SERIE C - GIRONE B
QUINTA GIORNATA
DOM. 22 SETTEMBRE 2019
STADIO "PIETRO BARBETTI"
ORE15

GUBBIO

0

VICENZA

3

SESTA GIORNATA
MERC. 25 SETTEMBRE 2019
STADIO "ROMEO NERI"
ORE18:30

RIMINI-GUBBIO

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Piacenza
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Cesena
Fermana
Sudtirol
Ravenna
Vis Pesaro
Modena
Rimini
Triestina
Virtus Verona
Arzignano Valc.
Gubbio
Fano

Imolese

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QUINTA GIORNATA
DOM. 22 SETTEMBRE 2019

Arzignano Val.
Sudtirol

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Virtus Verona
Triestina

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Vis Pesaro
Padova

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-

Marcatori 2019-2020
Serie C - Girone B

Vano Carpi
Giovinco Ravenna
Cernigoi Sambenedet.
Granoche Triestina
Odogwu Virtus Verona

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4

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Marcatori Gubbio
2019-2020

Sbaffo
Cesaretti
Munoz

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2
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SESTA GIORNATA
MERC. 25 SETTEMBRE 2019

Rimini-Gubbio

Feralpisalo-Fano

Imolese-Virtus Verona

Padova-Cesena

Piacenza-Ravenna

Reggiana-Carpi

Sambened.-Modena

Sudtirol-Fermana

Triestina-Arzignano V.

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28 febbraio 2014
Per la gara di Pisa è probabile una difesa a quattro. Arbitra il signor Formato di Benevento

Sembra ormai quasi scontato che il tecnico Giorgio Roselli nella trasferta di Pisa torni alla difesa a quattro. Con alcuni dubbi da sciogliere soprattutto a centrocampo e in attacco. Quindi Pisseri in porta. In difesa il quartetto Bartolucci, Ferrari, Radi e Giallombardo. Ferrari si è allenato con il contagocce in questa settimana, ma nell'allenamento del venerdì è tornato ad allenarsi con il gruppo: se non dovesse farcela è pronto Tartaglia. A centrocampo sembra assai probabile l'impiego dal primo minuto di Boisfer sulla mediana al fianco di Addae. Ai lati si profila l'impiego di Caccavallo a destra e Malaccari sul lato opposto, però non è escluso che Malaccari sarà posizionato a destra per far posto sulla sinistra a Belfasti. In attacco due posti per tre: Falzerano, Schetter e Luparini, con quest'ultimi due in vantaggio per partire titolari. Out Moroni e Falconieri per la trasferta di Pisa mentre il mediano Baccolo è tornato ad allenarsi. In casa Pisa invece il tecnico Francesco Cozza sembra orientato a confermare il 4-3-3. Perciò in porta Provedel. Un quartetto difensivo basato su Pellegrini, Goldaniga, Kosnic (o Crescenzi) e Sabato. A centrocampo il trio Parfait, Mingazzini e Cia. In attacco c'è il tridente Mannini, Arma e Napoli. Arbitra l'incontro il signor Paolo Formato di Benevento: sarà coadiuvato dai guardalinee Orlando Pagnotta di Nocera Inferiore e Pierluigi Della Vecchia di Avellino. A Pisa allo stadio "Arena Garibaldi" ci sono solo due precedenti e sono venute fuori altrettante sconfitte: il 18 gennaio 1848 i nerazzurri si imposero per 2-1 con reti di Lerici e Filippelli, e gol del Gubbio di Bertuzzi nel campionato di serie B; l'anno scorso i toscani vinsero per 1-0 con una rete di Barberis il 3 febbraio 2013. All'andata di questa stagione invece il Gubbio di Cristian Bucchi ha vinto per 1-0 con rete decisiva di Caccavallo.

28 febbraio 2014
Briganti: "Non sarà facile ma il Gubbio ha qualità per centrare i playoff. E a Monza tutto ok..."

Il Monza è approdato in finale di Coppa Italia di Lega Pro dove incontrerà la Salernitana. Nella squadra brianzola gioca Marco Briganti, ex capitano del Gubbio, e in semifinale è stata battuta la Cremonese guidata da un altro ex rossoblù, l'allenatore Vincenzo Torrente. Allora Briganti, che sensazione ha provato? "La soddisfazione è stata tanta, ma è un traguardo che soprattutto ha raggiunto la squadra perchè erano già arrivati in semifinale ed erano state eliminate squadre del calibro di Pro Vercelli, Virtus Entella e Vicenza. Ho trovato un gruppo molto compatto a Monza. E poi è chiaro che ho avuto grande soddisfazione rivedere Torrente perchè evoca dei ricordi indelebili con i colori rossoblù. Ma è stato un piacere rivedere pure Simoni, e i preparatori Mengoni e Pascolini. Tutti quanti mi ricordano momenti belli, bellissimi". Sarà un caso o forse non è un caso, ma da quando Briganti gioca tra le fila del Monza, la squadra lombarda ha sempre vinto e Briganti ha sempre preso un voto molto positivo a leggere i giornali. Ma cosa ne pensa il diretto interessato? "Diciamo che in sette partite, tra cui due di Coppa e cinque di campionato, sono arrivate sette vittorie. Sono arrivato che la squadra era vicino ai playout ed ora siamo nei playoff. Ma come ripeto ho trovato un gruppo con dei grandi valori e con una mentalità giusta per raggiungere l'obiettivo. Adesso il nostro compito è arrivare tra le prime otto in classifica. Da parte mia mi sono integrato subito perchè il gruppo mi ha fatto sentire subito partecipe ed importante: questo mi ha caricato a dare quel qualcosa in più". A gennaio quella sua partenza da Gubbio ha un po' spiazzato tutti o no? "Ma è stata una cosa molto improvvisa. Il mio desiderio era quello di finire la mia carriera in rossoblù, ma purtroppo non c'erano più i presupposti per proseguire. Forse se ci avrei pensato un po' di più, non so come sarebbe andata a finire. Sono legato e rimarrò sempre legato a questa città e a questa squadra. Sono legato ancora a dei compagni che mi hanno accompagnato in questi sei anni. Diciamo che è stata una sorpresa pure per me. Tuttavia ho capito che era giunto il momento di cambiare aria perchè dal punto di vista mentale non ero più io: alcune cose non mi andavano più bene e quindi sarebbe stato controproducente sia per me e sia per la squadra. É stata una scelta difficile, ma alla fine credo che sia stata giusta". Il momento più bello e il momento più brutto in rossoblù? "I più belli la promozione in serie B ma anche il passaggio dalla C2 alla C1: due cavalcate straordinarie con un legame che si è venuto a creare con il pubblico e con una città intera. Invece la serie B è stata un'annata travagliata: ho avuto molti problemi fisici che non mi hanno permesso di godermi questa avventura". Questo Gubbio può andare ai playoff? "La situazione non è facile, ci sono avversarie davanti al Gubbio che hanno un certo ritmo e domenica c'è subito da affrontare una gara difficile a Pisa. Però se guardiamo il valore dei calciatori, dico che ci sono tutti i presupposti per raggiungere i playoff. Se si riescono a sistemare alcune cose, le qualità ci sono tutte sia a livello tecnico che tattico". Notiziario. Prove di 4-4-2 del tecnico Roselli nel test in famiglia del giovedì. Possibile l'inserimento di Boisfer a centrocampo dal primo minuto al fianco di Addae. Baccolo e Ferrari si sono allenati ancora a parte. Out sicuri per domenica Moroni e Falconieri. Intanto nel muro di Gubbiofans.it (La Voce dei Tifosi), l'ex portiere rossoblù Fabio Fabbri ha mandato i saluti alla città di Gubbio scrivendo così: «Ogni tanto faccio un giro sul sito (Gubbiofans.it ndr) per informarmi sulle sorti del Gubbio. Colgo l'occasione per salutare a tutti gli sportivi. Ciao a tutti. Fabio Fabbri».

27 febbraio 2014
Boisfer: "Possiamo (ancora) competere per i playoff. La squadra c'è e noi non molliamo..."

Dopo due mesi di stop, si è rivisto in campo Rodrigue Boisfer a partita in corso contro il Lecce. Quindi bentornato Rodrigue: "Grazie. Sono contento di essere tornato nel gruppo. Ci tenevo di giocare dopo questo lungo stop. Per me è stata una bella soddisfazione. Ovviamente non sono felice per il risultato che è stato conseguito dalla squadra. Però speriamo di riprenderci già dalla gara prossima contro il Pisa". Il trainer Roselli nella conferenza stampa del martedì ha affermato che Boisfer è un calciatore importante perchè sa dettare i tempi a centrocampo e per questo motivo potrebbe tornare alla difesa a quattro. Ma cosa ne pensa il diretto interessato? "Mi fa piacere quello che dice il mister. Ovviamente deciderà lui e se mi vede bene cercherò di dare il mio contributo come sempre. Qualsiasi scelta farà l'accetterò con la massima tranquillità". Ma Boisfer sta bene fisicamente per giocare dal primo minuto? "Certo che sì. Un po' di paura e un po' di insicurezza all'inizio c'è stata quando sono entrato in campo: credo che sia normale perchè c'è sempre la paura di una ricaduta soprattutto sul polpaccio perchè poi è complicato. Ma mi sono allenato al 100% e quindi mi ritengo più che tranquillo". E sembra ormai lontano gennaio quando si vociferava in maniera insistita di un possibile addio di Boisfer dal Gubbio nel mercato di riparazione. A riguardo il mediano francese afferma: "Ormai sono abituato, da due anni a questa parte in ogni fase di mercato sembra che devo andare via da Gubbio. Ma sono cose dette da altre persone. Non è avvenuto da parte della società ma soprattutto da parte mia: la mia intenzione è sempre stata quella di rimanere e adesso penso solo di fare bene perchè ho attraversaro una stagione complicata. Quindi la mia priorità è di finire l'annata a Gubbio nel migliore dei modi a livello personale e a livello di squadra". Rodrigue Boisfer ha fatto parte del gruppo della granda cavalcata dalla serie C2 alla serie B con l'allenatore Torrente. Perciò chiediamo a Boisfer una precisa domanda: questo Gubbio può ancora lottare per i playoff oppure l'impresa è piuttosto ardua? "Per me la squadrà c'è, perciò sono dell'avviso che possiamo competere per centrare i playoff. Mancano nove partite, sappiamo bene qual è il nostro obiettivo e quindi sappiamo quanti punti dovremo fare. Dobbiamo lavorare intensamente ogni giorno della settimana per trovarci pronti la domenica e dobbiamo racimolare più punti possibili. Ora abbiamo trovato di fronte due squadre costruite per vincere il campionato come Benevento e Lecce, però certe sconfitte non ci hanno tolto assolutamente la voglia di centrare i playoff. Ci stava perdere con Lecce e Benevento. Adesso dobbiamo essere bravi a reagire e rialzarsi subito perchè non va perso mai di vista il nostro obiettivo: ripeto, dobbiamo centrare più vittorie possibili da qui alla fine del campionato". Notiziario. L'allenatore Giorgio Roselli sta pensando davvero di tornare alla difesa a quattro contro il Pisa: potrebbe optare per il 4-4-2. Hanno lavorato a parte gli infortunati Baccolo, Moroni e Falconieri (quest'ultimo sarà pronto non prima della trasferta di Barletta). Da vedere anche le condizioni di Ferrari che sta lavorando a parte. Boisfer è tornato in pista a pieni giri. Intanto i biglietti per Pisa sono in vendita presso la Tabaccheria 2000 fino a sabato (vicino Bar della Stazione).

26 febbraio 2014
Roselli: "Dobbiamo crescere in intensità. Ma che rigori pazzeschi...". Una multa di 2500 euro

Torna a parlare il trainer rossoblù Giorgio Roselli dopo la sconfitta contro il Lecce e fa da subito una premessa: "Mi dispiace dirlo ma vedo troppo disfattismo. Invece ci deve essere più fiducia da parte di tutti". L'allenatore rossoblù aggiunge dicendo: "Domenica abbiamo preso due gol casuali, ma è stata colpa nostra perchè abbiamo concesso venti metri di campo all'avversaria. Le nostre mezzali non hanno funzionato a dovere. Poi abbiamo fatto il pressing più alto e le cose sono andate meglio nella ripresa. Senza dimenticare che c'erano due rigori pazzeschi a nostro favore. Quello su Falzerano era netto perchè è stato letteralmente falciato da Amodio e quindi andava espulso perchè ammonito. Poi c'era un fallo di mani di Lopez in area su cross di Bartolucci. Ho rivisto le immagini, questi due rigori erano davvero eclatanti". E allora Roselli ci tiene a puntualizzare ancora: "Perciò ci vuole più fiducia. Vedo troppa sfiducia, invece vi posso dire che comincio a vedere un po' di luce dopo la partita di domenica. Un esempio? Con il 5-3-2 ho visto un miglioramento nel comportamento in campo durante la ripresa contro il Lecce: ho visto le mezzali più veloci, che facevano raccordo con il centrocampo e non facevano alzare troppo i terzini: così si guadagna campo e si può avanzare di venti metri. In altre partite questo miglioramento non si era visto. É chiaro che d'ora in poi non possiamo permetterci di sbagliare l'approccio alla partita come è successo nel primo tempo contro il Lecce e non possiamo sbagliare partita come è successo a Benevento". Quindi che Gubbio vuol vedere? "Mi sembra chiaro che dobbiamo crescere nell'intensità nel gioco, non si può giocare a ritmi bassi. Solo così possiamo essere competitivi con certi squadroni del girone. Mentre non ho niente da dire ai ragazzi a livello di impegno perchè danno il 100%". Quando si parla dei singoli, Roselli dice: "Ma diciamolo chiaramente: noi un bomber o una vera punta alla Cesca per intenderci, non ce l'abbiamo. Abbiamo dei calciatori rapidi, veloci, ma non un vero boa. Luparini può diventarlo, Falzerano domenica scorsa non è andato bene come altre volte e sto aspettando Caccavallo perchè a mio avviso è un calciatore importante ma deve rendere al meglio". E quando si parla di playoff, Roselli è chiaro: "Sappiamo che c'è da fare una cosa straordinaria. Ma noi non ci abbattiamo. Ce la giochiamo fino alla fine e credo che sia importante restare attaccati ai playoff fino a tre giornate dalla fine". E quali sono le favorite nei playoff? "Pisa e Benevento ormai sono dentro. Poi è grande lotta per tutti. Per il resto la Salernitana è avvantaggiata, ma io ci credo e quindi ci metto anche il Gubbio". Invece chi vincerà il campionato? "Il Benevento è la squadra più forte del girone, però ormai è fuori dai giochi per il primato. Il Lecce ha la rosa più forte rispetto alle altre (Frosinone e Perugia ndr), ma mi lascia dei dubbi. E mi lascia ancora più dubbi il Frosinone perchè una squadra del genere non può perdere dei punti con Barletta e Pontedera. Perciò dico che il Perugia sulla carta è avvantaggiato e si può incartare solo da solo, anche se ultimamente è in calo e ci può stare in un campionato del genere". Domenica a Pisa: "Troveremo una squadra con calciatori veloci e importanti. E non escludo che potrei tornare alla difesa a quattro, visto il recupero anche di Boisfer". Una multa piuttosto curiosa è pervenuta all'A.S. Gubbio 1910 dopo il match con il Lecce: sanzione di 2500 euro perchè «propri sostenitori durante la gara lanciavano verso un assistente arbitrale una moneta che lo colpiva al gomito sinistro provocandogli lieve e momentaneo dolore».

