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►• 31 MAGGIO
2026
Under 17, vittoria nel primo round nel derby. Storia di ex: il diesse Mignemi al Savoia
Mondo
giovanile. Quarti di finale campionato Under 17. Nella partita dei
playoff il Gubbio si aggiudica il derby di andata per 2-0 contro il
Perugia. Le reti tutte nel secondo tempo ad opera di Morosi e nei
minuti di recupero arriva il raddoppio a firma di Belfiore. Il trainer
dei giovani rossoblù Federico Tafani é costretto a
cambiare assetto tattico per via delle numerose assenze di rilievo: out
per squalifica e infortunio Toska, Amantini, Cicconi e Peza. Disegnato
un 3-5-2 mentre il tecnico gli ospiti Anselmo Gambini ha optato
per il 4-2-3-1. Primo tempo con alcune folate dei perugini dove Iachini
ha impegnato in tuffo Barbanera mentre Calvà ha scheggiato la
parte alta della traversa. Nella ripresa Tafani cambia ancora modulo
passando al 3-4-3 e arriva il gol del vantaggio eugubino: dopo una
decina di minuti in piena area, in torsione, Morosi di testa sorprende
la difesa biancorossa con una palombella che scavalca Cataldi in tuffo
e la palla si insacca in rete. Partita vibrante, senza esclusioni di
colpi, che regala emozioni fino alla fine. Ad un decina di minuti dal
termine Bisonni sfiora il pareggio con un diagonale di destro che
colpisce la base del palo. Infine nei minuti di recupero, arriva il 2-0
definitivo: nella classica azione di ripartenza é veloce
Belfiore che duella con un avversario, raccoglie palla, poi fa partire
un pallonetto chirurgico di destro che sorprende Cataldi in uscita e la
sfera rotola in fondo al sacco. Il Gubbio ha messo in campo vena
agonistica e ordine tattico, prerogative risultate determinanti ai fini
del risultato in un pomeriggio abbastanza afoso. La gara di ritorno si
gioca domenica prossima a Perugia. Altre news. Mentre in casa Gubbio in
prima squadra si deve definire ancora il prossimo futuro dopo i primi
incontri interlocutori con il tecnico Di Carlo e il diesse Leo, un ex
rossoblù ha trovato una nuova sistemazione. Stiamo parlando di
Davide Mignemi che é stato ingaggiato dal neopromosso Savoia del
patron e presidente onorario, il Principe, ovvero Emanuele Filiberto di
Savoia. Il direttore sportivo siciliano é stato a Gubbio nel
ruolo di direttore sportivo per tre stagioni di seguito dal 2021 al
2024 prima con Torrente in panchina e poi con Braglia per due annate.
Successivamente ha avuto esperienze a Siracusa e poi a Campobasso.
Adesso Mignemi ritorna in pista nella veste di direttore sportivo
con il club biancoscudato di Torre Annunziata. Proprio Mignemi
nell'estate passata era stato tirato in ballo per tornare a Gubbio dopo
l'addio del diesse Degli Esposti che era ritornato a guidare le
operazioni di mercato alla Casertana. Alla fine la proprietà del
patron Notari aveva deciso di ingaggiare Mauro Leo nel ruolo di
direttore sportivo che ora va in scadenza di contratto in attesa di una
riconferma ufficiale.
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►• 27 MAGGIO
2026
Di Carlo, il primo summit é positivo ma con riserve. Leo è già al lavoro. Rebus giovanili
Primo
incontro interlocutorio tra la proprietà e l'allenatore Di Carlo
presente in sede nella giornata di mercoledì per comprendere e
analizzare lo stato delle cose. Le parti
hanno concordato di prendersi ancora qualche giorno di tempo per
riflettere sulle rispettive posizioni, prima di ritrovarsi per parlare
nuovamente. Al
prossimo incontro con ogni probabilità si entrerà nei
dettagli per programmare la prossima stagione e parlare di mercato
estivo. La situazione é in stand-by e nei prossimi giorni ci
sarà un nuovo faccia a faccia che potrebbe risultare decisivo.
Dopo questo primo meeting nell'ambiente regna ottimismo perché
l'esito é stato positivo con le due parti che hanno
mostrato la volontà di continuare insieme. La posizione Di
Carlo é consolidata dal fatto che in mano ha un contratto che lo
lega al Gubbio fino a giugno 2027, dopo il rinnovo automatico che
é scattato a fine stagione con il raggiungimento dei playoff.
C'erano in verità da limare alcune visioni differenti, ma a
quanto pare c'è la volontà di trovare un'intesa comune.
Per quanto riguarda lo staff tecnico si va verso la conferma del
vice allenatore Davide Mezzanotti. Discorso inverso invece con il
preparatore atletico Domenico Melino che é in scadenza di
contratto e il rapporto potrebbe concludersi a fine giugno. La
sensazione che filtra dall'ambiente rossoblù é quella che
si sta cercando un nuovo preparatore atletico. Il ragionamento si
sposta sul direttore sportivo e l'idea comune é di seguitare con
Mauro Leo con l'intento di proseguire il progetto
tecnico. Infatti il diesse Leo é già al lavoro secondo
alcune indiscrezioni, ma ancora non si ha alcuna notizia di un rinnovo
contrattuale. Il quadro sembra ormai delineato.
Ciononostante le ufficialità non sono ancora arrivate e fino a
quando non ci saranno comunicati ogni scenario rimane teoricamente
aperto. A livello dirigenziale viene confermata una possibile new
entry: Giorgio Bellucci é candidato per ricoprire il ruolo di
team manager. Invece é più complicata la situazione per
quanto riguarda il settore giovanile. Con l'uscita di Daniele Martini
in procinto a vestire i panni di direttore sportivo con il Sansepolcro,
diversi nodi devono essere sciolti. Trovano conferma i contatti avviati con Gianni Francioni ma la situazione resta
in modalità di attesa. La società é chiamata a sciogliere
definitivamente le riserve. Si parla di una riorganizzazione
dell'area sportiva e dirigenziale del Club nella gestione del settore
giovanile. A riguardo sono previsti degli incontri specifici durante il
fine settimana. Si mantiene il massimo riserbo ma non si escludono
colpi di scena e un risvolto inaspettato. A quanto ci risulta sarebbero
in corso riflessioni profonde.
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►• 26 MAGGIO
2026
Ore decisive in casa Gubbio: cosa sta succedendo. Come team manager idea Bellucci
Ore
decisive in casa Gubbio. Cosa sta succedendo davvero in dirigenza? Al
momento si sta cercando un nuovo equilibrio interno. In pratica la
società ha deciso di proseguire con il tecnico Di Carlo e il
diesse Leo evitando un'altra rivoluzione. L'idea della proprietà
sarebbe quella di dare continuità al progetto, mantenendo una
struttura stabile ma ridefinendo ruoli, competenze e modalità
operative. Il nodo principale riguarda proprio Di Carlo: l'allenatore
vorrebbe una gestione organizzativa differente avanzando richieste
precise per poter lavorare in maniera più fluida nel quotidiano.
