GUBBIO 2019-2020
Serie C - Mercato

ACQUISTI:

Cesaretti (a) Paganese
Bacchetti (d) Monopoli
Sbaffo (c/a) Albinoleffe
Zanoni (d) Atalanta
Cenciarelli (c) Viterbese
Konate (d) Fano
Rafa Munoz (d) Marbella
Filippini (d) Lazio
Zanellati (p) Torino
Ravaglia (p) Bologna
De Silvestro (a) rinnovo
Malaccari (c) rinnovo

SOTTO CONTRATTO:

Marchegiani (p)
Tofanari (d)
Schiaroli (d)
Maini (d)
Benedetti (c)
Conti (c)
Ricci (c)
Battista (a)
Tavernelli (a)

TRATTATIVE:

Hadziosmanovic (d) Samp
Bordin (c) Roma
Sarao (a) Monopoli
Bianchimano (a) Perugia
Danti (a) Virtus Verona

CESSIONI:

Casiraghi (c/a) Sudtirol
Chinellato (a) Lecco
Espeche (d) Reggiana
Cattaneo (c/a) Novara
Plescia (a) Renate
Pedrelli (d) Vis Pesaro
Battaiola (p) Fiorenzuola

Clicca le immagini rossoblu!

CLASSIFICA 2018-2019

Pordenone
Triestina (-1)
Imolese
Feralpisalo

Monza
Sudtirol
Ravenna
Vicenza
Sambenedettese
Fermana
Ternana
Gubbio
Teramo
Albinoleffe
Vis Pesaro
Giana Erminio
Renate
Rimini
Virtus Verona

Fano

73
67
62
62
60
55
55
51
50
47
44
44
43
43
42
42
39
39
38

38

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Risultati Calcio...

Verdetti:

Pordenone in serie B
Virtus Verona e Fano retrocesse in serie D

-

Marcatori 2018-2019
Lega Pro - Girone B

Granoche Triestina
Perna Giana Erminio
Lanini Imolese
Candellone Pordenone

17
15
14
14

Vedi lo stadio Barbetti!

Marcatori Gubbio
2018-2019

De Silvestro
Casiraghi
Marchi
Chinellato
Plescia
Casoli
Battista
Campagnacci
Espeche
Maini
Malaccari
Schiaroli

8
7
5
4
3
2
1
1
1
1
1
1

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28 FEBBRAIO 2018
Quel crocevia chiamato Fano, tra precedenti e curiosità. Tifosi: esibiscono uno striscione

Quante sfide contro il Fano. Tutte importanti che spesso hanno segnato la storia di un campionato. In particolar modo proprio allo stadio Mancini. Già a partire dagli anni ottanta. Si ricorda una data fatidica come il 16 ottobre 1988: il Gubbio si impose in terra adriatica per 2-0 con le reti di Farsoni e Zoppis, un cammino importante della formazione di Landi che terminò il girone di andata al secondo posto, cioè dietro solamente alla Ternana ad una sola lunghezza. Ma nel ritorno proprio quel Gubbio venne bloccato in casa dai granata sullo 0-0, davanti a 2500 spettatori e due espulsi (Farsoni e Di Felice), e così i rossoblù chiusero il campionato al quinto posto in serie C2. Altro episodio importante l'anno dopo quando il Gubbio concluse il girone di andata al primo posto, in coabitazione con Chieti e Fano. Nella gara di Fano proprio gli adriatici fermarono la corsa della formazione guidata da Giorgini con la rete di Mainardi ad un quarto d'ora dalla fine: sugli spalti 3600 persone con una folta rappresentanza di tifosi eugubini. Alla fine il Fano riuscì a salire in C1, con il Gubbio che si dovette accontentare del quinto posto. Ma tra le due squadre sono state sempre scintille. Come non ricordare la gara del 21 marzo 1999 quando il Gubbio pareggiò per 1-1 a Fano: locali in vantaggio con Vieri e pareggio poi di Camplone. A fine gara avvennero anche degli scontri tra le opposte tifoserie. Si ricorda anche un gol risolutivo di Bruni il 9 marzo 2003 con il Gubbio che si impose per 1-0 in terra marchigiana, davanti a 600 tifosi provenienti dalla città dei Ceri. Senz'altro, però, la più entusiasmante per il popolo eugubino è quella datata 23 maggio 2010: il Gubbio di Torrente si impose per 2-1 nella partita di andata delle semifinali playoff contro il Fano di Cornacchini con le reti di Anania (con deviazione casuale di Cacioli nella propria porta) e di Casoli. In pratica il Gubbio si vendicò della sconfitta subita in campionato il 28 marzo 2010: il Fano si impose per 1-0 con rete decisiva di Invernizzi. Poi la formazione rossoblù vinse anche la gara di ritorno di semifinale playoff (per 2-1 con reti di Casoli e Gomez) e pure le finali contro il San Marino (riuscì alla fine a salire in Prima Divisione). Per ultimo la sfida dell'anno scorso dove il Gubbio di Magi si impose senza storia per 2-0 in terra fanese: due gol di pregevole fattura di Casiraghi e poi di Ferretti (con un tiro al volo da oltre trenta metri). Ora una sfida nella sfida. In ottica salvezza si intende. Entrambe le squadre si giocano tanto in questo match in vista del rush finale di campionato. Che è una partita sentita ormai lo sanno tutti. Tant'è che sulla variante stradale che collega la città di Gubbio con le zone limitrofe, su un cavalcavia, è stato esposto uno striscione dai tifosi, come si può notare dalle immagini. La prevendita per la gara di sabato è presso la Tabaccheria 2000 e sarà possibile fino alle ore 19 di venerdì 2 marzo (con obbligo della Tessera del Tifoso).

27 FEBBRAIO 2018
Marchi: "Un trittico per sapere di che pasta siamo". Piccinni: "Gol presi? Discorso ampio..."

Contro il Fano una partita cruciale per il proseguo del campionato. Ne parliamo con capitan Marchi e il difensore Piccinni. Partiamo dal centravanti Ettore Marchi: "Assume una importanza particolare al di là della classifica. É una partita di cartello perchè c'è campanilismo. Poi credo che adesso abbiamo un trittico di partite che possono cambiare il nostro destino". Ovvero, si spieghi meglio? "Perchè credo che siano importanti per sapere poi che fine campionato andremo a fare. Nel senso che in questo periodo che ci porta fino a marzo, ci dà la possibilità di vedere se si sono possono aprire altri orizzonti oppure dobbiamo accontentarci dell'altro. Normale quindi che se noi saremo capaci di raccogliere dei punti vitali, possiamo stare più sereni per la zona salvezza. Al di là di Fano, credo che sta iniziando un percorso che assume per noi una importanza fondamentale". Intanto però c'è il Fano che si trova ultimo in classifica ma con l'ultima vittoria esterna si è avvicinato al Gubbio di appena cinque punti e quindi quanto può essere importante questa partita? "Lo dice la classifica stessa. Se per noi è di vitale importanza, figuriamoci per loro. Sono ritornati in corsa pienamente per poter centrare anche la salvezza. É un Fano in crescita e quindi merita massimo rispetto da parte nostra. Perciò la reputo una partita cruciale per entrambe. Perciò sarà una guerra, ma quella sportiva intendo". Ma entriamo nello specifico: sul fronte offensivo sembra che la situazione si sia assestata anche grazie ai gol di Marchi mentre dietro si subiscono troppi gol. Un commento? "Sì, ma questo lo considero come il cane che si morde sempre la coda. Questi gol che si prendono poi vanno sempre analizzati. Contro il Pordenone abbiamo subito delle reti su palla inattiva. Quando ci si difende lo si fa con gli automatismi di squadra e non si difende solo con un reparto. Poi credo che più se ne parla e più crea la negatività. Bisogna lavorarci, questo è vero, ma non deve diventare un caso. La sfortuna sono dell'idea che ognuno se la tira addosso. Perciò serve mentalità propositiva e vincente. Per quanto riguarda la parte offensiva non penso molto, anche perchè l'occasione da gol ti può sempre capitare. Anche se talvolta non si fa un gioco di chissà quale tipo, anche perchè non lo fa nessuno a mio avviso. A parte il Padova che sta stravincendo, mentre le altre sono tutte là". La palla passa a Matteo Piccinni e chiediamo allora come mai si prendono tanti gol. Il centrale difensivo milanese risponde così: "Va fatto un discorso ampio e non va focalizzato solo su Piccinni, ai due centrali o ai quattro difensori. Purtroppo la disposizione non è stata eccellente nei gol presi su palla inattiva contro il Pordenone, ma dobbiamo dare pure dei meriti agli avversari. Forse c'è mancata un po' di lucidità ed esperienza. Dobbiamo essere consapevoli che non siamo uno squadrone, non siamo una difesa eccelsa se siamo a questo livello e quindi sappiamo che dobbiamo migliorare. Purtroppo nel calcio ci sono quei momenti in cui non va tutto per il verso giusto. Contro il Fano? Una partita di importanza doppia perchè, oltre ad un essere un derby, si tratta di uno scontro diretto. Fare risultato potrebbe essere basilare per respirare meglio. Ma è chiaro che dobbiamo cominciare ad avere continuità perchè le situazioni altalenanti non sono di aiuto".

26 FEBBRAIO 2018
Ferretti: "Al Fano, il gol più bello. Facemmo grande calcio. Con Marchi? Ci saremmo divertiti"

L'anno scorso il Gubbio si impose a Fano con un perentorio 2-0. Prima in rete Casiraghi a fine primo tempo dopo un'azione da manuale, tutta di prima, con un tiro al volo di destro, dopo un assist al bacio di Ferretti. Il raddoppio nella ripresa ad opera di Ferretti con un tiro pazzesco dai trenta metri che si è insaccato sotto la traversa a palombella sorprendendo il portiere Menegatti. Appunto. Ne parliamo con l'ex attaccante rossoblù, ora al Trapani, ovvero Daniele Ferretti. Ricorda tutto così: "Era una gara che la sentivamo parecchio. Anche i tifosi ci tenevano tanto. Ci fu quel rinvio dalla porta di Narciso e la palla mi è rimbalzata davanti: ho dato un'occhiata alla porta, ho visto il portiere un po' fuori e provai questo tiro da molto lontano. Venne fuori un grande gol. Fu un'emozione importante. Non si fa tutti i giorni un gol così. Segnare proprio a Fano poi fu una emozione doppia". Ma non è stata l'unica rete bella segnata l'anno scorso da Ferretti oppure ci sbagliamo? "In effetti l'anno scorso ce ne sono state diverse". Ma fu questo il gol più bello? "Ne segnai uno molto bello anche a Mantova. Però a Fano, non solo per la bellezza, ma anche per l'importanza, lo considero il gol più bello della passata stagione". E pure l'azione dell'1-0 fu molto veloce e bella: "Bravo, concordo. Facemmo un'azione molto bella. Direi che in quella partita avevamo offerto un grande calcio. Veramente si era visto un grande Gubbio. Ma non è avvenuto solo in quella partita...". Cioè, si spieghi meglio? "L'anno scorso facemmo diverse gare dove abbiamo offerto un grande calcio, anche nelle gare perse". Tra l'altro anno scorso ci furono tante vittorie fuori casa, che nel calcio non è poi così consuetudine: "Ma il nostro segreto è stato che noi giocavamo sempre allo stesso modo: non pensavamo se giocavamo in casa o fuori, avevamo quella spensieratezza di andare a giocarcela a viso aperto con tutti. Vuoi anche perchè in classifica eravamo messi bene e non avevamo l'assillo del risultato. Vuoi anche perchè il mister (Giuseppe Magi ndr) ci sapeva trasmettere tanta serenità e ci diceva sempre che solo attraverso il gioco si potevano ottenere dei risultati. Quindi per noi era il nostro punto di forza". Diciamo in effetti che in due anni ci sono state stagioni importanti e Ferretti ne è stato partecipe, ad oggi un commento? "Due anni fondamentali per la mia carriera. L'anno della serie D lasciai Lucca e ci pensai parecchio, ma trovai una società sana e un allenatore che mi voleva a tutti i costi. Una scelta che ha portato risultati e non dico bugie quando parlo di due anni meravigliosi. Provo sempre un grande piacere risentire gli eugubini. Avevamo un gruppo importante che poi era stato quasi confermato in blocco pure in Lega Pro. Ci confermammo anche in categoria superiore, evidentemente non era solo un caso". Dica la verità, se lo sarebbe mai aspettato che la scorsa estate questo gruppo fosse smembrato così? "No, non me lo sarei aspettato. C'era un gruppo di calciatori di grandi uomini. D'altronde c'erano dei calciatori con cui si era vinto e ripartire da zero poi è dura. Però nel calcio si fanno delle scelte. Non c'è mai nulla di certo. La società ha ritenuto opportuno fare certe scelte, dovute anche dal fatto anche che poi non c'era più l'allenatore Magi". Adesso Ferretti, dopo un infortunio che lo ha tenuto fuori ormai da quattro mesi, è tornato ad allenarsi piano piano per essere pronto per fine marzo: "Non vedo l'ora di tornare in campo e dare il mio contributo al Trapani per questo grande finale che ci aspetta: se non arriveremo primi, nei playoff faremo di tutto per tornare in serie B". E seguirà pure cosa farà il Gubbio sabato a Fano: "Ma di sicuro. Mi auguro che ripeta il nostro risultato dell'anno scorso. Perchè il Gubbio come minimo deve ottenere la salvezza". Nel Gubbio attuale c'è Marchi, che coppia sarebbe potuta essere con Ferretti? "Di certo sarebbe stato bello giocare insieme, ci saremmo divertiti. L'ho affrontato solo da avversario, si vede subito che è forte, per la categoria è sprecato. Ma ha fatto bene a rilanciarsi a Gubbio".

