
quasi sempre la costruzione dal basso, ma lo Spezia é stato
molto aggressivo nella riconquista a palla alta, infatti il secondo gol
dei liguri è nato da un errore dei rossoblù a
centrocampo. Nella ripresa la squadra di Turati ha pensato
principalmente a gestire la gara e il risultato. Nel Gubbio attuale
risulta evidente l'assenza di tanti calciatori per infortunio. Braglia
é partito con quattro calciatori offensivi ma nella ripresa non
c'erano più cambi. Alcuni calciatori non sono al meglio delle
condizioni come ad esempio Carraro o Ghirardello. Secondo me il Gubbio
deve recuperare tutti gli infortunati per essere competitivo
perché sono dell'idea che la squadra con una rosa al completo possiede dei valori importanti.
In particolare Minta é fondamentale perché spacca la
partita. Ora Braglia dovrà trovare la giusta soluzione per
creare degli equilibri tra difesa, centrocampo e attacco, ma é
arrivato solo da pochi giorni. Braglia é un allenatore molto
esperto per la categoria, possiede le conoscenze per gestire la
situazione e saprà cosa fare. Credo che il campionato del Gubbio
inizia domenica poiché il calendario é alla portata
adesso". Pensare che una situazione simile é successa nel
2019 quando proprio Torrente subentrò a Guidi con il Gubbio che
navigava in brutte acque: "All'epoca
personalmente avevo cercato di sistemare l'aspetto psicologico
perché c'è bisogno di liberare la testa prima di tutto.
In quell'occasione ho cercato di gestire i problemi
dello spogliatoio, ho provato di dare una identità ed
equilibrio al collettivo. Quando si prende in mano una squadra in corsa
ti devi adattare ed io ho cercato di sfruttare al meglio le
caratteristiche proprie dei calciatori di allora".
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►• 11 OTTOBRE
2026
Gubbio terzultimo, crisi profonda. Tanti gli interrogativi: mettono a nudo criticità strutturali
Stagnazione
grave e pericolosa. Il Gubbio occupa la 18esima posizione con 7 punti
in nove partite e implacabile terzultimo posto in classifica.
Storicamente un momento simile é stato vissuto nella stagione
2019-2020 con Guidi alla guida, prima di risalire la china con
l'avvento di Torrente. Altri precedenti non felici nella stagione
2017-2018 con Cornacchini poi sostituito in corsa in panchina da
Sandreani. La situazione effettivamente é molto delicata e
riflette una crisi profonda. I numeri e gli ultimi sviluppi evidenziano
chiaramente la complessità del momento. Sei sconfitte in nove
partite (pari al 67%), una sterilità offensiva con appena 10 gol
segnati a fronte di una difesa piuttosto fragile che ha incassato 18
reti. Adesso é stato chiamato Braglia al posto di Di Carlo
per tentare la svolta ma la sua nuova avventura é iniziata
con un amaro 2-0 sul campo dello Spezia dove ha messo a nudo diverse
criticità strutturali, molte delle quali preesistenti al cambio
di guida tecnica. Lo Spezia ha evidenziato un netto divario e l'assenza
di automatismi nella squadra umbra. Il Gubbio é andato subito in
apnea dopo appena tre minuti (gol di Sganzerla) che ha spento subito le
idee della squadra. La difesa ha concesso troppa libertà in area
di rigore, un difetto emerso in diverse occasioni create dallo Spezia,
come il colpo di testa di Cazzadori e successivi affondi. La squadra ha
mostrato delle gravi difficoltà nell'impostare l'azione dalle
retrovie, il forte pressing della capolista ha indotto nell'errore i
difensori eugubini e proprio da una palla persa in uscita é nato
il raddoppio delle aquile firmato da Mazzocchi. Nonostante alcuni
tentativi isolati con tiri fuori misura (di Podda e di La Mantia), la
manovra del
Gubbio negli ultimi venti metri é apparsa lenta,
prevedibile e priva di verticalizzazioni efficaci per impensierire
seriamente la retroguardia spezzina. Il tecnico Piero Braglia ha
adottato una tattica tutta particolare in fase di non possesso con un
4-4-2 lineare strutturato su tre linee orizzontali ben definite, solo a
tratti in fase di ripiegamento si é visto un 4-2-3-1 sdentato
perché La Mantia era sempre isolato, tant'è che il suo
unico tiro in porta si é registrato nella ripresa da oltre 30
metri ma abbondantemente fuori calibro. La prova dei rossoblù
solleva interrogativi pesanti su atteggiamento e tenuta mentale. Gli
avversari si sono trovati di fronte un Gubbio dimesso, senza
personalità, con l'atteggiamento di una squadra che non ha
ancora capito in quale campionato si trova a giocare. Un centrocampo
senza passo, un reparto offensivo con poche idee e poco servito, gli
attaccanti del team ligure sbucavano da tutte le parti con la
retroguardia rossoblù enigmaticamente immobile a guardare.