Tra le cose da valutare é quello di migliorare la struttura a
livello logistico, compreso il settore medico che diventa importante
per il supporto della squadra durante la stagione agonistica.
Probabilmente Di Carlo vuole chiudere il capitolo del passato
campionato, stregato e condizionato dall'emergenza infortuni. Per
questo motivo occorrerà ricucire gli equilibri interni chiarendo
le aree di intervento di ciascuno. In tutto questo può diventare
centrale anche il ruolo del Team Manager, figura che é rimasta
vacante per tutta la scorsa stagione dopo le dimissioni durante la
scorsa estate di Max Lazzoni che ricopriva proprio questo determinato
ruolo. In tal senso é uscito un nuovo nome in queste ultime ore.
Si tratta di Giorgio Bellucci, per otto anni ha lavorato con il
Fontanelle calcio, in passato é stato allenatore delle giovanili
del Gubbio. Un primo approccio tra le parti in pratica é
avvenuto sabato scorso in sede. La figura del Team Manager assume una
rilevante importanza in una struttura societaria, soprattutto come
figura di collegamento tra squadra, allenatore e dirigenza. Tutti
questi aspetti sono da chiarire al più presto. Stesso discorso
dicasi per il settore giovanile dove é prevista un'autentica
rivoluzione. É imminente la partenza del responsabile dell'area
tecnica Daniele Martini verso Sansepolcro. Negli ultimi giorni é
uscito il nome di Gianni Francioni come un possibile sostituto, visto
che ha lavorato già nell'ambiente eugubino: di fatto c'è
stato già un contatto iniziale, una comunicazione per sondare il
terreno, ma per procedere il primo passo fondamentale é
l'effettiva volontà dell'interessato di ricoprire l'incarico. Se
il discorso continuerà é tutto ancora da stabilire:
dipende molto dal fatto se c'è la volontà di entrambi di
trovare un'unità di intenti, di definire i dettagli,
identificare subito cosa é irrinunciabile per ciascuno, capire
se il progetto ha basi solide. In altre parole in casa Gubbio sono
previste grandi manovre con trattative e riassetti strategici.
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►• 24 MAGGIO
2026
Al bivio: Di Carlo chiede garanzie, Leo per il rinnovo. Per 'il dopo' Martini idea Francioni
Il
futuro del Gubbio si articola su due binari principali: la costruzione
della prima squadra e il rilancio del progetto giovanili. La
società riflette sul da farsi. La prospettiva resta fortemente
orientata alla crescita dei giovani provenienti dalla serie A, ma
é necessario un cambio di strategia pescando giovani o pedine
interessanti dalla serie D, come tra l'altro ampiamente specificato dal
capitano Andrea Signorini in una intervista ad rampio raggio al nostro
portale web (a scorrere nelle news), oltre a confermare lo zoccolo duro
per poter ripartire su basi solide. In ogni caso ci sono da chiarire le
posizioni dell'allenatore e del direttore sportivo perché al
momento non ci sono decisioni definite prese. Durante la settimana ci
saranno degli incontri tra il patron Notari e il suo entourage a
tal proposito. Infatti sono in agenda dei colloqui in prima persona sia
con l'allenatore Di Carlo sia con il direttore sportivo Leo: si
parla di riunioni programmate per mercoledì prossimo, secondo
alcune indiscrezioni. Capitolo allenatore: Domenico Di Carlo é
sotto contratto con il Gubbio anche per la prossima stagione per mezzo
di un rinnovo automatico con il raggiungimento dei
playoff.
Ma c'è un però. Di Carlo detta le condizioni per restare
a Gubbio: la permanenza del tecnico originario di Cassino, che ha un
contratto fino a giugno 2027, non dipende tanto da garanzie economiche,
quanto di carattere sportivo. Per sposare ancora la causa
rossoblù chiede infatti un mercato che alzi ulteriormente il
livello di squadra visto che il prossimo girone sarà più
concorrenziale poiché con ogni probabilità saranno
presenti avversarie blasonate che provengono dalla serie B come Spezia,
Reggiana o Pescara. Dunque in primo luogo va appurato quali sono le
ambizioni dettate dalla società. In seconda battuta si
dovrà affrontare l'argomento nell'ambito gestionale per plasmare
un nuovo assetto
organizzativo sia in materia di staff medico sia a livello
logistico per affrontare con funzionalità un campionato
tipicamente professionistico. Quindi ora bisogna vedere se il club
asseconderà il tecnico e approverà le richieste. Pertanto
l'incontro chiarificatore programmato sarà fondamentale per
verificare se ci siano o meno le condizioni e le motivazioni giuste per
proseguire ancora nella stessa direzione. Una riunione é
prevista anche con il direttore sportivo Mauro Leo che va in scadenza
di contratto a fine giugno: l'idea é quella di prolungare il
contratto per un'altra stagione, però vanno condivisi i
dettagli. Le idee programmatiche devono necessariamente combaciare per
garantire coerenza, efficacia ed esecuzione fluida. Per quanto riguarda
invece il settore giovanile é prevista un'autentica rivoluzione.
Il responsabile tecnico Daniele Martini lascerà Gubbio per
andare a Sansepolcro (come avevamo già scritto una decina di
giorni fa) dove ricoprirà il ruolo di direttore sportivo nella
società biturgense. Manca solo l'ufficialità. La
società eugubina così sta correndo ai ripari e per porre
rimedio ha già contattato Gianni Francioni: eugubino,
responsabile tecnico della Polisportiva Don Bosco, in passato ha
vestito i panni di tecnico e calciatore del Gubbio, già in
rossoblù come respondabile delle giovanili nella stagione
2019-2020. La trattativa é solo in fase iniziale. Le
novità a quanto pare non finiranno qui. L'effetto sorpresa
é sempre dietro l'angolo.
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►• 20 MAGGIO
2026
Signorini: "Per il futuro mi affiderei di più a giocatori di proprietà e lo stadio va rinnovato..."
Parliamo
con il capitano Andrea Signorini. Un bilancio di questa ultima
stagione? "Abbiamo disputato un
campionato in linea con i programmi. Sono contento perché da
cinque anni facciamo i playoff. Questa società ormai la ritengo
importante per la categoria per gli obiettivi che si prefissa.
Un'annata tra l'altro premiata da belle vittorie in trasferta nei derby. Si poteva
fare di più? Sono del parere che le prime della classe come Arezzo,
Ascoli o Ravenna hanno speso il triplo di noi. Parliamoci chiaro.