25 febbraio 2014
L'editoriale. Nessun Gubbio: la metafora leccese. E non si può pretendere mica la luna...

Partiamo dal titolo di un sito web salentino (Pianetalecce.it) che scrive: «Nessun Gubbio! Prosegue la rincorsa del Lecce». Un titolo - tra le righe - piuttosto significativo. Con un gioco di parole si è voluto intendere che non c'era "nessun dubbio" (si è cambiata la lettera "d" con la "g") che il Lecce vincesse a Gubbio, senza troppi affanni. Ma si è voluto anche intendere che il Gubbio non è neppure esistito (con la frase "nessun Gubbio"), come dire che il Gubbio non si è nemmeno visto in campo. Diciamo che si è voluto usare un linguaggio metaforico, però la sostanza non cambia: il messaggio che vuole mandare il portale informativo leccese è piuttosto duro ma trasparente. Forse non ci siamo sbagliati nell'editoriale di una settimana fa quando scrivevamo quanto segue: «La classifica è divisa in due tronconi e rispecchia i reali valori del girone». Ci sono squadre con società dietro che spendono tanti soldi e altre che spendono molto di meno: ma poi in campo si vede tutta la differenza e talvolta c'è proprio un abisso. Per questo preciso motivo bisogna essere realisti, bisogna guardare in faccia la realtà senza tanti fronzoli e bisogna dire a chiare lettere: non si può mica pretendere la luna da una squadra così. Non si può pretendere la luna cambiando allenatore quando si trova di fronte alle prime difficoltà serie (è chiaro che è stato pagato a caro prezzo il 5-0 interno con il Perugia) e non si può pretendere la luna all'allenatore appena arrivato (le tre vittorie consecutive con Prato, Grosseto e con il Viareggio hanno forse annebbiato la vista o illuso). Quei limiti, quelle carenze, quei difetti c'erano prima (con Bucchi) ed ora (con Roselli). A meno che qualcuno pensi che un allenatore ben definito ha la bacchetta magica. Il calcio è un'altra cosa. Il calcio può regalare sorprese, ma non si possono fare i miracoli. Chi sulla carta ha costruito una squadra (per meglio dire un organico) per vincere il torneo, guarda caso si trova sulla parte sinistra della classifica: se vogliamo essere pignoli l'unica sorpresa è il Pontedera e subito dietro c'è L'Aquila. Ma per il resto fioccano dei squadroni: Frosinone, Perugia, il Lecce, Pisa, Benevento, Catanzaro e Salernitana (e non a caso sono tutti capoluoghi di provincia). Il Gubbio poteva rappresentare la sorpresa di questo campionato, ma non si può pretendere che ogni anno venga fuori una stagione anomala e il Gubbio diventi sempre una rivelazione. Gli anni di Torrente vanno dimenticati e in fretta: quelli sono stati un caso. In quegli anni funzionava tutto alla perfezione e ognuno stava al proprio posto nel rispetto reciproco dei ruoli. A partire dalla triade che era composta da Simoni, Giammarioli e dal grande lavoro dentro (e fuori) dal campo di Torrente. E si era formato un gruppo in squadra che era come una famiglia. Per questo motivo il Gubbio vinceva in casa e fuori casa come niente fosse (anche contro delle corazzate), perchè c'era un gruppo solido e organizzato, sotto ogni punto di vista. Diciamo che si trattava di una vera "favola Gubbio". Scrivevano così tutti i quotidiani nazionali a quell'epoca. Queste cose non vanno assolutamente dimenticate. Ma le favole hanno breve durata (sono brevi e essenziali). Nel calcio ci vuole umiltà e bisogna capire in che dimensione si trova il Gubbio. Altrimenti si perde la cognizione della realtà... (Editoriale Direttore Gubbiofans.it)

23 febbraio 2014
Schetter: "Lecce forte". Bartolucci: "Risultato giusto". E la polemica tra Lerda e Roselli...

Gubbio, seconda sconfitta consecutiva. All'ora di pranzo vince il Lecce. E il tecnico dei pugliesi gioisce per questa vittoria ottenuta in terra umbra. Dice: "C'è stato un predominio totale nel primo tempo dove abbiamo avuto l'80% del possesso palla. Senza dimenticare che abbiamo segnato due gol, colpito un palo e abbiamo sprecato altre occasioni. Il gol rocambolesco del Gubbio ha rimesso in discussione la gara, ma alla fine dei conti abbiamo offerto una buona prestazione. Dovevamo chiuderla prima perchè abbiamo offerto un ottimo calcio. Non era facile perchè il Gubbio era chiuso tutto dietro, giocavano solamente dietro alla linea della palla, quindi per arginarlo abbiamo dovuto giocare ai lati e far girare la palla. Quindi non è vero che abbiamo vinto con il minimo sforzo. Anzi, io direi proprio che abbiamo stradominato". Parole che non piacciono all'allenatore Giorgio Roselli che risponde a tono al tecnico leccese: "Di Lerda non parlo perchè non lo stimo come uomo. Ho avuto modo di giocarci insieme e quindi conosco l'uomo Lerda, perciò quello che dice lui a me non importa nulla. Prima di parlare degli altri, ognuno deve guardare nel suo orticello e ognuno deve guardare pure il curriculum di allenatore". Chiusa la polemica a distanza con il tecnico giallorosso, Roselli parla del match: "Di sicuro si poteva meritare il 2-2. Purtroppo abbiamo pagato i primi 25 minuti dove abbiamo concesso campo al Lecce. Eravamo troppo timorosi, forse impauriti, poi nella ripresa siamo tornati aggressivi e si poteva finire in parità. Ci è mancato il coraggio: il coraggio paga sempre e non l'autodifesa. E credo che c'era pure un rigore su Falzerano". Tocca all'attaccante giallorosso Giacomo Beretta: "Vittoria importante per noi. C'era voglia di vincere e nella ripresa abbiamo amministrato la partita". Mentre il difensore Giuseppe Abruzzese dei salentini dice: "Buon primo tempo e buon possesso palla. Abbiamo creato tanto, ma l'importante era fare risultato. Un'unica disattenzione sul gol del Gubbio". Invece l'attaccante Antonio Schetter dei rossoblù afferma: "Il Lecce ha dimostrato di avere qualità. Noi abbiamo cercato di giocare con grinta e determinazione. Ero troppo solo in avanti? Beh, credo proprio di si: preferisco giocare con la palla a terra e non con i lanci lunghi perchè poi diventa tutto più difficile. Ora guardiamo avanti, non molliamo: i conti si fanno alla fine". Si chiude con il capitano Giovanni Bartolucci: "Lecce forte e un risultato giusto. Anche se alla fine potevamo pareggiare con Luparini. Nell'approccio di gara eravamo un po' contratti, forse abbiamo atteso troppo. Però è anche vero che il Lecce ha meritato". Ma intanto abbiamo inserito le foto di Gubbio-Lecce (18 immagini). Sono nella nostra sezione "fotogallery" e nel link sotto la foto in homepage. Le foto sono di Simone Grilli per studio fotografico Gavirati.

23 febbraio 2014
Il Lecce si aggiudica il lunch match (finisce 1-2). In rete Abruzzese, Beretta e poi Malaccari

Gubbio contro Lecce all'ora di pranzo. Il trainer Roselli schiera il 5-3-2. L'allenatore dei pugliesi Lerda opta per il 4-2-3-1, ma Miccoli va in panchina. Prima azione degna di nota subito al 2': corner di Radi in area, Schetter si gira e calcia al volo di sinistro: la palla sorvola di poco sopra la traversa. All' 11' ci prova Beretta dal limite con un tiro a girare di destro: la palla esce di poco fuori dal sette. Al 14' da destra Ferreira Pinto pennella in area una palla, Zigoni calcia al volo di destro, Pisseri vola e devia la sfera sopra la traversa. Al 22' cross da sinistra di Lopez, all'altezza del dischetto Beretta incorna a rete di testa e la palla si stampa sulla traversa; e poi respinge come può Pisseri. Ma al 23' il Lecce passa in vantaggio: punizione calciata in area da sinistra da Lopez, palla che finisce nel mucchio e risolve di testa Abruzzese che insacca la sfera a fil di palo. Al 30' cross in area di Schetter, Addae ci prova di testa ma la palla va a lato. Al 34' Falzerano cade a terra in area dopo un contatto con Amodio, ma l'arbitro fa proseguire: l'attaccante rossoblù protesta invano. Al 42' il Lecce però raddoppia: parte tutto da un disimpegno errato di Ferrari, Zigoni si invola verso la porta, scambio veloce con Ferreira Pinto, palla a destra per Beretta che calcia in porta ma in uscita respinge Pisseri; sulla ribattuta Beretta calibra il piatto destro e deposita la sfera nell'angolino. Al 43' però il Gubbio trova il gol: Malaccari in dribbling entra in area, si porta la palla sul sinistro e calcia in diagonale sul secondo palo: la sfera si insacca radente a fil di palo. Ripresa. Al 54' Radi pennella in area una punizione, la palla arriva dalle parti di Falzerano che calcia al volo di destro: sfera che sibila sopra il montante. Al 61' un cross di Lopez radente in area crea dei brividi perchè Zigoni gira a rete, ma il tiro è telefonato, para Pisseri. All' 83' ci prova il neo entrato Miccoli su punizione dal limite, ma Pisseri para a terra. All' 89' Caccavallo serve in area Luparini che calcia al volo di sinistro, salva in tuffo Caglioni in angolo. Subito dopo Giallombardo impegna a terra lo stesso Caglioni. La gara finisce 2-1 per il Lecce. Ora trasferta insidiosa a Pisa.
Tabellino: Gubbio - Lecce (1-2):
Gubbio (5-3-2): Pisseri; Bartolucci, Tartaglia (78' Boisfer), Radi, Ferrari, Giallombardo; Malaccari, Addae, Belfasti (64' Caccavallo); Schetter, Falzerano (71' Luparini). (A disp.: Gozzi, Laezza, Sarr, Damiano). All. Roselli.
Lecce (4-2-3-1): Caglioni; D'Ambrosio, Martinez, Abruzzese, Lopez; Amodio, Papini; Ferreira Pinto, Bogliacino (85' Salvi), Beretta (81' Miccoli); Zigoni (63' Barraco). (A disp.: Petrachi, Sales, De Rose, Versienti). All. Lerda.
Reti: 23' Abruzzese (L), 42' Beretta (L), 43' Malaccari (G).
Arbitro: Marini di Roma 1 (Pollaci di Palermo e Rugini di Siena). Ammoniti: Addae (G); Amodio e Martinez (L). Spettatori: 1669 (di cui 1104 abbonati; 37 provenienti da Lecce).
Risultati: Venticinquesima Giornata - Prima Divisione - Girone B - Lega Pro:
Ascoli - Catanzaro
0-1
37' Madonia (C)
Gubbio - Lecce
1-2
23' Abruzzese (L), 42' Beretta (L), 43' Malaccari (G)
L'Aquila - Barletta
2-0
5' De Sousa (A), 29' Maltese (A)
Nocerina - Prato
n.d. (3-0 a tavolino per il Prato)
Paganese - Pisa
0-1
69' Arma (Pi) rig.
Perugia - Benevento
0-0
Pontedera - Frosinone
2-1
57' Ciofani (F) rig., 71' Arrighini (P) rig., 82' Arrighini (P)
Viareggio - Salernitana
0-5
2' Mounard (S), 38' Mendicino (S), 45' Foggia (S) rig., 70' Gustavo (S), 81' Mendicino (S)
Riposa: Grosseto

22 febbraio 2014
Ecco il lunch match: si gioca alle ore 12:30 contro il Lecce. Per il Gubbio si ferma Baccolo

Si ferma Baccolo e si aggiunge alla lista degli infortunati che sono Falconieri, Moroni e Procacci. Il tecnico Roselli invece avrà a disposizione Boisfer, ma se tutto va bene andrà in panchina. Si gioca all'ora di pranzo contro il Lecce e il trainer rossoblù dice: "É un orario inconsueto per tutti. Almeno da questo punto di vista partiamo alla pari. Certamente affrontiamo un Lecce che non ha bisogno di presentazioni, con calciatori che fanno la differenza e non ti perdonano. Pertanto dobbiamo essere bravi a limitare al massimo l'avversaria e bisogna commettere meno errori possibili. Mi auguro solo che la brutta prestazione di Benevento sia dimenticata: la squadra è consapevole che deve dare il 120% per uscire indenne da questo incontro". L'allenatore Roselli pare orientato a confermare la difesa a cinque con l'inserimento di Radi al centro al fianco di Tartaglia e Ferrari, e sulle fasce Bartolucci e Giallombardo. A centrocampo il trio Malaccari, Addae e Caccavallo (è in ballottaggio in questo ruolo con Belfasti e Sarr). In attacco il duo Falzerano e Schetter (oppure Luparini). Questa è la lista dei convocati: Pisseri, Gozzi, Boisfer, Bartolucci, Belfasti, Ferrari, Giallombardo, Laezza, Radi, Tartaglia, Addae, Giuliacci, Malaccari, Sarr, Molinelli, Caccavallo, Schetter, Damiano, Falzerano e Luparini. Un risultato roboante nell'anticipo del sabato: la Salernitana vince a Viareggio per 5-0: a segno Mounard in avvio (2'), l'ex rossoblù Mendicino con una doppietta (38' e 81'), Foggia (45') su rigore e Gustavo (70').