Giocatori molli, un atteggiamento sbagliato e un'arrendevolezza
disarmante. Ci sarà davvero molto da lavorare per il tecnico
Braglia al suo secondo mandato (il Braglia bis). Le giovanili. Una
vittoria esterna importante per la Primavera 3 allenata da Sandreani
sul campo del
Guidonia: 2-1 il risultato finale con doppietta rossoblù di
Toska. L'Under 17 di Tafani ha pareggiato per 1-1 sempre a Guidonia:
gol eugubino di Noviello. Clamoroso risultato con dieci gol per
l'Under 16 di
Gagliardi che pareggia fuori casa contro la Sambenedettese con il pirotecnico risultato finale di 5-5: in
gol per i rossoblù Barigelli, Brualdi, Montecchia e doppietta di
Svampa. L'Under 15 di Pacciarini esce sconfitta per 2-0 fuori casa
contro il Guidonia.
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►• 10 OTTOBRE
2026
Braglia é già duro dopo La Spezia: "Troppo passivi e rassegnati". Le foto di Spezia-Gubbio
L'esordio
di Piero Braglia sulla panchina rossoblù é pieno di
amarezza. La squadra spezzina domina e passeggia sulla squadra del
Gubbio dettando subito legge dai primi minuti, segnando un gol subito
in avvio, sfiorando il raddoppio a più riprese, segnando il
raddoppio e sfiorando il tris. Nella ripresa le aquile hanno allentato
il ritmo. Pratica già chiusa nel primo tempo con un Gubbio
praticamente evanescente. A livello tattico il tecnico Braglia ha colto
tutti di sorpresa schierando il modulo 4-4-2 con una difesa a quattro,
una linea a quattro di centrocampisti con ai lati Spina e Ghirardello
utilizzati come ali fluttuanti di ripiegamento con al centro il duo
Carraro e Rosaia, davanti invece due punte con Baldini e La
Mantia. L'analisi del tecnico Piero Braglia a fine match é
tutto un programma: "Siamo stati
troppo passivi, soprattutto in alcuni calciatori. Certo, non posso
immaginare di sistemare tutto e subito, però mi aspettavo un
atteggiamento diverso. In certe occasioni bisogna rischiare, avere
coraggio e prendere l'iniziativa. Oltretutto ci sono stati degli errori
che hanno condizionato la partita. Non ho dubbi che sul primo gol (di
Sganzerla ndr) c'è stato un errore del portiere. Sul
secondo gol invece c'è stata una lettura sbagliata dopo una
uscita. In campo a tratti ci siamo fattti anche vedere, però ho
visto nei ragazzi una certa remissività e questo mi ha dato
molto fastidio. Merito certamente dello Spezia che ha un bravo
allenatore come Turati: si vede che giocano un buon calcio e lavorano
bene da mesi, giocano a memoria con automatismi collaudati. Da parte
mia sto lavorando da pochi giorni a Gubbio, non posso mica risolvere
tutti i problemi in soli due secondi, perciò dovrò essere
bravo a rimettere tutte le cose a posto. Però per fare questo
dovrò avere tutti a disposizione". Braglia ammette in pratica che il
percorso per invertire la rotta dopo quattro sconfitte consecutive
sarà molto impegnativo. Sottolineando come i gol siano nati da
disattenzioni, esprimendo un parere sulla stessa falsa riga del
predecessore ovvero l'allenatore Domenico Di Carlo, inoltre ha notato un
senso di rassegnazione in alcuni frangenti in campo preoccupante. Il
tecnico delle aquile Marco Turati invece gongola: "Una
delle gare più emozionanti. Ho chiamato tutti i ragazzi sotto la
curva. Una prestazione eccellente, siamo stati in gestione costante. La
squadra ha spinto in avanti per 96 minuti". Intanto ecco alcune
immagini della partita tra Spezia e Gubbio. Si ringrazia la
collaborazione di Gianluca Parenti dello Spezia 1906. A seguire il link
(» vedi foto).