Pertanto per me é stata un'ottima stagione anche se condita da
diversi infortuni". L'uscita immediata ai playoff con il Pineto? "Diciamo
che partendo dall'ottavo posto é sempre un terno al lotto. Nei
playoff se potete notare é rimasto in corsa solo il Casarano che
é
partito ottavo in classifica nel suo girone. Perciò fare un
turno in più o in meno non cambia la vita. É vero anche
che a
Pineto si poteva fare di più perché abbiamo fatto una
partita normale: loro hanno fatto un eurogol e con due risultati su tre
a favore sono passati. Le partite da dentro o fuori purtroppo sono
così. Riaffermo che abbiamo fatto un buon torneo, guardiamo il
percorso fatto, quindi io vedo il bicchiere mezzo pieno. E vorrei
aggiungere
un mio pensiero...". Prego, dica? "Gubbio
é una realtà dove i giovani possono crescere bene ed
imparare: é una soddisfazione anche mia di avere contribuito in
piccola parte in sei anni a
fare crescere calciatori come Bonini, Arena, Artistico, Aurelio,
Oukhadda, Di Stefano, inclusi anche i calciatori di questa ultima
annata". Ma adesso Signorini é in scadenza di contratto, ci sono novità? "Con
il presidente Sauro Notari ci sentiamo spesso. Non c'è fretta.
Prima
ci sono da stabilire altre priorità: il diesse e l'allenatore.
Tra me il presidente c'è stima, c'è affetto, la
volontà c'è, si farà tutto con calma". Risulta al vero che Signorini sta facendo il corso per diventare direttore sportivo? "Sì,
sto studiando da direttore sportivo e avrò l'esame. Per la
gestione del 'dopo carriera' da calciatore ci sto pensando ovviamente". A livello di squadra futura, se potesse dare un consiglio, quale sarebbe? "In
rosa si devono mantenere una parte di calciatori sotto contratto,
soprattutto una porzione esperta. Questi calciatori dovranno essere
circondati da
giovani come é stato fatto già quest'anno con
l'operato del direttore sportivo Mauro Leo. Più che altro, a mio
avviso, si devono prendere
più calciatori di proprietà perché in questi sei
anni ne abbiamo avuti pochi. É vero che sono arrivati diversi
giovani da
club di serie A ma poi ritornano sempre alla base, dunque si
valorizzano per gli
altri. Bisogna iniziare a valorizzare dei propri calciatori. Non per
forza devono arrivare dal settore giovanile perché se non ci si
investe su di esso poi diventa difficile che qualcuno può
emergere. Ragion per cui
bisogna iniziare a cercare dalla serie D, degli under ma anche calciatori non under,
oppure prendere un giovane come Ghirardello che é stato acquisito dal
Padova. Lo
dico apertamente, io farei così. Il Gubbio deve vivere sui
giovani di proprietà se vuole guadagnarci per il futuro".
Una nota dolente riguarda la tifoseria. Si è visto uno stadio
spoglio, pubblico poco numeroso eccetto le partite di cartello, quale
é la sua ricetta? "In molti
si basano sugli eventi di quindici o venti anni fa. Oggi le televisioni
o le dirette streaming hanno cambiato il mondo del calcio. Gli orari sono diventati troppo
flessibili, é più difficile venire allo
stadio rispetto ad una volta. Ma vorrei integrare un discorso...". Ci mancherebbe, dica? "Lo
stadio di Gubbio ha bisogno di lavori. Vuoi mettere uno stadio nuovo
con una copertura fatta a dovere, magari con una curva vicino alla
porta: é un'altra storia. Invece lo stadio sta cadendo a
pezzi. Da sei anni che sono qua non ho visto ancora un lavoro in
merito. Il presidente Notari ci mette tanto impegno e ci mette tanti
soldi. Perciò sono dell'idea che il comune deve dare una mano
perché é anche un bene loro. É un peccato
perchè gli avversari notano una bella
città, é
un bel vedere. Lo stadio ha dei difetti strutturali come nelle
coperture (basta vedere la tribuna), nell'impianto di illuminazione (a
volte non è funzionante), aggiungo inoltre che gli spogliatoi
stanno
diventando fatiscenti. Credo che va fatto un grande intervento. Uno
stadio bello può attirare l'Under 21, i concerti, la gente:
l'impianto sportivo é un bene per la città".
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►• 18 MAGGIO
2026
Gubbio, il mercato tra sostenibilità e rilancio. Una rosa che é destinata a cambiare ancora
Si
parte da un'incognita fondamentale. Restano o no l'allenatore e il
direttore sportivo. Le voci che si rincorrono sono tante e alcune
contrastanti. Per quanto riguarda l'allenatore con Di Carlo già
c'è stato un rinnovo automatico con il raggiungimento dei
playoff. Già questo é un motivo per blindare la sua
posizione. Fino a poco tempo fa la sua conferma non era così
scontata, si é pensato anche ad altro, in virtù
soprattutto dell'epilogo ai playoff perché il cammino si
é interrotto in maniera immediata con l'eliminazione già
dal primo turno. Oltretutto il Gubbio durante la stagione ha viaggiato
sull'altalena con un'alternanza continua di stati d'animo opposti. Ma
adesso, a quanto pare, il presidente Notari sarebbe orientato a
confermare sulla panchina rossoblù Domenico Di Carlo. Stesso
discorso dicasi per il direttore sportivo Mauro Leo che va in scadenza
di contratto ma é desideroso di proseguire il cammino intrapreso
solamente una stagione fa. In questo ruolo alcune settimane fa si era
fatto un altro nome, quello di Francesco Cangi, attuale diesse della
Pianese, una figura che si é messa in luce in questi ultimi anni
perché ha saputo garantire una continuità di rendimento e
una crescita sostenibile del club nel corso delle ultime stagioni. Ad
ogni modo il direttore sportivo tifernate non si muoverà da
Piancastagnaio dove sul mercato può operare in perfetta
autonomia: un suo addio dai bianconeri é pressochè
impossibile, nonostante é in scadenza di contratto, salvo
allettanti offerte da categorie superiori. Tramontata fin da subito
questa ipotesi, quindi, il quadro ora comincia ad essere più
chiaro. Il presidente Notari sarebbe orientato a prolungare il
contratto al diesse Leo per un'altra stagione. Ma i nodi da sciogliere
sono parecchi e non facilmente risolvibili. La società starebbe
infatti valutando di ridimensionare il monte ingaggi con possibile
partenze anche tra i calciatori sotto contratto. La rosa con ogni
probabilità sarà destinata a cambiare notevolmente ancora
una volta, inoltre si cercherà di abbassare l'età media
dell'organico. In sostanza servirà un progetto mirato che unisce
scouting, la valorizzazione del settore giovanile e una chiara
sostenibilità finanziaria. Una strategia che riduce il monte
ingaggi aumenta il valore patrimoniale della rosa e stimola un gioco
più dinamico e aggressivo. L'idea sarebbe quella di fornire al
tecnico Di Carlo un gruppo con una gestione più attenta delle
risorse privilegiando giocatori realmente funzionali al progetto. Alla
base di tutto ciò esiste un punto fermo imprescindibile.