21 febbraio 2014
Tanti nodi da sciogliere per il trainer Roselli. Da decidere tra la difesa a quattro o a cinque

Ancora tanti nodi da sciogliere per il tecnico Giorgio Roselli. Nel ritiro di Roccaporena infatti ha provato diversi moduli a partire dal 4-4-2, fino ad arrivare al 4-4-1-1 e al 5-4-1. Anche se pare più probabile che la formazione anti Lecce potrebbe essere basata su un pragmatico 4-4-2. In tal caso Pisseri va come di consueto in porta. Quartetto difensivo basato sull'asse Bartolucci, Tartaglia, Ferrari e Giallombardo. A centrocampo Addae e Baccolo faranno i mediani, mentre ai lati ci dovrebbe essere la conferma a destra di Caccavallo e a sinistra verrebbe dirottato Malaccari. Di punta il duo Falzerano e Schetter. Ma non è escluso che ci siano delle varianti: ad esempio Falzerano al posto di Malaccari che in questo caso verrebbe riportato sulla mediana. Con questa soluzione sarebbe Luparini la spalla di Schetter in attacco. Meno probabile (ma non è esclusa) una difesa a cinque. E in tal caso il quintetto difensivo sarebbe formato da Bartolucci, Tartaglia, Radi, Ferrari e Giallombardo. In mediana c'è sempre il duo Addae e Baccolo, supportati ai lati da Caccavallo e Malaccari (o Falzerano). Di punta è ballottaggio tra Schetter e Luparini. Assenti sicuri Moroni e Falconieri per infortunio. Boisfer si è allenato con il gruppo, ma bisogna vedere se il trainer rossoblù Roselli lo porterà in panchina. In casa Lecce manca invece lo squalificato Vinetot. In pratica il tecnico dei giallorossi Franco Lerda è orientato a confermare il 4-4-2 adoperato contro la Paganese. Quindi in porta Caglioni, se non dovesse recuperare Perucchini (per influenza). Quartetto difensivo formato sull'asse D'Ambrosio, Diniz (o Martinez), Abruzzese e Lopez. A centrocampo De Rose e Papini al centro, mentre ai lati dovrebbero giostrare Doumbia e Barraco. Di punta il duo Miccoli e Beretta. Arbitra il signor Valerio Marini di Roma 1 che sarà coadiuvato dai due guardalinee Pietro Carlo Pollaci di Palermo e Fausto Rugini di Siena. Si gioca alle ore 12:30. Intanto nell'anticipo del venerdì sera Perugia e Benevento finisce 0-0: annullato un gol a Negro al 92'.

21 febbraio 2014
Toh, chi si rivede: Boisfer nel gruppo dopo due mesi di stop. Pure Moroni torna a Gubbio...

Toh, chi si rivede. Rodrigue Boisfer è ritornato nel gruppo ad allenarsi nel ritiro di Roccaporena, dopo un lungo stop per un infortunio, e si parlava addirittura di una sua possibile partenza nel mercato di gennaio. Il calciatore marsigliese non gioca una partita con il Gubbio dal 22 dicembre 2013 quando fu espulso durante la gara contro il Pontedera. Sono passati esattamente due mesi, adesso il mediano francese sta lavorndo sodo per tornare in forma: Roselli valuterà in questi giorni se potrà essere a disposizione o meno per domenica contro il Lecce. É totalmente recuperato Michele Falzerano (uscito anzitempo nel match contro il Benevento), mentre si sono fermati per via precauzionale per piccoli acciacchi sia Gianmarco Ferrari (autore del gol all'andata a Lecce) che Alessandro Radi: tuttavia per entrambi non ci dovrebbero essere problemi per domenica. Intanto si rivede un altro lungodegente tra gli infortunati: il giovane centrocampista Michele Moroni (scuola Parma), che non è partito per il ritiro di Roccaporena, ma si allena a Gubbio dopo oltre due mesi di stop: l'ultima sua gara risale all'8 dicembre 2013 (vittoria sulla Paganese per 2-0). Perciò al momento sono out solo Michele Moroni e l'attaccante Vito Falconieri. Domenica all'ora di pranzo (con inizio alle ore 12:30) ci sarà l'incontro contro il forte Lecce. Un orario insolito per il Gubbio, non a caso la tifoseria eugubina non ha molto gradito questo spostamento di orario (purtroppo il calcio moderno permette anche questo). Un Gubbio che d'altronde dovrà affrontare un Lecce costruito per vincere il campionato: nel girone di ritorno la formazione che è guidata da Franco Lerda ha ottenuto cinque vittorie, un pareggio (a Catanzaro), una sola sconfitta (con il Perugia) in sette gare. La compagine salentina si trova terza in classifica a cinque lunghezze dal Perugia e a otto punti di distanza dalla capolista Frosinone. E tra le sue fila ci sono calciatori di categoria superiore, tra cui c'è un certo Fabrizio Miccoli (assente all'andata per infortunio), autentico trascinatore dei giallorossi (autore di otto reti). L'arbitro dell'incontro tra Gubbio e Lecce sarà il signor Valerio Marini della sezione di Roma. Con il fischietto romano il Lecce ha sempre vinto: lo scorso 24 novembre i pugliesi hanno battuto a Nocera Inferiore la Nocerina per 3-0; nello scorso campionato i giallorossi si imposero per 3-2 sulla Cremonese. Intanto viene recuperato il difensore Marcus Diniz, mentre non ci sarà Kevin Vinetot che è squalificato. Ma si sfoga il direttore sportivo del Lecce, Antonio Tesoro, e lo fa tramite il sito ufficiale della società salentina (Uslecce.it). Afferma in sintesi: "In questo momento particolare il calcio ha bisogno di credibilità". Il diesse salentino è piuttosto chiaro nelle sue dichiarazioni. Infatti ha aggiunto a chiare lettere: "Visto che mi è stato risposto ufficialmente dalla Lega Pro per delle dichiarazioni che avevo rilasciato, colgo l’occasione per fare chiarezza. Una premessa: le dichiarazioni da me rese erano uno sfogo in quanto nel giro di due settimane aprendo la rassegna stampa avevo letto delle cose strane. Un giorno il diesse del Frosinone parla di segreti oscuri, che a fine stagione potrebbero riservare belle soddisfazioni. In questa circostanza ho notato, con rammarico, che non è stata presa alcuna posizione. La settimana dopo leggo le dichiarazioni di un giocatore della Paganese, che al termine della gara con il Frosinone si lamenta del fatto che «per tutta la gara i calciatori del Frosinone ci hanno ripetuto che loro dovevano vincere il campionato, mentre noi non avevamo nessun obiettivo». Leggendo tutto questo mi sembra normale che ci si possa porre delle domande, ma senza voler puntare il dito verso nessuno. Con altrettanto rammarico non posso evidenziare come dalla Lega Pro non ci sia stato alcun intervento, che invece è giunto solo per le mie dichiarazioni, per di più sostenendo delle inesattezze. A mia memoria non ricordo un torneo senza retrocessioni e per questo lo definisco anomalo, ma tutto questo non significa scorretto o non regolamentare".

20 febbraio 2014
Focus. Gubbio, il futuro e le incognite. Squadra patrimonio della città. Perciò serve unità!

Gubbio e il futuro. Un argomento che sta molto stretto ai tifosi eugubini. É un argomento che può essere scottante, ma deve essere affrontato perchè la Gubbio Calcio è un patrimonio della città che non va trascurato. L'A.S. Gubbio 1910 ha oltre 100 anni di storia, una gloriosa storia: non bisogna mai dimenticarlo. Nell'ultima conferenza stampa di martedì, il diesse ha lanciato una specie di allarme. Ha detto: "Lo dico da eugubino: guardo questo gioiello (lo stadio Pietro Barbetti ndr) e mi dispiacerebbe tornare a giocare a Deruta, con tutto il rispetto per il Deruta. Siamo nei professionisti e sarebbe brutto tornare a giocare nei dilettanti". Frasi che fanno da spola alle dichiarazioni fatte in un'intervista proprio al nostro sito circa un mese fa, quando Giammarioli spiegava: "L'accordo con il Parma ci permette di avere un futuro perchè altrimenti con le nostre forze si poteva fare una serie D a bassi livelli oppure l'Eccellenza". E queste parole sono state ripetute martedì sera in conferenza stampa, ma in un'altra maniera: "Il Parma ci ha dato stabilità a livello tecnico con un aiuto economico considerevole, grazie anche alle già citate valorizzazioni. Ecco perchè abbiamo una rosa ampia: una trentina di calciatori ci permettono di avere tante valorizzazioni". Sono messaggi chiari. E un altro messaggio che manda in maniera esplicita il diesse rossoblù è il seguente: serve unità. Lo fa capire quando dice: "Un peccato che in un anno dove non ci sono retrocessioni sia passato un messaggio sbagliato a tutta la città ed esistono delle critiche che definisco fuori luogo. E non ne capisco i reali motivi: qualcosa mi puzza, ma poi ognuno di noi deve rendere conto alla gente". In pratica si è ben capito che la sinergia con il Parma è fondamentale perchè garantisce liquidità e allo stesso tempo contributi (in soldoni) con le valorizzazioni dei calciatori che provengono dalla società ducale. Come è fondamentale la società stessa che è formata in primis dal patron Marco Fioriti. Poi ci sono i vice presidenti Rodolfo Mencarelli e Sauro Notari che, nonostante per un periodo sia stato assente ai CdA della società (sembrava come si fosse defilato), sembra essere ritornato in sella a pieno regime (infatti era presente nella trasferta di Benevento in compagnia del presidente Fioriti e del Dg Pannacci). Senza dimenticare Filippo Barbetti, un giovane consigliere della Gubbio Calcio. Questo è il cuore pulsante dell'attuale società, poi ci sono tutti i soci che garantiscono delle quote ognuno. Discorso diverso per Giancarlo Brugnoni che, dopo tanti anni di impegno nella società (dal lontano 1988), è in maniera ufficiale un vicepresidente ormai dimissionario: adesso è solo un azionista e non partecipa più ai CdA della società. In pratica abbiamo voluto delineare come è la situazione attuale della Gubbio Calcio con i suoi quadri societari. Ma per fare una Lega Pro ci vogliono soldi e non chiacchiere. Purtroppo è sotto l'occhio di tutti che c'è una crisi economica che investe tutta Italia, e non risparmia nemmeno Gubbio. Lo spiegò a chiare lettere tempo fa il vicepresidente Mencarelli nel nostro portale quando lo scorso 8 novembre disse: "Senza il Parma, era difficile restare in categoria. Con l'entrate che ci sono attualmente a Gubbio, direi che era quasi impossibile. Adesso siamo una città un po' in decadenza. Molta gente è in cassa integrazione, le imprese vanno così così. Ma con questo accordo che abbiamo fatto con il Parma possiamo stare abbastanza tranquilli". É chiaro che se il Gubbio fosse rimasto in serie B, tanti problemi oggi non ci sarebbero stati. Lo disse Mencarelli in quell'intervista: "Dobbiamo ritornare a proporci degli obiettivi che purtroppo ci sono sfuggiti per mancanza di esperienza e fortuna: parlo della serie B che dopo tanti anni eravamo riusciti a riconquistarla e sarebbe stato bello mantenerla". E si poteva vivere di rendita per i contributi che provenivano dalla serie B. Certi errori sono stati pagati a caro prezzo. Ma ormai fa parte del passato e bisogna pensare al presente: serve unità di intenti da parte di tutti, per il bene del Gubbio. Se poi arrivano nuove forze che aiutino questa società, ben vengano, per il nostro Gubbio!

19 febbraio 2014
Giammarioli: "Tutti devono rispettare i propri ruoli. Ci vuole la massima serietà e silenzio..."

Conferenza stampa piena zeppa di quesiti. Un'intervista fiume con il direttore sportivo dei rossoblù Stefano Giammarioli che ha toccato più punti. Ma in primis è logica subito una domanda. Come mai la squadra va di nuovo in ritiro da mercoledì a Roccaporena? "Specifico subito: non è un ritiro punitivo. Non riusciamo più ad allenarci e la squadra lo ha preso bene questo ritiro". E quindi? "Per via del maltempo non ci possiamo allenare sui nostri campi. Durante la scorsa settimana abbiamo dovuto emigrare in cinque posti diversi. Non è più possibile gestire una cosa così. La squadra deve lavorare bene per poter rendere al meglio. E poi adesso stiamo recuperando tutti gli acciaccati: in settimana rientra nel gruppo Boisfer, solo Falconieri e Moroni rimangono ancora fuori. Per il ritiro partirà tutto lo staff tecnico, tranne il preparatore atletico Cibotti che resterà a Gubbio per recuperare al meglio i due infortunati Falconieri e Moroni. Giovedì andranno in ritiro i preparatori atletici Barilari e Palazzari, che abbiamo promosso in prima squadra dal settore giovanile perchè è bravo e competente. Si è deciso di lavorare in maniera diversa dopo un summit tra me, il tecnico Roselli e il Dt Sandreani. La squadra si sta rivelando stanca, effettua una corsa continua in campo e non sa cambiare ritmo durante la partita, perciò si è deciso di cambiare la tabella di marcia pure nel lavoro a livello atletico". Insomma, il lavoro si cambia, ma Giammarioli sottolinea un altro aspetto che lo rende preoccupato e lo dice in maniera chiara: "Gli infortuni sono un problema serio e per noi è stato un problema grosso. Alcuni calciatori sono dovuti stare fuori per mesi: vedi Radi, Boisfer ed ora Falconieri". Quindi, da dove nasce questo problema? "In questi anni abbiamo alternato sempre i campi di allenamento in erba con il sintentico. E probabilmente aveva ragione Torrente che faceva allenare la squadra sempre sull'erba, anche se c'era il fango perchè in effetti all'epoca c'erano meno infortuni. Pertanto chiedo una cosa alla società". E quale sarebbe? "Invece di parlare di cose tecniche, per rendere al meglio nei professionisti e quindi per essere più professionali, occorre un investimento serio sotto l'aspetto medico e pure a livello di campi di allenamento. Per stare nel professionismo occorre avere anche delle strutture più adeguate a livello lavorativo". Non manca un accenno alla partita persa malamente a Benevento. E Giammarioli a riguardo dice: "Abbiamo perso meritatamente: una partita senza storia. Ma quello che mi fa incavolare di più è che in 14 contrasti ne abbiamo persi 13. E questa cosa mi ha fatto imbufalire. Tuttavia il Benevento è una squadra più forte di noi e ha speso sei volte più di noi. Quest'anno dobbiamo dire grazie al Parma che ci ha dato stabilità a livello tecnico con un aiuto economico direi notevole, pure per quanto riguarda le valorizzazioni. Un peccato che in una stagione come questa, in cui non ci sono retrocessioni, sia passato un messaggio sbagliato alla città e ci sono state polemiche fuori luogo. Dispiace perchè bisogna ricordarci che siamo una piccola realtà: facciamo dei miracoli e vi posso garantire che il nostro mercato a livello economico non è andato mai in perdita, nemmeno in serie B". Allora come si spiegano tutte queste pressioni per andare ai playoff? "Non le definisco delle pressioni. Diciamo che sarebbe un motivo di orgoglio per tutti noi arrivarci ai playoff". Ma domenica c'è il Lecce e il Ds Giammarioli dice: "É la squadra più forte del campionato, ma è poco adatta a questo torneo. Il Frosinone è la squadra più adatta anche se offre un gioco non bellissimo". Ma allora qual è la ricetta per Giammarioli per competere con le corazzate? "Correre, restare umili, ma soprattutto si deve poter lavorare in un ambiente sereno. Tutti devono rispettare i propri ruoli di competenza con serietà e il silenzio". Sui tanti infortuni fa una precisazione il Dottor Giangiacomo Corbucci, della Gubbio Calcio: "Gli unici infortuni reali della stagione sono stati quelli di Radi e di Falconieri. Il resto sono infortuni normali. Senza dimenticare che ci sono state sette fratture in altrettanti calciatori, ditemi voi...".