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►• 10 OTTOBRE
2026
Uno Spezia in scioltezza piega un Gubbio in affanno (2-0). In gol Sganzerla e Mazzocchi
Spezia
contro Gubbio. Si parte dalla distinta: nel Gubbio non sono presenti
nella lista delle formazioni Meconi, Cardascio, Minta, Pinato, Di Noia
e Cesari. Questa annotazione perché Braglia è abituato a
non fornire i nomi dei convocati alla vigilia di qualsiasi match. La
cronaca. Parte fin da subito forte la squadra spezzina quando al 2'
Capomaggio fa partire un destro di piatto dal limite che costringe il
portiere Bagnolini a volare sotto il sette e deviare la sfera in
angolo. Ma dal corner arriva il vantaggio dei bianchi (3'): Cardinali
pennella un cross in area dove Sganzerla di testa colpisce quasi in
solitaria con la palla che finisce in rete angolata appena toccata da
Bagnolini. Primo accenno di reazione dei rossoblù al 18' quando
Rosaia crossa in area per la testa di La Mantia che incorna
abbondantemente a lato. Al 24' su corner di Limonelli, ci prova con un
tiro fulmineo Cazzadori dal limite ma Bagnolini é reattivo e
para. Al 32' va via Cardinali sulla sinistra e crossa in area dove ci
prova di testa Cazzadori: palla che va di poco a lato. Al 35' tenta il tiro
Cardinali con un destro radente dal limite, Bagnolini si distende in
tuffo e para. Il gol é nell'aria e il raddoppio delle aquile
arriva al 38': sulla fascia destra Capomaggio pennella un cross al
bacio in area per Mazzocchi che in scivolata, di sinistro, al volo,
calcia angolato e la palla si insacca a pelo d'erba alle spalle di
Bagnolini. Al 40' ancora pressing dei liguri e un altro rischio grosso
quando Cardinali crossa in area dove Bright schiaccia di testa in
porta, questa volta Bagnolini compie il miracolo respingendo la sfera
in tuffo da terra. Spezia in scioltezza, Gubbio in grande affanno nella
prima frazione. La ripresa. La musica non cambia, é un monologo di
gestione palla dello Spezia. Al 16' ci prova Limonelli dai venti metri
con un tiro che sorvola di poco sopra la traversa. Poco prima Podda
lanciato solo davanti al portiere calcia alto con lo scavetto con la palla che si
ferma sopra la rete della traversa, ma l'arbitro in verità aveva fermato tutto
per fuorigioco. Al 35' cross in area di Cazzadori, colpo di testa di
Zilli che termina di poco a lato. Al 43' assolo di Jimenez che penetra
in area e serve Bright che prova il tiro ma per fortuna dei
rossoblù calcia sopra il montante. Un minuto più tardi
c'è Durmush che prende la mira dal limite: tiro teso ma
Bagnolini fa buona guardia.
Tabellino: Spezia - Gubbio (2-0):
Spezia (4-2-3-1):
Micai; Mateju, Sapola, Sganzerla, Oyono (28' st Cancellieri); Bright,
Capomaggio; Cazzadori (39' st Durmush), Limonelli (39' st Jimenez),
Cardinali (39' st Cannavò); Mazzocchi (17' st Zilli). A disp.:
Ciocci, Doretti, Joselito, Di
Serio, Candellari, Benvenuto, Spedalieri,
Giorgeschi, Fontanarosa. All.: Turati.
Gubbio (4-4-2):
Bagnolini; Zallu, Ferrini, Baroncelli, Podda; Spina (22' st Barani),
Carraro, Rosaia (37' st Zorzetto), Ghirardello; Baldini (1' st
Beretta), La Mantia (15' st Fazzi). A disp.: Marson, Barry,
Signorini, Piomboni. All.: Braglia
Arbitro: Gauzolino
di Torino (Cassano di Saronno e Li Vigni di Seregno); quarto uomo: Dasso di Genova; operatore Fvs: Pignatelli di Viareggio.
Reti: 3' pt Sganzerla (S), 38' pt Mazzocchi (S).
Ammoniti: Ghirardello (G), Cardinali (S), Spina (G) Turati (S). Angoli: 5-2. Recupero: 1' pt; 4' st. Spettatori: 9558 (di cui 6254 abbonati); 18 provenienti da Gubbio.
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►• 08 OTTOBRE
2026
Braglia: "Andai via perchè volevo spronare il presidente Notari ad alzare l'asticella e poi..."
Prime
parole dell'allenatore Piero Braglia accompagnato da tre volti nuovi
nello staff tecnico come Massimiliano Bongiorni (vice-allenatore),
Stefano Cellio (preparatore altetico) e Roberto Antrone (match
analyst), come si può vedere nell'immagine di Simone Grilli.
Subito elogiato dal diesse Mauro Leo che ha definito così il suo
arrivo: «Accanto al nuovo mister ho visto un nuovo modo di vedere
calcio». Cosa ha detto in sintesi il tecnico toscano al ritorno
in rossoblù: "Ma io spiego subito
perché me ne andai da Gubbio. Al presidente dissi determinate
cose ben precise, cioè io non potevo continuare in una certa maniera perché meglio
non si poteva fare, se non cambiavano determinate situazioni ed in
particolare mi riferivo ai campi di allenamento. Non parlai nè
di Gubbio nè dei tifosi del Gubbio. Non ho mai offeso nessuno a
Gubbio tanto per essere chiari e ho sempre portato rispetto a tutti
ovunque sono andato. Dissi al presidente che non c'erano più i
presupposti per crescere. Volevo solamente spronare il presidente Notari
perché volevo che costruisse nuove strutture. Sono andato via
perché credevo che Notari capisse che era il momento di alzare
il livello. Lasciai oltretutto con uno stipendo molto importante... quindi".
Ma le condizioni sono rimaste sempre quelle, sia dei campi di
allenamento sia della curva. Braglia ha risposto così spostando
un po' il tiro:"Purtroppo
quello che é successo dopo il mio addio non lo so e
non posso saperlo.