Servirà una visione diversa che deve essere capace di restituire
appartenenza e ambizione ad un ambiente che oggi appare un po'
distante. L'entusiasmo fuori dal campo con la tifoseria va ricostruito
per coinvolgere il pubblico con una squadra che sa attirare la propria
gente con uno spirito identitario.
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►• 17 MAGGIO
2026
Under 17 rossoblù: 3-1 al Monopoli. Tafani, che gioco! Quel ricordo del 1987 su instagram
Quando
un intero popolo si coalizza per sostenere i propri colori dopo appena
due giorni dalla Corsa dei Ceri. Una partita di calcio che si trasforma
in un giorno di festa in maniera epica. Ricordi
mai offuscati nella memoria dei tifosi rossoblù.
Era il 17 maggio 1987, e in uno stadio "Curi"
di Perugia stracolmo di cuori rossoblù, il Gubbio
vinceva lo spareggio che gli riconsegnava le chiavi
della serie C2, a spese del Poggibonsi. La rete
decisiva fu realizzata da Rosario Zoppis al 113',
davanti ad oltre ventimila spettatori. Fu un incontro
tirato fino all'ultimo (tempi supplementari compresi)
e all'insegna del gran tifo. Il Gubbio, allenato
da Giampaolo Landi, dopo diversi interminabili anni
nei dilettanti corona un sogno. Per una visione completa di alcune immagini sulla nuova pagina
Instagram digitando
gubbiofans.it, in ricordo di una giornata indimenticabile per entusiasmo e partecipazione: nel link
l'accesso diretto qui di seguito (» instagram gubbiofans.it).
Adesso spazio alle giovanili. Ottavi di finale di andata per l'Under 17
allenata da Federico Tafani contro il Monopoli. Il Gubbio ha battutto i
pugliesi per 3-1 allo stadio Pietro Barbetti. Rossoblù che hanno
mostrato già dal primo minuto grinta, carattere e
aggressività. Da subito al 3' in una ripartenza veloce Morosi
aveva sfiorato il vantaggio con un preciso pallonetto che ha colpito in
pieno la traversa. É un monologo rossoblù e infatti al 5'
arriva il vantaggio: azione corale che viene capitalizzata da Morales
che va via in serpentina e una volta in area con il mancino insacca in
diagonale a fil di palo. Non mancano alcuni interventi prodigiosi del
portiere ospite De Micheli che si salva a più riprese. Ma il
gioco del Gubbio é avvolgente e al 34' arriva il raddoppio
quando Tordini in area si libera di un avversario e di piede deposita
la sfera in fondo al sacco. Al 40' arriva il tris su calcio di rigore dopo
un'azione perfetta e dal dischetto segna Piomboni. Nella ripresa poi
accorcia le distanze Martino. La formazione di Tafani ha fatto vedere
in campo geometrie sul manto erboso perfetto del Barbetti, un egregio
palleggio a centrocampo esprimendo una manovra fluida e precisa. Alcuni
nomi su tutti. In difesa Amantini si é contraddistinto per
prestanza fisica e carattere. A centrocampo Piomboni ha dettato i
tempi. Reparti compatti sia in difesa che a centrocampo, dalla cintola
in sù efficaci in velocità Morales ma anche Peza e
Tordini. La gara di ritorno si giocherà in terra pugliese
domenica prossima. L'Under 16 di Gagliardi invece pareggia per 1-1
contro il Sorrento nella gara di ritorno dei playoff: rete
rossoblù di Bianconi; passano il turno i campani che avevano
vinto la partita di andata.
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►• 13 MAGGIO
2026
Gubbio, il punto su Carraro: rinnovo automatico a febbraio. Le parole di Di Carlo in Liguria
Gubbio,
diversi nodi da sciogliere. Intanto però qualcosa si muove in
vista di un programma futuro. Una notizia riguarda Federico Carraro,
metronomo del centrocampo, arrivato la scorsa estate in maglia
rossoblù a titolo definitivo. Un calciatore che ha dimostrato
durante la stagione di avere piede, geometrie, sa dettare i tempi, un
punto cruciale per quanto riguarda la mediana rossoblù.
Oltretutto ha dimostrato di avere la mira giusta a livello balistico,
infatti ha realizzato cinque reti in campionato al pari dell'attaccante
La Mantia. A livello contrattuale Carraro si trova in questa precisa
situazione: durante l'estate 2025 aveva firmato un contratto per un
anno con la società eugubina con una rigorosa clausola dove era
previsto un rinnovo automatico in caso di una condizione
circostanziata. In pratica la prosecuzione si é innescata con 20
presenze (da quarantacinque minuti) in maglia rossoblù, tutto
ciò é avvenuto durante il mese di febbraio. Pertanto con
questi requisiti il calciatore padovano é già legato al
Gubbio fino a giugno 2027. In ogni caso non é escluso un nuovo
incontro a breve tra le parti nel senso che ci possono essere i margini
per avviare un negoziato per l'estensione della durata del contratto
per un'altra stagione ancora. Intanto il tecnico Domenico Di Carlo si
é espresso in Liguria con il quotidiano 'il Secolo XIX' parlando
dello Spezia, sua ex squadra, mentre gli aquilotti sono appena
retrocessi in serie C e quindi potrebbero anche diventare avversari del
Gubbio nella prossima stagione: «A Gubbio siamo arrivati ottavi
migliorando l'undicesimo posto precedente, abbiamo fatto un record di
minuti per i giovani e siamo usciti al primo turno playoff. In serie C
lo Spezia si troverà a giocare in campi difficili o in
sintetico, con 200-300 spettatori, ma non c'è nulla di scontato
perché c'è agonismo. Squadre come Pianese, Pineto e altre
compagini con meno storia, ma con grande spirito di battaglia, sono
pronte a mettere in difficoltà chiuqnue. L'Arezzo aveva due
squadre e ha investito nove milioni. Qualcuno ha deluso come Perugia e
Torres». Di Carlo é legato al Gubbio anche per la prossima
stagione con una clausola per il rinnovo scattata al raggiungimento
della post season con i playoff.
