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►• 28 SETTEMBRE
2026
Dossier: stadio di proprietà e progetto giovani. Per il derby col Perugia: info biglietti
La
scorsa settimana abbiamo illustrato il dossier sull'importanza del
vivaio per club. Stavolta invece parliamo di strutture perché in
serie C esiste un esempio da copiare. Un modello di business é
quello dell'Albinoleffe, una società che é riuscita
a mandare tre calciatori in
nazionale grazie ad uno stadio ispirato al Barcellona. Al momento viene
considerato uno dei settori
giovanili più importanti d'Italia ed è diventata un punto
di riferimento per gli scout di tutta Europa. Qui sono partite le
storie di Pessina, Zoma e Doumbia. Ogni domenica verso l'Albinoleffe
arrivano richieste di accredito da osservatori da tutta
Europa, Inghilterra, Belgio,
Olanda e non solo. Non é un caso che questa società ha
uno stadio di proprietà e lo ha rifatto con un concept non
italiano dopo che i dirigenti avevano girato l'Europa visionando
strutture sportive
all'avanguardia. Perché viaggiare non è solo cultura o
vedere i luoghi, viaggiare con una certa apertura mentale significa
aprire la
mente perché si aprono gli orizzonti con nuove
possibilità, prospettive, idee e opportunità prima
sconosciute. Proprio da qui il presidente bluceleste Gianfranco
Andreoletti ha pensato a questo
gioiello, il Campus, con un centro sportivo e stadio in un unico
blocco, ispirato a Bayern Monaco e Barcellona. Ogni anno dal settore
giovanile almeno tre ragazzi vanno in prima squadra: si tratta
dell'unico team di C che disputa il campionato di Primavera 1, ovvero
la
serie A della Primavera per intenderci. Ma come fa un club così
piccolo ad essere così forte in un panorama calcistico dove tra
l'altro in regione spiccano società blasonate come Milan,
Inter, Atalanta e tutto il resto. Il
segreto é lo scouting in un raggio di 45
chilometri dove si va alla ricerca dei migliori fin da piccoli, tanto
che il 90% dei
ragazzi della Primavera provengono proprio dall'attività di base
del
club. Tutto é studiato nei minimi particolari. Un primo binario
é dedicato alla conoscenza monitorando
tutto il territorio lombardo tra dilettanti e professionisti. In
parallelo c'è un binario secondario che é la ricerca del
calciatore e si arrivano così alle scelte definitive. Qualcuno
potrebbe
storcere la
bocca e descrivere una reazione critica ma silenziosa o scettica. Come
dire che a Gubbio non si può fare perché é troppo
piccola. Ma in un tutto questo dove é Albinoleffe? Stiamo
parlando di due società della Valseriana che si sono fuse nel
1998 rappresentando le città di Albino (con 17588 abitanti)
e Leffe (con appena 4313 abitanti). Un bacino di utenza indubbiamente
inferiore di Gubbio che può contare 30308 abitanti. Questo
progetto ambizioso e lungimirante nel corso del tempo ha attirato
famiglie e appassionati da tutta Italia. Il presidente Andreoletti
investe perché il sociale é al primo posto, come recita
una scritta presente in sala stampa dell'Albinoleffe. Tutto ciò
avviene in uno stadio
automatizzato grazie ad un impianto di domotica con cui il club
può gestirlo da remoto. Che dire, chapeau. Bisogna solo avere il
coraggio di aprire i
propri orizzonti. Intanto in vista del derby con il Perugia, l'A.S.
Gubbio 1910 comunica che «si invitano i tifosi rossoblù
non
residenti nel comune di Gubbio e nella provincia di Pesaro-Urbino a
sottoscrivere la 'Fidelity Card As Gubbio 1910' indispensabile per
poter
acquistare i tagliandi per il settore locale per il derby. La
limitazione non riguarda i residenti del comune di Gubbio e nella
provincia di Pesaro-Urbino». Le giovanili. Sconfitta per la
Primavera 3
di Sandreani con la Juve Stabia per 2-0. Pari esterno dell'Under 17 di
Tafani con il Grosseto per 1-1: in gol Vita. Sconfitta per l'Under 16
di Gagliardi in casa con la Vis Pesaro per 2-1: rete rossoblù di
Brualdi. Vittoria infine per l'Under 15 di Pacciarini fuori casa a
Grosseto per 2-0: in gol Rossi e Selleri.
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►• 27 SETTEMBRE
2026
Di Carlo: "Mancano gli uomini". Gubbio, expected goals basso. Le foto di Ravenna-Gubbio
Expected
goals: Ravenna 2,62; Gubbio 0,35. Un dato significativo. Cosa
significa. Gli expected goals (in italiano gol attesi, abbreviati in
xG)
sono una metrica statistica del calcio che misura la probabilità
che un determinato tiro diventi un gol. Un valore di 2,62 come quello
del Ravenna indica che in base alla qualità e alla
quantità dei tiri effettuati la squadra giallorossa avrebbe
dovuto segnare tra i due o tre gol in una partita. Così
é stato veramente perché la prestazione é in
perfetto equilibrio
statistico con quanto creato: si tratta di un volume decisamente alto e
sopra la media per una singola partita perché dimostra la
produzione di nitide occasioni da rete. Per quanto riguarda il Gubbio
invece quando si parla di un valore di 0,35 gol attesi (xG) totali
significa che la squadra ha prodotto un volume di gioco offensivo
estremamente basso o sterile. In termini pratici significa che la
squadra non ha saputo costruire nemmeno mezza chiara occasione da gol.
Il Gubbio ha segnato zero gol con 0,35 (xG) e il risultato rispecchia
perfettamente la scarsa qualità delle occasioni create. Questo
dato fotografa la cattiva performance del Gubbio in quel di Ravenna.
Per non farsi mancare nulla, il carico da novanta. Infatti, a
peggiorare
ulteriormente una situazione già difficile, si registra una vera
e propria pioggia di infortuni. L'ultimo caso in ordine di tempo
é quello di Manuel Cesari entrato nella ripresa a Ravenna,
quando già nel primo tempo Di Carlo ha dovuto sostituire Di Noia
per un problema fisico. Le parole eloquenti del trainer Domenico Di
Carlo a fine match: "Sì, la
situazione é difficile con tanti infortuni. Ci mancano gli
uomini. Si é aggiunto
l'infortunio finale di Cesari perché é uscito dal campo
malconcio dopo una storta. Avevamo oltretutto tre calciatori in
panchina che non
erano in grado neanche di giocare, ma ho voluto portarli via con me
lo stesso per fare gruppo.
In ogni caso bisogna dare merito al Ravenna perché é una squadra
forte. Da parte nostra però dovevamo avere più
forza, più gamba, ci é mancata
l'aggressività, ma soprattutto abbiamo commesso
tanti errori. Due errori individuali di Barry su entrambi i rigori che
posso considerare evitabilissimi perché i rigori c'erano. La
gara così ha preso subito
una piega sfavorevole. Ma non voglio accusare nessuno, tutta la squadra poteva fare meglio. Altri
errori si
sono sommati durante le transizioni perché il Ravenna ha preso
campo visto che gioca un bel calcio. La partita era stata
preparata diversarmente. Il film del primo tempo purtroppo é
stato questo. Nella ripresa partita più equilibrata, ma
dobbiamo crescere perché abbiamo lasciato troppi spazi a campo
aperto". Ma intanto ecco le immagini del match tra Ravenna e
Gubbio. Si ringrazia la collaborazione di Luca Zignani del Ravenna
Football Club 1913. Fotoservizio di Filippo Venturi. Nel link a seguire
la carrellata (» vedi foto).
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►• 27 SETTEMBRE
2026
Ravenna domina, Gubbio mai in partita (2-0). Lonardi e Rabbi su rigore fissano il risultato
Ravenna
contro Gubbio. Rossoblù che vengono schierati con il modulo
4-3-1-2 con un ruolo inedito per Zallu che gioca a centrocampo come
interno destro. Partita che prende subito una piega ben distinta: é un monologo con i
giallorossi che dettano il gioco con il palleggio con palla a terra. Al
5' dopo un'azione manovrata da sinistra Bani serve sulla trequarti Duca
che prova il tiro di destro radente, palla che sfila di poco a lato.
Al 10' calcio di rigore per il Ravenna quando Da Pozzo cade
giù in area dopo un contatto con il difensore Barry. Dal
dischetto calcia Esposito, ma Bagnolini é strepitoso
perché si prodiga in tuffo e con i guantoni devia la sfera in
angolo. Ma la gioia dura davvero poco perché al minuto 11,
proprio sul corner, nasce il vantaggio giallorosso: da sinistra Maggio
sguscia via, con l'esterno destro serve al limite Lonardi che fa
partire un tiro al volo di interno destro a giro che sorprende
Bagnolini e la palla si infila angolata in rete. Al 27' imbucata di
Donati in profondità per Rabbi che entra in area e calcia in
porta, palla che va di poco a lato. Al 32' esce dal campo per
infortunio Di Noia, subentra Baldini. Al 35' il Gubbio rischia grosso
quando dalla sinistra Duca pennella in area un cross dove in mischia
Tenkorang fa partire un tiro di destro potente con la palla che
colpisce il palo pieno. Al 40' ancora arrembanti i giallorossi quando
entrano in area da destra con Da Pozzo con un tiro che viene deviato in
corner a due passi dalla porta da Rosaia. Sul seguente corner un altro
cross in area di Donati e Tenkorang prova la girata di testa a due
passi dalla porta, si salva in tuffo Bagnolini. Al 41' il primo squillo
del Gubbio quando Cardascio si mette in proprio e prova il tiro di
destro deviato in corner da Tenkorang in versione copertura. Al 47'
ennesima occasione dei giallorossi quando Bani corre sulla sinistra e
crossa in area, Rabbi tenta la girata vincente ma si salva Barry che
interviene in risalita con il ginocchio toccando la palla in calcio
d'angolo. Al 4' arriva un altro rigore per il Ravenna quando Barry
colpisce nella rincorsa il piede sinistro di Rabbi in area ospite.
Dopo tre minuti di revisione con la card richiesta da Di Carlo,
l'arbitro conferma la decisione sul campo. Sul dischetto stavolta si
presenta Rabbi che calcia forte e angolato, palla che rotola in rete
radente. Nel primo tempo per il Gubbio nemmeno un tiro nello specchio
della porta avversaria. La ripresa. La musica é la stessa. Al 5' si libera
Maggio al limite e calcia di destro, palla che scheggia il palo esterno. Primo
vero tiro del Gubbio al 25' quando Zallu colpisce il palo dopo un cross
di Barani, ma in realtà il gioco era fermo perché
l'arbitro fischia il fuorigioco. Finalmente il primo tiro del Gubbio
nello specchio della porta arriva nei minuti di recupero al 48', ci
prova Barry da lontano da fuori area, Venturi in tuffo respinge la
sfera.