Vorrà dire che andremo a parlare con chi comanda e chi comanda
é Sauro Notari. Anche a costo di arrabbiarmi, come
é successo già in passato, ho sempre avuto un
rapporto diretto e molto schietto con il
presidente. Tuttavia adesso andremo su due campi di allenamento: il
terreno di
Gualdo Tadino per me é di ottimo livello e poi useremo anche il
Beniamino Ubaldi. Non sono in villeggiatura, qua sono venuto per
lavorare. Devo tirare fuori la squadra perché non va bene dove
si é infilata e adesso a Gubbio voglio rifarmi dopo
un periodo amaro di risultati per il sottoscritto". A livello tattico Braglia spiega il suo modo di fare calcio: "Ognuno
vede il calcio a modo suo. Chiaro che io vado avanti con le
mie idee. L'allenatore é bravo quando mette in condizioni di
esprimere al meglio i propri calciatori. Prima osservo i calciatori a
disposizione e poi spetterà a me valutare quale vestito sarà giusto
per questa squadra". In ogni caso dalle prime indicazioni é stato testato il modulo 4-2-3-1. Riguardo al gruppo Braglia ha poi specificato: "Ma
io già conosco bene Rosaia, Signorini e Spina. Sicuramente al
resto dei calciatori, tutti e tre hanno già riferito come sono
fatto io. Ma chi giocherà? Dipende dalle prestazioni. Ho già
detto a tutti i calciatori che si parte tutti alla pari". Sabato ci sarà di fronte lo Spezia: "Non
vedo punti deboli in una squadra molto organizzata con un allenatore giovane
ma molto bravo. Quando perdono palla però diventano più vulnerabili". La probabile formazione dello Spezia con il tecnico Turati che adotta
il 4-2-3-1. Assente lo squalificato Capolupo. Micai in
porta. Difesa a quattro con Mateju, Sapola, Oyono e Cancellieri.
Centrocampo a due con Bright e Capomaggio. L'asse di trequartisti
basato su Cazzadori, Limonelli e Cardinali. Come puntero c'è
Mazzocchi.
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►• 07 OTTOBRE
2026
Notari e Braglia, un ritorno di fiamma. Personalità che non amano i filtri della diplomazia
C'eravamo
tanto amati. Si ritrovano insieme dopo il biennio dal 2022 al 2024, il
presidente Sauro Notari e l'allenatore Piero Braglia, che sono da
sempre descritte come due personalità vulcaniche, dirette,
impulsive, con caratteri forti, egocentrici, che non amano i filtri
della diplomazia calcistica. Da una parte troviamo Sauro Notari che da
quando é in carica come presidente ha cambiato dal 2014 in poi
ben quattordici allenatori. Dall'altra parte troviamo Piero Braglia
conosciuto come un condottiero di vecchio stampo esigente e pragmatico,
aveva lasciato Gubbio nel 2024 sollevando delle critiche sulle
strutture logistiche e i campi di allenamento. Il tecnico toscano alla
guida del Gubbio ha avuto due stagioni importanti con due quinti posti
consecutivi e la qualificazione ai playoff. Ma dopo il biennio in
rossoblù le esperienze successive sono state davvero un
tormento. Dopo l'addio da Gubbio infatti per il tecnico di Cecina
é iniziato un periodo nero segnato da zero continuità e
molte amarezze: in ordine cronologico a Campobasso (avventura conclusa
anticipatamente), a Rimini (situazione surreale con un contratto mai
depositato), a Perugia (solo cinque partite da allenatore con
altrettante sconfitte), per ultimo a Pontedera (subentrato in corsa ma
la squadra toscana é retrocessa in serie D). Adesso il patron
Sauro Notari spera che sia arrivato il momento del rilancio sia per il
tecnico toscano sia per la squadra eugubina. Tale scelta ha i suoi
vantaggi ma anche dei rischi. Braglia conosce già l'ambiente e
non ha bisogno del classico periodo di adattamento. Spesso però
la seconda avventura non riesce a replicare la magia della prima. Nel
calcio i ritorni romantici sono un'arma a doppio taglio. C'è chi
riesce a fare il bis e chi distrugge il bel ricordo che aveva lasciato.
A livello tattico, nell'esperienza precedente di Gubbio, Braglia ha
utilizzato principalmente due sistemi di gioco passando dalla difesa a
tre a quella a quattro. Nella prima parte della sua gestione ha
schierato il 4-2-3-1 per poi cambiare con il 3-5-2 (oppure 3-4-1-2).
Nel corso della stagione successiva invece é partito con il
3-4-1-2 mutando poi radicalmente i piani passando al 4-2-3-1 (oppure
4-3-2-1). Nell'attualità Piero Braglia ha provato in allenamento
una difesa a quattro con due schemi precisi, il 4-3-3 e il 4-3-1-2. Si
tratta dell'opzione più probabile per dare solidità ad
una squadra che subisce troppi gol e viene da una striscia negativa,
con una formazione in piena crisi con tre sconfitte di fila, cinque nei
primi otto turni di campionato e in totale emergenza per gli infortuni.