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►• 11 MAGGIO
2026
Lo staff e la rosa, scatta il momento delle scelte. Nove calciatori sono sotto contratto
Gubbio,
quale futuro? É già tempo per le valutazioni per
programmare la prossima stagione. Però adesso é tutto
fermo per via della Festa dei Ceri. Pertanto qualsiasi incontro
chiarificatore avverrà non prima di due settimane. Le questioni
sul tavolo sono diverse. Il direttore sportivo Mauro Leo va in scadenza
di contratto e bisogna attendere per capire se sarà ancora lui
l'operatore di mercato del Gubbio anche per la prossima stagione. Si
é parlato in questi giorni di un interesse verso Francesco
Cangi, attuale diesse della Pianese che ha ben figurato in questo
campionato con un budget ben delineato agendo come ponte tra la
società e l'area tecnica, occupandosi della costruzione
della
rosa, del mercato e della sostenibilità economica. Una figura
che era finito nel mirino dei rossoblù anche nella scorsa estate
ma poi non si fece
nulla. Tuttavia al momento Cangi non ha avuto una offerta concreta da
parte del Gubbio anche perchè la Pianese vuole trattenerlo a
tutti i costi, a meno che arriverà un'offerta da un club di
categoria superiore o
da una società blasonata della serie C. Cangi, tra l'altro, va
in
scadenza di contratto ma la società toscana é
intenzionata a blindarlo. L'altro nodo da sciogliere riguarda
l'allenatore Domenico Di Carlo. Il tecnico ha ottenuto il rinnovo
automatico grazie al conseguimento dei playoff (per via di una clausola
contrattuale), ma al momento non rappresenta una garanzia assoluta. Per
questo motivo saranno fondamentali gli incontri che si terranno con la
società. Altro aspetto indispensabile sarà la costruzione
della squadra per il prossimo anno. Nove calciatori risultano sotto
contratto: Fazzi, Podda, Zallu, Carraro, Rosaia, La Mantia, Spina, Di Massimo
e Ghirardello. Invece tornano alle società di appartenenza
Bagnolini, Di Bitonto, Minta, Baroncelli, Costa, Djankpata,
Mastropietro e Varone. In scadenza di contratto infine Krapikas,
Bruscagin, Murru, Tentardini, Saber Hraiech, ma soprattutto il capitano
Signorini che aspetta lumi dalla società. Pertanto già da
ora occorre pianificare il prossimo mercato. Budget a disposizione,
condivisione delle idee sui calciatori da cui ripartire e quelli
eventualmente sacrificabili, ma in generale individuare quei rinforzi
necessari per allestire una rosa che sia in grado di ripresentarsi ai
nastri di partenza del prossimo campionato con la possibilità di
competere e non sfigurare in terza serie. Stabilire traguardi chiari,
definire ruoli e responsabilità, pianificare una visione
strategica che unisca scouting mirato e gestione delle risorse umane,
assicurando che lo staff tecnico e la dirigenza siano allineati sugli
obiettivi del club. Tutte tematiche ancora da definire.
►• 10 MAGGIO
2026
Gubbio, l'esempio da seguire e i tifosi da ritrovare. Progetto sostenibile e le infrastrutture
Gubbio,
come si diventa grandi? Guarda l'esempio del Frosinone. Vero che stiamo
parlando di una squadra di provincia, ma é altrettanto vero che
la città ciociara conta 42000 abitanti. Non é certo una
metropoli, come popolazione non é così tanto superiore
rispetto al territorio eugubino. Il Frosinone, una città
più piccola, meno ricca, é riuscita con una ricetta
vincente a trovare spazio nel calcio che conta in modo sostenibile da
esportare alle altre società. Per crescere però
c'è bisogno della ricetta giusta a partire dall'unità di
intenti tra città e club. Le infrastrutture prima di tutto. La
società ciociara si é costruita uno stadio gioiello che
é vissuto pure durante la settimana, inoltre possiede
infrastrutture all'avanguardia per gli allenamenti, perché
é riuscita a trovare le chiavi giuste per poter lavorare in
sintonia con le amministrazioni comunali e veder nascere i suoi
progetti. Non é un caso che anche ad Arezzo, con la squadra
amaranto che é appena salita in serie B, c'è il via
libera per la costruzione di uno stadio avveniristico con un progetto
di riqualificazione dell'impianto comunale. Poi conta la squadra che va
costruita con lungimiranza, con la scoperta di talenti senza spese
folli. I risultati del Frosinone sono a portata di mano: é
tornato in serie A per la quarta volta in undici anni con il nuovo
impianto. Per intenderci: per la prima volta il Frosinone é
salito in serie B nel 2006, in precedenza viaggiava in serie C (i
ciociari sono stati pure avversari del Gubbio) o categorie inferiori.
Tutto é nato dalla perspicacia di un presidente,
Maurizio Stirpe, che non ha avuto bisogno di strillare per farsi
notare preferendo la solidità del lavoro e la limpidezza dei
bilanci lasciando da parte la retorica delle promesse non mantenute. In
un momento nel quale il calcio viaggia su debiti strutturali e
proprietà dai contorni sfocati, il patron dei ciociari ha saputo
trasformare una realtà realmente piccola in un team
all'avanguardia nel segno dell'operosità. Non ha inteso lo sport
e il suo club come un giocattolo di lusso, nè come un
piedistallo per vanità personali. Bensì con un'estensione
etica ha formato una creatura che deve respirare all'unisono con il suo
territorio con una gestione virtuosa e uno stadio moderno, funzionale
ed ecosostenibile, frutto di una visione previdente puntando su
una freschezza di idee che trascende il rettangolo verde. Un
impegno morale verso un territorio, una lezione di economia applicata
ai sentimenti. Il messaggio é piuttosto chiaro: si può
essere di fatto competitivi con strutture adeguate e con una gestione
sostenibile senza dover rinunciare al gioco e all'identità. Un
altro aspetto importante, che é consequenziale, riguarda
l'apporto del pubblico. I tifosi sono il cuore pulsante dello sport:
sono fondamentali per creare l'atmosfera, motivare gli atleti creando
un forte senso di identità, appartenenza e comunità. Le
presenze allo stadio si sono ridotte drasticamente, purtroppo lo
scenario nell'ultima partita in casa contro il Pineto é stato
avvilente. Alcuni giorni fa ci hanno spedito alcune immagini di una
partita di dilettanti tra Padule e Montone in cui erano presenti un
migliaio di persone. Nella segnalazione dettagliata ci é stato
fatto notare «la differenza di pubblico nella nostra città
in cui, prescindendo dalla categoria, la gente si affeziona ad un
contesto più genuino dove c'è l'integrazione di ragazzi
del posto». Senza ombra di dubbio il Gubbio ha bisogno del suo
pubblico. Non c'è dubbio per Gubbio.
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►• 08 MAGGIO
2026
Gubbio, 15 anni fa la storica promozione in serie B. Fotogallery: seguici su instagram
Il
tempo scorre lento, inesorabile, ma la gioia rimane la stessa. Sono
trascorsi esattamente 15 anni da quel magico 8 maggio 2011, una data
che rimarrà per sempre impressa nella memoria di ogni tifoso
rossoblù. Il Gubbio, allenato da Vincenzo Torrente, sconfiggeva
per 3-1 la Paganese e così conquistava la promozione in serie B.