25 FEBBRAIO 2018
Focus. Da Ricci ricercato... allo spogliatoio dei "matti" di Kalombo. Berretti, 9° risultato utile

Il playmaker Luca Ricci, classe 1999, è tornato un oggetto dei desideri. Sono bastate tre partite che ha giocato titolare, dopo l'infortunio al muscolo soleo, che alcune società di categoria superiore si sono rifatte sotto. Ci sarebbe un'altra squadra di serie A che si sarebbe messa sulle sue tracce, dopo la già nota Hellas Verona. Ovvero ci sarebbero anche gli occhi dell'Udinese sul calciatore che è nativo di San Martino in Campo. Il club friuliano sarebbe piombato sul centrocampista rossoblù già a fine gennaio, mandando propri scout a seguirlo da vicino. Tutto ciò è quanto riporta il sito web Tuttoc.com. Al suo primo anno nei professionisti, alla sua giovane età, si è subito ambientato nella terza serie, un torneo non semplice soprattutto per quanto riguarda l'ambientamento per chi proviene dalle giovanili. A questo punto, se sono rose fioriranno. Intanto viene fuori una intervista curiosa ma anche simpatica del terzino destro Sedrick Kalombo che si confessa al portale web Gianlucadimarzio.com. Si confessa nel vero senso letterale della parola perchè svela alcune cose dello spogliatoio che di solito non vengono mai dette in pubblico. Evidentemente Sedrick Kalombo era in vena di raccontare, anche se talvolta le frasi spaziano tra l'ironico e il sarcastico. Alcuni accenni? Eccovi accontentati. Kalombo dice: "Amo la musica, se non avessi iniziato con il pallone probabilmente avrei fatto il deejay. Mi piace giocare con la console e mixare canzoni. Mi chiamamo Dj S.K. a Fano dove vivo". Ma parla anche di Gubbio e la Festa dei Ceri: "A Gubbio ci sono poche distrazioni, quindi ci si può concentrare meglio al calcio. Ma quando c'è la Festa dei Ceri passa tutto in secondo piano: potrebbe arrivare anche l'intera rosa del Milan ma non fregherebbe niente a nessuno". Lo spogliatoio in squadra invece lo considera una vera gabbia di matti, nel senso benevolo del concetto: "Quando segno mi prendono a schiaffi in testa, il nostro spogliatoio è così, pieni di matti. Anche se Ciccone supera tutti: si alza all'improvviso e dà le testate al muro oppure lancia in aria le cose". Chissà cosa dirà ora Ciccone per le parole espresse. Kalombo va oltre e infatti aggiunge rivelando: "Da quando sono a Gubbio negli spogliatoi mi chiamano nero, anche se in modo scherzoso ovviamente". Non le manda nemmeno a dire sull'andamento del campionato che è al di sotto delle aspettative: "Una stagione strana, non stiamo andando benissimo. Anche perchè a questo punto del campionato pensavamo di essere più avanti. Le aspettative erano alte, anche perchè nella passata stagione avevamo fatto bene". Ma ecco l'intervista integrale. Spazio adesso alle giovanili. La Berretti allenata da Alessandro Sandreani fa sul serio. Centrato il nono risultato utile consecutivo. Una vittoria esterna contro il quotato Siena per 2-1 con le reti realizzate da Koci e da Genghini. Gubbio che si trova al quinto posto dietro a Robur Siena, Fermana, Santarcangelo e Reggiana capolista. Questo il tabellino dell'incontro: Robur Siena: Rossi, Cecconi, Squarcia (74' Doda), Fontana (62' Costaglione), Marsicano (86' Battistini), Bonechi, Nassi (74' Rrokaj), Sensitivi, Biancalani, Perri, Anselmi (62' Frosinini). A disp. Jashari, Aguzzi, Pecciarini, Cavallini. All.: Signorini. Gubbio: Manzi, Naplone, Berardi, Koci, Camilleri, Stortini, Di Cato (74' Rosati), Morra, Morlandi, Genghini (80' Ghanam), Gabellini (74' Carucci). A disp. De Vincenzi, Guasticchi, Bettelli, Ciacci, Torreggiani. All.: Sandreani. Marcatori: 11' Koci (G), 56' Genghini (G), 63' aut. Camilleri (R).

24 FEBBRAIO 2018
Mentre il Gubbio riposa: Fano, exploit con il Renate. Solo a cinque lunghezze l'ultimo posto

Gubbio che osserva un turno di riposo. Ma le altre giocano. Sorprendente exploit del Fano che vince in trasferta sul campo del Renate per 1-0. Rete decisiva di Shaka Mawuli (ad inizio ripresa), con un colpo di testa dopo un assist di Germinale. Poi la squadra granata regge l'urto della reazione dei lombardi con il portiere Thiam che alza la saracinesca. Tre punti fondamentali degli adriatici che sono allenati da Oscar Brevi, in vista del prossimo impegno dove l'avversario sarà proprio il Gubbio di Dino Pagliari. Un risultato che accorcia ulteriormente la distanze nei bassifondi della classifica: il Fano in pratica resta fanalino di coda ma sale a 22 punti e si avvicina a cinque lunghezze dal Gubbio (che ora si trova a 27 punti). Importante anche la vittoria del Mestre in rimonta sulla Feralpisalò, con un gol al fotofinish di Sottovia. Mentre la capolista Padova non va oltre il pareggio per 1-1 in casa del Sudtirol: in vantaggio gli altoatesini con Costantino ma nella ripresa ci pensa Guidone a rimettere i giochi a posto per i patavini. Nell'anticipo di venerdì il Vicenza era stato battuto in casa dalla Reggiana con la rete decisiva di Cesarini. Pareggio senza reti tra Fermana e Triestina. Mentre il Bassano prima va sotto e poi dilaga a Teramo. Vittoria esterna anche per la Sambenedettese che vince su rigore segnato da Esposito a Santarcangelo di Romagna.
Risultati: Ventisettesima Giornata - Serie C - Girone B:
Fermana - Triestina
0-0
Mestre - Feralpisalò
3-2
12' Guerra (F) rig., 24' Spagnoli (M) rig., 38' Voltan (F), 50' Neto Pereira (M), 89' Sottovia (M)
Ravenna - Pordenone
1-0
26' Maistrello (R)
Renate - Fano
0-1
47' Mawuli (F)
Santarcangelo - Sambenedettese
0-1
10' Esposito (Sb) rig.
Sudtirol - Padova
1-1
16' Costantino (S), 70' Guidone (P)
Teramo - Bassano
1-4
20' Sandomenico (T), 39' Proia (B), 45' Proia (B), 51' Minesso (B) rig., 83' Zonta (B)
Vicenza - Reggiana
0-1
43' Cesarini (R)

22 FEBBRAIO 2018
Sandreani: "Al lavoro nella crescita dei giovani. Vedere Ricci in prima squadra: emblematico"

Spazio alle giovanili. La squadra Giovanissimi allenata da Bove con Riccardo Passeri è prima in classifica nel suo girone. Pure la squadra Under 17 allenata da Polverini sta facendo un bel campionato. Mentre la squadra Berretti arriva da otto risultati utili consecutivi. Proviene dalla vittoria contro il Santarcangelo (secondo in classifica) e nella partita precedente c'è stato un pareggio con la Reggiana (che è capolista). Ne parliamo con l'allenatore Alessandro Sandreani che ci dice: "Avventura avvincente. Una esperienza molto utile di certo per il sottoscritto per fare gavetta. Quando si vedono calciatori crescere o migliorare, come è avvenuto negli ultimi tre anni dove ci sono stati elementi che hanno esordito tra i professionisti, diventa un motivo di orgoglio. Senza dimenticare i risultati settimanali di crescita a livello caratteriale, tecnico e tattica. Sono contento per quello che si sta creando e di come stiamo lavorando, in maniera molto professionale". Ma Sandreani sta cercando di inculcare in questi giovani anche quella mentalità che lo contraddistingueva, ovvero il non mollare mai in campo ed essere sempre attaccato alla maglia? "Certamente. Credo che la Berretti sia la mia dimensione: ai ragazzi bisogna fare capire l'approccio per poi affacciarsi al mondo dei professionisti. Altri elementi hanno già la fortuna di allenarsi con la prima squadra. Bisogna capire a 360 gradi cosa può servire per fare il calciatore. Perchè per fare il calciatore servono anche dei sacrifici. Per fare diventare questa passione attuale un futuro lavoro. Perciò il mio lavoro non va fatto solo in campo, ma anche di indirizzarli bene anche fuori". Ci sono degli elementi che possono in prospettiva fare al caso della prima squadra? "Bisogna andare sempre con i piedi di piombo. Credo che ogni ragazzo ha una crescita vulnerabile e quindi bisogna stare attenti anche sulle parole che si dicono, e non vanno dette delle cose eccessive. Sicuramente conosco bene la Lega Pro. Pertanto penso che qualche ragazzo in prospettiva ci può essere. Quest'anno si potrebbero sfornare quei due o tre elementi utili. Negli ultimi anni ho visto che ci siamo sbagliati poche volte. Vedere Luca Ricci è emblematico: l'anno scorso era in Berretti, alcuni anni fa era nella Juniores, ed ora lo vediamo giocare e anche bene nella prima squadra. Credo che non ci sia un migliore allenatore come Pagliari per fare un ulteriore «scavino» per diventare un vero calciatore. Ma non dimentico i vari Conti, Fumanti, Schiaroli e Tavernelli. Già ho citato cinque nomi che si sono affacciati nei prof: non sono pochi considerando la dimensione come la nostra". Appunto, Luca Ricci, ruolo playmaker nello scacchiere di Pagliari, una vera sorpresa. Se lo sarebbe aspettato? "Sarei un bugiardo se dicessi che non fosse un predestinato. Nell'adattamento ad una categoria cosi difficile come la Lega Pro ha sorpreso un po' tutti. Magari non a noi, che in ogni giornolo vedevamo. Ma è anche vero che un conto è fare bene in Berretti e un altro conto è fare bene in breve tempo in serie C. C'è un calcio completamente diverso per intensità e qualità. Credo che Luca, anche grazie alla società, ha fatto il suo percorso ideale. Ora è un vero patrimonio della società, frutto di un lavoro di equipe, dal settore giovanile alla squadra". Ma Sandreani ha Gubbio nel cuore e segue anche spesso la prima squadra: "Devo sottolineare che esiste un buon legame con mister Pagliari e la sua squadra, ci alleniamo spesso insieme il giovedì e quindi c'è molto sintonia. In pratica si parla la stessa lingua. C'è molta attenzione da parte dello staff nella crescita di giovani".