Nel Gubbio di oggi il tecnico Braglia ritrova alcune pedine che aveva
già allenato nella sua prima esperienza in rossoblù:
nell'ordine parliamo di Signorini, Rosaia e Spina. Durante la
conoscenza del gruppo in questi primi giorni Braglia ha ritrovato nei
ranghi Carraro, Pinato, Ghirardello, tutti reduci da un infortunio.
Ancora fuori causa e difficilmente recuperabili Minta, Cesari,
Cardascio, Meconi e Fazzi, quest'ultimo si é infortunato nel
derby con il Perugia e dovrà sottoporsi agli accertamenti del
caso.
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►• 06 OTTOBRE
2026
Gubbio, ambiente pesante. Lasciano Cavargini e Francioni. Confronto tra tifosi e società
Non
finiscono i cambiamenti in casa Gubbio. All'indomani dell'esonero del
tecnico Domenico Di Carlo e del vice allenatore Davide Mezzanotti
arrivano in maniera inaspettata e clamorosa le dimissioni di altri due
componenti della Gubbio Calcio. L'addetto stampa Massimiliano Francioni
ha rassegnato formalmente le dimissioni. A pochissima distanza dal
responsabile della comunicazione, anche il preparatore atletico Fabio
Cavargini a sua volta si é dimesso. Questi adii arrivano in
concomitanza con la rivoluzione in panchina decisa dal presidente Sauro
Notari dopo la sconfitta nel derby contro il Perugia. Al momento non
sono stati ufficializzati i nomi dei sostituti poichè le
dimissioni di Francioni e Cavargini sono state rassegnate
improvvisamente. Per ora l'unico volto nuovo é quello del
toscano Massimiliano Bongiorni, 55enne, nel ruolo di vice-allenatore,
già collaboratore di Braglia nella passata stagione quando era
alla guida del Pontedera (poi retrocesso in serie D). Per la scelta
dell'allenatore, la società (nel suo entourage) aveva condotto
dei sondaggi con altri tecnici (nomi che conosciamo sui quali
preferiamo mantenere il massimo riserbo per confidenzialità), ma
la proprietà é stata irremovibile decidendo di affidare
la panchina all'ex Piero Braglia. Il ritorno del tecnico toscano alla
guida della panchina del Gubbio é stato fortemente voluto dal
presidente Notari per dare una sterzata immediata all'ambiente
motivando la decisione perché Braglia conosce bene la piazza, le
dinamiche societarie e non ha bisogno di tempi di adattamento per
subentrare a stagione in corso. La giornata di lunedì in
verità é stata molto movimentata e tumultuosa
perché un gruppo di tifosi eugubini ha voluto incontrare un
intermediario della società per fare chiarezza. Nell'incontro
che si é tenuto in un locale pubblico, una delegazione di
sostenitori rossoblù ha chiesto e ottenuto un confronto diretto
con un alto dirigente per esprimere il proprio malcontento e chiedere
spiegazioni sulla gestione tecnica in particolare sulla nomina del
nuovo allenatore. Per voce ferma dell'intermediario, la società
ha dato una risposta ai tifosi motivando la decisione del ritorno di
Piero Braglia perché viene identificato come l'unico salvatore
possibile e la persona migliore per prendere una squadra in corsa. Si
registra un clima pesante nella piazza e la situazione diventa
esponenzialmente più complessa e rischiosa. A partire dal
compito del nuovo allenatore, Piero Braglia, che dovrà fare
quadrato. Significa che dovrà compattare l'ambiente, proteggere
il gruppo e fare fronte comune contro le difficoltà, nel momento
in cui il Gubbio attraversa un momento di crisi con tensioni societarie
e forti critiche da parte dei tifosi. Da parte della società
il difficile compito di trovare un degno sostituto
del preparatote atletico dimissionario Fabio Cavargini. Nel frattempo
la società dovrà trovare un sostituto
dell'uscente Massimiliano Francioni che dovrà dimostrare la
stessa disponibilità e puntualità nel fornire
informazioni alla stampa sia in casa ma soprattutto nelle gare esterne.
In altre parole é fondamentale avere un addetto stampa
professionista all'altezza che come dote preziosa é necessario debba avere un
'portafoglio' di relazioni: deve avere contatti diretti e caldi con
tutti gli organi di stampa e con i giornalisti, deve dimostrare
risultati concreti e specialmente deve essere completamente imparziale.
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►• 04 OTTOBRE
2026
Esonerato Di Carlo, c'è il ritorno di Braglia. Sollevato dall'incarico pure il vice Mezzanotti
Il
Gubbio ha deciso. Esonerato il tecnico Domenico Di Carlo dopo la
sconfitta nel derby casalingo contro il Perugia di Diana per 3-1. La
stessa identica sorte legata ai derby umbri era toccata in passato a
Cristian Bucchi dopo la sconfitta per 5-0 contro il Perugia di Camplone
nel gennaio 2014, a dimostrazione di quanto questa specifica sfida sia
storicamente determinante per il destino degli allenatori
rossoblù. Nel frattempo sono stati sollevati dall'incarico il
vice allenatore Davide Mezzanotti e il match analyst Gaspare Mazarese.