18 febbraio 2014
L'editoriale. All'estrazione del lotto esce il numero 3. Classifica che rispecchia i reali valori

Sulla ruota di Gubbio è uscito spesso il numero tre nel mese di febbraio. Prima della partita contro il Viareggio scrivevamo un antico proverbio: «non c'è il due, senza il tre». E così fortunatamente è stato: contro il Viareggio il 6 febbraio scorso è arrivata la terza vittoria consecutiva dell'era Roselli. La scorsa settimana invece avvertivamo la squadra di Roselli con queste parole: a Benevento si è sempre perso negli ultimi due precedenti, sia nel 2013 (per 2-1), sia nel 2005 (per 4-1). Purtroppo è arrivata la terza sconfitta di seguito sul campo del "Ciro Vigorito" e il proverbio pure stavolta si è rivelato calzante. Ma il numero tre evidentemente deve perseguitare la formazione rossoblù, perchè a Benevento il Gubbio ha beccato tre gol a zero. Un risultato tondo, tondo, che non ammette repliche. E in "gergo" nel calcio quando si vince per 1-0 (o con un gol di scarto) si dice: vittoria di misura. Quando si vince per 2-0 invece si dice: vittoria netta. Quando si vince per 3-0 (o con tre gol di scarto) si dice: vittoria roboante. E la sconfitta di Benevento è stata davvero altisonante perchè ha messo in luce la faccia della cruda realtà. Ovvero ha mostrato tutta la differenza che esiste tra la compagine del Gubbio e quella di un Benevento esperto. Qualitativamente non c'è storia e (purtroppo) i nodi vengono sempre al pettine. La classifica d'altronde è ben chiara ed è divisa in due tronconi. Dal primo posto al nono posto (cioè dal Frosinone fino alla Salernitana) ci sono compagini con un organico di assoluto valore e di qualità, e se sono in giornata non ce n'è per nessuno. Dal decimo posto all'ultimo posto (quindi anche il Gubbio), si collocano quelle squadre che hanno un organico zeppo di giovani, con qualche calciatore esperto e vivono alla giornata. A tutti gli effetti il Gubbio vive una stagione di alti e bassi. A tutti gli effetti il Gubbio aveva dei difetti e dei limiti quando c'era Bucchi. A tutti gli effetti il Gubbio ha dei difetti e dei limiti pure adesso, anche se le tre vittorie consecutive con l'avvento di Roselli avevano (forse) illuso qualcuno. La realtà dei fatti è questa. Non c'è bisogno di girarci intorno. Per carità: le tre vittorie di seguito contro il Prato, Grosseto e Viareggio avevano mostrato una squadra più compatta e concentrata, e soprattutto si è vista una squadra che sapeva capitalizzare le occasioni che si sono create. Ma nei giorni passati avevamo scritto in maniera esplicita questa frase: «Ora la prova della verità». Ovvero la prova del nove contro squadre blasonate costruite per vincere il campionato. Ebbene, il responso è arrivato ed è sotto l'occhio di tutti: a Benevento non c'è stata storia, non c'è stata partita, non solo a livello di qualità, ma anche a livello di carattere, grinta e determinazione. Si è vista una squadra fiacca, debole, spenta, che ha pensato solo a prenderle e a subire le folate offensive del Benevento. Se questa squadra vuole (sul serio) raggiungere i playoff ci vuole ben altro. Non tanto a livello tattico (per questo ci sono gli addetti ai lavori e non ci permettiamo di invadere il campo), ma serve una crescita nell'atteggiamento mentale: un calciatore deve avere sempre fame, soprattutto se si è giovani, soprattutto se si vuole fare carriera nel calcio. Ma soprattutto preoccupano anche i tanti infortuni. Ogni domenica il Gubbio non può contare mai sulla formazione base. Questo è un altro dato penalizzante e allarmante, che sicuramente deve essere risolto e in fretta. Mancano dieci giornate alla fine del campionato: ora arriva il Lecce (all'ora di pranzo con inizio alle ore 12:30, un altro regalo del calcio moderno) e poi a Pisa. Il Gubbio in queste due partite dovrà dimostrare se è vivo e vegeto, dovrà dimostrare se contro certe corazzate è in grado di competere, ma soprattutto dovrà dimostrare se è in grado di meritare un eventuale aggancio dei playoff. Tante prove verità, che sapranno dirci la verità... (Editoriale Direttore Gubbiofans.it)

16 febbraio 2014
Roselli: "Squadra in apnea: atteggiamento sbagliato". Malaccari: "Partita decisa in mezz'ora"

Gubbio, brutta sconfitta a Benevento. Una partita senza storia fin dai primi minuti. E i rossoblù tornano sulla terra dopo tre vittorie consecutive. Il tecnico rossoblù Giorgio Roselli non trova scuse dopo una prova senz'altro deludente e dice: "Siamo andati in grande difficoltà. Nella prima mezz'ora di gioco ho visto una squadra in apnea. E il gol iniziale ci ha buttato giù moralmente perchè sapevamo della forza del Benevento. Abbiamo sofferto su più fronti. Non abbiamo affrontato la partita con l'atteggiamento giusto. Sappiamo che questa squadra ha dei problemi e di certo non sono scomparsi con le tre vittorie di seguito, ma in questa partita abbiamo agevolato l'avversaria. Siamo stati poco compatti mentre io chiedo sempre che la squadra deve essere compatta. Nella ripresa siamo andati un po' meglio. Ora il Lecce domenica? Per essere competitivi con certe corazzate dobbiamo metterci qualcosa in più del nostro, questo è chiaro". Tocca al difensore Angelo Tartaglia che analizza così la partita: "Abbiamo preso due gol su palle inattive. Tuttavia c'è poco da recriminare e il Benevento si è dimostrato molto forte. Dobbiamo pensare subito a lavorare perchè dobbiamo rimetterci subito in corsa per i playoff. Adesso il Lecce? É un'altra partita importante contro un squadra con calciatori di valore. Perciò non dobbiamo arrenderci perchè i conti si fanno alla fine". Mentre il centrocampista Nicola Malaccari, che contro il Benevento ha giocato come esterno basso, ha specificato: "Una partita che si è decisa in mezz'ora di gara. Abbiamo preso dei gol che ci hanno tagliato subito le gambe contro un Benevento molto esperto. Come si spiega questo black out? Non saprei perchè abbiamo preso un gol su calcio di punizione ed un altro su un calcio d'angolo dove eravamo ben piazzati. Credo che in queste due circostanze ci è mancata pure un po' di fortuna. Ma è anche vero che ci siamo fatti schiacciare troppo nella nostra metà campo e talvolta correvamo a vuoto. Adesso dobbiamo pensare subito al Lecce, non ci sono alternative". Tocca al tecnico dei giallorossi, Fabio Brini: "É la prima volta che ci troviamo a vincere per 3-0 già nel primo tempo: per noi si è trattata di una novità. Tuttavia dovevamo gestire un po' meglio la ripresa. Ma nonostante ciò sono soddisfatto perchè la squadra è consapevole del fatto che può fare cose importanti: la mentalità è quella giusta, c'è solo da lavorare. Adesso andremo sul campo del Perugia per ripeterci". Intanto abbiamo inserito le foto di Benevento e Gubbio (18 immagini) che troverete nella nostra "fotogallery" e nel link in homepage. Le foto sono di proprietà del portale web Beneventocalcio.it grazie a Luca De Cristofaro e sono di proprietà di Roberto Russo con l'ausilio di Roberto Settonce. Per le interviste si ringrazia Tommaso Mastrangeli (Beneventocalcio.it)

16 febbraio 2014
Un Gubbio in bambola: debacle di 3-0 a Benevento. In rete Mengoni, Signorini e Melara

Il Gubbio contro il Benevento. Il tecnico Roselli schiera il 5-4-1 in fase di non possesso, con Luparini prima punta mentre Schetter si siede in panchina. L'allenatore dei giallorossi Brini opta per il consueto 4-2-3-1, con Evacuo prima punta. Coreografia dei tifosi beneventani in curva sud in ricordo di Carmelo Imbriani, scomparso un anno fa. Pronti e via, dopo cinque minuti si fa male Dicuonzo e subentra al suo posto Celjak. Ma il Benevento passa subito in vantaggio: al 7', Mengoni carica il bolide dai 25 metri su punizione e la palla si insacca nell'angolino basso, alla sinistra del portiere Pisseri che non può fare nulla e vede la palla entrare in rete. É un monologo dei sanniti. All' 11' Melara cerca in diagonale la porta, si salva con i piedi Pisseri. Al 12' Negro crossa in area, con Evacuo che di testa manca di poco il bersaglio. Al 13' ancora Negro protagonista che si fa pericoloso con un assist filtrante in area, ma Pisseri riesce a salvare in uscita sull'accorrente Evacuo che si trova in agguato. Al 16' Celjak mette in area da destra un pallone insidioso con Negro che cerca la porta, ma Pisseri salva di nuovo in uscita. Il Gubbio fatica a risollevarsi. Infatti è ancora il Benevento che si fa pericoloso. Al 30' Melara serve in area Evacuo che a tu per tu con il portiere spreca tutto, e Pisseri così riesce a sbrogliare la matassa. E al 33' i padroni di casa trovano il gol del raddoppio con un colpo di testa preciso di Signorini che svetta sopra tutti e insacca la sfera in rete, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Al 35' disattenzione della difesa giallorossa (complice il portiere Baiocco), ne vuole approfittare il Gubbio con Luparini in agguato che così cerca il tap in vincente, ma sulla linea di porta salva Signorini. Sul capovolgimento di fronte (al 36') arriva addirittura il tris del Benevento: Melara finalizza in rete una ripartenza iniziata sulla trequarti su un invitante assist di Evacuo: un diagonale chirurgico che fredda inesorabilmente il portiere Pisseri. Subito dopo il trainer Roselli fa uscire Falzerano e al suo posto subentra Belfasti. Ripresa. Il secondo tempo è pura accademia. La squadra di casa cerca il quarto gol, mentre gli ospiti sembrano arenati e non trovano il bandolo della matassa. Al 50' esce Luparini e Roselli prova la carta Schetter di punta. Al 58' Negro entra in area in velocità, in dribbling salta alcuni avversari e prova il tiro a rete: la conclusione dell'attaccante giallorosso finisce tra le braccia di Pisseri. Più tardi Melara trova invece un corridoio per Negro: tiro al volo in diagonale, palla di poco alta. Al 79' punizione di Caccavallo che tira direttamente in porta e impegna per la prima volta Baiocco durante tutta la partita. Nel finale ci prova Caccavallo con due conclusioni a rete, ma Baiocco è reattivo.
Tabellino: Benevento - Gubbio (3-0):
Benevento (4-2-3-1): Baiocco; Dicuonzo (5' Celjak), Signorini, Mengoni (73' Milesi), Som; Doninelli, Agyei; Melara, Mancosu (66' Di Deo), Negro; Evacuo. (A disp.: Piscitelli, Montiel, Campagnacci, Guerra). All. Brini.
Gubbio (5-4-1): Pisseri; Malaccari, Laezza (73' Procacci), Bartolucci, Tartaglia, Giallombardo; Caccavallo, Addae, Baccolo, Falzerano (38' Belfasti); Luparini (50' Schetter). (A disp.: Gozzi, Sarr, Molinelli, Giuliacci). All. Roselli.
Reti: 7' Mengoni (B), 33' Signorini (B), 36' Melara (B).
Arbitro: Ranaldi di Tivoli (Margani di Latina e Sangiorgio di Catania). Ammoniti: Agyei (B); Addae (G). Spettatori: 3783.
Risultati: Ventiquattresima Giornata - Prima Divisione - Girone B - Lega Pro:
Benevento - Gubbio
3-0
7' Mengoni (B), 33' Signorini (B), 36' Melara (B)
Catanzaro - Nocerina
n.d. (3-0 a tavolino per il Catanzaro)
Frosinone - Viareggio
2-1
14' Curiale (F) rig., 70' Piana (V), 75' Carlini (F)
Grosseto - L'Aquila
1-0
85' Legittimo (G)
Lecce - Paganese
2-0
42' Lopez (L), 87' Ferreira (L) rig.
Pisa - Perugia
2-1
8' Napoli (Pi), 16' Arma (Pi), 72' Mazzeo (Pe)
Prato - Pontedera
4-2
3' Romanò (Pr), 19' Cavagna (Pr), 65' Arrighini (Po), 74' Magnaghi (Pr), 79' Pera (Po), 82' Corvesi (Pr)
Salernitana - Ascoli
2-1
51' Mendicino (S), 75' Gustavo (S), 81' Pestrin (S) aut.
Riposa: Barletta

15 febbraio 2014
Torna Falzerano. Out Ferrari e Radi. Venti convocati per Benevento tra cui il baby Migliori

Il Gubbio gioca una delicata sfida al "Ciro Vigorito". Il tecnico dei rossoblù Giorgio Roselli infatti vuole la massima concentrazione: "Il Benevento è una delle squadre più forti del campionato, anche se a dir la verità ormai Perugia e Frosinone stanno facendo un campionato a sè. Diciamo che a partita per noi è di una difficoltà pazzesca, sulla carta non ci sarebbe storia, ma sul campo ce la giocheremo. Non possiamo competere a livello di qualità contro i sanniti, perciò dobbiamo essere bravi a limitare al massimo l'avversaria e se possibile dobbiamo essere pericolosi nelle ripartenze". Si va verso la difesa a cinque con l'impiego del modulo 5-4-1. Quindi in porta troviamo Pisseri. Quintetto difensivo basato sui centrali Laezza, Bartolucci e Tartaglia, ai lati Malaccari (a destra) e poi Giallombardo (a sinistra). E a centrocampo il quartetto formato sui mediani Addae e Baccolo, sulle ali si posizionano Caccavallo (a destra) e Falzerano (a sinistra). Di punta Schetter è in vantaggio su Luparini, che con ogni probabilità si siederà in panchina. La lista dei convocati per Benevento: Addae, Baccolo, Badara Sarr, Bartolucci, Belfasti, Caccavallo, Damiano, Falzerano, Giallombardo, Giuliacci, Gozzi, Laezza, Luparini, Malaccari, Migliori, Molinelli, Pisseri, Procacci, Schetter e Tartaglia. Sono stati convocati venti calciatori.
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14 febbraio 2014
Verso la difesa a cinque. Contro il Lecce la società eugubina offre il pranzo alla tifoseria

Appare scontato che il tecnico Giorgio Roselli torna alla difesa a cinque. Assenti Boisfer, Moroni, oltre a Falconieri per infortunio. Per squalifica sono assenti Ferrari e Radi. Quindi in porta troviamo Pisseri. Quintetto difensivo basato sui centrali Laezza, Bartolucci e Tartaglia, ai lati Malaccari (a destra) e poi Giallombardo (a sinistra). A centrocampo il quartetto formato sui mediani Addae e Baccolo, mentre sulle ali si posizionano Caccavallo (a destra) e Falzerano (a sinistra). Di punta Schetter è in vantaggio su Luparini. In pratica è un modulo 5-4-1 che in fase di possesso palla può diventare un 3-4-3. In casa Benevento invece viene confermata la stessa formazione di quindici giorni fa con il Pontedera. Perciò il tecnico Fabio Brini opterà per il 4-2-3-1. Quindi Baiocco in porta. La difesa a quattro con Dicuonzo, Signorini, Mengoni e Som. A centrocampo invece c'è il duo Doninelli e Agyei. Sulla trequarti il trio Melara, Mancosu e Negro. In attacco come punta centrale Evacuo. Arbitra l'incontro il signor Armando Ranaldi di Tivoli. Sarà coadiuvato dai guardalinee Damiano Margani di Latina e Salvatore Sangiorgio di Catania. Intanto la società del Gubbio, per la partita in programma il 23 febbraio contro il Lecce allo stadio "Pietro Barbetti", con inizio alle ore 12:30, ha attivato un'iniziativa. Ecco il comunicato ufficiale dell'A.S. Gubbio 1910: «il presidente Marco Fioriti ha pensato di offrire a tutti i tifosi un pranzo a base di porchetta. Nei piazzali di ingresso dei settori tribuna, gradinata e curva verranno allestiti già prima dell'inizio della gara degli stand. Il pranzo proseguirà anche durante l'intervallo dell'incontro (e fino ad esaurimento scorte) anche dopo il fischio finale». Notiziario dal girone. Ricorso respinto e conferma dell'esclusione della Nocerina dalla Lega Pro con assegnazione da parte del Consiglio Federale ad un campionato di categoria inferiore. Lo ha deciso proprio ieri la Corte di Giustizia della Figc.