21 FEBBRAIO 2018
Con il Fano si gioca di sabato. Tutto il calendario. Un turno infrasettimanale e uno di sabato

É uscito in maniera ufficiale il calendario (con orari) dell'ultima parte di campionato. La partita contro il Fano si giocherà sabato 3 marzo alle ore 18:30. In virtù anche del fatto che domenica 4 marzo in Italia si terranno le elezioni politiche. Di seguito ci sarà la partita interna contro il Feralpisalò domenica 11 marzo (ore 20:30). Si terrà un turno infrasettimanale mercoledì 21 marzo (ore 14:30) quando ci sarà in programma la partita interna contro il Renate. Di seguito trasferta a Ravenna domenica 25 marzo (ore 20:30). Solo una partita di sabato e si giocherà il 31 marzo quando salirà a Gubbio il Teramo. Quindi la trasferta contro la Fermana domenica 8 aprile (ore 16:30). Impegno casalingo con la Triestina invece il 15 aprile (ore 16:30). Trasferta a Bassano il 22 aprile sempre di domenica (ore 16:30). Mentre ci sarà un turno di riposo per il Gubbio il 29 aprile. Si chiuderà domenica 6 maggio con la trasferta di Padova (ore 17:30). Intanto il prossimo avversario del Gubbio ha tesserato un nuovo calciatore. Il Fano infatti si è rinforzato in attacco: si tratta di Gennaro Troianiello, classe '83, proveniente dalla Samb. L'attaccante napoletano ha firmato fino a giugno con la formazione granata. Un buon curriculum in passato perchè ha vestito le casacche di Hellas Verona, Frosinone, Siena, Ternana, Sassuolo, Palermo, Bologna e Salernitana. Il calciatore si è già presentato nel Fano e tramite Tuttoc.com ha specificato: "Ho trovato una società organizzata. Questa squadra può risalire la classifica. Credo nella rimonta e voglio dare una mano per questo obiettivo". Sullo stesso portale ha parlato il centrocampista del Fano, Andrea Lazzari, che ha detto: "Il nostro momento non è dei migliori perché siamo ultimi, però arriviamo da prestazioni comunque che ci danno fiducia per quanto riguarda la salvezza. Soffriamo per l'ultimo posto, ma siamo convinti di farcela. Un giudizio sul girone? Molto equilibrato, ad eccezione ormai del Padova che sta viaggiando verso la promozione diretta". Mentre dal girone, dopo la vittoria di Gubbio, ha parlato il presidente del Pordenone, Massimo Lovisa, a «Il Gazzettino», e sembra avere ritrovato quell'entusiasmo che era ormai perduto: "Vero che una rondine non fa primavera, ma quella che è passata a Gubbio mi sembra un'aquila. Con Rossitto si è già cambiata mentalità". Ha parlato pure il bomber Manuel Nocciolini che ha segnato il 2-2 a Gubbio: "Rete molto importante dopo quell'uno-due micidiale del Gubbio in avvio di ripresa. Ciurria ha fatto una giocata incredibile, Magnaghi poi se l'è fatta sfilare tra le gambe permettendomi di andare al tiro in solitudine. É stato molto importante questo gol del pareggio perchè sul 2-1 la nostra gara era diventata dura e rialzarsi è stato durissimo".

20 FEBBRAIO 2018
Kalombo: "Pecchiamo di inesperienza. Marcatura a zona". Jallow: "Serve la concentrazione"

Parlano in due, Kalombo e Jallow. Partiamo dal terzino destro Sedrick Kalombo. Un giudizio a freddo sulla debacle contro il Pordenone? "Partita da due volti. Vero che abbiamo subito solo un tiro in porta, ma è anche vero che il nostro predominio è stato sterile. Nella ripresa siamo invece cambiati, ovvero abbiamo giocato con carattere e li abbiamo messi sotto. Siamo riusciti a ribaltarla subito. Dopo il 2-1 però abbiamo peccato troppo di inesperienza e non abbiamo saputo gestire la situazione". Curiosità che viene a galla. Negli ultimi due gol incassati si nota che i due finalizzatori sono marcati dallo stesso Kalombo. Questo significa che dietro la marcatura è a zona e non a uomo? "Sì, in pratica marchiamo sulla linea dei calciatori avversari. Facciamo una marcatura di reparto seguendo la palla e quindi non un uomo ben definito. Dico anche che sull'ultimo gol mi prendo tutte le mie responsabilità: sono stato troppo morbido e dovevo saltare meglio per impedire all'avversario (Formiconi ndr) di segnare di testa". In evidenza i numeri: solo una vittoria nel girone di ritorno e appena sei punti racimolati, ma secondi lei perchè? "Diciamo che la squadra scende in campo sempre per vincere, però poi ci sono anche gli avversari. A livello strutturale di fisicità forse siamo più piccoli rispetto agli altri e quindi talvolta incide. Ma è anche vero che troviamo sempre la forza di ripartire. Infatti posso assicurare che il gruppo è più che coeso, c'è compattezza sia dentro ma soprattutto fuori dal campo. Questo aspetto a mio avviso è molto importante". Tra dicembre e gennaio ci sono state diverse voci di mercato sul conto di Kalombo con un interessamento di Cremonese e Trapani. Questa situazione quanto ha influito sul rendimento del calciatore stesso? "Sono sincero, a gennaio ci ho pensato. Non so se abbia influito, ma di certo il pensiero con la mente c'è andato spesso. Adesso il mercato è finito. Una cosa che tuttavia mi lusinga e mi ha dato ulteriori stimoli". La prossima avversaria, il Fano, quindi come considera questa partita dopo questo turno di riposo? "Una partita insidiosa, soprattutto perchè in casa di solito fanno bene. Da parte nostra cercheremo in queste due settimane di ricaricare le pile e di recuperare tutti gli effettivi. Credo che questo fattore sia molto importante". La palla passa all'attaccante Sulayman Jallow: "Sono dell'idea che contro il Pordenone abbiamo offerto un'ottima prova. Mi dite perchè? Sono dell'avviso che ci è mancato per poco il 3-1 e invece poi abbiamo perso per 3-2. Purtroppo nella fase cruciale ci è mancata la concentrazione. In queste partite bisogna essere sempre concentrati al 100%, altrimenti come si può vedere un minimo episodio può cambiare l'inerzia della partita". Curiosità: proprio nelle ultime due partite, quando Jallow è sceso in campo a partita in corso, il Gubbio ha sbloccato subito il risultato. Solo una coincidenza o chiede maggiore spazio? "Le scelte le fa il mister. Chiaro inoltre che da parte mia c'è sempre voglia di giocare. Ma è altrettanto vero che io posso giocare anche soltanto cinque minuti, ma darò sempre tutto me stesso e cercherò di aiutare la squadra per trovare sempre la vittoria. D'altronde posso dire che mi trovo in un gruppo dove tutti ci aiutiamo, tutti bravi ragazzi e bella mentalità. Marchi? Cerco sempre di imparare da lui, talvolta gli chiedo dei consigli e lui si è sempre dimostrato rispettoso verso di noi. Posso aggiungere che è veramente un grande capitano".

19 FEBBRAIO 2018
Focus. Amnesie, appiattimento e pedine... fantasma. E allora Pagliari intensifica il lavoro!

Vecchi problemi rallentano il Gubbio. Paga la confusione e le amnesie difensive. Quelle solite amnesie pagate a caro prezzo. Episodi che hanno pesato fortemente nel contesto del risultato finale. Questo è diventato un ripetersi di eventi negativi che sarà bene azzerare. Strano perchè non si riesce a capire questo mancato feeling tra i componenti della retroguardia rossoblù. Praticamente è da inizio stagione che i tre della difesa sono sempre i soliti (anche se hanno giocato a rotazione) e quindi il meccanismo dovrebbe essere oliato. Evidentemente assistiamo a delle incomprensioni che di conseguenza portano a delle frittate come è avvenuto contro il Pordenone. Errori che non trovano spiegazione nemmeno dai diretti interessati. Il trainer Pagliari dopo il match ha parlato di "ingenuità su palle inattive, eppure ci lavoriamo tanto". Il capitano Marchi invece ha specificato che si tratta di "compiti assegnati in squadra che poi vengono disattesi". Mentre il difensore Dierna ha parlato invece di "limiti strutturali, sia fisici di centimetri e sia di giovane età". Purtroppo anche i numeri sono impietosi. In totale 35 gol incassati in 27 partite giocate (per una media di 1,29 a partita). Nel girone di ritorno addirittura ben 13 reti subite in sette partite disputate (per una media di 1,86 a partita). Nelle ultime tre partite ben sei reti incassate, per una media di due gol a partita. Qualcosa non quadra. Anche la classifica nel girone di ritorno non è benevola: appena 6 punti racimolati in sette gare, frutto di una sola vittoria (in trasferta con il Sudtirol), tre pareggi e tre sconfitte. Chiaro che si stanno perdendo pericolosamente troppi punti. Punti buttati al vento come è successo contro il Pordenone. Dopo un primo tempo non soddisfacente dove il Gubbio è sembrato spento, inerte e inconcludente (letteralmente dominato dal possesso palla degli avversari), nella ripresa (per fortuna) si è vista un'altra squadra che con carattere e vigore era riuscita a ribaltare il risultato. Nessuno si sarebbe mai aspettato un patatrac seguente del genere. Tuttavia va ribadito che i problemi non si limitano solo alla fase difensiva. Infatti anche là davanti qualcosa non quadra. Quei gol che sta segnando a ripetizione il capitano Marchi stanno un po' mascherando quei problemucci del Gubbio in fase offensiva. Non solo in termini numerici. Anche se bisogna dire che Marchi con 12 reti segnate ha realizzato il 48% dei gol sul totale (25 segnature) e talvolta pare che il capitano predichi nel deserto. Senza di lui manca la concretezza e la lucidità negli ultimi venti metri. E poi che dire di quei calciatori fantasma? Uno su tutti è Casiraghi che sembra un lontano parente di se stesso. Non sta vivendo un bel momento e si vede. Non si capisce se è fuori forma oppure non è a proprio agio nel suo ruolo. Chiaro che all'inizio aveva bisogno di ambientarsi per capire meglio gli schemi di gioco, ma poi è stato ribattezzato un uomo-squadra. Dopo una forma ritrovata, nelle ultime apparizioni è vistosamente calato. Non è incisivo e non è creativo come tutti lo conoscevamo. Ne risente anche la squadra che in talune circostanze sembra appiattita, soprattutto a livello di proposta di gioco. Chiaro che quando si parla di calciatori fantasma, il discorso non si riconduce ad un solo elemento: da questa squadra ci si aspettava di più ad inizio stagione e quindi qualcosa non è andato per il verso giusto. Ma c'è chi dice che la rosa è stata sopravvalutata. C'è chi accusa che è un groviglio di calciatori senza collante: troppo fragili e friabili. Intanto Pagliari vuole correre ai ripari. In settimana ha intensificato il lavoro, nonostante il turno di riposo nel week-end: tre doppie sedute di allenamento fino a sabato.

18 FEBBRAIO 2018
Pagliari: "Errori pagati cari". Dierna: "Limiti di età e centimetri". Le foto di Gubbio-Pordenone

La parola continuità. Questa sconosciuta. Amnesie difensive. Purtroppo, molto conosciute. L'emblema di una gara ricca di colpi di scena e di gol. Prima Ciurra apre, capovolgimento con Malaccari e Marchi, ma è solo una illusione perchè Nocciolini e Formiconi ribaltano ancora il risultato, e fissano il 3-2 per i fiuliani. Allarga le braccia il trainer Dino Pagliari. Anzi, è piuttosto arrabbiato: "Sono molto ma molto dispiaciuto. Il motivo? Ad un certo punto della gara ci credevo: abbiamo perso una grande occasione. All'inizio abbiamo trovato difficoltà a trovare spazi ma è anche vero che il Pordenone aveva trovato il gol di Ciurria nell'unico tiro in porta. Mentre nel secondo tempo invece siamo scesi in campo con il piglio giusto, squadra vogliosa, contro una avversaria costruita per vincere il campionato. Purtroppo poi sono arrivate delle ingenuità su palle inattive che abbiamo pagato a caro prezzo. Dispiace perchè nel secondo tempo avevamo fatto venti minuti ottimi. Dovevamo chiuderla cercando di stringere gli spazi e limitare il possesso palla del Pordenone, ma non è andata così. C'è tanto amaro in bocca". Amarezza percepita anche nelle parole del capitano Ettore Marchi: "Stavolta è dura parlare. Purtroppo in questo campionato devi restare concentrato al mille per mille. Tre gol di cui due su palla inattiva non va bene: ognuno ha dei compiti in squadra, perciò sono colpe della squadra. Questo incide sul tutto. Un difetto nostro è quello di non capire i momenti chiave del match, cioè sul 2-2 dovevamo gestire meglio il tutto e alla fine poteva andare bene pure un punto. Abbiamo rischiato troppo mentre dovevamo gestire meglio. Abbiamo capito che non si può regalare niente. L'obiettivo? É quello della salvezza, perciò non penso che bisogna pensare ad altro adesso". Il difensore Emilio Dierna dice la sua: "Un peccato perchè per 70 minuti siamo stati sulla metà campo degli aversari giocando con intensità e fisicità. Ma purtroppo paghiamo i nostri limiti strutturali. Quali? Dietro abbiamo pochi centimetri a livello fisico ed esistono anche dei limiti di età: è una squadra giovane e quindi non riesce a leggere bene la partita in maniera immediata". Poi tocca al centrocampista Luca Ricci: "Rammarico perchè facciamo tanto e poi disfiamo tutto in un battibaleno. Peccato perchè avevamo fatto una grande prova di carattere, ma abbiamo raccolto niente". Sull'altra sponda il tecnico dei neroverdi Fabio Rossitto che era all'esordio in panchina: "Avevo trovato una squadra con il morale a terra che si portava dietro un fardello. Però il gruppo è sano e doveva ritrovare autostima. C'è stata una grande reazione contro una buona squadra come il Gubbio che si è dimostrato rognoso e organizzato. Ogni gara è una battaglia". Ecco le foto di Gubbio e Pordenone (18 immagini). Fotoservizio di Simone Grilli.