La decisione del presidente Sauro Notari é arrivata in seguito
ad una striscia di tre sconfitte consecutive e un avvio di campionato
altalenante che ha portato i rossoblù in zona playout a sole tre
lunghezze dal fanalino di coda. Al posto di Mimmo Di Carlo la
società ha annunciato il ritorno di Piero Braglia. Si tratta di
un ritorno perché Braglia ha guidato il sodalizio
rossoblù nel biennio 2022-2024, collezionando 85 panchine e
centrando due quinti posti consecutivi in classifica. Il tecnico
toscano é chiamato a dare una sterzata immediata ad una squadra
in difficoltà perché resta ferma a solo 7 punti dopo le
prime otto giornate. Di Carlo era stato ingaggiato nel giugno 2025 in
sostituzione di Gaetano Fontana, non confermato malgrado fosse giunto
ai playoff, obiettivo centrato dallo stesso Di Carlo durante la scorsa
stagione. Sono circolate in verità molteplici ipotesi dopo
l'esonero di Di Carlo, tra i quali é uscito il nome di Leonardo
Menichini, ma la società ha deciso definitivamente di affidare
l'incarico a Piero Braglia con un contratto che lo lega al Gubbio fino
a giugno 2027. Pertanto la proprietà cambia di nuovo programma
nel giro di pochi mesi. Prima si era parlato a giugno di una squadra
imbottita di giovani con alcuni calciatori over che erano destinati
verso una sicura cessione. All'improvviso si é cambiata idea nel
mese di luglio cedendo i migliori giovani che provenivano dalle
giovanili (come ad esempio Barizza, Bacalini e Amantini), tutto questo
é avvenuto per rinnovare alcuni contratti ai calciatori di
maggiore esperienza e per avere una squadra più matura per
portare avanti le idee proprio del tecnico Di Carlo. Adesso, ovvero ad
inizio ottobre, si é cambiato di nuovo registro richiamando un
nuovo allenatore come Braglia. Quando in una società di calcio
la
programmazione non é chiara, si innesca una serie di
criticità a catena che coinvolgono l'aspetto tecnico, societario
e ambientale. Confusioni di ruoli e competenze: società,
direttore sportivo e allenatore spesso perseguono linee guida
differenti portando a mercati estivi incoerenti con giocatori spesso
acquistati senza un vero disegno tattico. Instabilità tecnica:
in assenza di un vero progetto a medio-lungo termine, alle prime
difficoltà i risultati negativi vengono affrontati con delle
soluzioni di emergenza, con un esonero immediato del tecnico o cambi
radicali di rotta. Si é puntato il dito su un calo della
condizione atletica e mentale che ha portato una maggiore esposizione
agli infortuni e logorio psicologico nello spogliatoio, come
oggetto di discussione un'intensità troppo bassa negli
allenamenti portando al cosidetto effetto plateau. Perdita di
identità e disorientamento nell'ambiente: perciò quando
la squadra smarrisce un'idea di gioco riconoscibile, la tifoseria perde
fiducia e l'intero club naviga a vista e si lega esclusivamente
all'episodio della singola partita anzichè ad una crescita
strutturale.
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►• 03 OTTOBRE
2026
Signorini: "Ora però prendiamoci tutti quanti le responsabilità". Le foto di Gubbio-Perugia
Il
Gubbio perde il derby in casa contro il Perugia e lo fa in malo modo
dopo una prestazione opaca. I rossoblù che hanno pensato
soprattutto a non prenderle con un modulo con la difesa
schierata compatta con una linea a cinque. I biancorossi ne approfittano complice alcuni
errori di lettura che hanno influito sul risultato finale. Le parole del
trainer Domenico Di Carlo: "Peccato
perché c'è stato equilibrio. All'inizio abbiamo fatto
giocare il Perugia cercando qualche ripartenza con delle transizioni e
inserimenti. Due gol sono venuti su palle inattive, sia il loro che il
nostro. Nella ripresa c'è stato subito il raddoppio del Perugia
per un
ennesimo errore di qualche singolo, abbiamo creato situazioni di gioco
e
invece nel finale é arrivato il tris biancorosso. Gli episodi
hanno fatto la differenza. Non rimprovero nulla alla squadra sia per
l'atteggiamento sia per la prestazione. Ci dispiace per la
società
e ci dispiace per i tifosi perché in questo derby hanno offerto
un bello spettacolo. Tre sconfitte consecutive? C'è tempo e modo
per ricompattare la squadra. Sette gol subiti in tre partite? Purtroppo
gli errori individuali hanno influito e singolarmente avvengono
ormai con una certa continuità. La sconfitta nel derby fa male.