14 febbraio 2014
Focus: con le squadre campane sempre sfide della verità! Dalla promozione in B ad oggi...

Gubbio e squadre della Campania. Quando il Gubbio trova di fronte delle avversarie campane, nella storia degli ultimi anni, spesso e volentieri sono diventate sfide cruciali che hanno determinato delle situazioni fondamentali in campionato. Nella scorsa stagione, proprio la partita di Benevento datata 17 febbraio 2013, con il Gubbio che venne sconfitto per 2-1 con doppietta dell'ex rossoblù Marchi (ora alla Pro Vercelli), creò una settimana di passione: il lunedì dopo il match l'allenatore Sottil era stato in pratica esonerato (al suo posto doveva subentrare Tasso, ora trainer della Berretti come allora). Poi ci fu il dietrofront improvviso e la vittoria successiva a Barletta scongiurò definitivamente l'allontanamento di Sottil. Pure la sfida di andata fu cruciale (nel posticipo dell'8 ottobre 2012) perchè il Gubbio riuscì a superare il Benevento di misura con una rete di Galabinov: l'attaccante bulgaro da quel momento in poi esplose, realizzando 12 reti in maglia rossoblù e quest'anno in serie B sta dimostrando tutto il suo valore con la maglia dell'Avellino (ha già segnato 10 reti con la squadra irpina). In serie B (stagione 2011-2012) avvenne la stessa storia. Questa volta furono decisive le sfide con la Nocerina. Infatti il 9 ottobre 2011 quel Gubbio targato Pecchia ottenne la prima vittoria in campionato proprio contro la Nocerina con rete decisiva di Ragatzu. Nel ritorno invece, la partita di Nocera Inferiore del 12 marzo 2012, fu determinante per la retrocessione in Lega Pro: il Gubbio allenato in quel caso dal duo Simoni e Tebi venne sconfitto al fotofinish dalla Nocerina con un eurogol di Merino al 94' (per il Gubbio aveva pareggiato al 75' lo svedese Lofquist). Dopo quella partita venne esonerato Tebi e in settimana poi arrivò Alessandrini al fianco di Simoni. E da quel momento in poi la squadra rossoblù non riuscì più a rialzarsi, terminando penultima in campionato davanti all'Albinoleffe. Anche nella stagione (2010-2011) trionfale che ha sancito la promozione in serie B, le formazioni campane hanno avuto un ruolo assai determinante. Nel recupero datato 8 dicembre 2010 il Gubbio batte il Sorrento (rete decisiva di Gomez Taleb) e lo scavalca in classifica conquistando il primo posto (quel primato che poi non lo lasciò più fino al termine del campionato). Nel ritorno, l'8 maggio 2011, il Gubbio di Torrente conquista la serie B in maniera matematica battendo un'altra formazione campana, la Paganese per 3-1 (due gol di Gomez Taleb e va in rete pure Boisfer). Insomma, quando si parla di Campania (cioè di avversarie campane), il Gubbio deve prestare la massima attenzione. E se vogliamo dirla tutta pure la sfida di Benevento può rappresentare uno spartiacque per il futuro dei rossoblù: Gubbio nono in classifica a 29 punti, mentre il Benevento è quinto con 34 punti. É una sfida verità perchè d'ora in avanti si gioca la volata playoff. E i rossoblù a Benevento ci hanno sempre lasciato le penne (anche in C2): si ricorda ancora quel famoso 4-1 inflitto dai sanniti al Gubbio del 21 ottobre 2005 (sulla panchina c'era Castellucci). Notiziario. Con il Gubbio in trasferta, il tecnico Roselli sta pensando di tornare alla difesa a cinque (come a Grosseto). Perciò via libera verso il 5-4-1 (anzichè il 4-4-2 usato domenica scorsa). Addae potrebbe sostituire in difesa Ferrari. A centrocampo è previsto il rientro di Baccolo, però è assente Radi. Come prima punta è ballottaggio tra Luparini e Schetter. Sono out per infortunio invece Boisfer, Moroni e Falconieri.

13 febbraio 2014
Spettatori in base al bacino d'utenza: Gubbio, è terzo! Gubbio-Lecce si gioca alle ore 12:30

Una statistica che sicuramente farà piacere ai tifosi del Gubbio e non sarà per niente piacevole per i suoi detrattori. Non solo. A chi accusa con fermezza che questa piazza "non merita niente" oppure si è "montata la testa", evidentemente non sa cosa dice o non è consapevole di quello che afferma. Ma per dimostrare ciò snoccioliamo un'altra volta i numeri, perchè i numeri (sul serio) non mentono mai e spazzano via tutte le chiacchiere. Ebbene: abbiamo fatto una statistica approfondita nel girone della media spettatori e l'abbiamo combaciata con gli abitanti di ogni città. E pure quest'anno, nonostante l'affluenza non sia così numerosa, Gubbio si piazza sul podio. Per la precisione la tifoseria eugubina si trova in terza posizione nel girone: con una media spettatori di 1860 persone, per un bacino di utenza di 32.355 abitanti (fonte www.comuni-italiani.it), Gubbio riesce a portare il 5,75% della sua popolazione allo stadio. Al comando della classifica si trova il Benevento con una media spettatori a partita di 3960 persone in una città con 60.797 abitanti (fonte della statistica sempre www.comuni-italiani.it, come abbiamo fatto anche per tutte le altre città): in pratica la città sannita porta al "Ciro Vigorito" il 6,51% della sua popolazione. Segue al secondo posto la Salernitana con una media di 8060 spettatori a partita (in questo caso è al primo posto) in una città che conta 131.925 abitanti: allo stadio "Arechi" va il 6,10% della gente di Salerno. Dietro il Gubbio (terzo posizionato), si trova il Pisa in quarta posizione: una media di 4380 spettatori in una città di 86.263 abitanti: all'Arena Garibaldi si recano di domenica il 5,07% dei pisani. Al quinto posto la tifoseria di Ascoli: una media di 2480 spettatori (abitanti 49.697), con il 4,99% di ascolani che si recano al "Del Duca" di Ascoli Piceno. Segue a ruota il Lecce (sesto) con una media di 4150 spettatori a partita (abitanti 89.598): il 4,63% di leccesi va allo stadio. Settimo il Frosinone (media di 2080 spettatori; abitanti 46.279; il 4,49% di popolazione va allo stadio) e ottavo è il Catanzaro (media di 3920 spettatori; abitanti 89.062; il 4,40% dei catanzaresi allo stadio). E così si arriva ai cugini umbri del Perugia che si collocano al nono posto: una media di 6340 spettatori a gara, in una città che conta 162.986 abitanti (fonte www.comuni-italiani.it, senza contare la provincia) e in pratica solo il 3,89% di perugini finora si sono recati quest'anno al "Curi" di Perugia. Un gradino sotto il Pontedera, la città più piccola del girone perchè conta solo 28.249 abitanti: media spettatori di 1090 persone a partita (il 3,85% della popolazione va allo stadio). Fanalino di coda il Prato: media di 760 spettatori a partita (abitanti 187.159, cioè la città più grande del girone), con solo lo 0,40% di pratesi che vanno al "Lungo Bisenzio". In serie B il Gubbio aveva una media di 3540 spettatori: cioè il 10,94% della popolazione eugubina si trovava al "Pietro Barbetti". E poi c'è chi insinua che Gubbio città non meritava o non poteva mantenere la serie B: i numeri dicono in maniera esplicita (come si può notare) che la piazza eugubina merita senz'altro categorie superiori per passione e per attaccamento ai colori. Notiziario. La partita di campionato tra Gubbio e Lecce, in programma domenica 23 febbraio al "Pietro Barbetti", sarà anticipata (in orario) con fischio d'inizio alle ore 12:30 (anzichè alle ore 14:30): la società salentina aveva inoltrato richiesta in tal senso per dei problemi sorti a livello organizzativo, legati ai voli di aereo per il rientro in terra pugliese.

12 febbraio 2014
Roselli: "Si corre meno a vuoto, ma i difetti restano. E Ferrari...". É in prova un americano

Giorgio Roselli in conferenza stampa in un'intervista fiume. Ma il dato che salta all'occhio di tutti, come abbiamo scritto nell'editoriale di lunedì notte, è che il Gubbio ha ritrovato tre vittorie consecutive che mancavano dal lontano 2011. Ma Roselli non si scompone per niente e dice: "Non è facile vincere una partita, figuratevi tre di seguito. I numeri li fanno i giornalisti, tuttavia certi numeri fanno piacere ma soprattutto vincere crea autostima e si lavora meglio. Mentre è chiaro che è più difficile lavorare nelle sconfitte. Ma bisogna ricordarsi che i risultati sono condizionati dagli episodi. Questo è il calcio, quindi bisogna andare avanti sulla nostra strada senza pensare a tante cose". Ma la squadra sembra in crescita, giusto? "Diciamo che corre meno (a vuoto ndr), ma corre meglio. Purtroppo i difetti restano e adesso con questo trittico di partite insidiose potrebbero di nuovo farsi sentire". Tuttavia il Gubbio adesso sembra più pratico, è così? "Pratico, parola grossa. Mi spiego meglio. Dipende che squadra si allena. Se sono l'allenatore del Perugia devo capire che devo tenere il 70% del palleggio palla. Se alleno l'Aquila il 50% o il 60%. E il Gubbio? Deve fare il palleggio palla per ottenere un qualcosa. Cioè voglio dire che i calciatori si devono sistemare bene in campo in modo tale che poi in una fase di ripartenza devono essere pronti per ripartire e devono essere ben posizionati per segnare. Ma vorrei fare una precisione sul fatto che noi non offriamo un calcio spumeggiante". Prego, dica: "Bisogna ricordarsi che il bel calcio lo fanno i calciatori (di qualità ndr). L'organizzazione di una squadra invece è un'altra cosa. Perciò le due cose vanno scisse e vanno distinte l'una dall'altra". Al Gubbio manca un po' di ossigeno? "Diciamo che ha influito il campo pesante e di conseguenza è venuta a mancare la lucidità. Ma bisogna ricordarsi che a centrocampo Radi ha fatto un grande lavoro essendo in verità un difensore, ma è costretto ad adeguarsi perchè la metratura di terreno da occupare dalla difesa al centrocampo è ben diversa. Addae è un centrocampista ma da tanto tempo non giocava e quindi deve trovare il fiato. Caccavallo è la prima gara che ha fatto da molto tempo dall'inizio e per Luparini si tratta della seconda partita che parte dal primo minuto. Perciò ci sono diversi calciatori che non hanno i cosiddetti novanta minuti sulle gambe". Parliamo di moduli: per ora Roselli in trasferta ha usato una difesa a cinque mentre tra le mura amiche ha usato uno schieramento difensivo a quattro. Perciò a Benevento tornerà con un quintetto difensivo? "Non è scontato. I moduli si cambiano in base alla condizione fisica dei calciatori ed io devo adattare i calciatori in modo tale che gli semplifico il lavoro in campo. A Benevento il campo è molto grande, sembra il Bernabeu (di Madrid ndr), e la squadra sa creare tante occasioni di gioco. Ma noi abbiamo le armi per fargli male in avanti". Perciò cosa chiede alla sua squadra? "Chiedo solo di essere competitivi: bisogna sapere limitare al massimo le folate del Benevento e possibilmente dobbiamo sfruttare al massimo le occasioni che si creano". Alla fine, per concludere, l'allenatore Roselli elogia un calciatore del Gubbio e porta il nome di Gianmarco Ferrari: "Ferrari è un signor calciatore. A mio avviso diventerà un vero calciatore, se però riesce ad acquistare un po' di malizia". Notiziario. Un calciatore in prova a Gubbio e si tratta del centrocampista Brandon Beresford, classe 1992, calciatore con doppia cittadinanza (Guyana e Stati Uniti d'America), anche se proviene direttamente dagli U.S.A., da Graceland nello stato dello Iowa. Intanto come previsto sono stati squalificati dal Giudice Sportivo il difensore Alessandro Radi (al momento sta giocando anche da centrocampista) e l'altro difensore Gianmarco Ferrari: sono stati stoppati per un turno.

11 febbraio 2014
L'editoriale. Un tris di vittorie (e mancavano dal 2011). E si parla dai tempi di Torrente...