Tabellino: Ravenna - Gubbio (2-0):
Ravenna (4-3-3):
Venturi; Donati, Zaro, Esposito, Bani; Tenkorang, Lonardi (18' st Vinicius), Duca (18' st Viola); Da
Pozzo (34' st Casiraghi), Rabbi (34' st Soleri), Maggio (18' st Spini). A disp.: Ciardi, Stagni, Falbo, Solini,
Ilari, Calandrini, Orellana, Bianconi.
All.: Mandorlini.
Gubbio (4-3-1-2):
Bagnolini; Podda (13' st Fazzi), Baroncelli, Barry, Barani;
Zallu, Di Noia (32' pt Baldini), Rosaia;
Cardascio (13' st Cesari); Spina (34' st Piomboni), La Mantia (34' st
Beretta). A disp.: Barbanera, Marson, Signorini,
Zorzetto, Carraro, Ferrini. All.: Di Carlo.
Arbitro: Vogliacco
di Bari (Pignatelli di Viareggio e Martinelli di Seregno); quarto uomo:
Kovacevic di Arco Riva; operatore Fvs: Rignanese di Rimini.
Reti: 11' pt Lonardi (R), 52' pt Rabbi (R) rigore.
Ammoniti: Barani (G). Angoli: 8-4. Recupero: 8' pt; 6' st. Spettatori: 4077 (di cui 2800 abbonati); 19 da Gubbio.
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►• 24 SETTEMBRE
2026
Col Ravenna tornano in tre: Cesari, Cardascio, Beretta. L'ex Casiraghi: "A Gubbio..."
La
gara di Ravenna rappresenta una importante tappa di avvicinamento al
derby in programma sabato 3 ottobre contro il Perugia.
La squadra giallorossa si trova al secondo posto con un ottimo avvio di
campionato che la vede ancora imbattuta. Sotto la guida di Andrea
Mandorlini ha conquistato 14 punti in sei giornate. Tra gli arrivi
più importanti spiccano il centrocampista offensivo Casiraghi,
l'attaccante Rabbi (subito decisivo con 5 gol segnati in sei partite) e
negli ultimi giorni il recente tesseramento della punta Soleri (ex
Sampdoria). Il tecnico Mandorlini sta valutando le ultime scelte di
formazione alla luce delle risposte positive ottenute dal turnover
nell'ultimo turno contro l'Atalanta U23. La squadra dovrebbe scendere
in campo mantenendo l'impostazione tattica basata sul 4-3-3 che a volte
si può trasformare nel 4-3-1-2. Probabile undici iniziale.
Venturi in porta. Difesa a quattro con Donati, Solini, Bianconi e Bani.
Centrocampo a tre con Tenkorang, Viola e Casiraghi. Sul fronte avanzato
un tridente composto da Orellana, Rabbi e Spini. Lavori allo stadio
ravennate Bruno Benelli dove sono iniziati gli interventi di restyling
con la demolizione delle
storiche tribune in ferro per fare spazio a nuove strutture che saranno
pronte entro gennaio 2027. Al momento la capienza é ridotta
4.943 posti, l'obiettivo é arrivare a 6.293 posti. Intanto l'ex
di turno, Daniele Casiraghi, si confessa così sulle
colonne del Corriere di Romagna: «Scendere di categoria (dal
Sudtirol ndr) non é stato un problema quando davanti hai un
progetto importante come quello che c'è a Ravenna, anzi mi ha
dato maggiori motivazioni». E ricorda il suo passato in
rossoblù: «A Gubbio ho giocato per quattro stagioni,
tornando lì dopo il campionato 2014-2015 (annata della
retrocessione in
serie D ndr) per poi tornare per altri tre anni. Ho ricordi belli, sono
stati
anni che mi hanno permesso di farmi crescere molto sotto ogni aspetto,
ho lasciato persone a cui sono legato e che sento tuttora».
Casiraghi in maglia rossoblù ha ottenuto il miglior
posizionamento di classifica nella stagione 2016-2017 con Giuseppe Magi
in panchina (sesto posto in classifica) con 34 presenze e 6 gol
realizzati; a livello realizzativo la migliore performance nel
2018-2019 con 7 gol segnati (in 38 presenze) con Sandreani allenatore
prima e poi con Galderisi in panchina. In casa Gubbio si deve fare i
conti sempre con i calciatori infortunati. Out ancora per domenica
Ferrini, Pinato, Ghirardello, Minta e Carraro. Mentre c'è
speranza per rivedere Cardascio, Cesari e Beretta tra i calciatori
disponibili. Il trainer rossoblù Di Carlo dovrebbe scendere in
campo con il modulo 4-3-1-2. Ipotetica formazione. Bagnolini in porta.
Una difesa a quattro con Zallu, Signorini, Barry e Meconi. Un
centrocampo a tre con Rosaia, Di Noia e Cardascio. Sul fronte avanzato
é attendibile Baldini tra le linee a supporto del duo di
attacco Spina e La
Mantia.
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►• 22 SETTEMBRE
2026
Dossier: Gubbio, per un futuro sostenibile. L'importanza del vivaio per l'identità di un club
L'insufficienza
e l'errore strategico negli investimenti per il settore giovanile
rappresentano uno dei principali nodi strutturali del calcio nostrano.
Un sistema che spesso preferisce l'usato sicuro oppure l'importazione
di calciatori giovani che provengono da altre squadre di serie A (il
più delle volte in prestito) piuttosto che la valorizzazione a
lungo termine dei propri talenti. Mentre grandi realtà europee
come Real Madrid, Benfica, Chelsea o Ajax hanno costruito veri e propri
modelli di business efficienti basati sul vivaio generando
fino ad oltre 500 milioni di euro di incassi in dieci anni. In
Italia ad esempio Atalanta, Cesena o Empoli puntano fortemente sulla
valorizzazione del talento locale e sull'inclusione sociale. In serie
C, in perfetta continuità con i discorsi precedenti, l'Ostia
Mare rappresenta l'esempio pratico più fresco e ambizioso di
come una realtà laziale stia strutturando il proprio vivaio.
Nella terza serie diversi sono i 'modelli storici' che puntano alla
valorizzazione dei vivaio: come capofila troviamo l'Albinoleffe che
dispone di una struttura di proprietà interamente dedicata alla
crescita dei ragazzi locali. Sulla stessa falsa riga come esponenti
principali rinveniamo Benevento, Giana Erminio, Pro Patria e Picerno.
Un 'progetto verde' mirato alla valorizzazione del vivaio locale ed
auto-sostenibilità con l'obiettivo economico di massimazione dei
premi della 'Rifoma Zola' (+400%). Spesso i club e gli allenatori
confondono la prestazione fisica e atletica immediata, questo penalizza
i ragazzi con una crescita più lenta o non lineare. Molti
investimenti vengono distorti per generare pusvalenze fittizie
anziché costruire cicli economici sostenibili che permettano
l'approdo reale dei giovani in prima squadra. Si dimentica troppo
spesso che per fare crescere un vivaio serve un team appropriato e un
investimento economico adeguato che integrino competenze tecniche,
pedagogiche e psicologiche. La valorizzazione interna dei calciatori
riduce la dipendenza da altri club e un vivaio efficiente aumenta il
numero di calciatori selezionabili di alto livello in prospettiva come
strumento stabile di sostenibilità finanziaria e per
l'equilibrio economico di una società di calcio. La mancanza di
una azione condivisa in società spingono i giovani verso scelte
perniciose che ne bloccano il reale sviluppo. Domenica sera ha fatto
notizia l'impiego del giovane Lorenzo Piomboni, classe 2009,
tra i
titolari come trequartista, perché nella passata stagione
giocava come playmaker nell'Under 17
guidata da Federico Tafani. Un evento più unico che raro. Un
fatto straordinario, eccezionale, che si verifica con una frequenza
rarissima in casa rossoblù negli ultimi anni. Un evento raro
perché é avvenuto soprattutto per necessità a
causa dei molteplici infortuni con otto calciatori out contro l'Ostia
Mare. Offrire
fiducia ai giovani e valorizzare il loro potenziale non deve essere
solo una scelta etica, ma una necessità strategica per generare
innovazione evitando il ristagno generazionale. Spesso i giovani che
provengono proprio dal vivaio locale fanno fatica a trovare spazio in
prima squadra e si preferisce l'affidabilità dell'esperienza
all'errore di crescita di un giovane. Spesso vengono ceduti troppo
presto, vedasi Amantini, oppure mollati frettolosamente, vedasi
Barizza, nonostante le belle prestazioni fornite nelle amichevoli
estive compresa quella contro la Fiorentina, lasciato andare con
metodi opinabili.
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►• 21 SETTEMBRE
2026
Problemi strutturali legati agli infortuni e mancanza di sincronismi. Le foto di Gubbio-Ostia
Gubbio,
il detto calza a pennello: «Con i se e con i ma non si va da
nessuna parte». Significa che rimuginare sulle ipotesi non cambia
la realtà. Continuare a pensare cosa sarebbe potuto succedere
impedisce di agire nel presente. Nel calcio questa frase é un
dogma assoluto: i risultati si fanno con il gioco, con i gol, con i
punti, non con le recriminazioni. Allenatori, calciatori e tifosi la
usano spesso per chiudere le discussioni dopo una partita andata
storta. Si invocano gli infortuni e la sfortuna. Una frase é
diventata un rito: "Se avessimo avuto la squadra al completo". Si
alimentano gli alibi. Cercare scuse sposta l'attenzione dai veri
problemi tattici e di prestazione. Chi si rifugia nei "se" smette di
migliorare. Il leggendario allenatore Vujadin Boskov ha espresso questo
concetto con una sintesi memorabile e geometrica, diventata la massima
pragmatica del calcio italiano. Proprio parlando di scuse, rimpianti e
della filosofia di Boskov, la partita del Gubbio contro Ostia Mare si
adatta alla perfezione. Ma come direbbe il vecchio saggio Vujadin:
«Rigore è quando l'arbitro fischia» e «Ostia
Mare vince quando arbitro fischia tre volte». L'Ostia Mare ha
controllato la gara, ha raddoppiato nel finale di primo tempo con
Carbone dopo il penalty di Parigini, e si é portata a casa i tre
punti con merito. Al Gubbio non resta che azzerare le recriminazioni,
mettersi la sconfitta alle spalle e pensare alla prossima durissima
partita. A livello tattico la partita ha preso una piega chiarissima
sin dalle battute iniziali, legata al doppio filo alla situazione di
emergenza con cui il Gubbio é sceso in campo al Barbetti. A
causa delle numerose assenze (ben otto forfait per infortunio)
l'allenatore rossoblù ha optato per un 4-3-1-2 ma questa veste
tattica é parsa ancora fragile nei meccanismi difensivi e nella
sincronizzazione dei movimenti. Di fronte il piano dell'Ostia Mare
é stato lucido con il 4-4-2 prendendo subito il controllo del
centrocampo sfruttando le distanze eccessive tra i reparti del Gubbio,
inoltre ha tenuto i ritmi alti mandando in crisi una retroguardia
rossoblù che ha faticato tanto per trovare i giusti automatismi.