18 FEBBRAIO 2018
Gubbio-Pordenone, succede proprio di tutto. Da 0-1 al 2-1 fino al 2-3. Tra amnesie difensive

Gubbio contro il Pordenone. La tattica. Volpe in porta. Difesa a quattro con Kalombo, Dierna, Piccinni e Paolelli. A centrocampo l'asse Malaccari, Ricci, Sampietro e Ciccone. Davanti Casiraghi tra le linee a supporto di Marchi. La cronaca. Parte con il possesso palla il Pordenone che trova il gol al 15': sugli sviluppi di un corner calciato in area da Burrai, respinta della difesa, al limite Ciurria si coordina e fa partire un tiro di sinistro teso che si insacca a fil di palo alla sinistra del portiere. Il Gubbio fa fatica e subisce il giro palla dei friuliani fino al 29' quando la squadra rossoblù si fa vedere per la prima volta dalle parti di Mazzini: punizione pennellata in area da Casiraghi, colpo di testa di Piccinni con la palla che termina di poco a lato. Al 40' errore di Kalombo che si fa rubare palla a centrocampo da Nocciolini che prova il gol della domenica da cinquanta metri: la palla supera il portiere Volpe e sfila di poco a lato. Al 45' tiro radente dal limite di Ricci, il portiere Mazzini si salva in due tempi a terra. Ripresa. Due cambi con l'entrata di Bazzoffia e Jallow al posto di Casiraghi e Ciccone. Cambia l'inerzia della gara. Al 6' Kalombo crossa dalla destra, respinta di Mazzini, la palla si trova sui piedi di Bazzoffia che però calcia a lato da posizione favorevole. Il preludio al gol che arriva al 7': Ricci dalla trequarti lancia Marchi che calcia a botta sicura a rete e la palla si stampa sulla traversa; sulla ribattuta però in agguato c'è Malaccari che di piatto destro da pochi passi insacca la sfera in rete. Al 12' arriva pure il raddoppio dei rossoblù: Malaccari per Jallow che supera il portiere in uscita e rimette in mezzo dal fondo, a rimorchio Marchi è freddo e di destro piazza la sfera al volo a fil di palo. Al 15' reazione di Misuraca che cerca la porta, ma trova una deviazione di un difensore in angolo. Al 23' pareggio friuliano: azione in velocità con Ciurria dalla destra, velo di Magnaghi, Nocciolini è in agguato in area e insacca di piatto destro radente a fil di palo. Al 28' in maniera incredibile i neroverdi ribaltano il risultato: corner di Burrai pennellato in area, Formiconi di testa deposita la sfera in rete. Una doccia gelata, il Gubbio non riesce a rialzarsi.
Tabellino: Gubbio - Pordenone (2-3):
Gubbio (4-4-1-1): Volpe; Kalombo, Dierna, Piccinni, Paolelli; Malaccari (35' st Valagussa), Ricci, Sampietro (35' st Giacomarro), Ciccone (1' st Jallow); Casiraghi (1' st Bazzoffia); Marchi. A disp.: Battaiola, Burzigotti, Lo Porto, Pedrelli, Bergamini, Manari. All. Pagliari.
Pordenone (4-3-3): Mazzini; Formiconi, Stefani, Bassoli, De Agostini; Misuraca, Burrai, Caccetta (13' st Magnaghi); Ciurria (25' st Cicerelli), Nocciolini (41' st Parodi), Zammarini. A disp.: Meneghetti, Nunzella, Visentin, Bombagi, Silvestro, Berrettoni, Gerardi. All. Rossitto.
Arbitro: Garofalo di Torre del Greco (Somma e D'Apice di Castellammare di Stabia).
Reti: 15' pt Ciurria (P), 7' st Malaccari (G), 12' st Marchi (G), 23' st Nocciolini (P), 28' st Formiconi (P).
Ammoniti: Caccetta (P), Stefani (P), Ricci (G), Dierna (G), Parodi (P). Angoli: 4-0 per il Pordenone. Recupero: 0' pt; 3' st. Spettatori: 863 (di cui 535 abbonati); 23 di Pordenone nel settore ospiti.
Risultati: Ventiseiesima Giornata - Serie C - Girone B:
Bassano - Fermana
4-0
47' Tronco (B), 58' Diop (B), 83' Minesso (B) rig., 88' Diop (B)
Fano - Vicenza
0-1
37' Ferrari (V)
Feralpisalò - Teramo
1-1
71' Guerra (F), 81' Fratangelo (T)
Gubbio - Pordenone
2-3
15' Ciurria (P), 52' Malaccari (G), 57' Marchi (G), 68' Nocciolini (P), 73' Formiconi (P)
Padova - Ravenna
2-0
7' Guidone (P), 29' Guidone (P)
Reggiana - Santarcangelo
1-0
24' Ghiringhelli (R)
Sambenedettese - Mestre
0-2
37' Rubbo (M), 69' Sottovia (M)
Triestina - Albinoleffe
2-1
7' Montella (A), 40' Arma (T), 60' Libutti (T)

17 FEBBRAIO 2018
Contro il Pordenone ventuno convocati. Il trainer Pagliari invita il pubblico e biglietto unico

Contro il Pordenone per non rendere vana la vittoria di Bolzano. Nel senso della continuità. Con l'aiuto del pubblico possibilmente visto che allo stadio ci si potrà andare con il biglietto unico al costo di 5 euro (e abbonamenti validi). Questo è il motto del trainer Dino Pagliari dopo la rifinitura del sabato: "La vittoria contro il Sudtirol è stata molto importante a livello psicologico. Però è un qualcosa che deve risultare come legante con le prestazioni che tuttavia ci sono sempre state. D'altronde questi ragazzi si impegnano sempre alla grande negli allenamenti. Troviamo di fronte un Pordenone forte, che ora ha cambiato allenatore e perciò troveremo un'avversaria più motivata. Ma sono convinto che noi faremo la nostra parte. Abbiamo tutti i mezzi per potergli fare gol. Credo che sarà una partita intrigante. E mi auguro che ci sia l'aiuto del pubblico perchè per noi è importante. Infatti quindici giorni fa ho parlato proprio con i tifosi e gli ho detto: incitate questa squadra perchè se lo merita". Un messaggio chiaro del tecnico rossoblù. E in campo cambierà poco o nulla. Confermato quindi il modulo 4-4-1-1. Con il seguente probabile undici. Volpe in porta. Difesa a quattro con Kalombo, Dierna, Piccinni e Paolelli. A centrocampo l'asse Malaccari, Sampietro, Ricci e Ciccone. Davanti Casiraghi tra le linee a supporto di Marchi. Indisponibile solo Cazzola (oltre a Libertazzi e Fontanesi), che tuttavia rientrerà a pieno regime dalla prossima settimana. Sono in ventuno i convocati per domenica (ore 14:30). Portieri: Volpe e Battaiola. Difensori: Burzigotti, Dierna, Kalombo, Lo Porto, Paolelli, Pedrelli, Piccinni. Centrocampisti: Bergamini, Casiraghi, Giacomarro, Malaccari, Manari, Ricci, Sampietro, Valagussa. E gli attaccanti: Bazzoffia, Ciccone, Jallow, Marchi. Il Pordenone invece si presenterà a Gubbio con il nuovo tecnico Fabio Rossitto, che sostituisce l'esonerato Leonardo Colucci. Probabile undici con il 4-3-3. Mazzini in porta. Quartetto di difesa con Formiconi, Stefani, Bassoli e Nunzella. A centrocampo il trio Misuraca, Burrai e Bombagi. In attacco infine il tridente Cicerelli, Gerardi e Nocciolini.

15 FEBBRAIO 2018
Conti: "Contro il Pordenone, che ricordo quel gol alla fine. Via, perchè trovavo poco spazio"

L'anno scorso fu il match winner della partita contro il Pordenone. Era il 23 dicembre 2016. Il Gubbio si impose per 1-0 con un gol al fotofinish con i quotati friuliani. Rossoblù che viaggiavano in area playoff. Quella rete fu segnata da Massimo Conti, al terzo minuto di recupero: una azione costruita da Ferretti, Croce aveva impegnato Tomei, ma da due passi il centrocampista marchigiano si fece trovare pronto e portò alla vittoria gli eugubini. Adesso Massimo Conti si trova al Fabriano Cerreto e ci racconta proprio quel gol: "Ho dei ricordi magnifici. Fu il mio primo gol tra i professionisti. D'altronde il Gubbio per me è la squadra del mio cuore. Perciò spero che adesso si riprenda e spero sempre il meglio". Il Pordenone è sempre una bella squadra, come nella passata stagione, cosa si augura adesso per domenica? "Ma non sarebbe male sempre un gol al novantesimo. É sempre bello segnare in questa maniera. Spero davvero che i miei ex compagni ci riescano a fare risultato". Ha detto che il Gubbio gli è rimasto nel cuore. In effetti dopo la trafila con le giovanili, poi in serie D ha vinto un campionato e poi nella scorsa annata ha esordito nei professionisti: "Certamente Gubbio è stato importante per la mia carriera. Ma spero che lo sia anche in futuro. Il prossimo anno posso ritornare". Infatti Conti a gennaio si è recato a Fabriano, ma come è nato questo trasferimento? "Faccio un riepilogo. La prima squadra che mi aveva chiamato era stato proprio il Fabriano Cerreto. Poi parlando era arrivata anche la proposta da parte del Cerignola. Sono andato giù ma poi ci ho ripensato. Ho preferito cambiare scelta nonostante sono stati molto gentili a Cerignola". A Fabriano adesso dove ci sono tanti ex rossoblù, giusto? "Si, c'è Liborio Zuppardo che era stato compagno di squadra a Gubbio quando abbiamo vinto il campionato di serie D. C'è pure Marchionni...". Appunto Marchionni, vederlo in serie D fa un po' effetto, visto che ha giocato pure in serie B con il Modena, oltre che nel Gubbio. Non potrebbe essere ancora utile in serie C? "In effetti ha delle giocate straordinarie. Però parlando con lui ho saputo che ha avuto degli infortuni, si è rotto per due volte il crociato e quindi si sta riprendendo. Ma penso che potrebbe essere un calciatore importante per la Lega Pro o anche in serie B". Conti ci ha detto che è pronto a tornare in rossoblù e quindi Fabriano è una tappa per il rilancio? "Da come è andata la trattativa, penso che a giugno dovrei ritornare. In teoria. Sono andato via giusto perchè in questa stagione a Gubbio non trovavo spazio. Mi è servito per non tornare arruginito". Pensare che, in un'intervista di Conti al nostro portale la scorsa estate, diceva che quest'anno pensava di avere di più spazio. Invece non è stato quasi mai impiegato. Secondo lei, perchè? "In effetti sono stato utilizzato solamente un po' all'inizio con il duo di allenatori Cornacchini e Tasso. Poi con il cambio di gestione (con mister Pagliari) e di conseguenza il cambio di modulo, non sono stati di molto aiuto per il sottoscritto. All'inizio pure per i miei compagni c'è stato un po' di difficoltà, ma adesso vedo che è stata ripresa la marcia". Perciò c'è delusione da parte sua? "Sì, pensavo di avere più spazio. Ma nel calcio talvolta ci sta, pure le delusioni. Mi sarei aspettato di poter giocare di più". Per concludere, un messaggio ai tifosi? "Purtroppo devo dire che ho visto poca gente allo stadio ultimamente, anche da quello che si può vedere dalle foto. Questo a me dispiace tanto. Mi ricordo quelle partite in serie D contro il Gualdocasacastalda e il Foligno con duemila persone. Adesso vedere lo stadio un po' spoglio fa riflettere. Spero che la gente torni in massa allo stadio".