E il Gubbio cala il tris. Non succedeva dai tempi di Torrente. Dopo la sconfitta di Salerno, il tecnico Giorgio Roselli ha ottenuto tre vittorie consecutive con Prato, Grosseto e Viareggio. É un trio di formazioni toscane che evidentemente portano fortuna all'allenatore umbro. Ma un tris di vittorie di seguito, da quando? Non avvenivano dal 2011, da quel famoso campionato di Prima Divisione (girone A) vinto alla grande dal Gubbio davanti alla corrazzata Sorrento. Pertanto bisogna tornare indietro in data 20 febbraio 2011 quando il Gubbio in quell'occasione vinse a Monza per 3-2 (una doppietta di Borghese al fotofinish e rete a fine primo tempo di Galano) e ottenne la quarta vittoria di fila in quel campionato (dopo le vittorie con Alessandria, a Verona contro l'Hellas e contro lo Spezia). E in quello stesso anno resiste il record di vittorie con Vincenzo Torrente allenatore: otto vittorie di seguito tra il 7 novembre 2010 (vittoria a Bassano con rete decisiva di Borghese) e il 9 gennaio 2011 (con vittoria a Bolzano contro il Sud Tirol con reti di Boisfer e Donnarumma). Nel mezzo di questo stupendo score, la vittoria del sorpasso sul Sorrento in classifica con rete decisiva di Gomez Taleb (ora all'Hellas Verona). In pratica sono passati tre anni esatti per ritrovare un Gubbio abituato alle vittorie. E per la prima volta, in questa stagione, il Gubbio assapora l'aggancio ai playoff. La formazione rossoblù infatti si trova ora al nono posto, un punto sopra a Grosseto e Salernitana. La strada ancora è lunga, mancano ancora undici giornate di campionato da giocare, però questo dato è senz'altro positivo. E se il campionato finisse oggi, esce fuori un dato curioso: ai playoff il Gubbio (da nono classificato) incontrerebbe i cugini del Perugia (secondo classificato, anche se alla pari del Frosinone in classifica, ma i laziali sono in vantaggio per la differenza reti). Ovviamente, per ora, tutto questo è fantacalcio. Ma nel calcio si sa, può succedere anche l'imponderabile. E basta tornare indietro nel tempo. Campionato 2009-2010: il Gubbio venne sconfitto a Fano in campionato (la squadra granata allenata allora da Cornacchini era una bestia nera dei rossoblù) e poi ai playoff non ci fu storia: eugubini travolgenti con due vittorie, una pure in terra adriatica. Campionato 1986-1987: il Gubbio venne sconfitto in entrambi gli scontri diretti in campionato contro il Poggibonsi, poi nello spareggio decisivo al "Curi" di Perugia, la formazione di Landi ribaltò il pronostico e si impose per 1-0 nei tempi supplementari sui leoni giallorossi. Ovviamente questa ormai è storia vecchia, ma il calcio è strano e talvolta riserva anche strane sorprese. Tornando ad oggi, con l'avvento di Roselli si denota un certo pragmatismo. Sarà sicuramente frutto della sua lunga esperienza passata sui campi di serie C come allenatore. In parole povere si denota un Gubbio pratico, più deciso ed efficace nel concreto, tralasciando altre sottigliezze. Non sarà spettacolare, non offre un calcio spumeggiante, però questo Gubbio bada al sodo. Lo si è visto contro il Viareggio: una squadra guardinga, più concentrata e attenta in fase di non possesso palla, ma ficcante e più decisa del solito in fase di ripartenza. E per adesso sta dando i suoi frutti. Alla fine quello che contano sono i risultati. E i risultati stanno dando ragione a mister Roselli. Ma adesso c'è subito un banco di prova decisivo. Il Gubbio dovrà affrontare un trittico di partite davvero proibitive: trasferta a Benevento, poi un impegno interno difficile con il Lecce e poi di nuovo in trasferta a Pisa. Tre partite delicate con delle avversarie di grande spessore. Ma concludiamo con la favola di Juan Inacio Gomez Taleb. Tutti se lo ricordano a Gubbio che arrivò in punta di piedi nel 2010 e in due stagioni fece la differenza con due promozioni di fila. L'anno scorso, quando lo abbiamo sentito telefonicamente, ci aveva detto: "Ora il mio sogno di giocare contro Juve, Milan e Inter. Pensa che magia se riuscissi a segnare". E questa magia si è avverata: Gomez Taleb è stato l'autore del gol del pareggio alla Juventus in rimonta (da 0-2 a 2-2). Una favola, davvero, a lieto fine. (Editoriale Direttore Gubbiofans.it)

09 febbraio 2014
Caccavallo: "Sbloccato psicologicamente". Schetter: "In Prima Divisione mi capiscono..."

Gubbio che vince la terza partita di seguito. Un Gubbio che rialza la testa e per la prima volta nella stagione si trova in zona playoff, al nono posto. Ma guai parlare di playoff con il tecnico dei rossoblù Giorgio Roselli, che appena si accenna la domanda, risponde subito secco: "Non scherziamo. Direi, parliamo di altro". E allora della partita cosa vuole dire? "Il calcio è strano ed è fatto di episodi. Delle volte ti va male (come a Salerno), delle volte ti va bene (come a Grosseto). Dico comunque che la vittoria è meritata. Talvolta siamo andati in affanno perchè corriamo troppo a vuoto, invece vorrei che si ragionasse di più e correre di meno in qualche circostanza. Sono tuttavia soddisfatto della prova dei ragazzi perchè si cerca di insegnargli delle cose e in qualche modo loro cercano di recepirlo in campo. L'importante è che ci provino, anche perchè non so ancora quanto può darmi questa squadra. É chiaro che va migliorata l'organizzazione di squadra e la gestione palla. Se devo dare un voto al Gubbio visto contro il Viareggio? Bene: voto 7 globale, voto 8 per l'impegno e voto 6 per la tattica". Tocca poi a Giuseppe Caccavallo, autore del gol del raddoppio: "Adesso mi sento più in forma e il gol mi ha pure sbloccato a livello psicologico. E nel primo tempo c'era pure un rigore grande come una casa nei miei confronti. Da parte mia posso avere solo paura di me stesso: se sono al 100% so quanto può dare Caccavallo e non guardo in faccia a nessuno. Un 2-0 sofferto? Forse sì, perchè poi ci siamo chiusi troppo ma alla fine va bene così". Gli fa eco l'altro attaccante Antonio Schetter, all'esordio in maglia rossoblù: "É stato facile inserirmi in questa rosa. E poi in Prima Divisione i vari compagni ti capiscono al volo nelle giocate rispetto alla Seconda Divisione (era con l'Ischia Isolaverde ndr). Diciamo poi che abbiamo disputato una buona partita e Pisseri ci ha salvato in diverse occasioni con degli interventi importanti. La prova del sottoscritto? Credo che sia stata positiva, come del resto la giornata è stata piuttosto positiva". Sull'altra sponda, il tecnico del Viareggio, Cristiano Lucarelli, mastica assai amaro e dice: "Sono molto incavolato. Abbiamo creato almeno sei o sette palle gol che non siamo riusciti a concretizzare e i gol del Gubbio li abbiamo fatti praticamente noi. Nel primo tempo si poteva vincere per 2-0. Per questo motivo mi girano e tanto le scatole. E il calcio va affrontato proprio con un altro atteggiamento e ci è mancata anche la cattiveria. Dico questo senza nulla togliere al Gubbio che ha lottato. La fortuna? Non ci credo perchè la fortuna ti aiuta solo quando uno la cerca con fermezza". E intanto abbiamo inserito le foto della partita tra Gubbio e Viareggio (18 immagini). Le foto sono nella sezione "fotogallery" e nel link in homepage. Foto di Simone Grilli per lo studio fotografico Gavirati.

09 febbraio 2014
Gubbio, 2 a 0 al Viareggio. Le reti di Giallombardo e Caccavallo. E Pisseri para un rigore!

Gubbio contro Viareggio. Il tecnico Roselli schiera il 4-4-2 con Schetter al fianco di Luparini in attacco. L'allenatore degli ospiti Lucarelli opta per il 4-3-3 e a sorpresa schiera Romeo in attacco, dato in forte dubbio alla vigilia del match. Prima azione al 2' con Malaccari che da sinistra crossa in area, ci prova Luparini di testa ma la palla finisce a lato. Al 9' Luparini libera al limite Malaccari che calcia a rete di destro, ma il tiro è telefonato, para Gazzoli. Al 10' il Gubbio passa in vantaggio: Giallombardo innesca l'azione, triangolazione con Caccavallo che libera lo stesso Giallombardo in area: tiro di destro del terzino sinistro e palla che si insacca a mezz'altezza in rete, freddando in uscita Gazzoli. Al 14' calcio di rigore per il Viareggio per un presunto fallo di mani di Radi su tiro di Mungo: dal dischetto calcia Vannucchi a mezz'altezza, ma Pisseri si fa trovare pronto e in tuffo respinge la sfera; poi Caccavallo sbroglia la matassa. Al 18' lo stesso Vannucchi con una punizione a girare dal limite calciata con il piede destro cerca l'incrocio dei pali, ma Pisseri vola e toglie le ragnatele dal sette. Al 25' il Gubbio trova il raddoppio: Schetter crossa rasoterra da sinistra in area, Gazzoli non trattiene, Nicolao perde palla, allora Luparini serve Caccavallo che calcia al volo di destro e la palla si insacca a fil di palo. Al 29' un colpo di testa di Romeo costringe Pisseri ad un volo plastico e devia la sfera in corner. Al 30' Rosafio si libera in area e calcia rasoterra, ma Pisseri chiude lo specchio della porta e devia la sfera in corner. Al 35' Luparini ruba palla a Conson al limite, si avvicina verso la porta e con un pallonetto di destro supera Gazzoli ma la palla fa la barba al palo. Al 37' Vannucchi cerca il sette su punizione dal limite, palla che sibila vicino all'incrocio. Ripresa. Al 65' Falzerano serve in area Luparini che gira di destro a rete, ma il tiro è impreciso: palla a lato. All'85' Vannucchi calcia direttamente in porta su calcio di punizione dal limite: palla radente che sibila vicino al palo. Finisce così, 2-0.
Tabellino: Gubbio - Viareggio (2-0):
Gubbio (4-4-2): Pisseri; Bartolucci, Tartaglia, Ferrari, Giallombardo; Caccavallo (59' Belfasti), Addae, Radi (71' Laezza), Malaccari; Schetter (49' Falzerano), Luparini. (A disp.: Gozzi, Molinelli, Sarr, Giuliacci). All. Roselli.
Viareggio (4-3-3): Gazzoli;
Celiento (52' Anedda), Lamorte, Conson, Nicolao; Mungo, Gemignani (52' Galassi), Della Latta (70' Benedetti); Rosafio, Romeo, Vannucchi. (A disp.: Furlan, Falasco, Piana, Gerevini). All. Lucarelli.
Reti: 10' Giallombardo (G), 25' Caccavallo (G).
Arbitro:
Martinelli di Roma 2 (Giacomozzi di Fermo e Costantini di Pescara). Espulso: 89' Conson (V). Ammoniti: Radi, Addae, Caccavallo e Ferrari (G); Lamorte e Conson (V). Spettatori: 1364 (di cui 1104 abbonati).
Risultati: Ventitreesima Giornata - Prima Divisione - Girone B - Lega Pro:
Ascoli - Grosseto
0-1
11' Marotta (G)
Barletta - Lecce
1-2
37' Mantovani (B), 60' Miccoli (L), 67' Beretta (L)
Gubbio - Viareggio
2-0
10' Giallombardo (G), 25' Caccavallo (G)
L'Aquila - Salernitana
1-1
52' Pomante (A), 89' Bianchi (S)
Nocerina - Benevento
n.d. (3-0 a tavolino per il Benevento)
Paganese - Frosinone
1-2
27' Lanteri (P) rig., 51' Gucher (F), 94' Paganini (F)
Perugia - Prato
0-0
Pontedera - Pisa
2-2
33' Arma (Pi) rig., 60' Picone (Po), 87' Mannini (Pi), 90' Gonnelli (Po)
Riposa: Catanzaro

08 febbraio 2014
Falconieri out per venti giorni. Roselli sul caso Domini: "Non convocato per scelta tecnica"

Un'altra tegola per il Gubbio. Dopo Boisfer e Moroni infortunati (e Baccolo squalificato), è assente la punta Vito Falconieri: ha riportato una elongazione dell'adduttore della gamba destra e dovrà stare fermo per almeno 20 giorni. Pure Falzerano è in forte dubbio per un problema alla caviglia e se tutto va bene andrà in panchina. Perciò la formazione è pressochè fatta con un 4-4-2 in fase di non possesso. Quindi Pisseri in porta. Quartetto difensivo basato su Bartolucci, Tartaglia, Ferrari e Giallombardo. In mediana al centro Radi e Addae, e ai lati Malaccari e Caccavallo. In attacco un duo con Schetter a supporto di Luparini. Domini non è convocato, ma l'allenatore Roselli smonta subito il giallo: "Domini per me vale come Bartolucci: tutti i calciatori sono uguali. Giovedì è stato allontanato perchè ha avuto un comportamento non giusto con i compagni, ma il giorno dopo Domini è un calciatore come un altro. Perchè non convocato? Per scelta tecnica. Il Viareggio? Squadra rognosa con calciatori di qualità, ma noi vogliamo dare continuità ai risultati". Questa è la lista dei convocati contro il Viareggio: Addae, Bartolucci, Belfasti, Caccavallo, Damiano, Falzerano, Ferrari, Giallombardo, Giuliacci, Gozzi, Laezza, Luparini, Malaccari, Molinelli, Pisseri, Radi, Sarr, Schetter e Tartaglia. In pratica 19 convocati.

07 febbraio 2014
Roselli pensa al ritorno alla difesa a quattro. Falzerano in dubbio. E poi il "caso" Domini

Domenica il Gubbio affronta il Viareggio e dal 1948 ad oggi le due squadre si sono incontrate sette volte: nel computo totale si contano 5 vittorie del Gubbio, un pareggio e un successo dei toscani. Il tecnico Roselli sta pensando di varare un 4-4-2 che si trosforma in un 4-2-3-1 in fase di possesso palla. Pertanto Pisseri va in porta. In difesa il quartetto Bartolucci, Tartaglia, Ferrari e Giallombardo. In mediana il duo Radi e Addae. Sulla trequarti Malaccari, Schetter e Falzerano (o Caccavallo). Di punta il solo Luparini. In fase di non possesso palla indietreggiano ai lati Malaccari e Falzerano a far coppia a centrocampo con Radi e Addae. Da verificare le condizioni di Falzerano che si è allenato davvero con il contagocce. Assenti sicuri gli infortunati Boisfer e Moroni, oltre lo squalificato Baccolo. E si apre anche il "giallo" Domini: il centrocampista era stato allontanato dal campo giovedì dopo uno scontro fortuito di gioco con Laezza e il venerdì è stato fatto allenare a parte per motivi disciplinari: la motivazione reale però ancora non è chiara. In casa Viareggio il tecnico Cristiano Lucarelli è orientato a confermare il modulo 4-3-3. Pertanto Gazzoli in porta. Celiento, Lamorte, Conson e Nicolao in difesa. Poi Galassi, Mungo e Gerevini a centrocampo. Mentre Rosafio, Benedetti e Vannucchi sono di punta. Assente per infortunio Matteini. Romeo non è in ottime condizioni e andrà in panchina. Arbitrerà l'incontro il signor Daniele Martinelli di Roma 2: sarà coadiuvato dai guardalinee Alessio Giacomozzi di Fermo e Andrea Costantini di Pescara. Fischio d'inizio alle ore 14:30 allo stadio "Pietro Barbetti" di Gubbio.