Il Gubbio ha provato a costruire dal basso ma i biancoviola sono stati
capaci di dettare tempi e direzione della gara. Adesso il Gubbio
paga un conto salatissimo perché, dovendo rinunciare a sette o
otto calciatori contemporaneamente, non si tratta più di
semplici sfumatute tattiche ma di una vera e propria emergenza
strutturale. Tutta questa situazione rende la squadra vulnerabile, una
panchina corta impedisce di inserire forze fresche in grado di cambiare
marcia e al momento manca leadership in quei calciatori di
personalità capaci di gestire i momenti di grande
difficoltà. Però, per tornare alla filosofia iniziale e
di Boskov, Di Carlo lo sa bene: piangersi addosso non stringe i tempi
di recupero di alcuni titolari e la squadra deve fare quadrato con le
risorse attualmente a disposizione. Intanto ecco una serie di scatti
(25 immagini) della partita tra Gubbio e Ostia Mare. Fotoservizio di
Paolo Panfili nel link a seguire (» vedi foto).
Le giovanili. Una sconfitta in casa per la Primavera di Sandreani per
1-0 con L'Arezzo. Pareggio interno per 2-2 per l'Under 17 di Tafani con
l'Ostia Mare: in gol Natali e Gasparrini. Vittoria per 4-0 per l'Under
15 di Pacciarini contro l'Ostia Mare: in rete Rossi, Fiorini, Selleri e
Toti Buratti.
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►• 20 SETTEMBRE
2026
L'Ostia Mare passeggia a Gubbio (0-2). Di Carlo: "Troppi infortuni, non potevo fare scelte..."
Gubbio,
brutto ko interno con l'Ostia Mare. Lidensi padroni del gioco,
rossoblù mai in partita con un approccio molle. Ad onor del vero
gli infortuni cominciano a farsi pesanti (con ben otto calciatori out)
perché anche Cardascio era in panchina ma con un problema
muscolare. Il commento del tecnico Domenico Di Carlo: "Purtroppo
sì, non avevo scelte da poter fare perché pure Cardascio
aveva un fastidio. Ostia Mare più rapido di noi: ha saputo
vincere tutte le seconde palle, hanno creato molto sia a
centrocampo che sulle fasce. Loro più brillanti, noi invece non
avevamo più benzina. Il rigore ha cambiato l'inerzia della
partita e in difesa dovevamo stare più attenti perché
abbiamo commesso tre errori in successione. Ci é mancata la
pazienza in fase di non possesso. Nell'occasione del 2-0 mi sono
arrabbiato perché il secondo gol non si doveva prendere. Nella
ripresa meglio, ma non avevamo più le forze in campo. Mi
sarei aspettato una prestazione migliore da qualche calciatore". La cronaca. Subito lavoro al 6' per l'operatore
Fvs con la chiamata della card del tecnico ospite D'Antoni per un fallo
in area di Podda su Castaldo arrivato in corsa. L'arbitro, dopo la
revisione delle immagini, non cambia la decisione sul campo. Al 18'
dalla lunga distanza sulla trequarti, sulla parte sinistra, ci prova
Parigini direttamente su calcio piazzato con un tiro mancino a
palombella che prova a sorprendere Bagnolini che con un volo plastico
é costretto con i guantoni a salvarsi in calcio d'angolo. Un
primo tempo dove in realtà non si registrano occasioni degne di
nota con un predominio di palleggio territoriale dell'Ostia Mare mentre
il Gubbio gioca più che altro in fase di attesa. Si arriva al
35' quando, su spiovente in area di Tosku, la palla sbatte sul braccio
di Signorini mentre si prodiga in fase difensiva e l'arbitro fischia il
calcio di rigore. Il tecnico Di Carlo si gioca la card però
l'arbitro conferma la decisione sul campo. Così si giunge al 38'
con Parigini che si porta sul dischetto, dagli undici metri calcia
angolato di piatto con la
palla si insacca sotto all'incrocio. Uno a zero e palla al centro.
Paradossalmente, dopo il gol
ospite, continua l'Ostia Mare a dettare il gioco mentre i
rossoblù accusano il colpo. Difatti al 47' arriva pure
il raddoppio biancoviola: da destra Tosku entra in area e pennella in
mezzo un assist dove Carbone, in girata, di destro al volo, deposita la
palla in rete nell'angolino basso. Due a zero. La ripresa. Al 1' subito
in avanti
Parigini che sulla corsia sinistra mette il turbo e tenta un tiro cross
che costringe Bagnolini a salvarsi in volo in angolo con i guantoni. Al
6' altro pericolo quando Greco dalla trequarti lancia in porta Tosku
che entra in area, supera il portiere in uscita e da posizione
decentrata tenta un sinistro filtrante con la palla che si infrange
sull'esterno della rete. Al 15', complice un retropassaggio errato di
Greco, ne approfitta La Mantia che si porta a venti metri dalla porta e
calcia un tiro di destro angolato, ma il portiere Vertua in tuffo
ci
mette una pezza deviando la sfera in angolo. Ma non é proprio
giornata, il Gubbio fa davvero molta fatica a tessere il gioco non
riuscendo a creare una reale manovra offensiva e non riuscendo a
costruire le azioni
con fluidità. Anzi, nei minuti di recupero, precisamente al 47'
rischia di incassare anche il terzo gol quando Vagnoni di piede
colpisce in pieno il palo.
Tabellino: Gubbio - Ostia Mare (0-2):
Gubbio (4-3-1-2):
Bagnolini; Podda, Signorini (1' st Baroncelli), Barry, Meconi (9' st
Barani); Fazzi, Di Noia, Rosaia (38' st Toska);
Piomboni (9' st Baldini); Spina (27' st Zallu), La Mantia. A disp.:
Barbanera, Marson, Cardascio,
Zorzetto, Santamaria, Beretta. All.: Di Carlo.
Ostia Mare (4-4-2):
Vertua; Piroli (18' st Vagnoni), Brosco, Giordani, Castaldo (37' st
Tesauro); Tosku (37' st Donsah), Casolari, Greco, Carbone; D'Andrea
(37' st Badje), Parigini (9' st Tonin). A disp.: Fabiano, Morlupo,
Buono, Galastri, Gerbaudo, Felici, Papa Wade, Spinosa. All.:
D'Antoni.
Arbitro: Aldi di
Lanciano (Lombardi di Chieti e Branzoni di Mestre); quarto uomo:
Guitaldi di Rimini; operatore Fvs: Rignanese di Rimini.
Reti: 38' pt Parigini (O) rigore, 47' pt Carbone (O).
Ammoniti: Meconi (G), Barry (G), Parigini (O). Angoli: 3-8. Recupero: 6' pt; 5' st. Spettatori: 1033 (487 abbonati); di cui 48 da Ostia Mare.
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►• 19 SETTEMBRE
2026
Gubbio: deve fare i conti con una rosa ridotta. Ostia Mare sorprende con il progetto giovani
Si
attendono i risultati degli esami strumentali di sabato per Amoako
Minta che si é infortunato nella partita di Pescara per un
problema alla gamba. Le scelte sono ai minimi termini per via delle
tante defezioni. Oltre a Minta sono indisponibili Ferrini, Pinato,
Beretta, Carraro, Cesari, Ghirardello e Zallu. Ma cosa dice il tecnico
Domenico Di Carlo: "Sì,
ribadisco: c'è qualche infortunio di troppo e non mi
prenderò il rischio oltre il dovuto. Quando mancano determinati
calciatori dobbiamo dare qualcosa in più e deve essere da
stimolo per il resto del gruppo. In fase propositiva stiamo facendo un
calcio migliore con uno spirito coraggioso, la fase difensiva invece
ancora va migliorata".
Non é facile capire quale potrebbe
essere la formazione iniziale. Probabili titolari con un modulo 4-4-2
ibrido che diventa un 4-3-1-2 in fase offensiva. Bagnolini in porta.
Difesa a quattro con Podda, Signorini, Barry e Meconi. Un centrocampo a
tre con Rosaia, Di Noia e Cardascio. Inoltre é presumibile
rivedere Spina che nel gergo calcistico funge da elastico tra
centrocampo e attacco, ovvero nel ruolo di trequartista moderno da
collante tra le linee a
supporto del duo di attacco Baldini e La Mantia. Per quanto riguarda
gli avversari stiamo parlando di una neopromossa. L'Ostia Mare é
tornata in serie C dopo 35 anni di assenza. Il grande traguardo
é il risultato del nuovo corso impresso dal patron Daniele De
Rossi (ex centrocampista della Roma e campione del Mondo con la
Nazionale Azzurra nel 2006) che ha rilevato il club. In questi ultimi
giorni nuova partnerschip importante per i laziali: Bancomat é
il nuovo platinum sponsor del club biancoviola, il logo dell'azienda
comparirà al centro della maglia ufficiale. Uno degli elementi
qualificanti di questa partnerschip é rappresentato dal
settore giovanile che attualmente coinvolge oltre 700 atleti, un fatto
più unico che raro nel panorama calcistico italiano.
Soddisfatto il presidente Alberto De Rossi, noto per il suo storico
legame con la Roma (é stato l'allenatore più longevo e
vincente della formazione Primavera giallorossa) e per essere il padre
di Daniele De Rossi: «Una collaborazione con Bancomat rappresenta
un
importante riconoscimento con l'ambizione di contribuire alla crescita
del territorio, senso di appartenenza e per avvicinare le giovani
generazioni». Un progetto lungimirante che andrebbe copiato anche
dalle nostre parti per riavvicinare i ragazzi del territorio al
calcio con un senso di appartenenza e una passione verso i colori
rossoblù che durante gli anni si é affievolito fin
troppo, purtroppo. Un entusiasmo che va incentivato e soprattutto
rigenerato a Gubbio. Dal campo. L'allenatore dei lidensi David
D'Antoni, 47enne, schiera di solito il modulo 4-4-2. Probabile
formazione di partenza. Vertua in porta. Una difesa a quattro con
Piroli, Brosco, Giordani e Castaldo. Un centrocampo basato sull'asse
Tosku, Casolari, Gerbaudo e Spinosa. In attacco il duo Badje e Tonin.