14 FEBBRAIO 2018
Dal campo: si rivede Cazzola. Prossima avversaria: il Pordenone va ko, esonerato Colucci

Il Sudtirol riscatta in maniera immediata la sconfitta interna contro il Gubbio. Nel recupero giocato di mercoledì al Druso, la formazione del trainer Zanetti batte per 1-0 il Pordenone e sale al quarto posto solitario in classifica. Davanti agli altoatesini adesso ci sono solo la Sambenedettese, Feralpisalò e la capolista Padova. La rete decisiva porta la firma di Costantino, nella ripresa, su calcio di rigore, che era stato procurato da Erlic dopo un fallo di Formiconi. L'allenatore biancorosso in questa occasione ha riproposto dal primo minuto Berardocco, Broh e Costantino (partiti dalla panchina contro il Gubbio per precauzione), oltre al rientrante Sgarbi che aveva scontato un turno di squalifica. Mentre per la squadra friuliana si registra la seconda sconfitta consecutiva nel giro di cinque giorni e al momento esce dalla zona playoff. Una sconfitta che costa cara al tecnico Leonardo Colucci che è stato infatti esonerato subito dopo il match di Bolzano. Per il momento l'incarico per guidare la squadra è stato affidato al vice allenatore Gianni Migliorini. Adesso è toto allenatore e proprio il Pordenone domenica prossima sarà ospite del Gubbio. Ha parlato il presidente dei neroverdi Mauro Lovisa che dal portale ufficiale web (Pordenonecalcio.com) ha specificato: "Decisione inevitabile, non c'è stata reazione dopo la sconfitta contro il Feralpisalò e chiediamo scusa ai nostri tifosi". Ma non manca una polemica con la terna arbitrale. Infatti il patron dei ramarri aggiunge: "Per la seconda gara consecutiva l'arbitraggio è stato altamente penalizzante. Chiediamo maggiore rispetto". Ma non mancano le sorprese nel girone. In casa Triestina c'è un colpo di scena: si è dimesso l'allenatore Giuseppe Sannino. Squadra adesso che è stata affidata a Nicola Princivalli, che prima ricopriva il ruolo di vice allenatore. Curioso ma vero. Queste dimissioni sono avvenute dopo la bella vittoria di sabato scorso di Meda contro il Renate con un 3-1. Oltretutto l'allenatore Sannino era legato con gli alarbati fino al giugno 2019: così rinuncia ad un anno e mezzo di contratto. Pare che tutto sia scaturito da attritti interni che covavano ormai da tempo. In casa Gubbio intanto ci si sta preparando per la sfida contro il Pordenone. É tornato ad allenarsi a pieno regime nel gruppo il terzino Alessio Lo Porto, out ormai da due mesi: l'ultima sua partita quella casalinga contro il Padova del 16 dicembre, vinta per 1-0 al fotofinish. Si è rivisto anche l'ala Umberto Cazzola che si era infortunato un mese fa, prima della partita interna contro il Mestre, per una lesione al bicipide femorale: il calciatore fanese è tornato nel gruppo, ma ha effettuato un lavoro differenziato per poi essere integrato in maniera graduale negli allenamenti in settimana. Ancora tutto in alto mare il probabile undici per domenica. Scontata la conferma del modulo 4-4-1-1. Da vedere gli interpreti.

13 FEBBRAIO 2018
Valagussa: "Credere nei mezzi. Squadra costruita per le ripartenze". Ciccone: "Ho rosicato..."

Parlano in due. Il centrocampista Valagussa e l'esterno offensivo Ciccone. Partiamo prima da Paolo Valagussa che dice: "Adesso sto bene fisicamente, ormai l'infortunio è alle spalle. Ho trovato una squadra in salute, direi anche frizzante sotto certi aspetti, tant'è che quando sono rientrato ho fatto un po' di fatica". La vittoria con il Sudtirol? "Siamo stati bravi a prepararla bene in settimana. Infatti noi abbiamo messo in difficoltà l'avversaria sulle ripartenze". Ettore Marchi in grande spolvero, ma è un vero leader? "Certamente, direi meglio che è fondamentale per questa squadra. É importante per lo spogliatoio e quando va in campo va ammirato per il sacrificio che fa: corre per tre calciatori messi assieme". Ma come si trova come esterno di centrocampo? "Gioco per la causa e quindi vado dove me lo chiede il mister". Adesso con il Pordenone? "Dobbiamo essere bravi a ripetere la prestazione offerta contro il Sudtirol. Bisogna avere la stessa voglia e la stessa determinazione pure contro una avversaria forte come il Pordenone". Nicola Malaccari su Fuorigioco a Trg Network ha specificato che questa squadra per caratteristiche non avanza palla a terra, ma usa altre soluzioni. Cosa ne pensa? "Diciamo che questa squadra è stata costruita per sfruttare le ripartenze. Ovvero con tre passaggi deve arrivare in porta". Allora cosa è cambiato dall'anno scorso a quest'anno? "Pressochè tutto. In primis è cambiato il gruppo, il mister, il modulo e di conseguenza anche il modo di giocare". Qual è invece ancora il difetto di questa squadra? "Che dobbiamo essere più decisi. Cioè bisogna credere in maniera più marcata nei nostri mezzi. Questo sarebbe molto importante metterlo in pratica". Tocca allora a Nicola Ciccone che incalza così: "Tutto vero. Contro il Sudtirol avevamo preparato molto bene la partita. Diciamo che ultimamente ci mancava solo il risultato. Per fortuna sono arrivati questi tre punti direi molto importanti per noi". Sì, ma a Bolzano è partito dalla panchina: "Ma è stata una scelta tecnica e non nego che ho rosicato parecchio. Però mi sono fatto trovare subito pronto. E non penso che non il mio innesto sia cambiata la partita. La squadra già si esprimeva bene da quando ho potuto constatare dalla panchina. Credo che questa squadra adesso abbia trovato i giusti equilibri e lo ha potuto dimostrare proprio nell'ultima partita a Bolzano. Anche se a dire la verità il Sudtirol mi ha un po' deluso, ci aveva messo in difficoltà di più all'andata nonostante la nostra vittoria". E un giudizio sul vostro capitan Marchi? "Ettore è di un'altra categoria, pure come persona è eccezionale". Ora sotto con il Pordenone, quindi? "Dobbiamo riprenderci quello che ci è stato carpito all'andata. Perciò siamo pronti alla guerra, quella sportiva si intende. Ma dobbiamo ancora crescere e per farlo bisogna credere con una maggiore convizione nei nostri mezzi. Possibilmente con la stessa fame che abbiamo avuto sabato a Bolzano".

12 FEBBRAIO 2018
Focus. Effetto Marchi, 11 reti: è l'uomo della provvidenza. Domenica ingresso unico a 5 euro

Lo dicono i fatti. Un pezzo da novanta. Ma anche, forse, l'uomo della provvidenza. La scorsa estate si puntava molto alla rinascita di un calciatore di assoluto valore, dopo alcune stagioni travagliate negli ultimi anni. Quel calciatore che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità. Era quello che auspicava proprio la dirigenza rossoblù che ha deciso di puntare su Ettore Marchi con la convinzione che con lui in questo organico si aumentasse il peso specifico in attacco. Più che all'evoluzione, Ettore Marchi costringe alla rivoluzione: una costante minaccia per gli avversari e un centro di gravità permanente per i compagni. Un'arma terribile per chi gli deve giocare contro e da innescare per quelli che gli stanno a fianco. Due doti peculiari: assaltatore e accentratore. Un calciatore che cambia il modo di pensare e di giocare. E quindi i risultati a suon di gol. Nelle ultime tre partite è andato a segno quattro volte: con la Sambenedettese, con l'Albinoleffe e doppietta con il Sudtirol. Tutti gol tra l'altro di pregevole fattura che si possono vedere solo in grandi palcoscenici. In totale sono già undici le segnature del capitano dei rossoblù. Allora sorge spontanea una riflessione. Forse è il caso di porgersi un quesito piuttosto definito: «Dobbiamo solo imparare come dargli la palla». Questa è un frase che spesso ha espresso il tecnico della Juventus, Max Allegri, da quando è arrivato in bianconero il centravanti Gonzalo Higuain. Una frase che a nostro avviso calza a pennello pure nel contesto del calcio eugubino. Diciamo questo perchè si è visto in maniera lampante nella partita di Bolzano. Nel primo tempo il centravanti rossoblù ha toccato appena tre palloni giocabili (tra cui una mezza rovesciata volante). Nella ripresa invece è stato assistito in maniera più decente: non è un caso che sono arrivate due magistrali segnature, oltre altre conclusioni a rete che meritavano forse maggiore fortuna. Chiaro però che va fatta un'altra reale constatazione. Marchi è un attaccante di movimento, moderno, non interpreta il ruolo in maniera antica e cioè che pattuglia solo l'area ristretta che gli consente il contatto visivo e istintivo con la porta. É un tutt'altro. Perciò non è solo una questione di tatticismi o pretese collettive di squadra. Va trovata la sua giusta dimensione per rendere al meglio. Perchè Marchi è un calciatore che al primo acchito potrebbe sembrare ghiaccio se lo tocchi da fuori, ma dentro invece è fuoco che può bruciare, se si toccano le corde giuste. Come quando si motiva una squadra prima di una gara importante. Anche questa è una arte a tutti gli effetti. Di certo la ritrovata vittoria dopo un periodo avaro di risultati (in cinque partite solo tre punti conquistati), può essere da traino per una ritrovata tranquillità (dopo un periodo di ansia), ma occorre mantenere ben saldi i piedi per terra (per non ricadere nei soliti errori). Occorre fare ciò per fare tornare ad esaltare il collettivo. Quel collettivo che senza ombra di dubbio possiede un leader (Marchi) che va salvaguardato. E intanto, per la gara di domenica contro il Pordenone, la società ha preso una importante iniziativa: biglietto al costo di 5 euro in tutti i settori, mentre l'ingresso sarà gratuito per tutti i ragazzi fino a 17 anni. Per il resto le tessere di abbonamento restano come di consueto valide.

10 FEBBRAIO 2018
Notari: "Boccata d'ossigeno e Marchi...". Pagliari: "Concesso poco". Le foto di Sudtirol-Gubbio

Gubbio, finalmente un risultato positivo in trasferta. Si tratta della seconda vittoria esterna nel torneo. L'ago della bilancia è Ettore Marchi che inventa due gol da cineteca nel giro di 120 secondi a metà ripresa. Il gol su rigore di Costantino riapre la gara nell'ultimo quarto d'ora ma il Gubbio resiste al vero forcing finale dei biancorossi. Il patron rossoblù Sauro Notari è soddisfatto ma non mancano alcuni spunti riflessivi. Eccoli: "Questa è una boccata d'ossigeno". Incalza con una frase secca, mentre poi prosegue dicendo: "Cercavamo il risultato e finalmente ci siamo riusciti. In questi mesi abbiamo avuto un alto numero di infortuni. Ora stanno rientrando tutti, vedi Malaccari e Valagussa titolari. Se siamo al completo la squadra mi sembra in salute. Una bella prestazione". Ma avverte subito: "Però adesso si deve continuare così, partire dalla prova odierna contro il Sudtirol". E non manca un frase sibillina. Eccola: "Marchi ha offerto una grandissima partita. Un calciatore che può fare molto ma molto bene. Ma può farlo solo se giocasse più spesso nel suo ruolo (...)". Una frase che lascia dei punti interrogativi. Tocca allora al trainer rossoblù Dino Pagliari: "Questo risultato parla da solo. Un gruppo come questo che sa vincere in un campo e contro una squadra difficile come questa (il Sudtirol ndr), la dice lunga. Una gara importante di questi ragazzi. Una squadra che è stata sempre attenta, che non ha concesso in pratica nulla agli avversari. Per fortuna poi il nostro bomberone (Marchi ndr) ci ha messo del suo per regalarci questa vittoria. Alla fine abbiamo sofferto ma credo che la vittoria sia meritata. Questo è un risultato importante per mille motivi. Ci siamo ripresi quello che avevamo perso negli ultimi deludenti risultati". Sull'altra sponda si mastica amaro ma non si trovano scuse. Si fa il mea culpa. Come dice il laterale del Sudtirol, Fabian Tait, tramite il canale ufficiale altoatesino (Fc-suedtirol.com): "Questa gara ci ha insegnato che se molliamo di una virgola siamo mediocri e diventiamo una squadra normale. Per questo motivo noi dobbiamo andare sempre a mille all'ora. Diciamo purtroppo pure che abbiamo preso due gol evitabilissimi nel nostro momento migliore. Ma bisogna avere la massima attenzione al 100%. Cancellare ora subito questa partita e cambiare capitolo". Intanto ecco le foto (18 immagini) del match tra Sudtirol e Gubbio. Fotoservizio di Emilio Bordoni (Fotosport).