Ma
noi guardiamo avanti perché la squadra c'è e
perché
abbiamo qualità perciò vedrete che arriveremo alla
salvezza. Se mi
sento in discussione? Da parte mia penso solo a lavorare". Il parere del capitano Andrea Signorini: "C'è
grande delusione da parte della squadra e dei tifosi, adesso
però dobbiamo
prenderci tutti quanti le nostre responsabilità. Siamo tutti
colpevoli e dobbiamo tutti quanti dare un qualcosa in più. Se
siamo
troppo difensivisti? Troppo semplice adesso sparare sulle
persone. Dobbiamo recuperare la compattezza che c'era l'anno passato.
Dico, non é possibile che in ogni partita prendiamo dei gol. Se
c'è una ricetta? Il momento é difficile, nel calcio
può capitare. Oggi siamo andati sotto la curva e ci siamo presi
pure gli insulti della gente. Quando le cose vanno male é giusto
che ti prendi le contestazioni, anzi alle volte possono fare anche
bene. Dobbiamo parlarci all'interno e trovare una soluzione".
Per il Perugia parla il viceallenatore Emanuele Filippini al posto di
Aimo Diana colpito da un lieve malore durante la partita: "Un
primo tempo molto buono, abbiamo gestito sempre la palla nella loro
metà campo. Abbiamo vinto i contrasti e siamo stati efficaci
nella gestione della manovra. Alla fine la vittoria é giusta". Le parole di Luigi Canotto: "Sono felice di aver segnato proprio davanti ai nostri tifosi. Quello che contava era solo vincere". Gli fa eco il capitano dei biancorossi Davide Riccardi: "Felice per il gol, la vittoria ottenuta con carattere e personalità".
Intanto ecco le immagini di Gubbio e Perugia. Fotoservizio di Paolo
Panfili. A seguire la carrellata di 25 fotografie nel link (» vedi foto).
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►• 03 OTTOBRE
2026
Gubbio, ko in casa nel derby col Perugia (1-3). Coreografia commovente. Prova opaca
Gubbio
contro Perugia. Derby acceso sugli spalti. Bella coreografia dei tifosi
eugubini in curva che ricordano coloro che non ci sono più con
uno striscione: «il vostro ricordo nel nostro cammino». Il
settore ospite dedicato ai tifosi perugini é sold out. La
cronaca. Partita che prende subito una piega ben precisa con il Gubbio
schierato con una difesa a cinque e con un atteggiamento in fase di
attesa, il Perugia invece con il palleggio cerca di fare la partita
anche se i ritmi sono piuttosto blandi. All' 8' prima conclusione in
porta
di Carriero dal limite con
un destro che termina di poco alto. Al 28' bolide di Langella di destro
dai venti metri, Bagnolini é costretto a volare sotto il sette e
con i guantoni devia la sfera in calcio d'angolo. Al 29' il Perugia va
in vantaggio: su spiovente di Cisco in area, colpo di testa di sponda
dell'olandese Van Amersfoort, davanti alla porta Riccardi di testa
insacca la palla in rete. Al 37' il Gubbio pareggia: su corner calciato
in area da Rosaia, la difesa biancorossa fa muro respingendo la sfera,
però Barani carica il destro e di collo pieno fa partire una
saetta
con la palla che si insacca sotto all'incrocio. Al 44' ci prova con un
pallonetto dal limite Cisco di destro cercando di sorprendere
Bagnolini,
la palla sorvola di poco sopra il montante. La ripresa. Il Perugia
ritorna subito in vantaggio (2'): nella classica azione di contropiede
Tozzuolo duetta con Cisco a campo aperto, lo stesso Tozzuolo prende di
sorpresa l'intera
retroguardia rossoblù che si fa bucare come un coltello nel
burro e di piede destro in scivolata deposita la palla in rete
che si insacca radente in fondo al sacco. Al 18' ci prova Rosaia con
una rasoiata dal
limite, Zelezny si
distende in tuffo e devia la sfera in angolo. Al 46' arriva il tris
perugino: altra azione di ripartenza con Langella che lancia lungo per
Canotto che va via quasi tutto
solo sulla trequarti trovando ancora la retroguardia eugubina del tutto
impreparata, così indisturbato con un pallonetto di destro
scavalca il portiere Bagnolini in uscita:
la palla si
insacca inesorabilmente in rete. Al 49' il Perugia rischia di segnare
pure il poker quando lo stesso Canotto serve in area Sabbatani che
calcia sfiorando il montante.
Al triplice fischio i calciatori rossoblù vengono contestati dai
tifosi quando si portano sotto la curva; di umore decisamente diverso i
tifosi
perugini che festeggiano la vittoria con i calciatori biancorossi.
Tabellino: Gubbio - Perugia (1-3):
Gubbio
(5-3-2):
Bagnolini; Podda (23' st Carraro), Baroncelli, Signorini, Barry, Barani
(33' st Beretta); Zallu (33' st Ferrini),
Rosaia, Fazzi (6' st Baldini); Spina (23' st Ghirardello), La Mantia. A
disp.: Barbanera, Marson, Cardascio, Di Noia, Pinato,
Zorzetto, Piomboni. All.: Di Carlo.