Rete di Boisfer dopo un'azione corale, raddoppio di Gomez in serpentina
e nel finale ancora l'argentino segna il rigore del definitivo 3-1
procurato da Bazzoffia. Un traguardo epocale, una intera città
in festa, uno stadio caldo come non mai con cinquemila spettatori sugli
spalti. Un'impresa leggendaria in un girone di ferro. Il Gubbio chiuse
al primo posto nel girone A di serie C a sei lunghezze dal Sorrento,
secondo classificato. Un risultato eccezionale soprattutto considerando
che i rossoblù erano neopromossi in un campionato dove
figuravano Spezia, Hellas Verona, Cremonese, Como, Salernitana e Monza.
Un trionfo frutto della programmazione capitanata dal presidente Marco
Fioriti, sotto la supervisione del direttore tecnico Gigi Simoni e la
presenza nel ruolo di direttore sportivo di Stefano Giammarioli. Una
rosa di qualità e di spessore umano con alcuni calciatori che
poi hanno calcato i palcoscenici della serie A come Lamanna e Gomez
Taleb oppure Caracciolo. Si ricordano la fisicità di Borghese, la
sagacia di Bartolucci, la vivacità di Galano, oppure il
trottolino a tutto campo Raggio Garibaldi e la dinamicità di
Donnarumma. Una squadra assortita guidata da una ossatura indissolubile
basata sul play impenetrabile Boisfer,
il ministro della difesa Briganti, il terzino biondo fluidificante
tutta fascia Farina e il capitano tutto cuore Sandreani. Ma non si
dimenticano anche
tutti gli altri: da Farabbi a Montefusco, da Nazzani a Gaggiotti
(eugubino), da Perelli a Capogrosso. Calciatori cardine in gruppo
affiatato dove figuravano anche Alcibiade e lo sgusciante Bazzoffia,
oppure Suciu che si ricorda per la sua intelligenza tattica e Daud
risolutore di diversi match chiave per mezzo di un sinistro potente, oltre
al centravanti di scuola doriana Testardi. Il timoniere di questo
team invincibile era l'allenatore Vincenzo Torrente
che aveva saputo plasmare un bel giocattolo che ha fatto divertire una città intera. La squadra era un
tutt'uno: unità di intenti e sintonia tra i vari componenti di
un gruppo tale da farli agire come un singolo organismo. Sulla
nostra pagina instagram ricordiamo appunto la partita tra
Gubbio-Paganese con una visione
completa del reportage fotografico sulla nuova pagina
Instagram digitando
gubbiofans.it, ideata e curata da Angelica Tomassoli, con la carrellata
integrale di immagini di una giornata indimenticabile nel link
l'accesso diretto qui di seguito (» instagram gubbiofans.it).
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►• 05 MAGGIO
2026
Di Bitonto: "Annata positiva, un peccato ai playoff. La vittoria a Perugia la gioia più bella"
Parliamo
con il giovane difensore Alessandro Di Bitonto. Classe 2005 é di
proprietà del Sassuolo. In campionato 2927 minuti giocati in 34
presenze. La statistica personale ci dice che é stato preciso
nei passaggi all'82%, efficace negli intercetti, con spiccata dote nei
contrasti aerei vinti grazie ad una struttura fisica statuaria.
L'intervista. Prima domanda. Ma come é nata la scelta di venire
a Gubbio? "Il diesse Mauro Leo aveva
contattato i miei procuratori la scorsa estate ed è stato molto
convincente. Avevo altre richieste in serie C ma il progetto che mi
é stato elencato dal direttore sportivo é stato
esauriente. Ad oggi posso dire che sono stato molto contento della
scelta fatta". A Pineto nei playoff Di Bitonto é stato
uno tra i migliori in campo però la squadra non ha fornito
una buona prestazione, un suo parere? "Sì,
potevamo fare senz'altro meglio. Siamo tutti delusi perché dopo
il vantaggio per 1-0 dovevamo portare a casa il risultato. Allo stesso
tempo siamo contenti del campionato fatto perché abbiamo vinto
due derby in trasferta e abbiamo raggiunto un ottimo ottavo posto
in classifica. Chiaro però che il pensiero ritorna
alla partita persa di Pineto perché credo che era alla
nostra portata per passare il turno". Ci può spiegare cosa é successo nel secondo tempo? "A
mio avviso siamo entrati in campo bene a livello mentale. Purtroppo in
queste partite gli episodi sono determinanti. Il gol del pareggio
é nato da un nostro errore e poi il secondo gol ci ha tagliato
le gambe con un missile sotto all'incrocio imparabile. La partita
é finita lì, ormai era tardi per rimontare di nuovo. In
ogni caso noi abbiamo lottato e ci abbiamo provato fino alla fine". La gioia più grande pertanto é arrivata nel derby? "Vincere
sia a Terni che a Perugia é stato bello perché abbiamo
regalato tanta felicità ai nostri tifosi. Ma per importanza
storica dico quello di Perugia perché provenivamo da un periodo
brutto e quella vittoria ci ha dato linfa vitale per la risalita". Un Gubbio al completo poteva fare di più? "Sicuramente,
purtroppo non é stato mai al completo durante la stagione. Forse
solo in questa ultima partita ma ci sono stati dei rientri da infortuni
abbastanza lunghi come nel caso di Minta, come quello di Saber. Diciamo
che eravamo tutti convocabili ma allo stesso tempo non eravamo tutti al
100%. Questo è il più grande rammarico di questa stagione". Ma Di Bitonto come si é trovato qua a Gubbio? "Ho
avuto la fortuna di trovare un allenatore (Di Carlo ndr) che con i
giovani é capace e al sottoscritto ha dato subito fiducia. Sono
stato fortunato e bravo a rimanere concentrato in tutte le partite".
La tattica: Di Bitonto é stato schierato nel reparto arretrato
in maniera prevalente come braccetto di sinistra nel 3-5-2. Ma é
questo il suo ruolo? "Per giocare mi
sono sempre messo a disposizione perché mi ritengo un difensore
abbastanza duttile. Ovviamente se devo fare una scelta preferisco
giocare a sinistra per le mie caratteristiche quando difendo". Il compagno di squadra più forte? "Può sembrare banale ma sono stato bene con tutti e si é creato un bellissimo gruppo". L'avversario più difficile da marcare? "L'attaccante Bellini della Pianese". Ultima domanda: adesso torna al Sassuolo, un pensierino verso la serie A con Grosso può essere un suo obiettivo? "Sì,
ovviamente. Anche se al momento penso che sia impensabile. Credo che
è il sogno di tutti i bambini giocare in serie A. Perciò
questa domanda ha un'unica risposta: quindi é sì".