10 FEBBRAIO 2018
Gubbio, vittoria in trasferta sul Sudtirol (1-2). Un super Marchi, Costantino accorcia su rigore

Gubbio contro il Sudtirol in trasferta. La tattica. Il trainer Pagliari opta per il consueto 4-4-1-1. Volpe in porta. In difesa il quartetto Kalombo, Dierna, Piccinni e Paolelli. A centrocampo l'asse con Valagussa, Sampietro, Ricci e Malaccari. Davanti Casiraghi tra le linee a supporto di Marchi. La cronaca. Al 14' va via Gyasi al limite sul lato destro, tiro di sinistro in diagonale che mira verso l'angolino radente, però Volpe in tuffo sventa il pericolo. Al 9' risposta degli ospiti con Casiraghi che lancia in profondità (sulla sinistra) Malaccari, che a sua volta calcia in porta di sinistro: para in due tempi Offredi. Al 12' sulla fascia destra va via Valagussa che crossa dal fondo in area, mezza rovesciata volante di Marchi con la palla che passa di poco alta sopra il montante. Partita però senza sussulti che si protrae fino al 40' quando Candellone ruba palla a Kalombo sulla trequarti, si invola poi verso l'area eugubina e calcia in diagonale di sinistro a rete: para a terra Volpe in due tempi. Al 41' il Sudtirol va pure in rete in area con un colpo di testa di Fink su cross di Bertoni, ma l'arbitro su segnalazione del guardalinee annulla tutto per fuorigioco. Ripresa. Al 5' tiro secco dal limite di Fink, palla che sfila di poco a lato radente. Al 12' cross insidioso dalla destra di Tait, Costantino schiaccia di testa a rete, Volpe in tuffo salva in corner. Al 15' ancora pericolo in area eugubina: Gyasi serve in area Costantino che si gira bene e calcia subito di destro verso l'angolino dove Volpe smanaccia in tuffo; sulla respinta rimette in porta Zanchi ma è di nuovo Volpe che con i piedi si salva in angolo. Al 24' il Gubbio trova il vantaggio: da sinistra Ciccone serve in area Marchi che si gira e fa partire un destro radente millimetrico con la palla che si insacca con il contagiri a fil di palo. Al 26' arriva pure il raddoppio con protagonista sempre il bomber eugubino: va via sulla trequarti Malaccari che serve in profondità Marchi che alza la testa e fa partire un diagonale di sinistro radente che si insacca di nuovo a fil di palo. Al 33' c'è un rigore per il Sudtirol dopo un tocco in area di Dierna su Zanchi: dal dischetto Costantino rimane freddo e non sbaglia insaccando la sfera nell'angolino. Nel finale è forcing dei biancorossi ma i rossoblù stringono i denti.
Tabellino: Sudtirol - Gubbio (1-2):
Sudtirol (3-5-2): Offredi; Vinetot (26' st Erlic), Baldan (26' st Broh), Frascatore; Tait, Smith (26' st Gatto), Bertoni (11' st Berardocco), Fink, Zanchi; Gyasi, Candellone (11' st Costantino). A disp.: D'Egidio, Oneto, Roma, Berardi, Boccalari, Cess, Heatley. All. Zanetti.
Gubbio (4-4-1-1): Volpe; Kalombo, Dierna, Piccinni, Paolelli; Valagussa (18' st Ciccone), Sampietro (43' st Giacomarro), Ricci, Malaccari (43' st Pedrelli); Casiraghi (16' st Jallow); Marchi. A disp.: Battaiola, Burzigotti, Lo Porto, Bergamini, Manari, Bazzoffia. All. Pagliari.
Arbitro: De Tullio di Bari (Gualtieri di Asti e Zampese di Bassano).
Reti: 24' st Marchi (G), 26' st Marchi (G), 33' st Costantino (S) rigore.
Ammoniti: Ricci (G), Malaccari (G). Angoli: 10-2 per il Sudtirol. Recupero: 1' pt ; 5' st. Spettatori: 500 circa.
Risultati: Venticinquesima Giornata - Serie C - Girone B:
Albinoleffe - Bassano
0-0
Fermana - Teramo
4-2
25' Bacio Terracino (T) rig., 30' Bacio Terracino (T), 49' Petrucci (F), 61' Petrucci (F), 72' Da Silva (F), 79' Lupoli (F)
Pordenone - Feralpisalò
0-3
8' Ferretti (F), 13' Guerra (F), 30' Voltan (F)
Ravenna - Fano
1-2
46' Ronchi (R), 82' Germinale (F), 94' Fioretti (F)
Renate - Triestina
1-3
24' Bracaletti (T), 32' Libutti (T), 57' De Micheli (R), 93' Mensah (T)
Santarcangelo - Padova
1-3
19' Sirignano (S), 23' Pulzetti (P), 55' Capello (P), 74' Capello (S) rig.
Sambenedettese - Reggiana
0-0
Sudtirol - Gubbio
1-2
69' Marchi (G), 71' Marchi (G), 78' Costantino (S) rig.

09 FEBBRAIO 2018
Ventuno convocati. Parla Pagliari dopo la rifinitura: "Ma tutte le partite sono spartiacque"

Contro il Sudtirol sono out Cazzola e Libertazzi, oltre a Fontanesi. Mentre torna disponibile Lo Porto che è stato convocato per la trasferta di Bolzano. Il trainer rossoblù Dino Pagliari dopo la rifinitura fa il punto della situazione: "La squadra sta bene, ci mette impegno in ogni settimana. La partita contro il Sudtirol sicuramente è importante e interessante, contro una squadra in forma e fisicamente tosta. Se prendiamo troppi gol? Sì, questo è vero e servirà più attenzione. Molti gol arrivano da palle inattive, e allora dobbiamo adeguarci e stare concentrati. Chi giocherà? Ma la formazione la fanno i calciatori, in base a come si allenano ogni settimana. Piano piano stiamo recuperando gli infortunati e questo può diventare un buon segnale". Contro il Sudtirol una partita spartiacque dopo gli ultimi risultati non così eccelsi? "Spartiacque, credo, che sia ogni partita. A San Benedetto del Tronto ci davano prima della partita già per spacciati, invece abbiamo rischiato di vincere e ce lo saremmo meritato ampiamente. Contro l'Albinoleffe ci davano tutti per vittoriosi, invece la partita è stata difficoltosa e siamo andati sotto sul 2-1. Dopo quanto successo tutti credevano che non saremmo mai riusciti a pareggiare e invece abbiamo trovato il 2-2. Questo è il calcio. Ogni partita va affrontata sempre allo stesso modo e con il piglio giusto. D'altronde credo che noi abbiamo tutte le credenziali e quindi le potenzialità per potere mettere in difficoltà gli avversari". Per quanto riguarda la formazione è scontato lo schieramento basato sul 4-4-1-1. Probabile undici iniziale. Volpe in porta. Difesa a quattro con Kalombo, Dierna (in vantaggio su Burzigotti), Piccinni e Paolelli. A centrocampo l'asse basato su Malaccari, Sampietro (in ballottaggio con Giacomarro), Ricci e Ciccone. Poi davanti Casiraghi tra le linee a supporto della prima punta Marchi. Convocati in 21 per la trasferta altoatesina. Portieri: Volpe e Battaiola. Difensori: Dierna, Burzigotti, Kalombo, Paolelli, Lo Porto, Piccinni e Pedrelli. Centrocampisti: Giacomarro, Sampietro, Ricci, Bergamini, Malaccari, Manari, Casiraghi e Valagussa. Gli attaccanti: Jallow, Marchi, Bazzoffia e Ciccone. In casa Sudtirol l'ex Candellone potrebbe giocare dal primo minuto, come Zanchi.

08 FEBBRAIO 2018
A Bolzano un incrocio tra precedenti, curiosità e spartiacque. Con degli ex. E in trasferta...

Contro il Sudtirol sabato. Contro la formazione altoatesina spesso e volentieri ci sono state partite per la maggiore parte piene di suspence. Per ultima proprio la sfida dell'anno scorso che si giocò il giorno 30 dicembre 2016. Venne fuori un pirotecnico 2-2. Biancorossi avanti di due reti con le realizzazioni di Spagnoli e Gliozzi. Partita finita così? Neanche per sogno. La formazione allenata da Magi trova due gol negli ultimi dieci minuti finali: prima rete di Candellone che accorcia le distanze e al fotofinish Rinaldi regala il timbro del pareggio. A quel punto insperato. Una prova d'orgoglio. Ma soprattutto lo stadio Druso porta un ricordo più lontano, senz'altro felice. Era il 9 gennaio 2011 quando il Gubbio di Torrente si impose per 2-0. Una pratica chiusa nel primo tempo con le reti di Boisfer e di Donnarumma (attualmente gioca ad Empoli in serie B). Si ricorda bene quella vittoria perchè si trattava dell'ottavo successo di seguito, iniziato il 7 novembre 2010 a Bassano per 1-0 (rete di Borghese). Nel mezzo la vittoria sul Sorrento in data 8 dicembre 2010 che portò i rossoblù a scavalcare la formazione campana. Striscia positiva che fu interrotta proprio dopo la gara di Bolzano perchè poi successivamente arrivò la sconfitta di Ravenna. Ma quel Gubbio non lasciò più il primo posto e concluse il campionato in testa alla classifica con la consacrazione della promozione in serie B in data 8 maggio 2011 con la vittoria sulla Paganese (3-1). Insomma non mancano i ricordi. Ma non mancano le curiosità. In quella partita di Bolzano del 2011 si trovava in campo pure Bazzoffia, entrato nella ripresa al posto di Galano. Adesso proprio il calciatore assisano ritornerà al Druso con la maglia rossoblù. E nella partita di andata, giocata il 29 agosto 2010, proprio Bazzoffia fu protagonista di una prova importante con un risultato secco (di 4-0), dove però andarono a segno Gomez Taleb (doppietta), Galano e Donnarumma. In questa stagione all'andata è uscita sempre una vittoria contro il Sudtirol: risultato finale 1-0 con rete decisiva di Cazzola. Una partita spartiacque perchè ha coinciso con l'arrivo di Pagliari sulla panchina dei rossoblù ed è arrivata la prima vittoria in questa stagione (alla sesta giornata) dopo una falsa partenza condita da quattro sconfitte ed un pari. E non mancano pure gli intrecci: domenica il Gubbio troverà di fronte due ex, il laterale sinistro Andrea Zanchi e l'attaccante Leonardo Candellone, quest'ultimo arrivato a gennaio in biancorosso dal Torino (in prestito) dopo l'esperienza non fortunata in serie B con la Ternana. E in pratica, anche questa volta la sfida riserva un po' di suspense. Infatti il Gubbio proviene da una fase piuttosto critica di risultati: tre punti appena racimolati nelle ultime cinque partite. Ma soprattutto i rossoblù in questa annata finora hanno ottenuto solo una vittoria in trasferta (a Teramo), poi tre pareggi (Mestre, Pordenone e Samb) e ben sei sconfitte. Un ruolino di marcia fuori casa che va assolutamente cambiato. Nettamente.