07 febbraio 2014
Focus. Girandola di calciatori e di moduli con la tabella. Mercato: 15 operazioni a gennaio

Il calcio è proprio cambiato. Prima non c'era il mercato invernale. C'erano le magliette dal numero uno al numero undici e finiva tutto qui. Se una società si muoveva bene nel mercato estivo faceva tombola, altrimenti era un anno da buttare o quasi, e ti dovevi accontentare del pacchetto calciatori che avevi a disposizione. Poi è tutto cambiato, dall'anno 2000. Le magliette hanno una numerazione varia con il nome sulle spalle (per la verità ancora solo in serie A e in serie B), ma è stato introdotto il cosiddetto mercato invernale che si può meglio definire il "mercato riparatore". Tutti si sono adeguati, e a quanto pare pure il Gubbio a partire dalla Lega Pro e anche nel campionato di serie B. Quindi ora entrano in gioco i numeri che del resto non mentiscono mai. E mai come in questa stagione la società rossoblù è dovuta ricorrere al mercato di gennaio. Ben otto partenze e il tesseramento di ben sette calciatori nuovi: in totale 15 operazioni di mercato tra entrate e uscite. In pratica dalla scorsa estate sono girati in maglia rossoblù ben 34 calciatori (non era mai successo). La scorsa estate invece sono arrivati in maglia rossoblù 18 calciatori nuovi. La stessa cosa era avvenuta la scorsa stagione (2012-2013) con 18 calciatori nuovi acquistati in estate 2012. E a gennaio 2013? Ci sono state due uscite con Pacheco e Smacchia, mentre arrivarono sei calciatori nuovi come Belfasti (come quest'anno), Cancellotti, Di Piazza, Carroccio, Cocuzza e Smacchia. In pratica sono girati un pacchetto di 30 calciatori in totale nelle mani del trainer Andrea Sottil. E in serie B nel 2011-2012? La musica cambia davvero poco. In quell'occasione nel gennaio 2012 le uscite furono pari alle entrate: partirono Giannetti, Mendicino, Maccarrone e Paonessa che furono sostituiti in sequenza da Nwankwo, Mastronunzio, Lofquist e Guzman. In pratica in serie B c'è stato un giro di 30 calciatori (come in C1 con Sottil) e nell'estate 2011 arrivarono 16 calciatori nuovi. Negli anni quando c'era Torrente in panchina, in base sempre alla statistica, la girandola di calciatori fu più esigua. Con ogni probabilità hanno contato e non poco gli ottimi risultati conseguiti con due promozioni di fila. In Prima Divisione (2010-2011) ad inizio stagione furono 14 i volti nuovi tra i calciatori, a gennaio furono fatte tre operazioni in entrata (Alcibiade, Daud e Suciu) e due in uscita (Capogrosso e Testardi). In totale in rosa ci furono 24 calciatori. L'anno prima, ovvero nella stagione 2009-2010 in Seconda Divisione, il mercato riparatore fu utilizzato per una sola entrata ma fu decisivo: a gennaio 2010 arrivò in maglia rossoblù un certo Juan Inacio Gomez Taleb e fece la differenza anche nella stagione seguente (e non a caso ora si trova in serie A con la maglia dell'Hellas Verona). In estate 2009 arrivarono 11 calciatori nuovi e mister Torrente in quella annata aveva giostrato 22 calciatori in rosa in tutto. Tutti dati consultabili nel nostro sito. Ma il calcio è cambiato pure nei moduli: ogni allenatore ne usa diversi. Prendiamo come punto di riferimento il Gubbio. Partiamo da questa stagione. L'allenatore Bucchi ha utilizzato prima il 4-3-3, in un'occasione il 4-4-2 e il 4-3-1-2, e poi sempre il 5-3-2. L'ultimo arrivato Roselli ha già cambiato tre moduli: il 5-3-2, il 4-4-2 e domenica scorsa il 5-4-1. Ma l'anno precedente con Sottil la musica non era diversa: è partito con il 5-3-2, per poi passare al 4-3-3, è capitato il 4-3-1-2 e il 4-2-3-1, per poi concludere la stagione con il 4-3-3. In serie B sono cambiati ben quattro allenatori (Pecchia, Simoni con Tebi, Alessandrini e per finire Apolloni) e pure in quella stagione furono cambiati tanti moduli: in sequenza 4-2-3-1, 4-1-4-1, 4-4-2, 4-3-1-2, 4-3-3 e 5-3-2. Il calcio è cambiato anche a livello tattico. Solo con il trainer Torrente si è giocato sempre con lo stesso modulo in due stagioni, ovvero il 4-3-3, e solo in una occasione fu cambiato modulo (4-4-2, a Prato in Seconda Divisione).

06 febbraio 2014
Palermo: "Me lo ricordo bene quel gol con la suola con il Viareggio. L'ambiente di Gubbio..."

Domenica c'è Gubbio-Viareggio. Una partita cruciale in questa fase di campionato. L'anno scorso il match finì 2-1 in favore dei rossoblù con rete decisiva di Simone Palermo e la realizzò con la suola della scarpa. Ma il diretto interessato se lo ricorda ancora quel gol? "E come no? Ricordo il campo pesante e non c'erano le condizioni atmosferiche migliori. Però ho quel bellissimo ricordo del gol vittoria che è venuto fuori in modo così strano: la palla aveva sbattuto addosso a Bazzoffia e mi è venuta incontro quando ero stato atterrato da un difensore, ma quando ho visto la palla l'unico modo per colpirla era con la suola dal basso verso l'alto. É stato il mio primo gol con la maglia del Gubbio". Al Gubbio serve di nuovo una vittoria: "Chiaramente: seguo sempre quello che fa il Gubbio, ho visto che è cambiato allenatore e le cose vanno avanti con alti e bassi. Come del resto succedeva già l'anno scorso. Mi auguro che il Gubbio vinca e perlomeno si riesca a centrare i playoff. Anche perchè Gubbio non è una piazza che dimentico: una città che mi porterò sempre dentro". Ma dal di fuori che idea si è fatto Palermo del Gubbio? "Credo che sia una buona squadra e che sa giocare benino a pallone. Poi i campionati di serie C sono particolari e difficili. Ma alla fine il diesse Giammarioli riesce sempre a costruire buone squadre e anche quest'anno con il minimo (di budget ndr) che gli hanno messo a disposizione è riuscito a fare il massimo". Che differenza ha trovato dal girone B al girone A? "Sicuramente c'è meno calore da parte del pubblico. Pure nelle trasferte c'è un clima diverso. Ricordo che quando il Gubbio giocava in casa, lo stadio era sempre quasi pieno: era un piacere giocare a Gubbio perchè sentivi un ambiente amichevole. Ma qui (a Cremona ndr) c'è una tribuna vuota perchè è stata chiusa. Però la differenza si sente maggioramente fuori casa: quando si giocava ad Avellino, Benevento o con la Nocerina, beh si trovavano ambienti molto particolari. Qui si va a giocare anche a Salò e la differenza è netta. E poi anche il clima è differente: è sempre più fresco e più umido". Invece del campionato della Cremonese con cui milita Palermo cosa ci può dire? "Sta andando abbastanza bene, anche se speravamo di fare qualcosa in più. Ma ancora i giochi sono aperti e si può capovolgere la situazione. Tuttavia abbiamo un buon organico e quindi fino all'ultima giornata rimarremo in corsa". Ma la Virtus Entella è ancora raggiungibile? "Finchè la matematica non ci condanna, ci daremo sotto". E con il tecnico Torrente come si trova? "É un allenatore che ha le idee molto chiare e mi trovo bene. Gioco nello stesso ruolo dell'anno scorso anche se lo faccio in maniera diversa". In maniera diversa, ovvero? "Sottil mi faceva allargare per poi spingere in mezzo. Con Torrente si gioca più in verticale: in pratica dal centro mi devo allargare con un gioco che si sviluppa di più sulle fasce". Torrente a Gubbio ha lasciato ottimi ricordi, lo sa? "Certo. Me lo raccontano ancora i vari Caracciolo e Casoli che sono qui a Cremona". Si trova a stretto contatto anche con il Dt Gigi Simoni e a riguardo cosa ci può dire? "Nonostante ha avuto una grande carriera e ha allenato l'Inter vincendo una Coppa Uefa, si è rivelata una persona normale. É una persona talmente umile che talvolta ti dimentichi anche il passato che ha avuto. Si vede che capisce di calcio e ci sa mettere tanta passione, ma soprattutto è sempre vicino alla squadra". Notiziario. Sono fuori per infortunio Bartolucci e Falzerano, ma per la gara di domenica dovrebbero farcela. Il tecnico Roselli sta pensando di riproporre il 4-4-2 (che può diventare un 4-2-3-1 in fase di possesso palla) contro il Viareggio, lo stesso modulo utilizzato nell'ultima partita casalinga con il Prato. A Grosseto invece era stato utilizzato un 5-4-1 ibrido (in fase di possesso era un 3-4-2-1).

05 febbraio 2014
Schetter: "A Gubbio, per sfruttare questa chance". Giammarioli: "Ferrari, dura trattenerlo..."

Giorgio Roselli parla a distanza di due giorni dalla vittoria di Grosseto mentre gli ultimi cartellinati si presentano in conferenza, per la precisione Addae, Schetter, Molinelli e Gozzi. Ma andiamo per ordine e sentiamo cosa ha detto il tecnico Giorgio Roselli: "Pure a freddo ripeto le stesse cose. Ancora in questa squadra ci sono da migliorare molte cose. Sto cercando di indicare le direttive giuste, ma ci vuole tempo prima che possono essere messe in atto perchè devo conoscere ancora fino in fondo i calciatori. Pertanto ci vuole la massima organizzazione. Tuttavia quando sono giunto qua c'era una situazione particolare: si proveniva dalla disavventura con il Perugia. Cosa intendo dire quando dico che la squadra corre troppo e male? Faccio un paragone. Se la mia auto contiene 50 litri di benzina e li spreco subito in malo modo 40 litri, ne rimangono solo 10 di litri. Pertanto se un calciatore spreca troppa energia per marcare un avversario, poi gli rimane poca benzina in corpo per osare ed essere lucido in fase di impostazione. Perciò bisogna restare lucidi soprattutto nel giostrare la palla. Questo è il mio insegnamento: io devo pensare a fare giostrare bene la palla, il resto lo devono fare i calciatori in campo e non ci sono alternative. Tuttavia a Grosseto siamo stati più aggressivi del solito in maniera cosciente, e quindi mi posso ritenere soddisfatto. Concludo dicendo: pretendo lucidità e semplicità, tutto qui". Tocca ai nuovi arrivati parlare. In primis ecco l'attaccante Antonio Schetter: "Sono venuto con entusiasmo e ringrazio sia il diesse Giammarioli che la società per l'occasione che mi è stata data. Sono una seconda punta, posso giocare in un attacco a tre, ma all'occorrenza posso essere adattato come prima punta perchè ci ho giocato". Tocca al centrocampista ghanese Bright Christopher Addae che dice (solo in lingua inglese): "Gubbio città piccola, ma mi trovo bene. Il mio ruolo preferito è fare il mediano davanti alla difesa". Parla anche il centrocampista Andrea Molinelli: "Sono venuto a Gubbio perchè il Sud Tirol ha voluto fortemente Cocuzza e Traorè, e poi all'ultimo momento è saltato il mio passaggio alla Virtus Entella perchè non sono riusciti a cedere un loro centrocampista. Sono un mediano che può giocare anche da mezzala". Si conclude con il portiere Alessandro Gozzi: "Vengo dalla Grecia con tanta voglia di fare bene. Giocavo nell'Asp Zakynthos nella serie B greca. Però il calcio italiano è una bella vetrina e la Prima Divisione è un campionato importante". Non è mancato un commento finale del direttore sportivo Stefano Giammarioli che ha specificato: "Credo che l'operazione più difficile è stata trattenere Ferrari: lo volevano in serie B Varese, Crotone, Modena, Padova, ma in particolar modo la Reggina che si voleva accaparrare la metà del cartellino del calciatore. Ma lui ha preferito restare in rossoblù, pur rimanendo in categoria inferiore: a giugno poi si vedrà. L'entrata di Schetter non è stata facile: siamo riusciti a farla solo dopo le uscite di Cocuzza, Traorè e pure quella di Di Francesco. Altrimenti Schetter non sarebbe potuto venire a Gubbio. Pure Pisseri e Malaccari hanno ricevuto delle richieste, ma per il momento restano in rossoblù". Giudice Sportivo. Multa di 500 euro alla società del Gubbio perchè "propri sostenitori in campo avverso, durante la gara, intonavano cori offensivi verso l'opposta tifoseria". Squalificato per un turno il centrocampista Pietro Baccolo.

04 febbraio 2014
L'editoriale. La prima volta a Grosseto. E quella "rivoluzione" nel mercato di gennaio...

La prima volta. É la prima volta che il Gubbio sbanca il campo di Grosseto. Di sicuro è un buon segno. Come è un buon segno la seconda vittoria consecutiva. Fare punti è vitale in questa fase delicata della stagione: se si vogliono rincorrere i playoff non ci sono alternative. Questo Gubbio non sarà bello, non sarà per niente spettacolare, ma in definitiva bada al sodo e alla fine raccoglie quello che cerca, cioè il risultato. Ricordiamoci bene: anche a Salerno il Gubbio stava portando a casa i tre punti, se non ci fossero stati quei due minuti sciagurati (79' e 81') dove la squadra di Roselli dovette subire due gol incredibili, con due errori marchiani. Per la verità pure a Grosseto ci sono stati due errori plateali, ma questa volta da parte dei biancorossi dell'ex tecnico rossoblù Acori: e questa volta il Gubbio ringrazia perchè porta a casa l'intero bottino. Diciamo che c'è stata anche un pizzico di fortuna che non guasta mai. Quella fortuna che è mancata al trainer Bucchi in diverse partite. Ma come sapete, il calcio è fatto anche di episodi: se la palla vuole entrare, entra, altrimenti non c'è niente da fare. Tuttavia la filosofia di Roselli è piuttosto chiara e lo dice sempre. Prima non prenderle. Squadra corta, abbottonata, che non deve dare spazi agli avversari e possibilmente fare male in contropiede, con calciatori veloci e ficcanti. Un'altra filosofia ben definita del tecnico Roselli è la seguente (perchè lo ribadisce ogni volta che parla con la stampa): "I calciatori in campo non devono correre troppo e male. Devono correre quel tanto che basta e giocare sempre in coppia, ognuno che aiuta l'altro". Basta guardare nello specifico il modulo che è stato adoperato a Grosseto. In fase di non possesso un 5-4-1 che in fase di possesso diventa un 3-4-3 o 3-4-1-2. E le pedine si spostano sempre in coppia. Alcuni esempi? Sul lato destro avanzano e arretrano insieme Bartolucci e Caccavallo mentre sul lato opposto (sinistro) è toccato a Giallombardo e Falzerano. Di punta Luparini che ha cercato di fare salire la squadra, ma allo stesso tempo ha cercato di trovarsi pronto al momento opportuno. Morale della favola? Roselli non vuole punti di riferimento in attacco: una punta centrale veloce (anche l'ultimo acquisto Schetter non è un vero bomber d'area) e due esterni che a sua volta diventano spine nel fianco. Un'altra curiosità. In difesa si è rivisto il libero vecchio stampo: Radi a Grosseto ha giocato da difensore centrale facendo da molla tra Pisseri e l'attaccante avversario di turno. Tutto ciò funzionerà? Solo il campo saprà dare un responso. D'ora in avanti il Gubbio dovrà giocare tutte le sue cartucce per conquistare i playoff: vietato sbagliare, questo è chiaro. Ma quello che è saltato all'occhio di tutti è l'autentica rivoluzione che è stata fatta nel mercato di gennaio. Una vera e autentica epurazione con la partenza di otto calciatori che sono in sequenza: Sandomenico, Cacchioli, Briganti, Traorè, Cocuzza, Tamasi, Longobardi, Di Francesco, senza dimenticare che Russo e Semeraro sono fuori rosa (quindi sarebbero addirittura dieci!). Mentre in entrata sono arrivati ben sette calciatori e in successione sono: Schetter, Molinelli, Addae, Gozzi, Sarr, Belfasti e Falzerano. Ma cosa significa tutto questo? Senza troppi giri di parole, tutto ciò sta a significare che diverse scelte si sono rivelate non azzeccate in estate. Altrimenti non si spiega tutto questo stravolgimento e tutto questo via vai. Forse troppi calciatori sono arrivati in estate e quindi non hanno potuto dare il meglio di sè perchè non avevano spazio. Forse troppi calciatori non erano così adatti alla categoria e lo si è capito strada facendo. Oppure c'è dell'altro, ma questo lo dovrebbero spiegare direttamente gli addetti ai lavori. E soprattutto dovrebbero spiegare come mai un'idea viene stravolta il giorno dopo. Un esempio? Luparini era stato messo sul mercato a gennaio, mentre adesso viene considerato un valore aggiunto. Chi ci capisce, è bravo! (Editoriale Direttore Gubbiofans.it)