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►• 17 SETTEMBRE
2026
É un Gubbio double face. L'anima aggressiva e la metamorfosi con il baricentro basso
E
pensare che l'approccio alla partita faceva presagire al meglio. Il
Gubbio é entrato in campo con la fame e la determinazione
giusta. Giocare con aggressività fin dai primi minuti permette
di schiacciare gli avversari nella loro metà campo, recuperare
subito il pallone e imporre il proprio ritmo. Così é
veramente successo durante la prima frazione di gioco. La squadra
rossoblù ha interpretato molto bene l'avvio sbloccando con
merito il risultato con una pregevole azione innescata da 'speedy'
Minta (devastante finché é potuto restare in campo fino
all'infortunio) e perfezionata da vero attaccante da Podda in area con
un piatto di sinistro angolato. Il trainer Di Carlo ha messo in campo
un 4-4-2 ibrido. Un sistema di gioco flessibile che si trasforma tra la
fase difensiva e quella offensiva che ha sorpreso gli avversari. La
squadra si é schierata compatta coprendo tutti gli spazi in fase
di non possesso con due linee a quattro in difesa e a centrocampo a
supporto del duo Minta e Baldini. In fase di attacco la mutazione
con Cardascio in un inedito ruolo che funge da elastico: come collante
dinamico da interno destro si é alzato in transizione positiva
sulla trequarti, a volte accentrandosi per legare il gioco e
lasciare spazio alla sovrapposizione del terzino. Un esempio
illuminante: non é un caso che proprio un terzino come Podda
é riuscito a gonfiare la rete. Ciononostante la partita é
cambiata dopo un quarto d'ora della ripresa quando il trainer Di Carlo
ha modificato l'assetto tattico iniziale passando al 5-3-2.
Malauguratamente il Gubbio si é progressivamente schiacciato
soprattutto negli ultimi venti minuti abbassando troppo il baricentro,
una scelta tattica che ha finito per favorire la reazione e successiva
rimonta del Pescara, e nei minuti di recupero poteva finire anche
peggio quando Bagnolini ha respinto un gol praticamente già
fatto di Ferraris. La scelta di interpretare la gara con un baricentro
basso per concedere poca profondità ai delfini adriatici si
é rivelata un boomerang. Il Pescara con più campo a
disposizione per manovrare e maggiore é stata la sofferenza del
reparto arretrato. Sicuramente hanno influito i cambi di qualità
a partita in corso del tecnico Buscè: Sardo ha scheggiato
la traversa mentre Letizia di testa ha
colpito la base del palo. In modo particolare un 'fermo immagine' della
rete di Parigi mostra il gol a difesa schierata. Rossoblù che
difendono con una linea a cinque in area sull'asse Podda,
Baroncelli, Signorini, Barry e Meconi, due metri più avanti si
notano il duo Zorzetto e Barani. Fuori dall'orbita del pacchetto
arretrato si intravedono Cardascio, La Mantia e Spina, sconfortati
per la rete incassata. Una delle situazioni più frustanti di un
allenatore di calcio perché indica una rete subita nonostante la
squadra sia posizionata correttamente in fase difensiva, ovvero con
tutti gli effettivi sotto la linea della palla e senza subire un
contropiede immediato. Quando si subisce un gol del genere la causa non
é la mancanza di uomini ma si tratta di un errore tattico, di
lettura oppure di attenzione. A complicare la situazione contribuisce
anche un'emergenza infortuni che merita la giusta attenzione visto che
é stato modificato l'intero staff sanitario durante l'estate.
Cosa ci dicono invece i numeri del match.
Possesso palla in favore del Pescara (61%) e il Gubbio al 39%. Tiri
totali dei biancazzurri 24 contro 6 dei rossoblù. Ma gli
eugubini sono stati più precisi con 5 tiri finiti nello specchio
della porta (precisione all' 83%) mentre gli adriatici sono stati
più imprecisi (5 tiri nello specchio sul totale di 23, pari al
22%). Numero di passaggi in favore del Pescara (504) contro i 348 del
Gubbio. Rossoblù migliori nei contrasti a terra (vinti al 54%) e
nei dribbling (efficaci al 55%), i biancazzurri invece sono stati
più proficui nei duelli nel gioco aereo (vinti al 59%).
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►• 16 SETTEMBRE
2026
A Pescara esce un 1-1. Si infortuna Minta nel primo tempo. Di Carlo: "Troppi calciatori out"
Un pareggio a Pescara. La disamina del trainer Domenico Di Carlo: "Che
dire, purtroppo abbiamo troppi calciatori fuori causa che ci hanno
inevitabilmente condizionato. Buon primo tempo con gioco rapido fra le
linee, ma il Pescara possiede grande qualità. Quando non si
chiudono le partite poi si rischia. Infatti si é vista la forza
del Pescara con un grande gol di Parigi, poi Bagnolini ha dovuto fare
delle ottime parate. La differenza si é vista tutta nei ricambi
di qualità del Pescara. Podda? Ragazzo eccezionale con una
grande capacità di ribaltare l'azione, inoltre ha fatto un gol
da vero attaccante. Il nostro campionato? Raggiungere il prima
possibile la salvezza e spero davvero di recuperare tutti i calciatori
che sono out". La curiosità: i rossoblù giocano con una
maglia inedita colore arancione. Orange, stile casacca della nazionale
olandese. La cronaca. Al 7' va via per vie centrali D'Ausilio, resiste
alla carica di un difensore, lancia in profondità Valzania che
prova il tiro dal limite con la palla che termina di poco a lato.
Risposta rossoblù al 16' quando Cardascio si mette in proprio,
si porta al limite e fa partire un tiro di destro in porta che
costringe Ujkaj a smanacciare la palla deviandola in angolo. sale di
tono il Gubbio. Al 22' errato retropassaggio di Motta, ne approfitta
così Minta che si impossessa del pallone, supera il portiere in
uscita ma al momento del tiro a porta sguarnita viene anticipato in
copertura in extremis da Capellini in scivolata. Al 24' il Gubbio passa
in vantaggio: va via come un fulmine sulla sinistra Minta, a tutta
velocità entra in area e porge un assist in mezzo dove
sopraggiunge Podda che non ci pensa due volte, al volo, con il
piattone, di sinistro, calcia radente e angolato con la palla che
rotola la rete. Gol di pregevole fattura. Al 28' una grossa chance
invece per i biancazzurri quando D'Ausilio lancia in porta Erradi che,
tutto solo davanti al portiere, calcia angolato ma fuori misura.
L'imprevisto: al 38' cade a terra all'improvviso Minta, si tiene la
gamba, rimane seduto sul prato e impreca: Di Carlo é costretto a
fare il cambio forzato e al suo posto subentra Spina. Al 42' lo stesso
Spina, dopo una incursione in area, impegna in tuffo Ujkaj. Al 44'
pericolo scampato quando su cross in area di Motta e la sponda di
Parigi, a due passi dalla porta calcia sicuro Nardin ma in qualche
maniera Bagnolini con un colpo di reni da terra riesce a respingere la
sfera con i guantoni. Al secondo minuto di recupero (47') assolo di
Cardascio e tiro in porta, Ujkaj é costretto ad un intervento in
tuffo. La ripresa. Al 10' si mette in proprio Sardo che prova un tiro
calibrato dal limite con la palla che sfiora il palo. Al 15' assist da
destra di Donati per Parigi che calcia al volo in rotazione, palla che
lambisce il palo. Al 16' il tecnico Di Carlo cambia modulo passando dal
4-4-2 al 5-3-2. Al 31' il neo entrato Letizia pennella un cross in area
dove Letizia colpisce di testa, la palla supera Bagnolini ma colpisce
la base del palo: pericolo scampato. Al 35' però il Pescara
pareggia con un gol capolavoro: Letizia pennella un cross, Parigi si
gira e al volo fa partire un tiro di destro dal limite a palombella con
la palla che toglie le ragnatele dal sette. Un minuto più tardi
il Gubbio rischia ancora quando Sardo carica il destro da fuori area e
la palla scheggia la traversa. Pressing dei biancazzurri, al 43' si
porta in area Ferraris che calcia in porta, para a terra Bagnolini. Al
49' occasione ghiotta per i locali quando Valzania crossa in area dove
tutto solo Ferraris calcia in porta da due passi, ma Bagnolini respinge
miracolasamente. Gubbio: un primo tempo impeccabile, ma al triplice fischio può tirare un respiro di sollievo.
Tabellino: Pescara - Gubbio (1-1):
Pescara (4-3-3): Ujkaj; Donati, Capellini, Nardin, Motta (30' st Letizia); Valzania, Graziani (11' st Vitali), Erradi (1' st Sardo); D'Ausilio (30' st Inglese), Meazzi
(11' st Ferraris), Parigi. A disp.: Saio, Doronzo, Eletu, Merola, La
Barba, Altare, Gatto, Milan, Guccione, D'Errico. All.:
Buscè.
Gubbio (4-4-2):
Bagnolini; Podda, Baroncelli, Barry, Meconi; Fazzi (16' st Signorini),
Cardascio, Di Noia (33' st La Mantia), Rosaia (16' st Zorzetto); Minta (38' pt Spina), Baldini (33' st Barani). A disp.: Marson, Barbanera, Piomboni, Toska, Santamaria. All.: Di Carlo.
Arbitro: Vingo di
Pisa (Di Meglio di Napoli e Scala di Castellammare di Stabia); quarto
uomo: Silvestri di Roma Uno; Operatore Fvs: Bosco di Lanciano.
Reti: 24' pt Podda (G), 35' st Parigi (P).
Ammoniti: Di Noia (G), Nardin (P), Zorzetto (G), Podda (G). Angoli: 9-3. Recupero: 2' pt; 4' st. Spettatori: 4675 (di cui 12 da Gubbio).