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►• 04 MAGGIO
2026
Playoff, la regola del miglior piazzamento pesa quanto i gol: Gubbio non incisivo in attacco
Neanche
un assaggio dei playoff. Gubbio fuori subito al primo turno come era
successo nelle ultime precedenti due edizioni. L'anno scorso sconfitto
ad Arezzo, due anni fa sconfitto in casa dal Rimini. Questa volta
prevale il sorprendente Pineto che, insieme alla Pianese, risultano le
squadre rivelazioni di questa stagione. Curiosamente, entrambe, sono
riuscite a mettere fuori causa le uniche umbre in lotta nei playoff,
ovvero Gubbio e Ternana. Dopo il 3 maggio il percorso promozione del
girone B resta senza rappresentanza nella regione. Purtroppo la
sconfitta a Pineto rappresenta uno dei punti più bassi della
stagione rossoblù. Una squadra abulica, priva di grinta e
motivazione, come se avesse già la testa altrove. Il gol
spartiacque di La Mantia aveva illuso un po' tutti, ma il Gubbio
é stato troppo passivo nell'arco dei novanta minuti. Il problema
non é solo il gol del pareggio in apertura di ripresa di
D'Andrea che ha cambiato l'inerzia della partita e in pratica ha
aperto la strada al raddoppio con il gol capolavoro di Schirone che ha
messo definitivamente il punto esclamativo. É la sensazione di
fragilità di una squadra che sulla carta era più esperta
degli avversari. Un Gubbio pigro, senza lucidità e con poca
incisività negli ultimi metri. Una squadra già appagata
che ha subito un calo di tensione mentale e di energie. Nonostante la
qualità tecnica, la mancanza di motivazione può portare a
sconfitte del tutto inaspettate. Il Pineto invece ha mostrato in
campo di avere più fame e voglia, così il Gubbio é
stato superato da una rimonta piena. Una fotografia nitida di una
squadra che durante la stagione, con rimpianto, ha fatto fatica a
trovare una certa continuità per centrare degli obiettivi
condivisi. I rossoblù contro il Pineto hanno confermato di avere
vissuto un momento difficile dal punto di vista offensivo durante il
campionato. Nodi che sono venuti al pettine proprio nella partita secca,
decisiva. Il Gubbio si é spento. La vittoria di sette giorni
prima proprio contro il Pineto in campionato non ha rappresentato che
un piccolo lampo in un buio che durava ormai da un mese e mezzo. Lo
dicono i numeri. Appena sei gol segnati nelle ultime sette partite di
campionato: una sola vittoria nell'ultima giornata (quella già
citata), prima tre pareggi e tre sconfitte. Questi numeri evidenziano
che, dopo quell'illusorio derby vinto a Terni, il Gubbio ha perso
brillantezza e vigore. L'epilogo nei playoff é la conferma:
conclusione amara per i rossoblù eliminati prematuramente in
modo beffardo. Intanto arriva una notizia che rimbalza nelle ultime ore
anche in terra toscana. Daniele Martini sembra pronto ad assumere
l'incarico di direttore sportivo a Sansepolcro. La società
biturgense avrebbe individuato la figura alla quale assegnare il ruolo
di responsabile tecnico e si tratterebbe di Martini, 38enne, eugubino,
dove ricopre lo stesso ruolo all'interno delle giovanili del Gubbio.
Dalle giovanili del Gubbio per di più é pronto a spiccare
il volo il giovane centrocampista Thiago Baldelli: si parla di un
interesse di alcune squadre di serie A, tra le quali il Milan.
Risultati delle giovanili. L'Under 17 di Tafani pareggia in casa per
1-1 contro la Ternana: rete rossoblù di Compagnone. Sconfitta
per l'Under 15 di Della Vedova in casa contro la Ternana per 4-1: gol
di Sileno.
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►• 03 MAGGIO
2026
Gubbio out dai playoff, vince il Pineto (2-1). Di Carlo: "Episodi sfavorevoli. Gubbio positivo"
Gubbio mestamente fuori dai playoff al primo turno. Le parole del tecnico Domenico Di Carlo: "Siamo
partiti bene fornendo un buon calcio con linee di passaggio rapide e
veloci, dopo il vantaggio però ci siamo abbassati troppo e il
calcio é fatto di episodi. Infatti il Pineto alla prima occasione ha
fatto pari con D'Andrea e poi Schirone ha fatto il resto con un gol di
pregevole fattura inventandosi un gran tiro all'incrocio. Ma il Gubbio
non ha demeritato. Il mio bilancio é positivo a Gubbio
perché credo che il campionato é stato molto positivo.
Abbiamo steccato solo due partite in campionato. Un peccato uscire
fuori subito ma questi ragazzi hanno dato tutto. Tutti i calciatori li ho ringraziati perché sono stati eccezionali in quanto sono andati oltre le aspettative. Il
mio futuro? Adesso stacchiamo un attimo. La tensione e la delusione al
momento prende il sopravvento. Ci sarà tempo e modo per poter
parlare del futuro". La cronaca. Fase di studio fino al 22' quando da destra
Zallu crossa in area per la testa di Di Bitonto che impegna Tonti.
Sulla susseguente azione arriva il gol del Gubbio (23'): sugli sviluppi
di un fallo laterale di Murru la sfera giunge sulla testa di Zallu che
rimette in area con la palla che si avvia in porta, sulla linea
l'ultima zampata é di La Mantia e palla in rete. Prima reazione
dei locali al 33' quando su punizione Lombardi dal limite prova il tiro
a girare con la palla che va vicino al sette. Forcing degli abruzzesi
ma é sterile mentre tiene il muro del Gubbio. Al 47' il Pineto
rischia l'autogol quando La Mantia serve in profondità
Ghirardello, Postiglione nel tentativo di anticipare la punta
rossoblù scaglia la palla verso la sua porta dove Tonti é
costretto a salvarsi in volo plastico. La ripresa. Al 4' però i
biancazzurri trovano il pareggio: azione insistita con Schirone
che dribba in
area, assist per Baggi sulla destra che crossa di nuovo in mezzo, mezza
rovesciata volante da terra di D'Andrea e con il piede destro deposita
la sfera in fondo al sacco. Al 20' percussione di Zallu che si porta
verso la porta e viene ostacolato al limite da Frare, l'arbitro fa
proseguire senza esito. Al 25' cross da sinistra di Murru in area per
la testa di Mastropietro che in tuffo incorna in porta, Tonti con i
pugni da terra devia la sfera in angolo. Al 32' invece ci prova El
Haddad con un tiro dal limite che termina di poco a lato. Al 33' arriva
il raddoppio del Pineto: fa tutto Schirone che carica il destro di
potenza dal limite con la palla che scheggia la traversa prima di
insaccarsi in rete. Al 35' reagisce Carraro con un tiro dal limite con
la palla che va di poco a lato. Al 38' risponde Nebuloso con una
conclusione dai venti metri con la sfera che sfiora il palo. Al 45'
tentativo di Minta in progressione ma il suo tiro di sinistro termina
tra le braccia di Tonti in tuffo. Il Gubbio esce così dai
playoff al primo turno.