07 FEBBRAIO 2018
Contro il Sudtirol, tra incognite e dubbi, rientra Ciccone. E contro il Pordenone di domenica

Verso la partita contro il Sudtirol. Il trainer Pagliari sta cercando di recuperare tutti gli effettivi. Ancora out il lungodegente Fontanesi, anche se si parla di un suo possibile rientro durante il mese di febbraio. In secondo luogo all'inizio della prossima settimana potrebbe rientrare nei ranghi il terzino Lo Porto. E per il resto sono tutti abili e arruolabili. Tant'è che il trainer Pagliari sta mischiando un po' le carte in vista della gara di Bolzano. La scorsa settimana è rientrato il difensore Dierna e contro il Sudtirol c'è la possibilità che potrebbe giocare titolare: come centrale nel reparto arretrato potrebbe fare coppia con Piccinni, e quindi presumibilmente ci sarà un ballotaggio con Burzigotti. Mentre sulle fasce laterali non dovrebbe cambiare nulla: ovvero Kalombo impiegato come terzino destro e quindi Paolelli sulla corsia mancina. A centrocampo non mancano i dubbi, anche se l'orientamento è di giocare con l'asse basato su Malaccari, Sampietro, Ricci e il rientrante Ciccone (che ha scontato un turno di squalifica). Sulle ali è stato provato in verità anche Bazzoffia, perciò potrebbe diventare una alternativa valida come titolare sia al posto di Malaccari oppure di Ciccone. In avanti invece non dovrebbe cambiare nulla: Casiraghi posizionato tra le linee a supporto del centravanti Marchi. Come non cambierà il modulo (4-4-1-1) che è stato sempre adoperato da Pagliari da quando è arrivato a Gubbio e non è mai mutato di una virgola. Ovviamente gli ultimi giorni di allenamento potranno dare ulteriori elementi per capire chi scenderà in campo sabato al Druso. Di certo sarà l'ultima partita che si giocherà di sabato. Infatti la partita interna contro il Pordenone è stata posticipata a domenica 18 febbraio (alle ore 14:30): pertanto non si gioca più sabato 17 febbraio (alle ore 16:30) come inizialmente preventivato. Mentre è partita la prevendita per i tifosi ospiti per Bolzano (possibile prenotarli sul circuito Ciaotickets). Nel frattempo il Sudtirol ha intrapreso una iniziativa importante contro il Gubbio, denominata "Student Day": in pratica la società biancorossa ha promosso una agevolazione per gli studenti che potranno entrare gratis allo stadio con una speciale "School e Student Card". Il tecnico Zanetti dovrebbe optare per il 3-5-2 ma dovrà fare a meno del difensore centrale Sgarbi, squalificato. Probabile quindi Offredi in porta. Trio di difensori con Erlic, Vinetot e Frascatore. A centrocampo un quintetto con Baldan, Broh, Berardocco, Fink e Zanchi. In attacco il duo Gyasi e Costantino. In panchina scalpita Candellone, ex attaccante rossoblù.

06 FEBBRAIO 2018
Bazzoffia: "Una scelta di cuore, sono pronto alla concorrenza". Battaiola: "Colta l'occasione"

Presentazione dei nuovi arrivati, Bazzoffia e Battaiola, con la presenza del diesse Pannacci, in sala stampa del Barbetti. L'esterno offensivo Daniele Bazzoffia dice: "Sono arrivato a Gubbio e per me è stata una scelta di cuore. In rossoblù ho passato gli anni più belli della mia vita calcistica. Adesso è arrivata questa possibilità grazie al direttore sportivo Pannacci e al patron Notari. Sono consapevole che c'è concorrenza, ma sono preparato a qualsiasi evenienza. É vero che la classifica non è delle migliori. Per venirne fuori credo che bisogna stare tutti uniti, compatti, perchè la squadra c'è a mio avviso. Ho la nomea di vedere poco la porta? Diciamo che in campo dò sempre tutto, davanti alla porta ci arrivo spesso ed è per questo che talvolta ci arrivo appannato. Ma i tempi sono cambiati anche per me: adesso, con l'esperienza, sono migliorato. L'esperienze in Slovenia e Portogallo? Beh, diciamo che è un calcio diverso. Soprattutto in Portogallo si guarda più la tecnica, meno la corsa e la tattica: anche i terzini spingono verso l'attacco. Una volta tornato in Italia all'inizio ho avuto problemi perchè anche gli allenamenti sono diversi e forse più intensi. Con il Pro Piacenza l'anno scorso ci fu un'ottima stagione, quest'anno invece abbiamo fatto un po' fatica. Ma adesso mi rimetto in gioco qui a Gubbio e sono felice di esserci". Tocca al portiere Nicholas Battaiola: "Contento della scelta, ma già la scorsa estate il Gubbio mi cercava. Già conoscevo il preparatore Pascolini, con lui ero a Cremona. Adesso ho colto l'occasione al volo. Ho buone motivazioni e cercherò di mettermi in mostra". Mentre il direttore sportivo Giuseppe Pannacci analizza il mercato: "Le scelte sono state sempre condivise per la necessità del gruppo, in sintonia piena con il presidente e con l'allenatore. Bazzoffia è un calciatore direi importante ma già lo conosciamo, mentre Battaiola è un calciatore che già volevamo da tempo e può entrare in proiezione in ottica futura. Se doveva arrivare pure in centrocampista? Sì, c'erano stati dei contatti pure con calciatori come ad esempio Obodo, ma non è stato trovato un accordo. La società viaggia con input ben precisi a livello di budget e Notari ci tiene prima di tutto al Gubbio. Tutto deve quadrare e vuole molto bene al Gubbio. Basti pensare che nelle ultime ore di mercato Kalombo poteva prendere altre strade, ma il presidente Notari ha voluto fortemente tenerlo. Adesso? C'è la necessità di tirarsi fuori da questa situazione. Ma dico che solo noi siamo padroni del nostro destino. Per farlo bisogna restare tutti uniti". Proprio in questa ottica c'è stato un incontro lunedì sera tra una delegazione di tifosi eugubini con il patron Notari alla presenza del diesse Pannacci. Un colloquio che è stato salutare per tutte le componenti, dove si è parlato di proposte (per coinvolgere l'ambiente e per restare tutti uniti), in un dibattito dove è venuto fuori tra l'altro che il presidente non ha perso la voglia e l'entusiasmo di andare avanti (smentendo che lascerà).

05 FEBBRAIO 2018
Focus. Il campanello d'allarme proviene dai numeri. Non da sottovalutare. Ora però... uniti!

Questione di numeri. Che suonano come un campanello d'allarme. Pertanto vanno presi con le molle e non vanno assolutamente sottovalutati. Innanzitutto il Gubbio non vince dal 16 dicembre precisamente, paradossalmente da quella vittoria per 1-0 contro la capolista Padova. Da quel momento in poi sono arrivati appena tre punti in cinque partite frutto di tre pareggi e due sconfitte. Colpisce inoltre il fatto che la difesa ha preso sempre gol. Otto reti subite in cinque gare. Una difesa che ora è diventata penultima nel girone: 31 reti subite, peggio ha fatto solo il Santarcangelo (40 gol incassati). E curiosamente il problema non è in casa, soprattutto si soffre fuori dalle mura amiche. Solo 6 punti in nove partite, frutto di una sola vittoria (a Teramo), tre pareggi e poi sei sconfitte. Peggio ha fatto solo il Fano con appena tre punti incamerati fuori casa finora. Per non parlare poi della media inglese: Gubbio a -16; peggio c'è solo il Fano (-18). E pure nelle sconfitte il Gubbio si trova in una posizione poco gratificante: 10 partite perse finora, a pari merito con Ravenna e Santarcangelo. Peggio ha fatto solamente il Fano con undici sconfitte. La quota generale in classifica tra l'altro parla di 24 punti conquistati in 24 giornate (anche se di reali se ne sono giocate 22). In pratica trattasi di una media di 1,10 punti a partita. Sembra chiaro che la statistica denota delle difficoltà che non possono essere prese sottogamba. Come un avversario che non va trattato sottogamba. Sarebbe l'errore più grande. D'altronde il Gubbio già ci ha sbattuto il muso tre stagioni fa. Quando nel girone di ritorno entrò in un vortice senza ritorno e fu spazzato via dai professionisti. Poi si sa come è dura la risalita. La risalita nel 2016 c'è stata. Però non è stato così facile (come qualcuno vuole fare pensare), non è stato del resto così scontato (come qualcuno vuole fare credere). É stato il frutto di una stagione straordinaria, in considerazione del fatto dell'handicap iniziale, dove c'erano un manipolo di calciatori (temerari) che non sapevano neanche dove avrebbero dovuto giocare (se in serie D o in Lega Pro). Qualcuno evidentemente ha la memoria corta. Ma noi no. Ce lo ricordiamo bene. Portavano il nome di Volpe, Croce, Marini, Ferretti, Romano, Ferri Marini, oltre a Conti, Petti o Bouhali (per citarne alcuni). Chiaro che poi furono integrati nel mercato di riparazione dai vari Crocetti, Kalombo, Zuppardo, Di Maio (per citarne alcuni). Perchè diciamo questo? Certe cose vanno ricordate. Come va ricordato il campionato dell'anno scorso (da qualcuno denigrato), che è stato di vitale importanza, oltre che è andato oltre ogni più rosea aspettativa. Tutto ciò va sottolineato, al di là del fatto che nel girone di ritorno c'è stato un calo (e ci possono essere stati degli errori), ma questo fa parte del gioco del calcio. Perchè diciamo questo? Basta vedere cosa sta succedendo in questo anno dove la squadra sta attraversando un periodo di difficoltà e non carbura come avrebbe dovuto. Spesso si cade nell'ipocrisia dell'ovvietà. Quell'ovvietà che non esiste neanche nella vita in generale. Perchè nel calcio non sempre le ciambelle vengono con il buco. Perchè nel calcio delle scelte talvolta si rivelano azzeccate, altre volte no. Perchè nel calcio ogni allenatore ha le sue idee e ognuno le porta avanti a modo suo. Indipendemente dai commenti, dai consigli, dalle critiche, che ognuno di noi (tifosi e non) esprime. Perciò è il momento che tutte le componenti restino unite. Perdere la categoria, cioè tornare nel baratro, sarebbe deleterio. Non gioverebbe a nessuno. Serve equilibrio (e saggezza).

03 FEBBRAIO 2018
Marchi: "Al primo gol, ci disuniamo". Pagliari: "Una gara...". Le foto di Gubbio-Albinoleffe

Gubbio che non va oltre il 2-2 e non vince una gara dal 16 dicembre (contro il Padova al fotofinish). Il solito Marchi in gol, poi sorpasso di Nichetti e Agnello, ma per fortuna alla fine ci mette una pezza il colpo di testa di Paolelli. Un pareggio che muove la classifica, ma di certo ci si aspetta di più. Perciò cosa succede? Il trainer Dino Pagliari spiega così la situazione: "Cosa non va? Forse è più facile dire cosa va". Risponde un po' ironicamente il tecnico rossoblù che prosegue dicendo: "Ma dico questo in quanto un lato positivo c'è: in altri momenti una partita come questa la potevamo perdere. In verità nel primo tempo non abbiamo rischiato niente. Purtroppo nella ripresa abbiamo preso uno schiaffo che ci ha un po' rimbambito. Un gol che ci ha abbacchiato e sbalestrato, così che è arrivato il secondo gol ospite. Ma alla fine siamo riusciti a rimettere la gara in carreggiata". Più secco e riflessivo è il capitano Ettore Marchi che fa una valutazione ben precisa: "Purtroppo abbiamo un problema. Quale sarebbe? Ogni volta che prendiamo un gol oppure arriva un episodio negativo, la squadra si disunisce. Chiaro poi che sbandiamo. Ci manca ovvero in certi frangenti la personalità. In certi casi bisogna restare corti in campo, questo è un peccato. Perchè? Questo gruppo è molto unito nello spogliatoio, ve lo assicuro, per questo motivo mi rammarico per queste cose. Ma oltretutto bisogna capire che non siamo una squadra di campioni, altrimenti giocavamo tutti in altre categorie e ci trovavamo in una altra posizione di classifica". Tocca al difensore Lorenzo Burzigotti: "Ad inizio secondo tempo abbiamo preso degli schiaffi pesanti. Ma poi abbiamo saputo reagire contro una buona squadra. In certi frangenti bisogna avere più personalità". L'analisi infine del trainer dei bergamaschi, Massimiliano Alvini: "Ma dovevamo andare in vantaggio subito, abbiamo fatto scelte sbagliate. Però ho visto risposte positive contro un Gubbio che ha fatto una buona partita. Per diventare grandi bisogna migliorare ancora nel coraggio, nell'umiltà e nella cattiveria. Questo è un campionato equilibrato. La differenza la fanno gli uomini in campo che devono dare sempre battaglia". Quest'ultime parole fanno eco ai cori della curva eugubina che verso i propri calciatori hanno cantato: "Noi vogliamo gente che lotta". Intanto le foto della partita tra Gubbio e Albinoleffe (18 immagini). Fotoservizio di Simone Grilli.