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►• 15 SETTEMBRE
2026
A Pescara assente Zallu. Gli ultras reclamano: «Esigiamo una vera curva dietro la porta»
Turno
infrasettimanale contro il Pescara dopo la vittoria al fotofinish
contro il Latina e in previsione del prossimo impegno di domenica sera
contro l'Ostia Mare. Il trainer Di Carlo deve fare i conti con un
ennesimo infortunio perché Francesco Zallu non può
partecipare alla trasferta adriatica per via di un risentimento
muscolare e quindi per precauzione viene tenuto a riposo. Per questo
motivo é stato convocato il giovane difensore Matteo Santamaria,
classe 2009. Oltre a Zallu quindi non saranno disponibili per la
partita di Pescara nemmeno Carraro, Cesari, Ferrini, Pinato, Beretta e
Ghirardello. Il tecnico rossoblù, visto gli impegni ravvicinati,
sta pensando di fare un po' di turn over. Pertanto non é escluso
che avvenga qualche cambiamento in formazione. Possibile modulo di
partenza il 4-3-1-2. Probabili interpreti. Bagnolini in porta. Difesa a
quattro con Podda, Fazzi, Baroncelli e Meconi. A centrocampo il trio
Rosaia, Di Noia e Cardascio. Sul fronte avanzato Spina (in vantaggio su
Baldini) a giostrare tra le linee a supporto del duo di attacco Minta e
La Mantia. In casa Pescara tante sono le defezioni perché sono
assenti Merola, Guccione, Letizia, Fiorillo, Altare e Pellacani. Il
tecnico Antonio Buscè é pronto riproporre il modulo
4-3-3. Ipotetica formazione iniziale. Ujkaj in porta. Difesa a quattro
con Donati, Capellini, Nardin e Motta. A centrocampo il trio Valzania,
Graziani e Sardo. In attacco il tridente Vitali, Ferraris e D'Ausilio.
Capitolo spettatori nel girone. Dopo quattro giornate di campionato le
presenze allo stadio Barbetti viaggia con una media di 1.075 a partita.
Nell'ultimo incontro contro il Latina erano presenti 949 spettatori,
quota abbonati 475. Nel girone attuale il Gubbio si piazza al
quindicesimo posto. Primo in graduatoria si sistema la tifoseria dello
Spezia con una media di 8109 spettatori, a seguire Reggiana (media
7640 spettatori), Sambenedettese (6150), Pescara (6140), Perugia
(6135), Campobasso (4415), Ravenna (4330), Livorno (3670), Torres
(2840), Vis Pesaro (1700), Grosseto (1595), Ostia Mare (1500), Latina
(1420) e Forlì (1110). Si arriva così al Gubbio (1075) e
dietro troviamo Pineto (930), Pianese (860), Guidonia (690), Atalanta
(440) e Vado (230). Lo Spezia vanta pure il record di abbonati: 6213.
Altre piazze contano numeri abbastanza notevoli di abbonati: Reggiana
(5844), Perugia (4100), Sambenedettese (3810), Ravenna (2800),
Campobasso (2534), Livorno (2000), Pescara (1912), Grosseto (1472) e
Torres (1405). Chiudiamo con una notizia flash che riguarda i tifosi.
Nella pagina instagram "la_gubbio_ultras" il tifo organizzato del
Gubbio non condivide l'attuale gestione dello stadio e ha pubblicato un
post ribadendo in sintesi quanto segue: «L'attuale posizione
della curva dovrebbe essere solo di passaggio, viste le promesse e le
tante chiacchiere fatte dal 2011 ad oggi, lotteremo fino alla fine nella
speranza di vedere una vera curva dietro la porta».
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►• 13 SETTEMBRE
2026
Gubbio, il paradosso tra un attacco prolifico e infortuni in serie. Le 25 foto di Gubbio-Latina
Gubbio,
il paradosso tra i gol e gli infortuni. Descrive appunto una situazione
assurda e irragionevole. Descrive la situazione in cui una squadra
riesce a segnare molto ed essere cinica in fase offensiva, ma allo
stesso tempo imperversano gli infortuni negli allenamenti a causa di
problemi fisici. Infatti la squadra guidata da Di Carlo é
riuscita a conquistare una vittoria per 3 a 1 contro il Latina al
fotofinish confermando un'ottima vena realizzativa (ben sette gol fatti
nelle ultime due partite di campionato), pur dovendo fare i conti con
una pesantissima emergenza infortuni che ha visto l'assenza contro i
laziali di ben sei calciatori. Dopo lo stop recente di Ferrini e
l'assenza annunciata di Pinato, per il resto nella lista delle
formazioni erano assenti altri quattro calciatori. Una serie di
infortuni a ripetizione, un film già visto nella passata
stagione e quando un problema si ripresenta continuamente, raramente si
tratta di solo 'sfortuna'. Procediamo con ordine. Il primo calciatore
che ha dato forfait é Federico Carraro: un problema della
pubalgia che richiede un approccio strutturato e va monitorato, per
questo motivo il perno del centrocampo non gioca continuamente ma a
fasi alterne. Il secondo calciatore é Tommaso Ghirardello:
l'attaccante rossoblù ha riportanto un problema muscolare
durante gli allenamenti (si parla di una lesione di primo grado) e per
il rientro bisognerà aspettare almeno una decina di giorni. Idem
per il terzo calciatore, stiamo parlando dell'attaccante Giacomo
Beretta: un problema muscolare con una lesione che sembra leggermente
più marcata di quella di Ghirardello e quindi i tempi di
recupero risultano di almeno due settimane. Quarto e ultimo calciatore,
parliamo del giovane Manuel Cesari, autentico protagonista nella gara
di Campobasso: anch'egli, a sorpresa, non risultava nella distinta
delle formazioni e la sua assenza riguarda sempre un problema fisico.
Durante gli allenamenti infatti Cesari ha avuto un problema sotto il
torace, una fitta che lo costringe a stare fermo per almeno una decina
di giorni. Il problema degli infortuni é un tema di grande
rilievo nel calcio perché impatta in diversi ambiti con
conseguenze organizzative tutt'altro che trascurabili. Non é un
caso che il tecnico Domenico Di Carlo si é lamentato apertamente
in conferenza stampa dopo il match contro il Latina per le troppe
assenze impreviste, improvvise e inattese. Per fortuna la squadra
al momento non sta soffrendo il contraccolpo, stringe i denti
e resiste. La capacità di trovare il gol con una certa
regolarità é una risorsa fondamentale, soprattutto quando
serve a compensare altre lacune. Segnare molto é un fattore
importante perché permette di mascherare i difetti strutturali.
Nel calcio di alto livello i dettagli fanno la differenza e in un
girone pragmatico e duro come quello della serie C, nulla é
lasciato al caso. Ma intanto ecco le immagini del match tra Gubbio e
Latina. Venticinque immagini tutta da vedere. Fotoservizio di Paolo
Panfili nel link (» vedi foto).
Le giovanili. Vince in trasferta l'Under 17 di Tafani a Barletta per
3-1: in gol Antolini, Vita e Noviello. Vince fuori casa anche l'Under
15 di Pacciarini: 3-0 a Barletta con le reti di Rossi (doppietta) e
Bolognini.
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►• 12 SETTEMBRE
2026
Podda: "Un gol che mi ripaga le sofferenze". Di Carlo: "Vittoria sporca. Meglio a tre dietro"
Il
Gubbio vince per 3 a 1 una partita veramente scorbutica dove in
più di una circostanza ha sofferto l'organizzazione del Latina
che ha sviluppato un gioco aggressivo e avvolgente. I rossoblù
invece sono stati cauti e cinici nel saper sfruttare le imbucate di
rimessa come é avvenuto sul gol di Cardascio, anche se poi sono
stati ripresi dalla rete segnata da D'Angelo. Nella ripresa la vera
svolta con tutta sincerità é arrivata con l'espulsione di
Lipani. La partita ha cambiato volto nei minuti di recupero con
l'eurogol di Podda e il tris di Minta nella classica azione in
contropiede. Lorenzo Podda non riesce a stare più nella pelle: "Mi
sono fiondato su quella palla e non ci ho pensato due volte, ho alzato
il collo e ho guardato la traiettoria, sembrava che non finisse
mai, infinita. Quando ho visto la palla depositarsi in rete ho provato
una gioia incredibile. Sono praticamente impazzito. Sono stato sempre
in silenzio e questo gol mi ripaga di tante sofferenze. Vincere aiuta a
vincere, adesso bisogna dare continuità". Il tecnico Domenico Di Carlo: "Una
gara difficoltosa perché il Latina ha occupato meglio gli spazi
di noi e stavano vincendo i duelli nell'uno contro uno in maniera
efficace. Invece noi stavamo subendo sulle fasce e loro avevano
più ritmo, in poche parole erano più aggressivi.
Però sull'1-1 ci siamo messi a specchio (passando dal 4-3-1-2 al
3-5-2 ndr), a quel punto la partita é diventata più
equilibrata. Rimettendo lo schema con la difesa a tre abbiamo preso
più campo e abbiamo preso fiducia. Alla fine non ci siamo
accontentati e abbiamo vinto da vera squadra. Complimenti a Lorenzo
(Podda ndr) che ha fatto un grande gol e perché si é
trovato pronto quando é subentrato a partita in corso. Un
bravo anche a Minta per il terzo gol. Abbiamo saputo vincere una
partita sporca, sono tre punti pesanti. Mi accusano che sono troppo
difensivista? Forse é meglio dire che da quest'anno abbiamo
cambiato modo di giocare cercando di sfruttare di più le
qualità offensive, non é un caso che nelle ultime partite
abbiamo segnato parecchio. Questa squadra ha calciatori di
qualità, perciò vanno sfruttati". Amareggiato il trainer nerazzurro Gennaro Volpe: "Peccato
per l'espulsione di Lipani che ha cambiato tutto. Risultato bugiardo
perché questo cartellino rosso é molto discutibile,
troppe le decisioni opinabili. Preferisco non parlarne perché
bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Una sconfitta che ci brucia
molto, provo tanta rabbia. Abbiamo fatto un'ottima partita,
abbiamo dominato sul piano del gioco e del palleggio, ci é
mancata solo la precisione negli ultimi metri vanificando la grande
mole di gioco".
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►• 12 SETTEMBRE
2026
Gubbio, 3-1 al Latina al fotofinish. Decisivo il 'rosso' per Lipani. Lo striscione di protesta
Gubbio
contro il Latina in notturna. La partita inizia con uno striscione di
polemica del tifo organizzato con scritto: «Comune assente,
Società silente, vogliamo una curva per questa gente!».