Perugia (3-5-2):
Zelezny; Tozzuolo, Riccardi, Stramaccioni (24' pt Papazov); Cisco (33' st Renault),
Carriero, Ladinetti, Langella, Borsoi; Van Amersfoort (33' st Canotto), Vergani (19' st Sabbatani). A
disp.: Moro, Strappini, Sam, Dottori, Seha, Conti. All.: Diana.
Arbitro: Castellone
di Napoli (De Chirico di Molfetta e Leotta di Acireale); quarto
ufficiale: Dini di Città di Castello; operatore Fvs: Allievi di
San Benedetto del Tronto.
Reti: 29' pt Riccardi (P), 37' pt Barani (G), 2' st Tozzuolo (P), 46' st Canotto (P).
Ammoniti: Barani (G), Stramaccioni (P), Rosaia (G), Baroncelli (G). Angoli: 5-4. Recupero: 2' pt; 5' st. Spettatori: 3184 (494 abbonati); di cui 1142 da Perugia.
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►• 01 OTTOBRE
2026
L'ora del derby. Per il Gubbio out Cesari e Minta. L'analisi tattica su Di Carlo e Diana
Così
arriva il momento del derby contro il Perugia. É un momento
tanto atteso perché il Gubbio deve rilanciarsi dalle sconfitte
di Ravenna e con l'Ostia Mare dopo due prove opache. Il Perugia invece
cerca la continuità in seguito alla vittoria sulla Reggiana,
dopo un inizio stentato in campionato. I grifoni guidati da Aimo Diana
giocano constantemente con il modulo 3-5-2 e quindi non ci dovrebbero
essere particolari novità rispetto alle ultime uscite. Intanto
é arrivato il transfer per i biancorossi per il difensore
olandese Amoah Foah-Sam: 23 enne, braccetto sinistro difensivo,
andrà ad infoltire un reparto che deve fare a meno degli
infortunati Megelaitis e Angeli, oltre a Cortesi e Cavallini.
Rientrerà Papazov dopo il turno di squalifica. Riguardo al
possibile undici iniziale é possibile la conferma di Zelezny in
porta. Difesa a tre con Tozzuolo, Riccardi e Stramaccioni. Centrocampo
a cinque con Cisco, Langella, Ladinetti, Kabashi e Borsoi. Di punta il
duo Van Amersfoort e Vergani. I principali ballottaggi previsti: uno
tra Cisco o Renault sulla fascia, Stramaccioni o Papazov come centrale
difensivo, Kabashi o Carriero a centrocampo, Vergani o Sabbatani in
attacco. Per quanto riguarda il Gubbio invece il trainer Domenico Di
Carlo prima di tutto dovrà fare la conta dei presenti viste le
numerose assenze. Si parla di un lungo periodo di stop per Cesari
che si é infortunato nella partita di Ravenna con interessamento
del flessore dove ha riportato una lesione muscolare. Non recupera
neanche Minta che dovrà fare ulteriori accertamenti in questi
giorni. Assente anche il lungodegente Pinato che finora ha disputato
solamente undici minuti in Coppa Italia con la Vis Pesaro dove ha avuto
una ricaduta perché reduce da un altr oinfortunio. Per tutti gli
altri é un
vero rebus. Sono disponibili per la panchina Meconi, Signorini,
Carraro, Di Noia e Ghirardello, ma non ce la faranno per giocare come
titolari. Da valutare anche le condizioni di Ferrini che in tale
eventualità può proteggersi il viso con una maschera dopo
l'operazione maxillo-facciale alla mandibola. Il tecnico Di Carlo sta
pensando di schierarsi a specchio, ovvero adottare lo stesso identico
modulo tattico della squadra avversaria. Nelle ultime stagioni il
modulo di riferimento del tecnico rossoblù é stato
storicamente il 3-5-2. Perciò l'idea di mettersi a specchio in
vista della delicata partita contro il Perugia diventa una
possibilità concreta per due motivi strategici: per proteggersi
in piena emergenza e adattarsi alle caratteristiche residue quando le
rotazioni sono corte. Azzardiamo una probabile formazione. Bagnolini in
porta. Difesa a tre inedita con Zallu, Baroncelli e Barry. Un
centrocampo a cinque
con Podda, Fazzi (oppure il giovane Piomboni), Rosaia, Cardascio e
Barani. In attacco il duo Spina e La Mantia. Nella speranza remota che
qualche calciatore tra Signorini, Carraro o addirittura Ferrini
riesca a ristabilirsi da una condizione svantaggiosa e potrebbe
recuperare in extremis per essere all'ultimo momento disponibile
già dalle prime fasi della contesa. In caso di 4-3-1-2
c'è la
possibilità di vedere a centrocampo Fazzi (o Piomboni), Rosaia e
Cardascio, Baldini tra le linee a supporto del duo di attacco sopra
citato. Intanto la tifoseria eugubina carica la città con uno
striscione attaccato nella via principale che porta allo stadio con
scritto: «Tutti in curva e sostegno ad oltranza».
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