02 febbraio 2014
Roselli: "Vittoria sì, ma c'è tanta strada da fare". Luparini: "Ho solo sfruttato la mia chance"

Gubbio che vince la seconda partita consecutiva. Gubbio che si avvicina ad un solo punto dai playoff. Ci sarebbe tanto da gioire. Invece il tecnico Giorgio Roselli predica calma: "Abbiamo vinto? Sì, ma questa partita poteva finire in pareggio. Di sicuro c'è stata una bella reazione dopo il gol del Grosseto e siamo stati bravi a recuperare il risultato. Però ci sono molte cose da migliorare". L'allenatore dei rossoblù aggiunge: "I ragazzi hanno dato il 110%. Però, come ribadisco da tempo, questi ragazzi devono ancora migliorare perchè questo impegno non viene espresso come voglio io. La squadra deve crescere ancora molto. Tuttavia abbiamo saputo limitare gli attacchi del Grosseto. Sono senza voce? Ho preso tanta novalgina dopo la trasferta di Salerno e credo che dovrò ripetere l'operazione pure adesso: questo significa che c'è ancora tanta strada da fare e per farlo c'è ancora tanto da lavorare. Talvolta corriamo troppo e male, invece bisogna essere più lucidi. Luparini? Si vede che ha fame e ci sarà utile". Parla proprio l'attaccante Alessandro Luparini al terzo centro stagionale: "Mister Roselli mi aveva chiesto di tenere palla e fare salire la squadra: ho cercato di fare il mio dovere, anche se è pur vero che mi trovo meglio quando gioco negli spazi. Sul gol del pareggio ho sfruttato un errore difensivo del Grosseto e ne ho subito approfittato. Nel ruolo di prima punta? Ho sempre giocato da esterno di attacco, ma da quest'anno Bucchi (ed ora Roselli ndr) mi ha fatto giocare in questa posizione e dico che non mi dispiace giocare in questo ruolo. Playoff vicini? Continuiamo così, poi vediamo che cosa succederà". Mentre il presidente Marco Fioriti è abbastanza fiducioso: "Una buona prestazione: la squadra si è dimostrata tosta, solida e con la giusta mentalità. Credo che alla fine la vittoria è anche meritata. Luparini? É un patrimonio del Parma e visto che esiste questo asse è un nostro patrimonio: lo avevo detto a Roselli di dargli spazio perchè il ragazzo è valido e di categoria". Sull'altra sponda c'è un umore tutt'altro diverso: al di fuori dello stadio Zecchini divampa la contestazione dei tifosi toscani. Il trainer dei maremmani Leonardo Acori allarga le braccia: "A dire la verità il Grosseto nel primo tempo mi è piaciuto perchè davanti abbiamo trovato un Gubbio molto chiuso. Abbiamo fatto proprio un bel gol (con Ferretti ndr). Nel secondo tempo invece è arrivata una paura inspiegabile, la paura di vincere. Abbiamo subito due gol veramente assurdi: bisogna essere più attenti e più lucidi in certe situazioni. Poi ci ha pensato pure Pisseri che ha compiuto un autentico miracolo su Marotta. Tuttavia non deve esistere la paura, si deve pensare solo a giocare: è questo che chiedo al mio Grosseto". E intanto abbiamo inserito le foto del match tra Grosseto e Gubbio (13 immagini). Foto che troverete nella nostra "fotogallery" e nel link sotto la foto in homepage. Le foto sono di Emanuela Monaci grazie a Manuel Pifferi di Biancorossi.it; si ringrazia per la collaborazione Lorenzo Falconi, sempre di Biancorossi.it

02 febbraio 2014
Gubbio vincente in rimonta a Grosseto (1 a 2). Luparini e Falconieri rispondono a Ferretti

Grosseto contro Gubbio. L'allenatore Roselli schiera il 5-4-1 ma con una sorpresa come prima punta: gioca Luparini, Falconieri va in panchina, mentre il nuovo arrivato Schetter finisce in tribuna. Il tecnico dei grossetani Acori opta per il 4-2-3-1. Partita che non decolla ma al 13' si fa pericoloso il Gubbio con Caccavallo: un tiro-cross insidioso del napoletano finisce in area, però sbroglia la matassa Gotti, con Luparini in agguato. Il Grosseto è come imbrigliato, mentre il Gubbio cerca di farsi pericoloso con le due ali Falzerano e Caccavallo. Gara combattuta che si gioca maggiormente a centrocampo e non si registrano conclusioni a rete fino al 25' quando l'ex Marotta penetra pericolosamente in area, ma salva in extremis Radi in chiusura. Al 30' punizione dai trenta metri con un tiro di Caccavallo, con la palla che finisce sopra la traversa. Al 32' cross insidioso di Onescu in area, ma Tartaglia anticipa Ferretti pronto a scoccare il tiro a rete. Al 34' ci prova invece Bombagi con un tiro dalla distanza, Pisseri si fa trovare pronto e in tuffo riesce a deviare la sfera in angolo. Al 40' la partita improvvisamente si sblocca perchè il Grosseto passa in vantaggio: nasce tutto da una percussione di Onescu sulla fascia destra che pennella in area ospite un cross morbido e calibrato dove sopraggiunge Ferretti che trova una difesa rossoblù impreparata: il rifinitore biancorosso effettua uno stacco imperioso e di testa insacca la sfera sotto la traversa, con un estremo tentativo di Pisseri che si rivela innocuo. Al 45' grande giocata di Marotta che tira fuori il meglio del suo repertorio: l'attaccante napoletano si porta a spasso mezza difesa sul fondo, si avvicina verso l'area e con un colpo di tacco illuminante libera Ferretti pronto a scoccare il tiro a rete, ma salva in extremis Tartaglia. Nella ripresa il Gubbio pareggia (57'): una lunga rimessa laterale di Bartolucci trova impreparata la difesa biancorossa, Terigi si fa anticipare da Luparini che come un rapace si fionda sulla palla e con un tocco di destro di punta deposita la sfera in rete freddando il portiene Lanni: un tiro in diagonale con la palla che colpisce prima il palo interno per poi insaccarsi in porta. Al 71' Grosseto pericoloso: sugli sviluppi di una punizione di Ferretti in area, Marotta in tuffo con un colpo di testa gira la sfera a rete, ma Pisseri è prodigioso e in volo devia la sfera in angolo. Al 74' viene espulso Baccolo per somma di ammonizioni: dopo un fallo su Obodo viene ammonito, ma protesta con l'arbitro e quindi viene espulso. All' 81' il Gubbio passa in vantaggio: un tiro sbagliato di Falzerano diventa un prezioso assist per Falconieri che in area supera in dribbling il portiere Lanni e insacca con destrezza la sfera in rete con un tocco di sinistro. La partita si chiude al 95' con un guizzo di Ferretti che cerca la porta ma il suo tiro fulmineo fa la barba al palo.
Tabellino: Grosseto - Gubbio (1-2):
Grosseto (4-2-3-1): Lanni; Formiconi, Burzigotti, Terigi, Gotti; Perini, Ricci (70' Obodo); Onescu (76' Esposito), Ferretti, Bombagi; Marotta. (A disp.: Maurantonio, Biraschi, Colombi, Gioè, Giovio). All. Acori.
Gubbio (5-4-1): Pisseri; Bartolucci (79' Laezza), Tartaglia, Radi, Ferrari, Giallombardo; Caccavallo (56' Falconieri), Baccolo, Malaccari, Falzerano; Luparini (70' Addae). (A disp.: Gozzi, Sarr, Giuliacci, Belfasti). All. Roselli.
Reti: 40' Ferretti (Gr), 57' Luparini (Gu), 81' Falconieri (Gu).
Arbitro: Morreale di Roma 1 (Squarcia di Roma 1 e Di Monte di Chieti). Espulso: 74' Baccolo (Gu). Ammoniti: Terigi (Gr); Bartolucci, Baccolo e Giallombardo (Gu). Spettatori: 766 (di cui 37 da Gubbio nel settore ospiti).
Risultati: Ventiduesima Giornata - Prima Divisione Girone B - Lega Pro:
Benevento - Pontedera
3-0
60' Mengoni (B), 70' Evacuo (B), 89' Evacuo (B)
Frosinone - Nocerina
n.d. (3-0 a tavolino per il Frosinone)
Grosseto - Gubbio
1-2
40' Ferretti (Gr), 57' Luparini (Gu), 81' Falconieri (Gu)
Lecce - Perugia
3-4
7' Eusepi (P) rig., 26' Moscati (P), 44' Miccoli (L) rig., 47' Beretta (L), 53' Scognamiglio (P), 84' Sprocati (P), 87' Zigoni (L)
Pisa - Catanzaro
0-0
Prato - Paganese
0-1
39' Deli (Pa)
Salernitana - Barletta
3-0
37' Gustavo (S), 52' Mancini (S), 59' Mendicino (S)
Viareggio - L'Aquila
1-3
58' De Sousa (A), 60' Rosafio (V), 89' Del Pinto (A), 93' Gallozzi (A)
Riposa: Ascoli


01 febbraio 2014
L'A.S. Gubbio 1910 (con un comunicato stampa) risponde al documento degli ex dirigenti

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell'A.S. Gubbio 1910 pervenuto alle ore 18:26 a firma del Consiglio di Amministrazione. Ecco il comunicato integrale che è arrivato alla stampa: «La Società A.S. Gubbio Calcio 1910 S.r.l., preso atto di quanto dichiarato dagli ex dirigenti del sodalizio rossoblù, fa presente che non rientra nella filosofia aziendale accentuare polemiche inutili, sterili e naturalmente poco consone alla storia calcistica di questa città. La Società, ricordando solamente che l’attuale assetto dirigenziale si è insediato in un momento di particolare difficoltà finanziaria, in cui le sorti della Società apparivano seriamente compromesse, fa presente che tutti i risultati gestionali, e quindi qualsiasi dato obbligatorio secondo le normative vigenti è naturalmente riscontrabile dai documenti depositati presso il Registro delle Imprese di competenza».

01 febbraio 2014
Schetter subito tra i convocati. Il tecnico Roselli: "Un'alternativa valida a Longobardi, ma..."

L'ultimo arrivato è stato subito convocato per la trasferta di Grosseto. Stiamo parlando dell'attaccante Antonio Schetter che proviene dall'Ischia Isolaverde. Il tecnico Giorgio Roselli dice: "Schetter è una alternativa valida per la partenza di Longobardi. Ma non ha le stesse caratteristiche, per me è più una seconda punta. Vediamo se impiegarlo fin da subito. Adesso ci aspetta una gara difficile contro il Grosseto che ha una buona squadra, ma oltretutto è arrivato un allenatore esperto e bravo come lo è Acori: quindi bisogna stare molto attenti". L'allenatore rossoblù però non ha ancora sciolto il nodo del modulo da schierare. Più probabile il 5-4-1 ibrido (in fase di possesso può diventare un 3-4-3). Quindi Pisseri in porta. Quintetto difensivo formato da Bartolucci, Tartaglia, Radi, Ferrari e Giallombardo. A centrocampo Caccavallo e Falzerano sugli esterni, in mezzo il duo Malaccari e Baccolo. In attacco il solo Falconieri, in ballottaggio con Luparini. Schetter al 99% partirà dalla panchina. Però il trainer di Montone (ma ora abita a Bosco) potrebbe optare anche per il 4-4-1-1. Ovvero Pisseri in porta. In difesa il quartetto Bartolucci, Tartaglia, Ferrari e Giallombardo. A centrocampo ai lati Malaccari e Caccavallo, in mezzo il duo Baccolo e Radi. In attacco Falzerano a supporto di Falconieri (o Luparini). La lista dei convocati per Grosseto: Addae, Baccolo, Badara Sarr, Bartolucci, Belfasti, Caccavallo, Falconieri, Falzerano, Ferrari, Giallombardo, Giuliacci, Gozzi, Laezza, Luparini, Malaccari, Pisseri, Radi, Schetter e Tartaglia. Arbitra l'incontro il signor Andrea Morreale di Roma 1 che sarà coadiuvato dai guardalinee Stefano Squarcia di Roma 1 e Francesco Di Monte di Chieti. Fischio d'inizio ore 14:30.

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Lega Pro - Girone B
Stagione 2019/2020

Dopo 5 giornate:

Cesena
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3120
1990
1940
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Lega Pro
Girone B - 2019/2020

Emilia-Romagna (8)
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Friuli (1)
Triestina
Lombardia (1)
Feralpisalo
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Fano, Fermana, Sambenedettese, Vis Pesaro
Trentino Alto Adige (1)
Sud Tirol
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Gubbio
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Amarcord rossoblu


Anno 2011-2012 Serie B:

MATCH CLOU:

1 ottobre 2011:

Gubbio-Verona 1-1
Spettatori: 3911

24 ottobre 2011:
Gubbio-Torino 1-0
Spettatori: 4173

6 gennaio 2012:
Gubbio-Bari 2-2
Spettatori: 3821

28 gennaio 2012:
Gubbio-Sampdoria 0-0
Spettatori: 3977

28 aprile 2012:
Gubbio-Pescara 0-2
Spettatori: 4434

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