03 FEBBRAIO 2018
Gubbio, tourbillon con l'Albinoleffe. Marchi apre, poi il timbro di Nichetti, Agnello e Paolelli

Gubbio contro l'Albinoleffe. In avvio Marchi segna con un tiro in diagonale ma nella ripresa Nichetti fa parità con un destro preciso e addirittura Agnello firma il sorpasso. Paolelli trova il jolly di testa su un corner ed è pareggio. La tattica. Pagliari schiera il consueto 4-4-1-1. Volpe in porta. Quartetto in difesa con Kalombo, Burzigotti, Piccinni e Paolelli. Centrocampo sull'asse Malaccari, Sampietro, Ricci e Valagussa. Davanti Casiraghi tra le linee a supporto di Marchi. La cronaca. Al 4' con gli ospiti in area eugubina: Nichetti serve in profondità per Montella che calcia di sinistro, para a terra Volpe in uscita. All' 8' invece Gonzi serve per Agnello sulla destra che entra in area in maniera pericolosa, tiro cross che viene smanacciato dal portiere Volpe in uscita. Ma al 10' il Gubbio passa in vantaggio: parte da Valagussa con sponda di Casiraghi per Marchi che fa partire un diagonale di sinistro, preciso, che si insacca a fil di palo radente. Al 20' classica azione di contropiede: Marchi serve sulla destra Malaccari che calcia in diagonale di destro, palla che va di poco alta. Al 24' occasione ghiotta: Casiraghi ruba palla a Gavazzi, entra in area ma calcia addosso al portiere in uscita; sulla ribattuta Malaccari per Marchi che calcia al volo di destro e la palla fa la barba al palo. Al 33' c'è Kouko che lancia Montella, tiro in diagonale di sinistro dal limite, palla che sorvola di poco la traversa. Ripresa. Al 2' arriva il pareggio bergamasco: Gonzi pennella una punizione in area da destra, difesa rossoblù che spizza male, la palla arriva a Nichetti smarcato e con un tiro ad incrociare di destro insacca la sfera a fil di palo a mezz'altezza. Al 16' dal limite Montella calibra il sinistro, para a terra Volpe. Al 19' c'è il raddoppio ospite: tutto in velocità, Kouko serve a destra Agnello che penetra in area e con un destro liftato supera il portiere Volpe con la palla che tocca sotto all'incrocio dei pali e si insacca in rete. Al 28' c'è però il pareggio del Gubbio: corner di Bergamini in area, Paolelli incorna a palombella in porta, palla che scavalca il portiere e si insacca sotto la traversa. Si chiude qui, è 2-2.
Tabellino: Gubbio - Albinoleffe (2-2):
Gubbio (4-4-1-1): Volpe; Kalombo, Burzigotti (25' st Dierna), Piccinni, Paolelli; Malaccari (37' st Pedrelli), Sampietro, Ricci (13' st Bergamini), Valagussa (13' st Bazzoffia); Casiraghi (25' st Jallow); Marchi. A disp.: Battaiola, Conti, Manari, Giacomarro. All. Pagliari.
Albinoleffe (3-5-2): Coser; Zaffagnini, Gavazzi, Solerio; Gonzi, Agnello, Di Ceglie (40' st Coppola), Nichetti (34' st Ravasio), Gusu; Montella, Kouko (24' st Sbaffo). A disp.: Esposito, Mondonico, Pellicanò, Gelli, Colombi, Badan. All. Alvini.
Arbitro: Cudini di Fermo (Dell'Olio di Molfetta e Politi di Lecce).
Reti: 10' pt Marchi (G), 2' st Nichetti (A), 19' st Agnello (A), 28' st Paolelli (G).
Ammoniti: Gelli (A), Marchi (G). Angoli: 3-2 per il Gubbio. Recupero: 0' pt; 3' st. Spettatori: 698 (di cui 535 abbonati).
Risultati: Ventiquattresima Giornata - Serie C - Girone B:
Bassano - Sudtirol
1-0
30' Venitucci (B)
Feralpisalò - Vicenza
1-3
14' De Giorgio (V), 34' Giorno (V), 51' De Giorgio (V) rig., 72' Marchi (F)
Fermana - Santarcangelo
1-1
68' Da Silva (F), 80' Lesjak (S)
Gubbio - Albinoleffe
2-2
10' Marchi (G), 47' Nichetti (A), 64' Agnello (A), 73' Paolelli (G)
Padova - Sambenedettese
1-1
17' Capello (P), 32' Miracoli (S)
Reggiana - Renate
2-1
7' Cesarini (Rg) rig., 55' Altinier (Rg) rig., 72' De Luca (Rt)
Teramo - Pordenone
0-1
11' Bassoli (P)
Triestina - Mestre
0-0

02 FEBBRAIO 2018
Peruzzi: "Più tecnica e meno tattica in campo. Il portiere deve essere essenziale. E le regole..."

Parole fiume e interessanti di Angelo Peruzzi, club manager della Lazio, ex campione del mondo nel 2006 ed ex portiere di Lazio, Juventus, Inter e Roma. Era presente al Liceo Mazzatinti di Gubbio e la Gubbio Calcio lo ha omaggiato con un gagliardetto. Angelo Peruzzi ha toccato diversi punti. Ha detto: "Qualsiasi ragazzo può diventare un campione. Ma deve fare dei sacrifici. Giocare con passione. E il genitore deve sapere fare il genitore. Vedo genitori nelle partite che aizzano contro quello o quell'altro. Serve educazione, ma per diventare qualcuno servono regole che sono fondamentali". Regole importanti? "Certamente. Ce lo insegnò Arrigo Sacchi. Ci diceva che un bravo direttore di orchestra deve avere dei bravi musicisti per suonare bene. Si raggiunge solamente con le regole. Con la coesione di tutto il gruppo. Solo così si raggiungono i risultati, altrimenti ognuno fa come gli pare". E parla di un concetto di calcio che è cambiato: "Rispetto a quando giocavo io, ora si pensa più alla tattica e meno alla tecnica. Invece sono dell'idea che un giocatore giovane alla base deve prima di tutto imparare a stoppare la palla, sapere bene giostrare la palla. Lo si deve fare per ore. Mentre oggi un giovane viene allenato in base al modulo. Credo che serva più tecnica e meno tattica: si fa sempre in tempo ad imparare un 4-3-3, un 4-4-2 o un 3-5-2. Credo inoltre che un bravo allenatore innanzitutto deve essere un grande educatore". Peruzzi è stato un portiere a grandi livelli e lo spiega come è possibile diventarlo: "Non bisogna spettacolizzare gli interventi. Credo che un portiere deve essere essenziale. Così si distingue un grande portiere. Un bravo portiere deve lavorare molto sulla tecnica. Deve essere efficace tra i pali, sapere dove va la palla". Di conseguenza parla dei suoi idoli da bambino: "Lo sono stati Zoff e Schumacher della Germania". E parla dei campioni che ha avuto di fronte da calciatore: "Ho avuto la fortuna di giocare alla Juventus con gente come Zidane, Del Piero e Baggio. Come avversari ho incontrato due calciatori molto forti: Maradona e Van Basten". Però dice che per essere un campione, ogni calciatore deve saper gestire la tensione emotiva: "Bisogna essere bravi a farsi scivolare addosso le critiche. Non bisogna essere condizionati, nel senso che serve una certa concentrazione e tranquillità nell'essere calciatore. Bisogna costruirsi un'armatura per affrontare qualsiasi difficoltà". Ed essere campione del mondo nel 2006? "Penso che in quel mondiale c'erano squadre più forti a livello di singoli: come ad esempio Germania, Francia e Brasile. Però in questa competizione non serve la forma al 95%, ma di più. Bisogna essere al 100% da parte di tutti. Noi ci siamo ritrovati più in forma degli altri e inoltre siamo rimasti coesi. Per questo è stato bravo Lippi a blindare il gruppo e ha saputo isolare con grande efficacia lo scandalo calciopoli". Notiziaro dal Gubbio dopo la rifinitura. Torna a disposizione Dierna, out ancora Lo Porto e Cazzola, oltre allo squalificato Ciccone e Libertazzi (scelta tecnica). Il tecnico rossoblù Dino Pagliari ha detto: "Affrontiamo una squadra forte come del resto è l'Albinoleffe, ma noi abbiamo i mezzi per potergli fare gol. Bazzoffia? Un buon calciatore, con tanta energia e sono contento che sia arrivato. E ringrazio i tifosi perchè ci sostengono sempre". Sono stati convocati in venti, compreso il baby Andrea Conti, classe 2000, playmaker dalla Berretti. Portieri: Volpe e Battaiola. Difensori: Burzigotti, Piccinni, Dierna, Pedrelli, Paolelli, Kalombo. Centrocampisti: Bergamini, Ricci, Sampietro, Valagussa, Manari, Casiraghi, Giacomarro, Malaccari, Conti. Attaccanti: Marchi, Jallow, Bazzoffia. Probabile undici con il 4-4-1-1. Volpe in porta. Difesa a quattro con Kalombo, Burzigotti, Piccinni e Paolelli. Centrocampo sull'asse Valagussa, Giacomarro, Sampietro e Malaccari. Casiraghi tra le linee a supporto di Marchi.

01 FEBBRAIO 2018
Chiuso il mercato, ora c'è l'Albinoleffe. All'andata l'esonero di Cornacchini. Out è Ciccone

Chiuso il mercato invernale, si fa il primo bilancio. Alla fine ha preso piede la via dei pochi innesti, a poche spese, con l'intento di sfoltire un po' la rosa. Sfoltire nel senso che sono partiti Fumanti e Conti (quasi mai utilizzati) verso il Fabriano Cerreto in serie D per farsi le ossa. Oltre al difensore Paramatti (in prestito gratuito) al Pro Piacenza. Poi altri due tasselli se ne sono andati via per essere rimpiazzati. Ci riferiamo al portiere Costa che è andato al Bassano e al suo posto è arrivato l'estremo difensore Battaiola dalla Cremonese in prestito. E per ultimo è arrivato in rossoblù l'esterno d'attacco Bazzoffia a titolo definitivo (fino a giugno) dal Pro Piacenza per sostituire il partente De Silvestro che si è trasferito al Siracusa (in prestito gratuito). Questo è il resoconto del mercato di gennaio. Pertanto non ci sono stati stravolgimenti. L'input principale è stato quello di rispettare il budget, cioè senza strafare. Inoltre è altrettanto vero che non ci sono state cessioni importanti. Marchi è restato al Gubbio nonostante le lusinghe di diversi clubs tra cui la Sambenedettese che lo ha cercato in maniera diretta. Tuttavia ci sarà da tenere conto che ci saranno diversi calciatori che andranno in scadenza di contratto a giugno. C'è una bella lista: Volpe, Kalombo, Burzigotti, Giacomarro, Malaccari, Valagussa, oltre a Cazzola. Per quello che sarà la loro sorte per adesso è tutto un mistero. Probabilmente conterà anche quello che può succedere in campo da questo momento in poi fino alla fine del torneo. Potrebbe essere l'ago della bilancia. E adesso si torna a parlare di calcio giocato. Sabato il Gubbio affronterà l'Albinoleffe in casa. All'andata i rossoblù vennero sconfitti per 2-1 dai bergamaschi con le reti segnate da Agnello e Sbaffo in rimonta, che hanno fatto seguito al gol del momentaneo vantaggio umbro segnato da parte di Paramatti. E quella sconfitta fu letale per Cornacchini che venne esonerato e la settimana seguente fu chiamato Pagliari, attualmente in panchina. Per questa partita il trainer rossoblù dovrà fare a meno di Ciccone, che deve scontare un turno di squalifica. Probabile quindi la conferma del 4-4-1-1. Il possibile undici. Volpe in porta. Quartetto in difesa con Kalombo, Burzigotti, Piccinni e Paolelli. Poi un quartetto di centrocampo basato su Valagussa, Giacomarro, Sampietro e Malaccari. Ma in panchina scalpitano il nuovo arrivato Bazzoffia e il baby Ricci. In avanti il consueto duo con Casiraghi tra le linee a supporto del centravanti Marchi. L'Albinoleffe invece si presenta a Gubbio con gli ultimi due acquisti: il primo è Badan, esterno difensivo, classe '98, prelevato dal Prato; il secondo è Bonfiglio, attaccante, classe '97, proveniente dal Palermo. La squadra lombarda proviene dalla sconfitta di Santarcangelo (per 1-0) e il trainer Alvini dovrebbe schierare il 3-5-2. Perciò Coser in porta. Difesa a tre con Zaffagnini, Gavazzi e Mondonico. Centrocampo a cinque sull'asse Gelli, Agnello, Sbaffo, Di Ceglie e Gusu. Davanti il duo Montella e Colombi. Breve news. Appuntamento a Gubbio nella mattinata di venerdì 2 febbraio presso il Polo Liceale Mazzatinti in via Arboreto. Sarà ospite Angelo Peruzzi, club manager della Lazio.

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Ultimo aggiornamento - Last update
data 21.07.2019 ora 22:00

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Gubbio-Torino 1-0
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6 gennaio 2012:
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