Gli schemi di partenza. Il trainer Di Carlo fa pretattica, infatti a
sorpresa sono assenti per infortunio Beretta, Carraro, Cesari e
Ghirardello oltre a Ferrini e Ferrini già annunciati. Modulo in
campo il 4-3-1-2. I laziali guidati da Volpe optano per il 3-5-2. La
cronaca. Partenza sprint del Latina che prova di giocare in attacco, il
Gubbio invece é in fase di attesa. Al 10' ci prova Tomaselli che
carica un sinistro dal limite radente angolato, Bagnolini si distende
in tuffo per deviare la sfera. Pressing dei laziali continuo quando al
19' dalla trequarti De Cristofaro lancia in area Ercolano che prova il
tiro da posizione defilata e Bagnolini ci deve mettere una pezza in
tuffo con la mano aperta. Come succede spesso nel calcio, un gol
mancato si paga e si subisce. Infatti al 20' al primo vero affondo il
Gubbio passa in vantaggio: dalle retrovie Minta lancia a tutta
velocità Spina che dalla trequarti prova il tiro murato da
Marenco, sulla ribattura Cardascio dal limite fa partire un tiro di
sinistro ad incrociare con la palla che si insacca radente angolata.
Reazione ospite quando, dopo un'azione avvolgente al 25', con un
tiro da posizione defilata, é Tomaselli che colpisce la
traversa:
pericolo scampato. Al 38' arriva il pari dei pontini con un'altra
azione avvolgente costruita negli ultimi trenta metri: cross di Keita,
sponda di Tomaselli sul secondo palo e da due passi D'Angelo
insacca la sfera di destro sotto la traversa. Al 44' rischia di nuovo
grosso il Gubbio quando il Latina si porta in avanti con Lipani che
calcia di destro dal limite, tiro smorzato da Rosaia e la sfera
scheggia la traversa. La ripresa, stesso refrain. Dopo dieci minuti
il trainer Di Carlo cambia modulo passando dal 4-3-1-2 al
5-3-2. Al 29' fallo a gamba tesa di Lipani su Di Noia dopo un contrasto
a
terra, l'arbitro sventola direttamente il cartellino rosso. Cambia
l'inerzia della partita. Al 39' ci
prova con un cross dal fondo Di Noia in area, colpo di testa di
Baroncelli con la
palla che termina alta. Nei minuti di recupero il Gubbio costruisce la
vittoria con gli ospiti in dieci uomini. Al 46' il gol del 2 a 1: tutto
nasce da
un'uscita a vuoto di Mastrantonio con la palla che rimane vagante al
limite, Podda fa partire un tiro a sorpresa tra una selva di gambe con
un diagonale che si infila
dritto nell'angolino a mezz'altezza: palla che gonfia la rete. Al 7'
arriva anche il tris quando Di Noia lancia in porta Minta che entra in
area, supera il portiere in uscita e insacca la sfera in rete di piatto
destro.
Al triplice fischio scambio di visioni tra le due panchine e i
calciatori in campo: polemiche a non finire.
Tabellino: Gubbio - Latina (3-1):
Gubbio
(4-3-1-2): Bagnolini; Zallu (27' st Podda), Baroncelli, Signorini, Meconi (11' st Barani);
Rosaia, Di Noia, Cardascio (11' st Barry); Spina (12' st Fazzi); Minta, La Mantia (21' st Baldini). A disp.:
Barbanera, Marson, Zorzetto, Piomboni, Toska. All.: Di Carlo.
Latina
(3-5-2):
Mastrantonio; Marenco, Carillo (42' pt Bruscagin), Keita (1' st
Sussi); Tomaselli, De Cristofaro (20' st Riccardi),
Lipani,
D'Angelo, Ercolano; Baez (20 'st Cioffi), Plescia (33' st De
Ciancio). A disp.: Basti, Giora, Porro, Calabrese, Castorri,
Sylla, Di
Giovannantonio, Parodi, De Marchi. All.: Volpe.
Arbitro: Bortolussi di Nichelino (Palermo di Pisa e Iuliano di Siena); quarto uomo: Gallorini di Arezzo; operatore Fvs: Skura di Jesi.
Reti: 20' pt Cardascio (G), 38' pt D'Angelo (L), 46' st Podda (G), 52' st Minta (G).
Espulso: 29' st Lipani (L) per gioco pericoloso. Ammoniti: Ercolano (L), Podda (G), Di Noia (G). Angoli: 1-3. Recupero: 5' pt; 8' st. Spettatori: 949 (475 abbonati); di cui 60 da Latina.
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►• 10 SETTEMBRE
2026
Prova del nove col Latina: curiosità e info. Last match 13 anni fa: gol Caccavallo e Briganti
Secondo
turno casalingo in campionato quello che si prevede contro il Latina.
La squadra pontina é allenata da Gennaro Volpe (ex Entella) che
usualmente utilizza il modulo 3-5-2. Il probabile undici iniziale.
Mastrantonio in porta. Difesa a tre con Ercolano, Marenco e Carillo.
Centrocampo a cinque basato sull'asse Porro, De Cristofaro, Lipani,
D'Angelo e Tomaselli. Di punta il duo Plescia e Baez. Due gli ex di
turno: appunto l'attaccante Vincenzo Plescia (in rossoblù nella
stagione 2018-2019 con Sandreani e poi Galderisi in panchina) e Matteo
Bruscagin (é tornato ufficialmente con i nerazzurri lo scorso
fine luglio firmando un contratto annuale). Nell'ultima gara di
campionato i leoni alati si sono imposti per 2-0 in casa contro il
Forlì con le reti di Marenco e Tomaselli. Durante la settimana
altra vittoria con goleada a Grosseto in Coppa Italia con i
laziali che accedono agli ottavi di finale: esce un 4-1 brillante fuori
casa con il timbro di Sylla (doppietta), le altre reti portano la firma
di Riccardi e di Di Giannantonio. Nell'occasione il tecnico Volpe ha
cambiato nove undicesimi della formazione utilizzata in precedenza in
campionato provando tra l'altro un altro schema tattico, il 4-3-3,
con gli attaccanti Baez e Cioffi ai lati a supporto del centravanti
Sylla. Pertanto non é escluso che il tecnico 45enne di Pozzuoli
opti per l'effetto sorpresa adottando una strategia con cambiamenti
tattici improvvisi. In casa Gubbio invece é perfettamente
riuscito l'intervento a Manuel Ferrini per la riduzione chirurgica della frattura alla mandibola destra ed
é stato eseguito dal Dottor Massimiliano Gilli all'ospedale
Santa Maria Misericordia di Perugia che ha tenuto i contatti con il
responsabile sanitario Marco Suvieri dell'A.S. Gubbio 1910. Tempi di
recupero tutti da stabilire. Per quanto riguarda la preparazione in
vista della partita di sabato, il tecnico Domenico Di Carlo é
pronto a confermare lo stesso assetto tattico. Di solito un allenatore
opta per la continuità quando la squadra viene da una
prestazione convincente poiché questo aiuta a consolidare i
meccanismi di gioco con la prospettiva di aumentare la fiducia nei
giocatori. Ma quale potrebbe essere l'undici iniziale. Modulo di gioco:
un 4-3-1-2 mascherato che in fase di non possesso può diventare
un 4-3-2-1 se il tecnico dovesse decidere di impiegare Cesari sulla
trequarti, come a Campobasso, al fianco di Minta a supporto del puntero
La Mantia. Dipende molto dalle direttive assegnate ai calciatori
perché cambierebbero drasticamente sia i compiti del calciatore
(infatti Cesari fondamentalmente é una mezzala) sia l'equilibrio
tattico della squadra. La formazione. Il dubbio principale riguarda il
portiere: sarà ballottaggio tra il giovane Bagnolini e l'over
Marson. Difesa a quattro probabile con Zallu, Signorini, Barry e
Meconi. Praticabile un centrocampo a tre con Rosaia, Di Noia e
Cardascio. Sul fronte avanzato Cesari e Minta (che fungerà da
raccordo tra centravanti e trequarti come sottopunta) alle spalle del
centravanti puro La Mantia. L'ultimo incontro tra le due compagini
risale al campionato 2012-2013. Era il 28 aprile 2013 quando il Gubbio
allora allenato da Sottil (squalificato, in panchina c'era Coppola) si
impose per 2-1 contro il Latina di Sanderra con le reti in rimonta di
Briganti e Caccavallo, dopo il gol iniziale nerazzurro realizzato
da Gerbo.
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►• 08 SETTEMBRE
2026
Dossier: il tormentone della 'nuova curva' dal 2018. Tanti annunci, progetto incompiuto
La
premessa é la seguente: il tormentone della nuova curva. Questo
tema é diventato un argomento spinoso e negli anni ha creato
lunghi dibattiti. Ormai da troppo tempo si parla di dotare lo stadio
Pietro Barbetti di una vera e propria curva di casa al posto della
storica ed obsoleta semicurva. I costi del progetto necessario dei
lavori é stato calcolato e si parla che occorrono 290 mila
euro per una nuova curva. Negli
anni la realizzazione é stata legata a lunghe trattative sia per
il rinnovo della convenzione dello stadio sia per l'ottenimento dei
bandi e dei pemessi necessari. La
frustrazione della tifoseria sul fatto che i lavori della nuova curva
non siano stati mai fatti é al centro del malcontento ormai da
anni.
Nonostante i ripetuti annunci, il progetto di una vera e propria curva
di casa vicino al campo é rimasto a lungo una promessa
incompiuta a causa di continui ostacoli burocratici, scambi di accuse
tra la Società e il Comune. Mentre per la nuova curva non si
é passati mai ai fatti, la situazione attuale degli interventi
allo stadio si concentra su esigenze totalmente diverse. Manutenzione
straordinaria urgente con il Comune di Gubbio che ha sbloccato
proprio nell'estate 2026 una nuova convenzione biennale stanziando 300
mila
euro per sanare problemi strutturali critici dell'impianto come il
rifacimento dei fari di illuminazione, gli spogliatoi e la riparazione
della rete idrica. La soluzione temporanea per il tifo, a causa di una
mancanza di una vera struttura e delle recenti tensioni logistiche
sorte durante l'ultimo match casalingo in campionato, la società
ha dovuto
ripiegare su soluzioni provvisorie (con divisori mobili) per ritagliare
uno spazio coperto agli ultras all'interno dell'attuale gradinata
coperta, limitando l'accesso alla curva scoperta. Una situazione che ha
generato una situazione di caos soprattutto nella partita interna
contro la Reggiana che ha scatenato la reazione dei tifosi con delle
proteste
del tifo organizzato che si é sentito penalizzato perché
privato degli spazi pattuiti. Per placare gli animi la società
ha pubblicato recentemente una nota ufficiale per blindare e garantire
stabilmente agli ultras uno spazio dedicato e coperto all'interno della
gradinata stessa. Ma il 'dilemma della nuova curva' é
un vero e
proprio paradosso sportivo e politico locale riassumibile in un
continuo cortocircuito tra promesse, investimenti annunciati e
immobilismo burocratico. L'eterno annuncio «Facciamo la nuova
curva» risale fin dal 2018. Anzi, c'è una data precisa. In
pratica era il 28 giugno 2018 quando venivano annunciati «una
nuova curva e il
campo sintetico come obiettivi possibili». Basta informarsi e
scrutare, approfondire
e leggere con attenzione l'articolo di Trgmedia.it con tanto di
dichiarazioni virgolettate che si possono leggere testualmente in
questo link (» leggi tutto).