Tabellino: Pineto - Gubbio (2-1):
Pineto (3-5-2): Tonti; Postiglione, Frare, Serbouti
(37' pt Ienco); Baggi (30' st Gagliardi), Germinario, Lombardi (1' st
El Haddad), Schirone, Borsoi; Pellegrino (30' st Nebuloso), D'Andrea
(35' st Vigliotti). A disp.: Marone, Verna, Amadio, Marrancone,
Kraja, Viero, Biggi, Giannini, Di Lazzaro. All.: Tisci.
Gubbio (3-5-2):
Krapikas; Bruscagin, Signorini (14' st Rosaia), Di Bitonto; Zallu (39'
st Podda), Saber, Carraro (39' st Costa), Varone (23' st Mastropietro),
Murru; La Mantia, Ghirardello (23' st Minta). A disp.: Bagnolini,
Tomasella, Tentardini, Fazzi, Djankpata, Di Massimo, Bacalini.
All.: Di Carlo.
Arbitro: Tropiano
di Bari (Rignenese di Rimini e Mastrosimone di Rimini); quarto uomo:
Renzi di Pesaro; Var: Baroni di Firenze; Avar: Di Loreto di Terni.
Reti: 23' st La Mantia (G), 4' st D'Andrea (P), 33' st Schirone (P).
Ammoniti: Frare (P), Carraro (G), Gagliardi (P), Bruscagin (G), Tisci (P). Angoli: 1-3. Recupero: 2' pt; 6' st.
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►• 02 MAGGIO
2026
Primo turno playoff. Le ultime da Gubbio e Pineto. Ritorna Di Massimo, out Baroncelli
Verso il primo turno dei playoff a Pineto. Il tecnico Domenico Di Carlo dice: "Finalmente
siamo al completo. Manca solamente Baroncelli. Minta sta benissimo,
tutta la squadra ha lavorato bene, infatti ho visto occhi e testa
giusta. Abbiamo studiato sia il 3-5-2 e altre soluzioni. Serve lo
spirito ceraiolo. Ma posso garantire che i tifosi devono essere
orgogliosi perché questo gruppo nel momento delle
difficoltà ha dato sempre tutto". Pertanto la formazione
é praticamente fatta. Il trainer rossoblù opterà
per il 3-5-2. Ipotetico undici iniziale. Krapikas in porta. Una difesa a
tre con Bruscagin, Signorini e Di Bitonto. Un centrocampo basato
sull'asse Podda, Varone, Carraro, Saber e Murru. Sul fronte avanzato il
duo di attaccanti formato da La Mantia e Ghirardello (in ballottaggio
con Minta). La lista dei 23 convocati. Portieri: Bagnolini, Krapikas e
Tomasella. Difensori: Bruscagin, Di Bitonto, Fazzi, Murru, Podda,
Signorini, Tentardini e Zallu. Centrocampisti: Carraro, Costa,
Djankpata, Mastropietro, Rosaia, Saber e Varone. Attaccanti: Bacalini,
Di Massimo, Ghirardello, La Mantia e Minta. In casa Pineto il tecnico
dei biancazzurri Ivan Tisci ribadisce: "Il
Gubbio é più esperto di noi, Di Carlo è
un allenatore esperto, perciò avranno fatto dei piani gara. Noi faremo quello
che abbiamo preparato con il massimo rispetto. In queste ultime
settimane abbiamo cercato di recuperare qualche calciatore e quindi ci
sarà una formazione diversa rispetto all'ultima partita di
campionato. Gli episodi saranno decisivi, serve pure la fortuna, ma
sono dell'idea che nei playoff bisogna divertirsi perché per
arrivare fino in fondo in questi spareggi occorre che ogni dettaglio prenda il
verso giusto. Il Pineto ha saputo alzare l'asticella in questo
campionato, abbiamo fatto un qualcosa di veramente importante. Da due
anni a questa parte società, staff e squadra, tutti insieme
abbiamo effettuato un lavoro davvero significativo con
risultati straordinari". Recuperano Frare, Germinario e
Vigliotti ma tutti e tre dovrebbero partire dalla panchina. Presumibilmente l'assetto tattico sarà il 4-3-2-1. Probabile
undici iniziale. Tonti in porta. Difesa a quattro con Baggi, Giannini,
Postiglione e Borsoi. Centrocampo a tre con Nebuloso, Lombardi e
Schirone. Sul fronte avanzato ad agire sulla trequarti El Haddad e
Pellegrino a supporto del puntero D'Andria.
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►• 01 MAGGIO
2026
Spettatori, Gubbio dodicesimo. Ascoli primo, Samb seconda. Tutta la completa
Per
la serie C é stata una stagione da record per il numero di
spettatori. Oltre tre milioni di presenze complessive come riporta 'La
Gazzetta dello Sport' nella stagione regolare, grazie ai report delle
biglietterie prodotte dai club. Più di 200 mila unità
rispetto al passato campionato (+8%) e ben un milione in più
(+40%) rispetto al dato di due anni fa. Dal
girone come é stata la media spettatori. I tifosi
più caldi e numerosi sono quelli di Ascoli Piceno: 9727
spettatori di media al Del Duca per un totale di 175.078 persone
durante la regular season; il picco nella partita interna con l'Arezzo
dove si é superata la soglia dei diecimila (10.794 per
esattezza). Al secondo posto i fedelissimi tifosi della Sambenedettese:
6.203 spettatori di media al Riviera delle Palme per un totale di
111.660 persone durante l'annata; il picco contro l'Ascoli dove si
é superata quota diecimila (10.806 per la precisione). Al terzo
posto la tifoseria di Arezzo: 4.894 spettatori di media (totale
88.099); il picco contro l'Ascoli con 7765 presenze. Al quarto posto si
colloca una squadra umbra, il Perugia: 4.203 spettatori di media (per
un totale di 79.860 presenze); il picco contro la Ternana con 6.927
persone presenti al derby umbro. Seguono Ravenna (4.060 spettatori di
media), Campobasso (3.845), Livorno (3.364). In ottava posizione
un'altra umbra, ovvero la Ternana: 3.150 spettatori di media (per un
totale di 56.669 presenze); il picco con il Perugia con 5.552 persone.
A scalare Torres (2.973 persone di media), Vis Pesaro (1.919) e Forli
(1.480). Così si arriva al Gubbio che occupa il dodicesimo posto
in graduatoria: 1.385 spettatori di media; il picco con il Perugia con
3.451 presenze. La tabella completa con i dati nel link.
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