Ebbene. Sono passati oltre otto anni da quel preciso momento. Fin dal
2018, ad ogni successiva estate, la costruzione di una nuova curva
é stata inserita come priorità assoluta. Lo scaricabarile
é continuo. Una beffa continua. Il sogno degli ultras di avere una vera e
propria curva rimane congelato a tempo indeterminato. Il paradosso del
calcio eugubino.
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►• 07 SETTEMBRE
2026
L'ultimo poker esterno: non succedeva dal 2022. La statistica: il Gubbio é finalmente cinico
Gubbio,
a quando risale l'ultima vittoria esterna con quattro reti segnate in
una sola partita come é avvenuto sabato a Campobasso? Bisogna
tornare indietro fino al 29 novembre 2022 quando i rossoblù
allenati allora da Piero Braglia si imposero al Benelli di Pesaro
contro i vissini con un rotondo 4-0: in gol Morelli, Vazquez, Mbakogu e
Spina. Prima di sabato scorso, l'ultima volta con quattro reti in una
sola partita risale all'ultima giornata di campionato nella stagione
2023-2024, con precisione il 28 aprile 2024 contro il Rimini in casa:
4-0 secco con le reti di Chierico, Udoh, Di Massimo e Galeandro (su
rigore); in panchina c'era sempre Piero Braglia. In quella stessa
stagione tuttavia il Gubbio riuscì a segnare quattro reti in
un'altra partita: era il 9 febbraio 2024, si giocava in casa contro il
Pescara di Zeman e uscì fuori un rotondo 4-0 con le reti di
Corsinelli, Desogus, Udoh e Tozzuolo. In verità in quella annata
ci fu anche un risultato ancora più rotondo: in data 19 novembre
2023 contro il Sestri Levante in casa si ricorda un pirotecnico 5-2 con
le reti realizzate da Di Massimo, Spina (doppietta), Pirrello e Udoh. A
livello statistico la gara di Campobasso ci regala questi numeri.
Possesso palla in favore dei molisani (63%) contro il 37% dei
rossoblù. Tiri totali in porta: 25 per il Campobasso; 8 per il
Gubbio. Padroni di casa che hanno preferito un gioco basato sul
palleggio (374 passaggi) contro gli umbri che hanno gestito la partita
cercando la profondità con un gioco principalmente in verticale
(con 215 passaggi totali). Il Gubbio però ha corso di più
in partita rispetto agli avversari: 95 chilometri in totale contro i 90
chilometri circa percorsi dal Campobasso. Inoltre la formazione di Di
Carlo é stata estremamente cinica perché su otto tiri in
porta la metà hanno fruttato altrettante reti: 4 gol con
un'alta percentuale di precisione pari al 50%. Mentre i molisani sono
statti carenti proprio negli ultimi venti metri: su 25 tiri totali
infatti dodici sono finiti fuori e sei sono stati respinti con una
percentuale di precisione molto bassa che si ferma al 27%. In fase
difensiva inoltre il Gubbio é stato effettivamente efficace: 19
intercetti con 49 chiusure difensive. Molisani particolarmente
distratti con 5 intercetti e solo 20 chiusure difensive.
Notiziario. Il calciatore Manuel Ferrini, uscito anzitempo dal terreno
di gioco nella trasferta di Campobasso, nella giornata di
mercoledì sarà sottoposto ad intervento per la riduzione
chirurgica della frattura alla mandibola destra. L'intervento
verrà effettuato presso l'ospedale Santa Maria della
Misericordia di Perugia nel reparto Maxillo-Facciale. Per quanto
riguarda i tempi di recupero verranno stabiliti nei giorni seguenti.
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►• 05 SETTEMBRE
2026
Cesari: "Bravi ad aggredire". Di Carlo: "Che bravo Cesari". Le foto di Campobasso-Gubbio
Il
Gubbio si rilancia dopo due sconfitte consecutive in avvio di campionato e ottiene un
risultato ampio in quel di Campobasso. Il commento della rivelazione della
partita, Manuel Cesari: "Abbiamo
vinto in un ambiente difficile e con una squadra forte. Per questo
motivo eravamo consapevoli che dovevamo aggredire dal primo minuto e
giocare in campo con intensità. Dovevamo imporci per giocare in
uno stadio del genere, ci siamo riusciti e tutto questo é stato
estremamente positivo per noi". Il parere del tecnico Domenico Di Carlo: "Sì,
devo dire che é stato molto bravo Manuel Cesari perché
proviene dalla serie D e veramente ha fatto un grandissimo gol:
é un ragazzo che ci mette impegno, ha fame e ha tanta voglia di
mettersi in evidenza. Sono contento del gruppo Gubbio e in questa
partita rispetto alle precedenti siamo stati premiati negli episodi.
Questo é il Gubbio che voglio perché gioca a calcio
con una certa identità e ci vuole talvolta un pizzico di
fortuna. Abbiamo capito che non potevamo venire qui per difenderci
contro il Campobasso perché ha giocatori di qualità. A
mio parere é un'ottima squadra perché ogni volta che ci
pressavano in avanti avevano dalla loro parte quattromila spettatori
che spingevano: hanno fatto il tifo per tutta la partita e quando
c'è un pubblico così riaprire una partita praticamente
persa ci vuole un attimo. Ma il Gubbio finalmente é stato
arcigno". Cosa dice l'allenatore dei molisani Devis Mangia: "Non
deve proprio esistere che si prendono quattro gol così. Un vero
peccato perché abbiamo creato tanto perciò siamo molto
arrabbiati. Abbiamo sprecato veramente tanto: un palo, tanti gol
falliti di fronte alla porta pure sullo 0-0, sono tutte situazioni che
devono farci riflettere. Queste quattro sberle devono essere da
lezione. Bene nel possesso, molto male nel non possesso palla: abbiamo
preso dei gol in modo veramente brutto. Secondo me ci sono stati degli
errori di tecnica applicata nella gestione per come abbiamo preso
questi gol". Intanto ecco le immagini della partita di
Campobasso e Gubbio. Si ringrazia la collaborazione di Cristina Niro di
Campobasso 1919 Fc. Una serie di scatti nel link a seguire (» vedi foto).
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►• 05 SETTEMBRE
2026
Gubbio, vittoria larga a Campobasso (2-4). Poker con Minta, Cesari, Ferrini e La Mantia
Il
Gubbio in trasferta a Campobasso. Il tecnico Di Carlo opta per il
4-3-2-1 mentre Mangia schiera il consueto 4-3-1-2. Pronti e via.
Partita subito accesa in avvio. Al 10' un disimpegno
errato del portiere Marson dopo un'azione impostata con il gioco dal
basso dove
rischia grosso perché in agguato c'è Bifulco e per poco
la palla va in porta sfilando vicino al palo. Al 15' azione manovrata
dei molisani con Agazzi che trova l'imbucata centrale per Prado che si
presenta in area tutto solo davanti alla porta, il brasiliano
però
calcia centrale e Marson si salva con i pugni a braccia alzate deviando
la sfera. Al 21' punizione pennellata in area da Pellitteri, sponda di
Prado, Cristallo ci prova di testa e palla di poco sopra la traversa.
Al 28' primo break del Gubbio e passa in vantaggio: assist di Cesari
dalla trequarti, poi fa tutto Minta che dalla
destra parte in slalom, entra in area a tutta velocità e una
volta all'altezza del dischetto calcia di destro depositando la sfera
in rete nell'angolino basso. Prima reazione locale al 30' quando
Gargiulo in area calcia alto, ma nell'azione si fanno male Prado e
Ferrini dopo un scontro di testa e il gioco resta fermo per quattro
minuti. Aumenta il pressing dei molisani con i rossoblù che
rischiano
tanto al 35' quando dopo un'azione avvolgente ci prova Stoppa in area
di destro con un tiro in diagonale angolato, ma a pochi passi
dalla porta Zallu in scivolata evita il peggio. Al 37' ci prova pure
Prado che si porta in area e calcia di destro, palla che sfila di poco
a lato. Ma il Gubbio é letale perché quando affonda
é cinico
e al 40' trova il gol del raddoppio: sulla destra Zallu pennella un
cross vellutato dove dalle retrovie sbuca Cesari che trova un colpo di
testa perentorio con la palla che si insacca sotto all'incrocio. Il
Campobasso ci prova spesso cercando la porta ma é
impreciso. Infatti al 45' da pochi passi dalla porta Prado calcia
incredibilmente fuori bersaglio. Molisani spreconi e umbri spietati.
parlano i numeri. La statistica parla di 25 tocchi del Campobasso in
area ospite (con un possesso palla del 63%) contro i 3 tocchi del
Gubbio in area locale (possesso palla del 37%) nella prima frazione di
gioco. La ripresa. Pressing immediato dei molisani e al 7' sfiorano il
gol quando Stoppa scarica per Fogliata che calcia di potenza angolato e la
palla si stampa sul palo. Il Gubbio non sbaglia nulla e trova il tris
al 12': sugli sviluppi di un corner di Rosaia, Di Noia rimette in area,
sponda di La Mantia, tutto solo davanti al portiere Ferrini di sinistro
insacca la palla in rete. Due minuti più tardi lo stesso Ferrini
sfiora il bis con un colpo di testa che scheggia la traversa su corner
di Rosaia. Al 20' però trovano il gol i molisani quando Stoppa
dal limite gonfia la rete. Si arriva al 22' con il Campobasso che si gioca la carta del
Fvs per un presunto mani di Di Noia, ma l'arbitro non cambia decisione.
Al 25' il Gubbio trova addirittura il poker sempre su calcio da fermo: corner di
Rosaia in area, La Mantia con l'esterno destro al volo deposita la
sfera in rete. Al 39' segna pure il Campobasso con il nuovo entrato
Carfora. Nel frattempo Ferrini deve uscire dal campo con la
fronte sanguinante dopo una capocciata. Al 40' altro rischio per il Gubbio quando Carfora
da pochi passi calcia alto.
Tabellino: Campobasso - Gubbio (2-4):
Campobasso
(4-3-1-2): Spurio; Cristallo, Celesia, Papini, Capoferri (1' st
Coccia); Pellitteri (1' st Fogliata), Agazzi (31' st
Carfora), Gargiulo (47' st Galeandro); Stoppa; Oliveira Prado (31' st Leonardi), Bifulco.
A disp.: Apsits, Muzi, Di Vico, Pierno, Blasi, Maisto, Aragona. All.: Mangia.
Gubbio (4-3-2-1):
Marson; Zallu, Signorini, Ferrini, Meconi; Rosaia, Di Noia (30' st Fazzi), Cardascio (11' st Podda); Minta (16' st Spina), Cesari (16' st Ghirardello); La Mantia (30' st Beretta). A disp.: Bagnolini, Barbanera, Baroncelli,
Barry, Zorzetto, Piomboni, Carraro, Barani, Baldini. All.: Di Carlo.
Arbitro: Colaninno
di Nola (Aletta di Avellino e Chianese di Napoli); quarto uomo:
Palmieri di Avellino; operatore Fvs: Romaniello di Napoli.
Reti: 28' pt Minta (G), 40' pt Cesari (G), 12' st Ferrini (G), 20' st Stoppa (C), 25' st La Mantia (G), 39' st Carfora (C).
Ammoniti: Pellitteri (C), Ferrini (G), Meconi (G), Rosaia (C), Gargiulo (C), Signorini (G). Angoli: 5-4. Recupero: 5' pt; 7' st. Spettatori: 4149.
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►• 03 SETTEMBRE
2026
Dopo la Coppa c'è il Campobasso: probabile modulo a specchio. Le foto di Gubbio-Pesaro
Il
Gubbio si prepara per la trasferta di Campobasso dopo due sconfitte
consecutive in campionato, ma si é ripreso in Coppa Italia
battendo con cinque reti la Vis Pesaro. Trasferta delicata in terra
molisana dove la formazione di Di Carlo cercherà di fare punti
per muovere la classifica nell'intento di lasciare l'indesiderato e
inaspettato ultimo posto in graduatoria. L'avversario come si presenta.
Il Campobasso durante l'estate é stato rivoluzionato con dodici
cessioni e quattordici nuovi innesti, tra cui l'ultimo acquisto
Alessandro Galeandro, un attaccante ingaggiato a titolo definitivo dal
Lecco. I molisani nell'ultima gara hanno perso per 1-0 con lo Spezia
spinto da 7793 tifosi aquilotti che hanno riempito il Picco
nell'esordio casalingo della formazione ligure. Nella prima giornata
invece il Campobasso ha vinto per 2-0 sulla Pianese tra le mura amiche
con una doppietta del brasiliano Isaac Oliveira Prado. L'attuale
tecnico Devis
Mangia adotta principalmente il modulo 4-3-1-2. Probabile formazione
dei lupi molisani.
Spurio in porta. Difesa a quattro con Cristallo, Celesia, Papini e
Capoferri. A centrocampo il trio Gargiulo, Agazzi e Pierno. Sul fronte
avanzato Stoppa tra le linee a supporto del duo di attacco Bifulco e
Prado. In casa eugubina invece il tecnico Domenico Di Carlo
intende proporre il 4-3-1-2 e quindi può giocare con un
modulo a
specchio con duelli individuali che crea delle situazioni di uno contro
uno su quasi ogni zona del campo. Ipotesi di formazione. Bagnolini in
porta. Difesa a quattro con Zallu, Signorini, Ferrini e Meconi. A
centrocampo il trio Rosaia, Di Noia e Cardascio. Sul fronte avanzato
Baldini ad agire sulla trequarti a supporto del duo di attacco Minta e
La Mantia. Alcuni possibili ballottaggi per ruolo: Rosaia o Cesari a
centrocampo; La Mantia o Spina in attacco. Intanto ecco una serie di
scatti (25 immagini) della partita di Coppa Italia tra Gubbio e Vis
Pesaro dove viene mostrata la sequenza dei gol, le azioni salienti, uno
striscione di protesta dei tifosi che é apparso appena fuori
allo stadio indirizzato verso il comune e la società.
Fotoservizio di Paolo Panfili. Tutte le immagini in carrellata nel link
a seguire (» vedi foto).
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►• 02 SETTEMBRE
2026
Gubbio, 5-0 in Coppa con la Vis Pesaro. Gli ex: Di Bitonto ad Avellino, Varone al Giugliano
Nel
secondo turno di Coppa Italia il Gubbio vince per 5-0 contro la Vis
Pesaro. Apre le danze all' 8' Spina che calibra un sinistro chirurgico
con la palla che si insacca sotto all'incrocio sugli sviluppi di
un calcio piazzato. Al 18' il raddoppio rossoblù sugli sviluppi
di un corner quando Baroncelli di testa infila la sfera sotto la
traversa. Al 22' é Barranco per i vissini che di testa colpisce
la traversa. In avvio di ripresa due occasioni ghiotte per Ghirardello
che manca clamorosamente il bersaglio davanti alla porta. Nella seconda
frazione di gioco al 15' secondo legno colpito dai biancorossi con Di
Paola che calcia un gran tiro con la palla che centra in pieno la
traversa. Al 27' arriva il tris eugubino quando Podda serve in mezzo
Ghirardello e stavolta di piede non sbaglia insaccando la sfera in
rete. Al 30' si infortuna Pinato (era subentrato appena da undici minuti in campo) e al suo posto entra Fazzi. Al
41' arriva il poker quando ancora una volta Podda diventa l'uomo
dell'ultimo passaggio come assist man: un invito per Cesari che di
destro insacca la sfera in rete in diagonale. Al 45' c'è gloria
anche per Carraro che segna la quinta rete direttamente su calcio di
punizione calibrato con la palla che toglie le ragnatele dal sette. La squadra di
Domenico Di Carlo accede così agli ottavi di finale. A
livello tattico il tecnico rossoblù ha
riproposto il modulo 4-3-1-2 che si é potuto notare nell'ultima
gara di campionato contro la Reggiana. Ex rossoblù. Il difensore
centrale Alessandro Di Bitonto al fotofinish del mercato é stato ceduto dal
Sassuolo a titolo temporaneo in
serie B: é ingaggiato dall'Avellino. Mentre il centrocampista Ivan
Varone nelle ultime ore di mercato ha rescisso il contratto con la
Salernitana e a titolo definitivo é passato al Giugliano (serie
C girone C): ha firmato un contratto annuale con il club campano dove
figura come direttore sportivo un ex difensore del Gubbio, Angelo
Antonazzo.
Tabellino: Gubbio - Vis Pesaro (5-0):
Gubbio (4-3-1-2):
Marson; Podda, Baroncelli, Barry, Barani; Zorzetto (19' st Pinato) (30'
st Fazzi), Rosaia (13' st Zallu), Cesari; Piomboni (13' st Carraro);
Spina (1' st Beretta), Ghirardello. All.: Di Carlo.
Vis Pesaro (4-3-3):
Mariani; Conti, Giorgini, Pompilio (30' st Genovese), Barranco (1' st
Carnaroli); Nina, Vichi (1' st Di Paola), Pucciarelli; Konate, Lari
(18' st Sculli), Ascione (18' st Vaccaro). All.: Gennari.
Arbitro: Eremitaggio di Ancona.
Reti: 8' pt Spina (G), 18' pt Baroncelli (G), 27' st Ghirardello (G), 41' st Cesari (G), 45' st Carraro (G).
Ammoniti: Podda (G), Barranco (V), Giorgini (V), Zorzetto (G), Cesari (G), Nina (V). Spettatori: 265.
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►• 01 SETTEMBRE
2026
Nessuna operazione last minute. Organico di 26 calciatori con la media età di 25,65 anni
Nessuna
sorpresa nelle ultime ore di mercato che si é chiuso in maniera
ufficiale nella sessione estiva. Il club rossoblù ha scelto la
linea della prudenza e della stabilità decidendo di non
effettuare nessuna operazione last minute per non alterare innanzitutto
gli equilibri della rosa e per il mancato incastro di alcune cessioni
necessarie. La scorsa settimana c'era stata la possibilità di
uno scambio tra Zallu con Armini del Crotone, ma la trattativa ha
subito una
brusca frenata nonostante l'accordo fosse ormai definito. Il Perugia e
altri club di serie C avevano mostrato interesse per l'attaccante
Ghirardello ma non é arrivata l'offerta desiderata, il
calciatore in sostanza viene considerato incedibile a certe
condizioni economiche che non hanno soddisfatto la dirigenza
rossoblù. Il direttore sportivo Mauro Leo in comune accordo con
lo
staff tecnico e l'allenatore sono dell'idea che l'organico sia
completo: hanno valutato che la rosa dei giocatori sia a posto
così e non
abbia bisogno di nuovi innesti. Due alternative per ruolo
in ogni reparto vengono ritenute adeguate, idonee
e soddisfacenti nel
momento in cui la squadra adesso ha trovato una nuova identità
tattica. Infatti a livello strategico ha riscosso grandi elogi la
variante adottata con il modulo 4-3-1-2 rispetto al 3-5-2 e
l'orientamento del tecnico
Domenico Di Carlo sembra essere proprio quello di proseguire su questa
strada. Sulla carta questo nuovo schema tattico nasce proprio con
l'obiettivo
teorico di garantire un gioco più fluido, geometrico e dominante
a centrocampo. Con una linea difensiva a quattro il gruppo di
calciatori ha
acquisito una linea guida chiara fornendo una prestazione più
brillante contro la Reggiana (rispetto la prova opaca di Guidonia). Con
il nuovo modulo, che in fase offensiva può variare anche con il
4-2-3-1 o il 4-3-3, la squadra rossoblù é riconoscibile e
interiorizzata sul modo di stare in campo. In chiusura di mercato
estivo la rosa attualmente
é composta da 26 calciatori con cinque under di proprietà
(Barry, Baroncelli, Cardascio, Cesari e Ghirardello), quattordici over
sempre di proprietà (Marson, Podda, Ferrini, Fazzi, Zallu,
Signorini, Carraro, Di Noia, Rosaia, Pinato, La Mantia, Baldini, Spina
e Beretta), inoltre quattro calciatori in prestito (Bagnolini, Barani,
Meconi e Minta). Alla lista dei professionisti che è costituita
da 23 calciatori si affianca la 'lista settore giovanile' composta dai
giocatori Zorzetto, Piomboni e Barbanera, ovvero i calciatori nati dopo
il 1 gennaio 2004 che sono stati tesserati dal club. L'età media
dell'organico (comprendente pure questi ultimi tre giovani) é di
25,65 anni.
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